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SUMMARY:Buffalo Roots Film Festival - Roma - 4 Luglio 26 12:00
DESCRIPTION:Buffalo Roots Film Festival \n\n04 Luglio 2026\, dalle ore 12\
 ,00 alle 18\,00\n\nCAMPIDOGLIO\, Sala Protomoteca\, Roma\n\n \n\nUn festi
 val indipendente\, visionario e fuori dagli schemi. Nato a Roma nel cuore 
 creativo di Testaccio\, tra la Città dell’Altra Economia\, l’ex Matta
 toio e l’Accademia delle Belle Arti\, il Buffalo Roots Film Festival è 
 un evento unico nel suo genere\, promosso da Wrep Registro EU Web Reporter
  &amp\; Creators e dall’associazione Web Press Media Reporter APS\, con 
 il patrocinio di Roma Capitale\, CAP.IT Roma\, festival partner in Francia
  e Germania\, e altre realtà pubbliche e private.\n\nLa manifestazione co
 n la direzione di Igor Wolfango Schiaroli\, alla sua quarta edizione\, met
 te in dialogo cinema\, arti visive\, musica e innovazione. Un luogo d’in
 contro per autori emergenti e voci indipendenti\, con sezioni che spaziano
  da Lungometraggi\, Animazione a AI\, da Cortometraggi Studenteschi a Web 
 e New Media\, passando per Documentari\, Video Musicali\, Stage Play e Spe
 rimentale.\n\nIl &lt\;bufalo\, simbolo del festival\, rappresenta il passa
 ggio che lascia tracce fertili: è metafora di trasformazione\, di radici 
 che si muovono\, di vita che rinasce.\n\nBuffalo Roots non è solo un fest
 ival\, ma un movimento culturale che intreccia territorio\, arte e comunit
 à\, tra mostre\, concerti e incontri con chi il cambiamento lo vive e lo 
 racconta.\n\nProiezioni\, premiazioni e anteprime\n\nDalle ore 12:00 fino 
 alle 18:00 nella sala della Protomoteca del Campidoglio di Roma saranno pr
 oiettati i migliori film\, cortometraggi\, mediometraggi e commercial sele
 zionati in concorso nel 2026. Le proiezioni saranno intervallate da  prem
 iazioni e presentazioni.\n\nDopo i saluti istituzionali\, la mattinata si 
 aprirà alla presenza di Ambrogio Crespi e il documentario “Stato di Gra
 zia” di Luca Telese.  Seguira poi  la proiezione fuori concorso del pr
 imo episodio di "Training Day"\, una nuova Doc Serie dedicata al mondo deg
 li sport da combattimento Protagonisti saranno il Maestro Daniele Malori\,
  il suo team di tecnici e atleti\, con la partecipazione straordinaria del
  pluricampione del mondo Giorgio Perreca.\n\nSeguirà la proiezione di “
 La vita che voglio” di Ambrogio Crespi e poi il programma proseguirà co
 n proiezione di corti\, film \, animazioni e trailers\n\nInterazione tra i
  luoghi e i media digitali\n\nAttraverso il festival l’associazione Web 
 Press Media Reporter APS\, in partnership con il Registro Wrep EU\, vuole 
 altresì associare al mondo-cinema l’universalità della mutazione dei l
 inguaggi audiovisivi nell’era della cross-medialità\, secondo un princi
 pio basato sull’interazione con i media digitali\, interattivi e mobili\
 , appunto\, in movimento\, attraverso i luoghi.\n\n&nbsp\;\n\nSet Fotograf
 ico\n\nDurante tutto l’evento sarà allestito un set fotografico curato 
 dal fotografo Pasquale Rianna e dall’architetto Roberto De Luca\, per ri
 prendere i partecipanti ed immortalare i ricordi di questo festival.\n\n&n
 bsp\;\n\nIl set sarà impreziosito da una selezione di abiti di scena ed u
 n'installazione interattiva realizzati dalla stilista Adriana Mancini.\n\n
 Lo staff dell'allestimento fotografico:\n\nRoberto De Luca (WREP - coordin
 atore):  Architetto. Si occupa della realizzazione di progetti edili e ri
 cettivi cui affianca la progettazione di contenuti culturali e intellettua
 li di valore. Artista con approccio multidisciplinare\, sperimenta ed espl
 ora per poi approfondire ciò che può ampliare la percezione interiore e 
 sensoriale.\n\nSergio Guerrini (fotografo): Giovanissimo inizia a dipinger
