BEGIN:VCALENDAR
VERSION:2.0
PRODID:-//wp-events-plugin.com//7.2.3.1//EN
TZID:Europe/Rome
X-WR-TIMEZONE:Europe/Rome
BEGIN:VEVENT
UID:32191@lazioeventi.com
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20220408T093000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20221002T193000
DTSTAMP:20220905T080235Z
URL:https://lazioeventi.com/eventi/1932-lelefante-e-il-colle-perduto
SUMMARY:1932\, l’elefante e il colle perduto - Roma - 8 Aprile 22 09:30
DESCRIPTION:Una selezione di circa 100 opere\, tra reperti archeologici\, p
 rogetti grafici\, oggetti d’arte e video\, alcuni esposti per la prima v
 olta\, racconta la storia della perduta Velia e del “suo” elefante.\n\
 nA 90 anni dalla scoperta\, sono stati restaurati i resti fossili di elefa
 nte (Elephas antiquus) trovati alla base della collina Velia. L’interven
 to ha costituito l’occasione per proporre un insieme di opere\, che gett
 ano luce su un settore dell’area archeologica centrale interessato negli
  anni Trenta del Novecento da distruzioni e trasformazioni urbanistiche pr
 ofonde. Un centinaio di queste opere\, tra cui reperti archeologici\, prog
 etti grafici e opere d’arte\, interamente provenienti dalle collezioni c
 apitoline\, alcuni dei quali identificati in occasione di recenti ricerche
  ed esposti al pubblico per la prima volta\, compongono questa mostra.   \
 n\nIn soli due anni\, tra 1931 e 1932\, fu sbancato nel cuore di Roma un c
 olle\, la Velia\, che si estendeva tra le pendici dell’Oppio e le propag
 gini del Palatino\, separando l’area dei Fori Imperiali dal Colosseo. L
 ’intervento da un lato risolveva la necessità di collegare piazza Venez
 ia\, via Cavour e i nuovi rioni del Celio e dell’Esquilino\, dall’altr
 o consentiva la realizzazione di una strada monumentale e scenografica da 
 piazza Venezia al Colosseo. Si trattava di una passeggiata unica al mondo 
 fiancheggiata dai monumenti della città antica che si andavano recuperand
 o con le demolizioni del Quartiere Alessandrino\, in atto dal 1924.\nLa nu
 ova arteria cittadina\, che prese il nome di via dell’Impero (l’attual
 e via dei Fori Imperiali)\, fu inaugurata il 28 ottobre 1932 in occasione 
 della celebrazione del decennale della Marcia su Roma\, divenendo da quel 
 momento luogo privilegiato delle parate e dei riti del regime.\nIl prezzo 
 pagato dal patrimonio artistico e archeologico\, a causa di questo sbancam
 ento\, fu molto alto. Si iniziò con lo smantellamento pressoché totale d
 el giardino di Villa Rivaldi\, che si estendeva sulla sommità del colle f
 ino alle spalle della Basilica di Massenzio. Fu quindi intaccata la strati
 ficazione archeologica\, che si rivelò ricchissima di testimonianze di ep
 oca romana\, in particolare i resti di una domus con affreschi ben conserv
 ati e numerose statue.\nMa la scoperta più sorprendente fu fatta il 20 ma
 ggio 1932\, quando vennero alla luce numerosi resti di fauna fossile\, tra
  i quali il cranio e la zanna di elefante Elephas (Palaeoloxodon) antiquus
  costituiscono il reperto più famoso. La notizia ebbe immediata risonanza
  sulla stampa. Antonio Muñoz\, Direttore della X Ripartizione Antichità 
 e Belle Arti del Governatorato di Roma e supervisore dei lavori\, scrisse 
 che «qui\, sotto la collina della Velia era il giardino zoologico della R
 oma preistorica». Le operazioni di recupero si svolsero con grande celeri
 tà: l’Elephas\, rimosso frettolosamente\, fu poi trasportato nell’Ant
 iquarium Comunale del Celio\, «dove è stato dimenticato»\, come avrebbe
  poi scritto Antonio Cederna.\n\nLa mostra si compone di quattro sezioni n
 elle quali\, in un viaggio a ritroso nel tempo\, sono illustrate alcune im
 portanti tappe di questa storia: l’intervento di sbancamento con i proge
 tti di sistemazione architettonica e le modalità di raccolta dei material
 i archeologici rinvenuti\; il complesso monumentale di Villa Rivaldi\, for
 temente manomesso dai lavori\; le testimonianze di una ricca domus rimasta
  in uso per lungo tempo in epoca imperiale\; la scoperta dei resti dell’
 Elephas antiquus.\n\nIn questo racconto\, oltre ai reperti archeologici\, 
 progetti grafici e oggetti d’arte vengono proposti al pubblico anche fil
 mati d’epoca conservati negli archivi dell’Istituto Luce e un video co
