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SUMMARY:Bienalsur: Invocazioni - Roma - 12 Novembre 25 00:00
DESCRIPTION:Mercoledì 12 novembre BIENALSUR arriva a Roma inaugurando in c
 ontemporanea le mostre presso l’Ambasciata di Spagna in Italia\, l’ Am
 basciata del Brasile a Roma\, il Museo di Roma a Palazzo Braschi\, promoss
 a da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura\, Sovrintendenza Capitolina 
 ai Beni Culturali\; mentre Giovedì 13 inaugura l’ultima mostra romana a
 ll’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone. Dopo Napoli e Milano B
 IENALSUR arriva a Roma con il progetto curatoriale diffuso Invocazioni\, s
 viluppato da Benedetta Casini e il cui primo appuntamento ha aperto al pub
 blico a Milano il 22 ottobre\, presso la Fabbrica del Vapore.\n\nIl termin
 e “Invocazioni” che dà il titolo all’intero progetto è tratto dal 
 testo della conferenza La Cultura y el Alma Animal\, presentata da James H
 illman nel 1994 a Caracas (Venezuela)\, in cui lo psicoanalista descrive l
 ’invocazione come un richiamo a spiriti invisibili\, un’offerta o una 
 propiziazione che implica un decentramento del soggetto umano\, suggerisce
  la necessità di appellarsi agli altri abitanti del mondo sfuggendo alle 
 logiche antropocentriche\, e incoraggia uno sguardo laterale “verso le a
 li (i fianchi)\, in un gesto anti-moderno che ignora l’ego\, l’eroe\, 
 le intenzioni e la biografia della persona”.\n\nNel segno delle tematich
 e globali di BIENALSUR\, le 5 mostre riunite sotto il titolo Invocazioni c
 ostituiscono le tappe di un unico percorso concettuale che analizza la rel
 azione tra il corpo umano e i corpi non umani del mondo che abitiamo: di v
 olta in volta gli animali\, il paesaggio naturale\, l’elemento vegetale\
 , le pietre\, come archivio di un tempo millenario. I lavori esposti metto
 no in discussione la separazione dicotomica fra soggetto e oggetto\, in di
 rezione di quel prospettivismo di ispirazione amerindia teorizzato dall’
 antropologo brasiliano Eduardo Viveiros de Castro\, sorprendentemente affi
 ne al concetto di Anima Mundi ripreso da James Hillman nel tentativo di ri
 pensare l’approccio psicoanalitico occidentale. Entrambi i pensatori cri
 ticano l’approccio della metafisica occidentale per cui “conoscere” 
 vuol dire de-soggettivare l’altro\, ridurlo a “oggetto”\, azzerandon
 e l’intenzionalità: in questo processo di analisi\, basato sulla pretes
 a di conoscenza assoluta\, l’uomo ha ritirato l’anima dal mondo. Secon
 do l’approccio occidentale “conoscere è dis-animare [ritirare l’ani
 ma]\, sottrarre la soggettività dal mondo”\, dice Viveiros de Castro. 
