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SUMMARY:A Forme Spazio Mecenate Significanza di Maurizio D'Andrea - Roma - 
 1 Aprile 23 10:00
DESCRIPTION:Dal 1 al 30 aprile la Galleria Forme Spazio Mecenate di Roma os
 pita la personale del Maestro Maurizio D’Andrea “Significanza - La pro
 fondità dell’essere”\, curata dal Dottor Gastone Ranieri Indoni.\n\nC
 irca venti le opere in mostra\, quasi tutte di piccolo formato.\n\nLa pitt
 ura di Maurizio D’Andrea si inserisce con autorevolezza nel filone prest
 igioso dell’astrattismo internazionale contemporaneo. Le sue opere sono 
 il frutto di una lunga ricerca che ha preso avvio da una timida figurazion
 e evolvendo poi verso un astrattismo e un’astrazione sempre più profond
 a. D’Andrea dipinge con grande personalità e sapienza tecnica senza con
 cedere nulla all’estetica se non dopo aver dato alla tela il suo messagg
 io simbolico. Il percorso dell’artista evidenzia una vicinanza spiccata 
 con il cammino e l’evoluzione dei migliori pittori astratti italiani com
 e Burri\, Vedova\, Morlotti che dopo aver iniziato con la pittura figurati
 va\, dopo uno straordinario percorso di maturazione tecnica e concettuale\
 , sono successivamente approdati alla pittura astratta.\n\nD’Andrea\, al
 tresì\, non volendo ripetere il pregresso illustre di una pittura che\, a
  cavallo tra gli anni 50 e 60 del ‘900\, ha dimostrato una creatività f
 uori dal comune con la stagione dell’informale e dell’espressionismo\,
  sviluppa un suo stile pittorico astratto “introversico” che lo porter
 à ad essere unico e riconoscibile nel panorama mondiale. I tempi sono rad
 icalmente mutati e la società contemporanea è dominata dal narcisismo\, 
 dai social e dal metaverso digitale che non possono non influire sulle poe
 tiche artistiche. I media condizionano l’operato degli artisti in tutto 
 il mondo spingendo verso omologazioni commerciali ed illusorie sotto l’a
 la della propaganda mediatica.\n\nD’Andrea rigetta con forza la consumab
 ilità effimera dell’arte celebrativa e fonda a Torino una nuova corrent
 e artistica che impone agli artisti il ritorno all’inconscio e al nostro
  essere. Nasce il Movimento Artistico Introversico Radicale che si pone in
  contrapposizione alla realtà virtuale e solo commerciale. Riavvicina l
 ’arte alla filosofia\, sociologia ma soprattutto alla psicologia andando
  a riscoprire gli inconsci collettivi di Jung\, gli archetipi primordiali 
 e i miti. D’Andrea instaura un rapporto con lo spettatore in una sorta d
 i sfida interpretativa per la sua inesauribile capacità di conferire sign
 ificato alle sue tele. Lancia messaggi\, nasconde segni\, testi\, simboli\
 , crea vortici e fughe\, movimenti dell’anima che\, nella potenza delle 
 astrazioni\, fanno della tela un campo di esplorazione e di emozione poten
 zialmente infinito. Gli strati di colore\, le colature\, i graffi\, gli st
 rofinacci che corrono nevrotici sulla tela alla ricerca della purificazion
 e\, la disperazione nella gestualità\, la straordinaria padronanza nell
 ’accostamento cromatico fatto di incredibili sfumature\, le vie di fuga 
 concettuali\, rielaborano in termini innovativi la lezione dell’astratti
 smo che D’Andrea rimodula in modo molto originale come contaminazione de
 ll’inconscio nell’astrazione e nella riduzione della realtà oggettual
 e e psichica della nostra società. La pittura di D’Andrea si muove in u
 n continuo movimento tra l’espressionismo astratto\, essenzialmente cost
 ruttivo con un fare artistico che rivendica il riscatto\, e l’informale 