 e poi\, viaggiando\, a fotografare. Nasce a Gradoli\, Viterbo\, romano d
 ’adozione e grande viaggiatore. Ha portato le sue fotografie ed i suoi q
 uadri in giro per il mondo\, partecipando ad esposizioni collettive ed ind
 ividuali in Argentina\, Grecia\, Svezia\, Belgio\, Gran Bretagna\, Israele
 \, Sud Africa\, Svizzera\, Kazakhistan\, Spagna e Francia.\n\nLa stilista\
 n\nAdriana Mancini: Artista tessile e stilista\, si è specializzata press
 o la scuola Arte e Moda di Torino e ha affinato le sue competenze presso s
 cuole rinomate di moda di Roma. Gestisce la scuola Arte e Moda Roma Eur\, 
 dove svolge corsi di modellistica\, taglio e confezione. Collabora\, con l
 a Sartoria Teatrale e Cinematografica Costume Époque\, progetta e realizz
 a abiti da ballo del ‘700 e ‘800.\n\n&nbsp\;\n\nIl Primo Festival con 
 Installazioni d’Arte\n\nCinema e Arte hanno da sempre intrecciato i loro
  percorsi\, e la pregevole attenzione che il Festival dedica alla medesima
 \, consente oggi a Maria Rita Bassano di essere qui con orgoglio e riconos
 cenza\, nella veste di curatore d’arte contemporanea.\n\nLa curatrice ha
  selezionato artisti d’eccezione per fornire il proprio contributo\,  s
 ostenendo il pensiero che Il cinema non è altro che l’evoluzione dell
 ’arte della fotografia\, che era stata a sua volta l’evoluzione della 
 pittura\, che a sua volta deriva dall’architettura. Il cinema è però l
 a completa evoluzione di tutte le altre arti\, e arte contemporanea e cine
 ma hanno un legame imprescindibile.\n\nLe commistioni più evidenti tra Ar
 te e Arte cinematografica\, come sostiene Maria Rita Bassano\, si registra
 no sin negli anni d’oro del nostro cinema\, dapprima con i capolavori ne
 orealisti di Luchino Visconti\, Roberto Rossellini e Vittorio De Sica\, e 
 poi con la susseguente nascita della commedia all’italiana. La perfezion
 e si raggiunge poi con Pier Paolo Pasolini e la sua personale commistione 
 tra cinema\, Arte e letteratura\, nel cortometraggio “La ricotta”\, ut
 ilizzando come modello la pittura di Rosso Fiorentino\, non da meno Aki Ka
 urismaki con l’omaggio ad Hope.\n\n&nbsp\;\n\n&nbsp\;\n\n&nbsp\;\n\nEspo
 sizione d’arte con installazione\n\nCuratore: Maria Rita Bassano\n\n&nbs
 p\;\n\nPer l’occasione\, abbiamo scelto di presentare a cura di Maria Ri
 ta Bassano\, sei noti e connotati artisti\, sul panorama italiano dell’a
 rte\, romani di nascita quanto legati alla città di Roma.\n\nMaria Rita B
 assano è curatrice d'arte e promotrice culturale attiva nel panorama dell
 'arte contemporanea italiana. Da anni si occupa dell'ideazione e della cur
 a di mostre\, eventi e progetti multidisciplinari\, favorendo il dialogo t
 ra artisti\, territorio e pubblico. La sua attività curatoriale si distin
 gue per l'attenzione ai temi sociali\, ambientali e culturali\, attraverso
  percorsi espositivi che valorizzano la ricerca artistica contemporanea e 
 la contaminazione tra linguaggi creativi. Ha curato numerose esposizioni p
 ersonali e collettive\, collaborando con artisti emergenti e affermati in 
 contesti nazionali e internazionali.\n\n&nbsp\;\n\nGli artisti in esposizi
 one:\n\n&nbsp\;\n\nFabio Ferrone Viola \n\nArtista italiano noto per la su
 a "pop art ecosostenibile"\, che trasforma materiali di scarto (tappi\, la
 ttine\, plastica) in opere d'arte per denunciare l'inquinamento globale. I
 spirato dalla pop art americana\, assembla rifiuti per creare ritratti e b
 andiere\, esponendo in prestigiose sedi internazionali. Il suo lavoro si c
 oncentra sul concetto di riciclo e sulla sofferenza per lo spreco ambienta
 le\, trasformando rifiuti in opere d'arte che denunciano il degrado. Ispir
 ato da Warhol e Rauschenberg\, utilizza materiali di recupero come lattine
  di Coca-Cola\, bottoni e tappi di plastica per creare collage e ritratti.