 \n\nAl contrario\, per gli sciamani delle Americhe conoscere implica attri
 buire a ciò che si cerca di comprendere il massimo dell’intenzionalità
 \, “determinare l’oggetto della conoscenza come soggetto”. Il mondo 
 è infatti considerato come un luogo abitato da esseri animati (umani\, an
 imali\, spiriti\, oggetti\, organismi naturali) dotati di prospettive e id
 entità multiple che si intrecciano e si modificano a seconda dei punti di
  vista. Non esiste dunque una verità interpretativa a cui afferrarsi\, un
 ’oggettività funzionale a riaffermare le convinzioni identitarie del so
 ggetto umano\, ma un flusso di relazioni in divenire.\n\nNelle pieghe dei 
 diversi progetti espositivi si legge proprio questa urgenza di soggettivar
 e il mondo\, conferendo dignità significante ad esseri animati e inanimat
 i\, organismi con cui gli artisti selezionati propongono ibridazioni virtu
 ose e dialoghi inaspettati\, in uno spostamento dello sguardo antropocentr
 ico e un’apertura alla possibilità di un pensiero non umano\, ricettivo
  agli insegnamenti della natura e disposto a leggere la complessità del m
 ondo attraverso un approccio sensoriale\, fisico\, mai meramente strumenta
 le. \n\nCome racconta la curatrice Benedetta Casini: «Le mostre che fann
 o parte del progetto espositivo diffuso Invocazioni mettono a confronto ar
 tisti latinoamericani e europei\, con l’intenzione di segnalare un comun
 e atteggiamento\, una comune ricerca di contatto epidermico e di scambio c
 on le soggettività non umane con cui co-abitiamo il mondo. La declinazion
 e tematica nelle singole sedi espositive - il rapporto con le pietre\, la 
 vegetazione\, il paesaggio inteso come una serie di elementi naturali - no
 n esclude rimandi incrociati che uniscono e mettono in dialogo fra loro le
  diverse mostre. Per citare un caso puntuale\, la pratica geofagica ritorn
 a come strategia di fusione con l’alterità non biologica: se in mostra 
 all’Ambasciata di Spagna alfonso borragán (ESP) presenta il risultato d
 i un progetto comunitario di ingestione di pietre\, in cui l’ibridazione
  fra soggetto litico e soggetto umano è letterale e prende la forma dell
 ’incorporazione dell’uno nell’altro\, presso l’ambasciata del Bras
 ile è Lia Chaia (BRA) a masticare pazientemente e ingerire una dietro l
 ’altra immagini di paesaggi naturali e urbani\, riflettendo sull’estet
 izzazione e l’esotizzazione dell’identità brasiliana\, mentre con le 
 sue Mangiatrici di terra Pamela Diamante (ITA) sviscera le varie accezioni
  del concetto di ‘terrone’».\n\n&nbsp\;\n\nInvocazioni: il progetto e
 spositivo di BIENALSUR arriva a Roma\n\n«L’arrivo di BIENALSUR a Roma -
  prosegue la direttrice artistica Diana Wechsler - dopo le inaugurazioni d
 i Napoli e a Milano\, è un passo importante verso la costruzione di un ra
 pporto a lungo termine con la città\, che si configura come interlocutore
  fondamentale per un progetto culturale globale e diffuso. Come dimostrato
  anche in questa occasione\, BIENALSUR dialoga e progetta insieme ad attor
 i attivi sul territorio inserendoli in un discorso transnazionale e metten
 doli in connessione con il panorama internazionale dell’arte contemporan
 ea».\n\nIl progetto espositivo presso la nuova sede dell’Ambasciata di 
 Spagna in Italia mette in dialogo tra loro una selezione di artisti che si
  relazionano con la materialità della pietra: Florencia Caiazza (ARG)\, J
 on Cazenave (ESP)\, Caterina Morigi (ITA)\, Juan Gugger (ARG)\, Veronica B
 isesti (ITA)\, Matteo Guidi e Giuliana Racco (ITA/CAN)\, Jorge Yeregui (ES
 P)\, Karina Aguilera Skvirsky (USA/ECU)\, alfonso borragán (ESP)\, Valent
 ina Furian (ITA)\, Estefanía Landesmann (ARG)\, Itziar Okariz (ESP). \n\
 nIl titolo della mostra\, Invocazioni. La mia mortalità dovrebbe commuove