 molto più nichilista e disilluso.\n\nIl pittore è colui che trapassa e r
 espira l’essere intimo delle cose. La tela come creazione artistica è i
 l dispiegamento visibile di ciò che rimarrebbe altrimenti chiuso nell’u
 niverso individuale del pittore. In D’Andrea la pittura si incarna in un
 ’interrogazione e nascita continua e segna l’approdo ad una prospettiv
 a ontologica della pittura stessa. Per Cartesio è evidente che si possono
  dipingere solo cose esistenti\, che la loro esistenza consiste nell’ess
 ere estese\, e che il disegno rende possibile la pittura rendendo possibil
 e la rappresentazione dell’estensione. Cartesio aveva dimenticato la pro
 fondità dell’essere\, non si era preoccupato del “cuore delle cose”
 .\n\nD’Andrea con la sua mostra “SIGNIFICANZA” perfora la pelle dell
 e cose e va dritto alla vibrazione della psiche e al dialogo con l’incon
 scio. Perché la sua pittura astratta è significato e lo fa con una pittu
 ra ricca di astrazioni che non cerca l’aspetto esteriore ma le sue cifre
  segrete\, i suoi simboli\, i suoi messaggi\, le sue finestre dell’anima
 . Parla di ciò che non ha luogo: l’anima e i suoi moti. Avvicina ad una
  rivalutazione potente l’interiorità dell’uomo\, dove la visione dell
 a tela è l’incontro di tutti gli aspetti dell’Essere\, un crocevia do
 ve la profondità dell’anima è la strada maestra. D’Andrea nei suoi q
 uadri è un conquistatore di spazi che popola di pennellate\, gesti\, segn
 i e rituali pittorici pieni di energia\, colore e movimento. Parla agli in
 consci collettivi che uniscono l’essere umano e predica la Significanza 
 dell’essere contro il metaverso digitale e le sue realtà virtuali. D’
 Andrea con la mostra “SIGNIFICANZA” soggettualizza il linguaggio astra
 tto rendendolo vettore di un messaggio universale e profondo.\n\nLe opere 
 di D’Andrea sono state esposte\, in mostre collettive e personali\, in d
 iverse città del mondo riscuotendo notevole successo consacrandolo come i
 l pittore internazionale  dell’inconscio introversico.\n\nAfferma il cu
 ratore della mostra Dottor Gastone Ranieri Indoni: “Ammesso che dopo la 
 fase classicistico-figurativa “il bello rinasce anche dall’intensità 
 dell’espressione” l’opera di Maurizio D’Andrea si stacca dalla sch
 iera dei seguaci dell’”informale”\,  con invitante proficuità. Dei
  tanti motivi i più evidenti: il carattere che rivela è primordiale e po
 i non ha le sue radici in una specie di furia improvvisatrice alla Van Gog
 h. Osservare con attenzione le opere di Maurizio D’Andrea\, negazionista
  convinto di un figurativo superato dalla natura stessa ormai offesa\, sig
 nifica coglierne la ricchezza della carica astratta\, l’acuta sensibilit
 à\, la precisione del gusto del colore\, l’arditezza delle campiture\, 
 l’audacia pur controllata nella stesura\, ma soprattutto il convertire i
 l fruitore nella voglia ardita di tuffarsi con lui in quel “ciò che non
  esiste” del suo ricchissimo intimo sentire.\n\nUn lago di magma denso d
 i egocentrica esclusiva stimolante fantasia creativa che\, a dispetto di v
 isioni univoche\, propone di accettare una pullulante pluralità e la mist
 eriosa caoticità del reale\; per lui i fatti non esistono più\, decide e
  si propone con l’interpretazione dei fatti\; per lui mai più una sola 
 verità ma tante verità diverse\, nessuna delle quali può essere acquisi
 ta come unica.\n\nD’Andrea non cerca a priori armonie di natura intellet
 tuale come ha fatto\, per esempio Mondrian\, bensì si esprime con occulte
  strutture e moduli dell’essere inaccessibili alla ragione\, in perfetta