  Personale "CRUSH" al Complesso del Vittoriano\, Roma (presentata da Vitto
 rio Sgarbi). Partecipa a  BIAS Biennale di Arte Sacra\, Palermo\, Esposiz
 ioni al museo Arca di Napoli e Museo Tadini di Lovere\, Vincitore del prem
 io "Riscarti" a Roma. Installazioni e mostre tra cui "Totti for Anidan" e 
 mostre a Trieste e in varie gallerie\, come riportato nel sito di Rome Art
  Week. Opere Iconiche: Bandiere americane realizzate con vecchie manichett
 e dei pompieri\, ritratti di icone americane (Kennedy\, Marilyn)\, e lavor
 i che evidenziano il legame tra consumismo e inquinamento. La sua arte è 
 descritta come un ponte tra il prêt-à-porter (il suo background di moda)
  e la pop art\, muovendosi sempre con passione per la sostenibilità.\n\n&
 nbsp\;\n\nMauro Magni\, \n\nPittore e scultore\, legato al cinema sia qual
 e cultore\, che per appartenenza famigliare - è nipote diretto del compia
 nto regista Luigi Magni\, noto cantore della storia di Roma\, ha studiato 
 Pittura con Edolo Masci e Marcello Avenali ed espone in Italia e all’est
 ero dal 1982. L’attuale lavoro di Mauro Magni artista profondo\, sensibi
 le ed impegnato\, è caratterizzato da un’intensa attenzione ai nostri t
 empi\, laddove la necessità di raccontarli coincide con una critica diret
 ta verso il mondo attuale e le modalità del vivere quotidiano dell’Uomo
  contemporaneo: pretesti per un’accusa contro i mali dei nostri tempi. O
 ggi\, in questa occasione e in qualità di scultore\, l’artista ci propo
 ne “Facciamo pace?” un’opera a prima vista semplice e lineare\, ma d
 i grande impatto emotivo: un pennone in ferro arrugginito con issata   u
 na   bandiera   sventolante\, leggibile sui   due lati\; una   ban
 diera   dorata   metafora   della condizione umana e della sua prezi
 osità\, laminata col metallo lucente. Mossa da un ipotetico vento che ne 
 determina il Destino\, appare però anche in parte mitragliata\, straziata
 \, vilipesa\, offesa e martoriata fino a consumarne alcune sue parti riduc
 endole in ruggine. Appare chiarissima quanto amara anche l’allusione ad 
 una forte richiesta di pace universale\n\n&nbsp\;\n\nCarlo Marchetti\n\nUn
  artista che riscopre l’essenza della materia e della forma. Le sue oper
 e sono strutture primarie\, frammenti che evocano presenze senza mai delin
 earle in modo netto\, ma vibranti di una potenza arcaica: legno\, gomma\, 
 lana\, tessuti\, e sabbia\, elementi ricorrenti nella sua ricerca\, simbol
 i di radicamento e trasformazione. La sua arte si odora e si ascolta\, un
 ’esperienza sensoriale in cui materia e suono si intrecciano. Dal nero c
 he assorbe\, al grigio che accoglie e accompagna\, fino all’oro che vibr
 a come un’epifania\, il colore si stratifica e trasforma il caos in ordi
 ne\, rendendo ogni opera una memoria tattile\, un linguaggio visivo essenz
 iale. Marchetti lavora per sottrazione\, liberando i lavori da ogni eccess
 o e creando un perfetto bilanciamento tra pieni e vuoti. Le sue stanze alc
 hemiche sono varchi\, porte che invitano lo sguardo a entrare\, e finestre
  che si aprono su nuove prospettive. Le opere si fondono con la grande par
 ete della galleria tracciando un confine sospeso tra due dimensioni: la su
 perficie della coscienza e la profondità dell’Io. Come un ponte tra due
  mondi\, non è la materia a definirle\, ma il nostro sguardo\, la nostra 
 capacità di reinventare e cogliere in essi nuovi significati possibili. L
 à dove l’intuizione coglie frammenti\, il pensiero si solidifica in for
 me che solo l’arte riesce a intrecciare. La materia si rinnova\, si sovr
 appone\, si dissolve e si ricompone in oggetti ritrovati\, in nuova vita. 