 rti a cura di Benedetta Casini\, è tratto dalla poesia “Conversazione c
 on una pietra” di Wisława Szymborska in cui la poetessa polacca si imma
 gina di stabilire un dialogo con il soggetto litico. Nel corso della conve
 rsazione emergono le inevitabili distanze fra i due corpi\, quello umano d
 ella poetessa e quello minerale della pietra\, con le loro relative tempor
 alità. Utilizzata sin dall’antichità per riprodurre fedelmente la figu
 ra umana e proiettarla nel tempo\, oltre la vita del soggetto ritratto\, l
 a pietra si configura da un lato come elemento antropomorfo\, plasmato dal
 l’uomo a sua immagine e somiglianza\, su cui convergono fantasie di anim
 azione e vita. D’altro canto la sua temporalità dichiara la magnificenz
 a di una natura che supera ogni misura umana\, portatrice di una visione m
 illenaria. La necessità di entrare in relazione con l’elemento minerale
  è espressa tramite conversazioni immaginarie e ibridazioni corporee che 
 ridefiniscono i confini tra soggetto e oggetto\, tra materia biologica e n
 on biologica. In occasione della mostra le vetrate della sede espositiva\,
  affacciate sulla Fontana del Moro in Piazza Navona\, si trasformano in pi
 attaforme di pensiero permeabili\, dove la riflessione sul desiderio di tr
 ascendere il proprio tempo dialoga con uno degli scenari più rappresentat
 ivi del Barocco Romano.  \n\nIn linea con l’idea di decentramento che r
 icorre nell’intero progetto curatoriale\, l’esposizione Invocazioni. E
 cologie di contatto presso l’Ambasciata del Brasile - Galleria Candido P
 ortinari di Roma propone una serie di lavori che indagano criticamente ter
 ritori e geografie specifiche\, considerati corpi vivi\, capaci di interve
 nire nella costruzione identitaria del soggetto umano. Visioni sul territo
 rio brasiliano\, messe a fuoco da artisti che si sono affermati internazio
 nalmente proprio in virtù della loro ricerca sul tema dell’identità co
 me Lia Chaia (BRA)\, Paulo Nazareth (BRA) e Claudia Andujar (BRA)\, si int
 recciano con lavori di artisti come Maria Thereza Alves (BRA)\, Pamela Dia
 mante (ITA) ed Ettore Favini (ITA) che riflettono sulla specificità della
  geografia italiana. Il paesaggio è invocato tramite riferimenti simbolic
 i – la silhouette del fiume Tevere\, foglie tropicali provenienti dalla 
 foresta brasiliana\, frese agricole utilizzate per lavorare la terra nel s
 ud Italia – in un’approssimazione corporea al concetto di luogo. Il co
 rpo diventa misura e strumento di indagine per raccontare il territorio e 
 i conflitti identitari che lo attraversano attraverso riflessi\, sovrappos
 izioni o addirittura assimilazioni dirette. In questo senso il titolo dell
 a mostra allude a una forma di relazione che si basa su una prossimità ep
 idermica ed empatica con l’oikos - la casa o l’ambiente di appartenenz
 a - in contrasto con rappresentazioni oggettivanti fondate sulla scissione
  tra soggetto e oggetto\, natura e cultura. I confini tra corpo e paesaggi
 o si dissolvono: il soggetto umano non è più “nel” paesaggio\, ma\, 
 secondo un procedimento tal volta additivo\, tal volta fusionale\, si fa e
 sso stesso paesaggio.\n\nLa doppia personale Invocazioni presso le sale al
  pianterreno di Museo di Roma a Palazzo Braschi\, vede come protagonisti i
  progetti site-specific di Chiara Bettazzi: oggetti d’incontro e di Mati
 as Ercole: hanno visto il sole cadere. La mostra\, ​​promossa da Roma 
 Capitale\, Assessorato alla Cultura\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Cu
 lturali\, a cura di BIENALSUR\, Benedetta Casini e Diana Wechsler presenta
  approcci dissimili al paesaggio vegetale contemporaneo\, pensati per dial
 ogare concettualmente con l’esposizione Ville e giardini di Roma: una co