  coerenza con quanto aveva detto Eraclito in tempi veramente non sospetti 
 “L’armonia invisibile è più forte di quella visibile”  Sarebbe da
  chiedersi quali siano stati e siano i suoi livres de chevet e\, al contem
 po\, tentare di percorrere gli angusti meandri e i sinistri cunicoli del s
 uo apotropaico sentiero mentale per potersi configurare\, immedesimarsi\, 
 giustificare e assistere alla primordiale fase esecutiva dei suoi dipinti:
  forse un’esperienza da sballo\, per quanto fuori da ogni decalogo di cl
 assica vecchia bottega!\n\nL’unica verità che più che dedurre\, si pu
 ò immaginare\, date dalle sue contorte labirintiche consonanze descrittiv
 e improntate a coinvolgenti versioni segniche e colorazioni alternative\, 
 è che si è ormai intrappolati in un eterno presente dal quale è stato e
 liminato il passato e di cui\, pertanto\, non è prevedibile il futuro\; p
 er il D’Andrea che si intuisce\, l’immagine del tempo attuale si è sg
 retolata\, non è più quella del tempo antico legata alla natura\, e che 
 quella modernità cristiana che aveva pensato e imposto il tempo come una 
 linea continua in protetto cammino dal passato al futuro attraverso il pre
 sente\, è del tutto svanita. La sua pittura\, una scapigliatura postmoder
 na\, ne precisa i confini\, magari li delimita\, oppure favorisce l’espl
 odere in campi più vasti la sua sensibile eccitabilità\, la sua ispirazi
 one\, il suo umor d’animo.  Accettando magari\, con l’iniziale intrig
 ante e altrettanto illuminante interrogativo di Marcuse\, anche la buona f
 ede di un Eraclito che aveva previsto un suo epigono posdatato di 2500 ann
 i che oggi si è materializzato nell’inclito pittore e nell’audace uom
 o Maurizio D’Andrea.\n\n&nbsp\;\n\nBreve Bio dell’artista\n\nMaurizio 
 D’Andrea è nato a Napoli ai piedi del Vesuvio e guardando verso il mare
 . Laureato con lode in Vulcanologia\, come i vulcani ha espresso tutta la 
 sua energia e creatività fin dall’adolescenza.\n\nL’artista inizia gi
 ovanissimo a dipingere ad olio\, instaurando un rapporto profondo e viscer
 ale con la tela.\n\nDipinge con le mani e i suoi paesaggi immaginari che r
 appresentano l’anima e una serie di stanze con porte e finestre sono la 
 caratteristica distintiva dei suoi primi dipinti.\n\nNella sua maturità\,
  l’artista si trova a cavallo di tecniche e generi artistici molto diver
 si: dall’utilizzo di strumenti informatici per creare dipinti digitali a
 lla pittura più materica con acrilico su tela utilizzando strumenti insol
 iti\, che permettono al mondo interiore di emergere energicamente e istint
 ivamente.\n\nNei dipinti digitali l’artista riesce ad esprimere tutto il
  suo mondo interiore\, la sua energia\, utilizzando il freddo linguaggio d
 igitale e la sua anima software.\n\nNon ha paura di usare e accostare fort
 i variazioni cromatiche\; al contrario\, li impiega sapientemente per stup
 ire l’osservatore e iniettare energia e movimento.\n\nSperimenta\, scriv
 endo codici di programmazione\, arte generativa\, realizzando al computer 
 tutta una serie di disegni dove il codice è il braccio e l’artista è l
 a mente.\n\nNon si ferma mai. La sua creatività\, ma soprattutto la sua v
 oglia di ricerca e sperimentazione\, non glielo permettono.\n\n&nbsp\;\n\n
 Significanza - La profondità dell’essere di Maurizio D’Andrea\n\n1-30
  aprile Galleria Forme Spazio Mecenate\n\nVia Mecenate 8d - 00184 Roma Tel
 . 351 8202815\n\nOrario dal lunedì al sabato 10-19  domenica fino alle 1
 4\n\nVernissage 1 aprile dalle ore 16.30
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