 Il ritmo della mostra è scandito dalla forza simbolica dei cinque element
 i - Acqua\, Fuoco\, Aria\, Terra e Metallo/Spirito - in un'armonia di equi
 libri e contrasti che evocano la stratificazione del tempo e della storia.
  L'invito è superare la percezione iniziale e a lasciarsi attraversare da
  ciò che si cela dietro l'apparenza\, innescando un dialogo non solo con 
 l’opera\, ma anche con noi stessi e\, in particolare\, con quella parte 
 di noi che chiamiamo inconscio.\n\n&nbsp\;\n\nAntonio Milana\n\nAntonio Mi
 lana è un artista che sviluppa la sua pratica attraverso la pittura conce
 ttuale\, utilizzando principalmente tecniche miste come olio\, acrilico ec
 c. Da giovanissimo\, intraprende il suo primo soggiorno di studio in Inghi
 lterra\, a 18 il secondo ed alla fine degli anni '70 torna a Londra e vive
  a Brixton\, quartiere multietnico caratterizzato in quegli anni da un dec
 iso fermento culturale. Quando inizia una serie di brevi soggiorni a New Y
 ork\, dove "osserva i flussi contemporanei legati alle avanguardie che gra
 vitavano intorno al Greenwich Village\, arriva il momento in cui\, coniuga
 ndo "suono” in "gesto”\, risponde alla "chiamata” definitiva di colo
 re\, spazio e materia proponendo una concettualità espressiva alla costan
 te ricerca del segno\, inteso come solco\, traccia\, impronta. I suoi prim
 i lavori vengono alla luce all'inizio degli anni '80 e sono espressione di
  un discorso intimo\, non concepito per il mercato\, dove l'esposizione as
 sume un ruolo marginale rispetto all'elaborazione. La passione per la graf
 ica\, sia antica che moderna\, lo porta a contatto con importanti realtà 
 del panorama artistico italiano come la storica stamperia di Rosalba e Rom
 olo Bulla dove incontra Toti Scialoja\, Carla Accardi e Gianni Dessì. Ini
 zia ad esporre seguendo un itinerario che lo porterà sia in Italia che al
 l'estero con mostre personali e collettive.\n\n&nbsp\;\n\nOtello Scatolini
 \n\nNoto e riconosciuto scultore e pittore\, “marmorarius” da generazi
 oni\, ha collaborato per diversi anni con Enzo Cucchi\, Francesco Clemente
  e Mario Schifano\, ed annovera tra le sue collaborazioni\, scenografie te
 atrali con Franco Zeffirelli\, Gianni Quaranta\, Luciano Damiani\, Gaetano
  Castelli\, Pierluigi Pizzi\, Pierluigi Samaritani e Giacomo Manzù. Attua
 lmente docente   del   corso   di   ‘’scultura  in marmo’
 ’   presso   la  Scuola  di   Arti Ornamentali “San Giacomo’
 ’ del Comune di Roma e del corso di “tecniche plastiche’’ presso l
 a scuola “Nicola Zabaglia’’. Nell’ambito del Progetto “Cento Pia
 zze a Roma”\, per il Comune di Roma progetta e realizza due sculture di 
 grandi dimensioni: “la Porta dell’Acqua” (Piazza Ambrosini) e“Madr
 e Natura” (Via Nomentum). Per questo appuntamento Scatolini esula dalla 
 scultura possente e vigorosa che solitamente lo connota\, e ci propone inv
 ece un’opera scultorea assolutamente soave e poetica\, sicuramente unica
  e singolare\, dal titolo: “L’Ulivo Jodorowsky”\, opera nata dall’
 incontro che l’artista ebbe con Alejandro   Jodorowsky\, drammaturgo e
  regista\, che   gli   fece   dono   di   una   sfera   in 
   marmo\, chiedendogli di dargli “vita”. la sensibilità di Scatolini
  ne ha creato un’opera viva\, che cresce e pulsa\, assemblandola in una 
 pianta di ulivo\, come qui oggi è possibile ammirare.\n\n&nbsp\;\n\nMarco
  Tripaldi\n\nNoto come scenografo\, arredatore\, e costumista nel mondo ci