 rona di delizie che dal 21 novembre occuperà le sale al primo piano del M
 useo. \n\nAttraverso una tecnica pittorica del tutto originale\, Matias E
 rcole (ARG) riflette sulla rappresentazione della natura selvaggia delle A
 meriche nella storia dell’arte. L’artista mette in relazione riferimen
 ti iconografici fra loro distanti: dalle rappresentazioni antropofagiche d
 i Tarsila do Amaral a quelle sublimanti di inizio secolo XIX del pittore t
 edesco Johann Moritz Rugendas.La grande tela installata al soffitto nega i
 l proprio status di finestra illusionistica\, per suggerire un’inversion
 e prospettica e un’intrusione nello spazio circostante. La tecnica compo
 sitiva rivela una tensione fra pittura e disegno: in un primo momento l’
 artista ricopre uniformemente la superficie con uno strato pittorico sul q
 uale interviene poi rimuovendo la materia pittorica con strumenti graffian
 ti. Ne risultano disegni in negativo\, forme che emergono con diverse inte
 nsità da un substrato comune. Negli stessi spazi Chiara Bettazzi (ITA) in
 daga attraverso fotografia e installazione ambientale l’idea di trasform
 azione\, mettendo in relazione il paesaggio industriale e urbano con l’e
 lemento vegetale. Sin dagli esordi la sua ricerca è legata a una riflessi
 one sull’accumulo di oggetti d’uso quotidiano e il loro riutilizzo in 
 composizioni che evocano presenze animate. A Palazzo Braschi a prendere vi
 ta sono oggetti domestici assemblati a elementi vegetali. Ad animare quest
 e nature morte dal carattere fantasmatico sono le fotografie\, installate 
 secondo una progressione sequenziale che testimonia la graduale trasformaz
 ione del soggetto. \n\nLa collettiva presso l’Auditorium Parco della Mu
 sica Ennio Morricone\, coprodotta con la Fondazione Musica per Roma\, visi
 tabile fino al 6 gennaio\, mette in relazione le ricerche artistiche di Ma
 rc Vilanova (ESP)\, Lihuel Gonzalez (ARG)\, Jacopo Mazzonelli (ITA)\, Frie
 drich Andreoni (ITA/DEU)\, Giorgia Errera (ITA)\, Andreas Zampella (ITA) c
 he indagano il limite fra linguaggio visivo e sonoro. I lavori esposti sug
 geriscono la presenza di un suono a cui chi osserva non può accedere\, so
 lamente evocato tramite immagini\, corpi in movimento\, la parola scritta 
 e spettrogrammi cadenzati. Il titolo della mostra\, Invocazioni. Un suono 
 in fondo all’orecchio\, suggerisce un suono interiore e individuale\, pe
 rcepito unicamente da chi accoglie la sfida della traduzione sinestetica. 
 Ad attraversare la mostra è il ritmo cadenzato della ripetizione\, come n
 el caso di Friedrich Andreoni\, che annuncia ossessivamente “I was so wr
 ong”\, in una sorta di esaltazione del fallimento\, rivendicato e letter
 almente “sbandierato” al pubblico. Nel lavoro di Jacopo Mazzonelli il 
 tempo è scandito da una serie di rulli per pianola meccanica incastonati 
 alla parete e montati in sequenza. Su ognuno di essi appare la parola “f
 inis”\, che\, ad ogni passaggio di livello\, evoca il suono del silenzio
  dopo l’esecuzione. Giorgia Errera propone un’ulteriore trasposizione\
 , riproducendo a pastello uno schermo nero in cui l’azione tratta da “
 2001: Odissea nello Spazio”\, con il suo relativo suono\, è unicamente 
 suggerita dal sottotitolo corrispondente: a sorprenderci è qui il rumore 
 improvviso dell’aria che irrompe in uno spazio chiuso (Sound of air rush
 ing in). È invece alle cascate d’acqua e alle loro frequenze infrasonor
 e che Marc Vilanova rivolge l’attenzione. Utilizzate da alcune specie di
  uccelli per orientarsi durante le migrazioni\, queste frequenze sono impe
 rcettibili all’orecchio umano. L’artista le traduce in segnali luminos
 i attraverso una fibra ottica: permettendo ai visitatori di accedere al se