 n immagini degli archivi della Sovrintendenza Capitolina\, utili ad approf
 ondire i temi trattati in mostra.\n\nNella prima sezione è evocato l’in
 tervento di sbancamento della Velia\, evidenziando due aspetti di quel gig
 antesco cantiere urbano: i rinvenimenti\, effettuati in assenza di criteri
  scientifici\, di innumerevoli reperti archeologici e la sistemazione arch
 itettonica del taglio del colle in vista dell’apertura di via dell’Imp
 ero.\nIl primo aspetto è presentato in mostra attraverso una selezione di
  materiali archeologici rinvenuti durante le operazioni di sterro\, databi
 li dall’epoca antica a quella moderna. Il loro allestimento apparentemen
 te casuale vuole rendere l’idea della modalità di recupero dei material
 i\, raccolti senza distinzione di contesto di rinvenimento\, e il loro sto
 ccaggio in casse\, poi accumulate nei depositi comunali. Rimandano invece 
 al secondo aspetto alcuni disegni e progetti per il muro di sostegno del g
 iardino di Villa Rivaldi\, elaborati da Antonio Muñoz e dai suoi collabor
 atori. In parte inediti\, i disegni mostrano la varietà delle soluzioni i
 deate.\n\nLa seconda sezione è dedicata al giardino di Villa Rivaldi\, sp
 lendida residenza costruita sulla sommità della Velia da monsignor Eurial
 o Silvestri a partire dal 1542. Passata nelle mani di diversi proprietari\
 , nel 1660 la villa fu venduta dal cardinale Carlo Pio di Savoia al Conser
 vatorio delle Zitelle Mendicanti\, istituzione destinata all’accoglienza
  e all’educazione di fanciulle abbandonate. Alla vigilia dello sbancamen
 to della Velia il Governatorato di Roma commissionò a Maria Barosso e Odo
 ardo Ferretti alcune vedute del giardino della villa\, che di lì a poco s
 arebbe stato distrutto.\nL’iniziativa si colloca in una prassi diffusa n
 el periodo: si pensava infatti che la pittura fosse più adeguata della fo
 tografia – ritenuta un semplice metodo meccanico di riproduzione di imma
 gini – a rendere il fervore dei lavori in corso o a documentare in manie
 ra appropriata i frequenti rinvenimenti di antichità. I dipinti esposti i
 n questa sala sono il frutto di quel lavoro.\n\nLa terza sezione è riserv
 ata alle testimonianze della decorazione pittorica del criptoportico di un
 a grande domus di epoca imperiale romana intercettata dagli sterri\, le cu
 i imponenti strutture furono completamente demolite. Il complesso si artic
 olava su due livelli\, di cui quello inferiore con criptoportico dotato di
  un ninfeo\; al piano superiore si impostava un cortile porticato a pianta
  rettangolare. La decorazione era costituita da due distinte fasi pittoric
 he\, una di fine I-inizi II secolo d.C.\, l’altra di fine II-inizi III s
 ecolo d.C.\, riprodotte da Ferretti con acquerelli\, alcuni dei quali espo
 sti in mostra. Per la prima volta vengono presentati al pubblico quattro f
 rammenti di affreschi\, recuperati prima della demolizione delle strutture
 . Vi sono raffigurati personaggi e animali\, che decoravano i riquadri in 
 cui erano scandite le pareti nella seconda fase pittorica.\n\nNella quarta
  sezione\, infine\, sono esposti i resti del cranio e della difesa (zanna)
  sinistra dell’elefante antico Elephas (Palaeoloxodon) antiquus\, rinven
 uto nello strato geologico a circa 11 metri dalla sommità della collina. 
 Tre acquerelli di Barosso e l’olio di Ferretti conducono lo spettatore n
 el vivo delle fasi di apertura del taglio della Velia\, con il primo appar
 ire del Colosseo\, la messa in luce dei resti del cranio e della difesa di
  elefante adagiati in corrispondenza del tracciato della via dell’Impero
  e\, infine\, la maestosa stratificazione geologica messa in luce dall’a
 vanzare dei lavori.
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://lazioeventi.com/wp-content/uploads/2022/
 09/1932-ELEFANTE_1050x545.jpg
CATEGORIES:Arte e Cultura nel Lazio
LOCATION:Roma\, Via Leopardi\, Roma\, Roma\, Lazio\, Italia
GEO:41.8942;12.5017
X-APPLE-STRUCTURED-LOCATION;VALUE=URI;X-ADDRESS=Via Leopardi\, Roma\, Roma\
 , Lazio\, Italia;X-APPLE-RADIUS=100;X-TITLE=Roma:geo:41.8942,12.5017
END:VEVENT
BEGIN:VTIMEZONE
TZID:Europe/Rome
X-LIC-LOCATION:Europe/Rome
BEGIN:DAYLIGHT
DTSTART:20220327T030000
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
END:DAYLIGHT
END:VTIMEZONE
END:VCALENDAR