 nematografico e teatrale. È celebre per aver partecipato a Come te nessun
 o mai (1999)\, Il bello delle donne (2001) Lo Zio Vanja di Peter Stein (19
 96). Location manager di prestigio per lunghi anni\, durante la sua lunga 
 carriera cinematografica\, si dedica ad esplorare l'eclettismo artistico\,
  immergendosi in una mente visionaria che rifiuta i confini e le etichette
 . È un approccio fluido e multidisciplinare\, dove la contaminazione tra 
 linguaggi visivi—come pittura\, scultura\, cinema e installazioni—crea
  una poetica del tutto unica\, libera da qualsiasi schema prestabilito. La
  creatività di Tripaldi\, si articola attraverso alcune caratteristiche f
 ondamentali: Sconfinamento Disciplinare: L'artista non si limita a un solo
  mezzo espressivo. Usa materiali e tecniche differenti per plasmare un'ide
 a che spesso nasce complessa e stratificata. Visione Oltre il Reale: Il ta
 lento visionario consiste nel percepire connessioni invisibili agli occhi 
 dei più\, traducendo concetti astratti o onirici in opere tangibili e pro
 vocatorie. Sperimentazione Continua: Ogni opera diventa un campo di gioco 
 dove testare. Quando si definisce una persona (es. un artista o uno studio
 so) "eclettica"\, si indica un ingegno versatile. Significa che ha interes
 si e competenze ad ampio raggio\, ma con una ricerca che mira sempre a un 
 risultato unitario e non superficiale.\n\n \n\nTre Artisti in incognito: 
 \n\n&nbsp\;\n\nL’arte ludica di esprimersi in un insolito ruolo a sorpre
 sa\, con  competenza\, professionalità\n\n ed ironia!\n\n&nbsp\;\n\nPao
 lo Bielli \n\nUn artista e performer romano (classe 1963). Noto come "il p
 ugile artista"\, ha unito il suo background underground londinese e la sua
  formazione all'Accademia di Belle Arti di Roma per creare opere ricche di
  contrasti\, imperniate sull'iconico elemento del "ring" e sul duello tra 
 arte e violenza.  Nato a Roma il 29 ottobre 1963\, si forma artisticament
 e al Liceo Artistico e all'Accademia di Belle Arti di Roma\, dove segue i 
 corsi del celebre incisore Guido Strazza. Negli anni '80 frequenta la Lond
 ra punk\, un'esperienza che plasma fortemente il suo carattere e la sua po
 etica dark.Nato a Roma il 29 ottobre 1963\, si forma artisticamente al Lic
 eo Artistico e all'Accademia di Belle Arti di Roma\, dove segue i corsi de
 l celebre incisore Guido Strazza. Negli anni '80 frequenta la Londra punk\
 , un'esperienza che plasma fortemente il suo carattere e la sua poetica da
 rk. La nascita del "Ring": Nel 1987\, scelto proprio da Strazza\, partecip
 a alla sua prima mostra internazionale di incisione a Biella. Qui prende v
 ita il tema del Ring\, un cerchio che racchiude i suoi universi e che rapp
 resenta uno spazio di contenimento dal quale le figure lottano per emerger
 e ed evadere. Il successo e le esposizioni: Nel corso degli anni ha ottenu
 to importanti riconoscimenti\, tra cui la partecipazione alla 54ª Biennal
 e di Venezia. Appare sulla Rivista Frgidaire (1983).\n\n&nbsp\;\n\nFranco 
 Di Matteo\n\nUn artista visivo e regista italiano noto per la sua ricerca 
 incentrata sulla commistione tra arti visive\, performance e cinema. Il su
 o lavoro attraversa linguaggi d'avanguardia\, spaziando dalla pittura al v
 ideo\, con un'attenzione particolare ai temi dell'inconscio e della memori
 a. La sua traiettoria artistica e professionale si articola nei seguenti p
