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Roma
10 dicembre 2018
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Curiosità

Tombe del Cacciatore e dell’Orco

In genere le tombe rinvenute nella Necropoli sono scavate nella roccia e vi si accede attraverso un corridoio. I sepolcri più antichi hanno dimensioni più ridotte, mentre quelle successive al IV secolo a. C. presentano più vani.

Le tombe offrono interessanti pitture che testimoniano lo stile artistico della civiltà etrusca. 

 

Tomba del Cacciatore

La Tomba del Cacciatore è datata intorno ai primi decenni del V secolo a. C. Venne scoperta nel 1962. Qui l’artista ha voluto ricreare un particolare padiglione raffigurante la caccia all’interno di una tenda. L’ ambiente è preciso e ha una struttura di sostegno in legno. L’immagine è ornata da molti elementi decorativi dove spicca la fascia figurata. Nella breve altezza di 14 centimetri si osserva una concitata successione di cavalieri, leoni, tori, leoni cervi, cani, guerrieri in azioni di lotta.

Tomba dell’Orco

Questo tumulo è stato rinvenuto nel 1868 e rappresenta la più importante testimonianza del vasto periodo ellenistico della pittura sepolcrale tarquiniese, è composto di due grandi camere sepolcrali collegate tra loro con trasformazioni che si sono succedute tra la fine del IV e gli inizi del II secolo a.C.

Qui risultano abbandonati i temi decorativi delle tombe del VI e V secolo, ora è subentrato un senso di dolorosa sofferenza che evidenzia un concetto della morte diverso da quello delle origini della civiltà etrusca, non più serena continuazione della vita terrena ma paura per gli ignoti patimenti che sembra riservare l’Aldilà. Anche la rappresentazione di personaggi della mitologia greca (Aiace, Tiresia, Persefone, Teseo) intende sottolineare per gli Etruschi la inutile lotta dell’uomo contro le inesorabili leggi dell’Averno.

Nella prima camera, la più antica, è rappresentata una grandiosa scena di banchetto della quale restano però solo poche tracce conservate, ma resta ancora, bellissima e pensosa, la dolce figura di una delle commensali, unanimemente riconosciuta come la fanciulla Velcha (cioè Velia Spurinas, moglie di Arnth Velcha), un’alta e rara testimonianza di bellezza femminile tarquiniese. La seconda stanza pullula di eventi tratti dalla mitologia greca, dalla scena dell’accecamento di Polifemo, alla rappresentazione di Hypnos, dio del sonno, al particolare dell’Averno ed al ritratto di Charun. Necropoli di Monterozzi. Dimensioni in metri: Orco I 5,14 X 5,46 X 2,50 (h); Orco III 11,5 X 11,0 X 2,18 (h)

 

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