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Roma
17 Luglio 2019
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Musica, Spettacoli e Danza

A Porte Chuse

Roma, 05 febbraio 2013 al 10 febbraio 2013

di Jean Paul Sartre

traduzione di Filippo Gili

con

Piergiorgio Bellocchio

Vanessa Scalera

Liliana Massari

Massimiliano Benvenuto

regia Filippo Gili

Per la regia di Filippo Gili e con Piergiorgio Bellocchio nel ruolo di Garcin, il Teatro Argot di Roma ospita dal 5 al 10 febbraio “A porte chiuse”, opera teatrale del 1944, probabilmente la più conosciuta di Jean-Paul Sartre. “A porte chiuse” non è la condizione di una stanza d’albergo, di una suite, di un inferno qualsiasi o dell’unico inferno possibile. “A porte chiuse” è quella condizione dell’anima, ma potremmo dir dell’Io, all’interno della quale risulta impossibile l’autosufficienza, la coscienza di un sé che non passi attraverso il terrificante sguardo dell’altro. Terrificante. Non per qualche astratto o violento movente. Ma di per sé. Perché è statutariamente terrificante la condizione dell’uomo, sospeso tra eterno tentativo di una autocognizione ‘essenziale’, e una fatale deriva esistenzialista: la quale esercita giocoforza, su ciascuno di noi, la pressione costante di una esternità. Solo attraverso la quale, ahinoi, veniamo affermati, contenuti, identificati.

Dalle note di regia:

Il sottile discrimine fra pacifismo e diserzione. Quello fra la libertà e un assassinio. Quello fra una vendetta, e la ovvia crudeltà. Ovvero il libero arbitrio secondo Sartre. E la sua distorta conclusione. Che ci racconta come l’Inferno non sia metafisico, ma qualcosa di molto reale, di molto simile alla vita, di molto simile agli stessi spasmi che dalla classe agli uffici, alle case degli amici, ai salotti delle feste, agli incontri in un ristorante, accompagnano e caratterizzano, puntualmente, l’idea di noi stessi, quell’ io che ci si accorge – o si fa finta di no – essere in balia non di una autonoma determinazione, ma di una identificazione collegiale, esterna, altrui. La vita, caduca, ci consente di bleffare: l’inferno, eterno, no. E in un salotto haute/Bauhaus, nell’infernità di occhi che possono solo decidere come sono gli altri, mai noi, si spalanca la deliziosa, comica, angosciante carneficina di tre casi umani costretti a lasciare per sempre, nelle mani degli altri due, le angoscianti sospensioni etiche sulla loro vita, e sulla loro transitoria morte. Un transeat che precipita nel buffo paradosso di un elegante ambiente, di un irresistibile boudoir da commedia di genere in cui Estelle, Ines E Garcin Vestono il corpo profondo, nero, abissale, di quella storta, nuda, impotente eternità chiamata Inferno.

tutti i giorni ore 21:00 – domenica ore 18:00

lunedì riposo

BIGLIETTI: Intero € 12, Ridotto € 10, Ridotto € 8

Tessera associativa 3 euro

 


INFORMAZIONI:

Data: il 05 febbraio 2013 al 10 febbraio 2013
Orario: 18:00 - 23:00
Città: Roma
Luogo: Teatro Argot Studio
Organizzatore: Associazione Marco Bellocchio
Contatto:
Telefono: 06/5898111 - 392 9281031
Indirizzo: Via Natale Del Grande, 27
eMail: info@teatroargotstudio.com
Web: www.teatroargotstudio.com