 gnale generalmente escluso dal proprio campo percettivo apre così la poss
 ibilità di una comunicazione interspecifica. È ancora la ricerca di un i
 ncontro il punto di partenza del lavoro di Lihuel González: un direttore 
 d’orchestra dirige una sinfonia classica di cui non udiamo le note. In r
 isposta\, una ballerina esegue una danza muta\, guidata solamente dal movi
 mento della bacchetta. Intrappolato in una condizione di potenzialità\, i
 l suono è solo suggerito dai lavori in mostra\, la cui pregnanza si deve 
 alla dimensione immaginativa implicita nell’atto di tradurre in immagini
  una musicalità assente.\n\n&nbsp\;\n\nBIENALSUR: Per una cartografia tra
 nsnazionale dell’arte contemporanea\n\nBIENALSUR è una biennale intern
 azionale d'arte contemporanea che si distingue per la natura innovativa e 
 l’approccio globale. Sviluppata dalla UNTREF - Universidad Nacional de T
 res de Febrero\, Università pubblica argentina\, e organizzata in collabo
 razione con la Fondazione Foro del Sur\, BIENALSUR si è affermata come un
  modello innovativo di gestione culturale e cooperazione internazionale. A
 l direttore generale Aníbal Jozami e alla direttrice artistica Diana Wech
 sler\, si affianca un Consiglio Internazionale di Curatela\, un team di cu
 ratori e un piccolo team di produzione.\n\nFin dalla sua prima edizione ne
 l 2017 BIENALSUR è un punto di incontro tra diverse culture\, capace di s
 viluppare una rete istituzionale internazionale che unisce diverse aree ge
 ografiche. Il progetto si caratterizza per una modalità "diffusa"\, che 
 non si limita ad un solo luogo espositivo\, ma si espande su più città a
  livello globale\, rendendo le attività accessibili da un pubblico ampio 
 e diversificato che non deve spostarsi per visitare la biennale ma viene r
 aggiunto dalla sua programmazione. BIENALSUR si sviluppa infatti in più l
 atitudini: tra le città coinvolte figurano Buenos Aires\, Milano\, Santia
 go\, Montevideo\, Lima\, Madrid\, Roma\, Parigi\, Napoli\, Miami e molte a
 ltre. \n\nLa quinta edizione di BIENALSUR ha preso il via il 26 giugno a 
 Bogotá\, in Colombia\, con progetti presentati presso il Museo d’Arte M
 oderna di Bogotá (MAMBO - KM 4659) e il Museo della Banca della Repubblic
 a (KM 4762). Il 5 luglio sono stati invece inaugurati i progetti espositiv
 i presso il Muntref-Museo de la Universidad Nacional de Tres de Febrero\, 
 KM 0 di BIENALSUR\, che si è successivamente espansa in territorio europe
 o con il progetto inaugurato il 9 luglio presso il Museo Nazionale Centro 
 d’Arte Reina Sofia (KM 10048). In questa quinta edizione di BIENALSUR to
 rna al centro della scena la questione ambientale\, trattata in modo speci
 fico\, analizzando gli aspetti legati alle migrazioni\, ai diritti umani\,
  alle possibili prospettive future e modelli sociali alternativi. Nell’a
 mbito della riflessione sulla crisi globale delle configurazioni socio-cul
 turali stanno emergendo progetti che esaminano memoria\, archivi e patrimo
 nio\, offrendo nuove interpretazioni della storia\, narrazioni alternative
  e anti-canoniche.\n\n&nbsp\;\n\nBIENALSUR tra Milano\, Napoli\, Biella e 
 Matera\n\nFino a Gennaio 2026\, BIENALSUR coinvolge inoltre diverse tipolo
 gie di spazi espositivi\, Roma e Milano\, ma anche Matera passando per Nap
 oli e Biella.\n\nIl progetto in mostra alla Fabbrica del Vapore\, dal tito
 lo Invocazioni. Divenire Animale\, riflette proprio sul legame tra umano e
  animale\, mettendo in dialogo una selezione di artisti che si propongono 
 di abbandonare la prospettiva antropocentrica per scivolare in un processo
  di mutazione e ibridazione con altre specie animali. Gli artisti e le art
 iste al centro della mostra milanese\, Marta Roberti (ITA)\, Lia Chaia (BR
 A)\, Elena Mazzi (ITA)\, Bruna Esposito (ITA)\, Gaia De Megni (ITA)\, Hele
 na Hladilová (CZE/ITA)\, Valentina Furian (ITA)\, Bekhbaatar Enkhtur (MNG
 /ITA)\, Jonathas de Andrade (BRA)\, Calixto Ramirez (MEX)\, Michela de Mat
 tei (ITA)\, Allora &amp\; Calzadilla (USA/CUB)\, Carla Grunauer (ARG)\, es
 plorano le potenzialità di un incontro sim-patico tra uomo e animale e di
  una ibridazione reciproca\, il cui esito è la messa in discussione dell
 ’essenza stessa dell’essere umano. \n\nDal 15 settembre all’11 nove
 mbre la  Fondazione Pistoletto Cittadellarte Onlus e BIENALSUR offrono un
 a residenza artistica all’artista argentina Ginevra Landini\, selezionat
 a tramite open call. L’artista parteciperà al programma UNIDEE articola
 to in dibattiti e incontri con curatori\, artisti e professionisti\, visit
 e a studi aperti\, mostre e a luoghi rilevanti per i temi connessi alla su
 a ricerca. Dal 3 ottobre al 30 gennaio sarà invece visitabile a Napoli il
  progetto espositivo di Pablo La Padula\, a cura di Diana Wechsler\, press
 o il MUSA - Museo Universitario delle Scienze e delle Arti dell’Universi
 tà degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli\, in cui l’artista si co
 nfronta con le collezioni di anatomia del museo universitario tramite oper
 e prodotte durante un periodo di residenza in loco. Il progetto ha aperto 
 il percorso di BIENALSUR in Italia nel 2025 e costituisce un significativo
  contrappunto concettuale rispetto al percorso Invocazioni\, previsto per 
 le sedi di Milano e Roma. Il lavoro di Pablo La Padula e la proposta curat
 oriale si confrontano infatti con la condizione umana e con una storia sci
 entifico-culturale focalizzata sull’“uomo”. L’intervento dell’ar
 tista argentino introduce la dimensione della singolarità\, presente\, se
 ppur in modo meno evidente\, in alcune opere del XIX secolo della collezio
 ne del MUSA. Infine\, presso la Fondazione SoutHeritage per l’arte conte
 mporanea di Matera inaugurerà il 15 novembre l’esposizione collettiva S
 uperfici con: a cura di Angelo Bianco Chiaromonte\, con la partecipazione 
 di artisti italiani e internazionali che instaurano un dialogo con le supe
 rfici murarie e lapidee del padiglione della fondazione. \n\nIl programma
  di progetti espositivi residenze d’artista e azioni performative\, dise
 gnato sulle basi delle relazioni istituzionali portate avanti negli ultimi
  anni\, ha come obiettivo quello di mettere in relazione le ricerche artis
 tiche di protagonisti del panorama estero con il contesto nazionale. In qu
 esta logica le attività\, in linea con i temi curatoriali della quinta ed
 izione di BIENALSUR\, prevedono la collaborazione con i gruppi di lavoro d
 elle istituzioni italiane partner così come il coinvolgimento di artisti 
 italiani che dialogano con gli artisti internazionali selezionati tramite 
 open call o invitati ad hoc dal team curatoriale di BIENALSUR. \n\n______
 __________________________________________________________________________
 __\n\nInfo e orari:\n\nIngresso gratuito a tutte le mostre\n\nAmbasciata d
 i Spagna in Italia:\n\nda Lunedì a Venerdì dalle 10 alle 14\n\nAmbasciat
 a Brasile a Roma:\n\nda lunedì a venerdì\, dalle ore 10 alle ore 17\n\nS
 ono esclusi i fine settimana e i giorni festivi\n\nMuseo di Roma a Palazzo
  Braschi:\n\nDal martedì alla domenica dalle 10 alle 19\n\nAuditorium Par
 co della Musica:\n\nda lunedi a venerdi 17-21\n\nSabato domenica e feste 1
 1-21\n\n__________________________________________________________________
 ____\n\nUFFICIO STAMPA BIENALSUR\n\nUC STUDIO - press@ucstudio.it\n\nChiar
 a Ciucci Giuliani chiara@ucstudio.it - mob 3929173661\n\nRoberta Pucci rob
 erta@ucstudio.it - mob 3408174090\n\n&nbsp\;
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