 unti:  Esordio e Arti Visive: Ha iniziato la sua carriera nel mondo dell'
 arte contemporanea come pittore e artista visivo\, esponendo in gallerie e
  spazi d'arte riconosciuti. Attività di Regia Teatrale: A partire dal 197
 8 ha esteso la sua ricerca al teatro\, curando la regia di circa quindici 
 spettacoli e diverse performance.  Dagli anni '80 ha esplorato il cinema\
 , realizzando cortometraggi e video. È noto per aver diretto il film-docu
 mento Non è mai troppo ovvio\, in cui compare come co-protagonista l'atti
 vista Mario Mieli. Più recentemente\, ha lavorato come regista e sceneggi
 atore al progetto Gli Enigmi di AlMa.\n\n&nbsp\;\n\nHelena Velena\n\n«Rac
 contare la storia della sovversione culturale degli anni ’90 serve a far
  capire alle nuove generazioni come\, dopo il crollo della via della viole
 nza degli anni ’70 e del buonismo degli anni ’80\, potevano arrivare i
  germi del cambiamento». Storica figura dei movimenti transgender e punk\
 , Helena Velena riflette su quel decennio di sperimentazioni. Figura cardi
 ne della Controcultura italiana\, Il linguaggio immediato e universale\, i
 l look\, l’estetica\, le innovazioni nel sound: la musica ha sempre rapp
 resentato lo spazio per eccellenza in cui rivendicare e celebrare la diver
 sità\, in cui la distruzione creatrice ha permesso di spostare categorie 
 e confini un po’ più in là\, di osare e sperimentare. Di esprimere un
 ’identità che nella vita di tutti i giorni poteva trovare poco spazio\,
  e che ha mostrato a molti un campo di possibilità nuove\, in cui riconos
 cersi\, immedesimarsi\, da cui partire per costruire sintesi inedite\, tra
 valicando categorie e parametri che si pensavano fissati una volta per sem
 pre.\n\n&nbsp\;\n\nORGANIZZATORI DEL FESTIVAL\n\nWREP Registro EU Web Repo
 rter &amp\; Creators - Web Press Media Reporter APS\, Associazione per la 
 libertà di Cultura e Stampa\n\nIl registro EU Wrep\, in Italia presente c
 on l’associazione di promozione sociale Web Press Media Reporter APS\, h
 a come finalità la libertà di cultura\, di informazione e di espressione
 \, secondo modalità democratiche e principi etici condivisi\, e segue un 
 codice etico coordinato.\n\nSEGUI SU INSTAGRAM : https://www.instagram.com
 /buffaloroots_filmfestival/\n\n&nbsp\;\n\nIL DIRETTORE DEL FESTIVAL\n\nIgo
 r Wolfango Schiaroli - Creatore e direttore del Festival è rappresentante
  in Italia del Wrep EU\, Registro Web Reporter &amp\; Creator\, che tutela
  i diritti dei Web Reporter e dei Creatori Digitali indipendenti attravers
 o un’esclusiva piattaforma basata su smart contract e tecnologia Blockch
 ain Wrep. Il sistema è progettato come infrastruttura sostenibile\, senza
  transazioni\, a impatto CO₂ tendente allo zero\, basata su registri con
 divisi e legalmente riconosciuti\, fuori da ogni logica finanziaria\, di c
 rypto valuta o di speculazione.\n\n&nbsp\;\n\n&nbsp\;\n\nIngresso gratuito
 \n\nPer arrivare alla sala della Protomoteca: Da Piazza Venezia:  Arrivar
 e a Piazza del Capidoglio dalla scalinata principale \, superare la piazza
  e girare a destra\, vi troverete di fronte la scalinata del Vignola.Dalla
  scalinata del Vignola\, l'accesso alla Sala della Protomoteca si articola
  attraverso i seguenti passaggi. Salita: Percorri l'imponente scalinata de
 l Vignola che sale dal lato di Piazza del Campidoglio fino al livello del 
 Portico.\n\nIngresso: Entra nel Portico del Vignola e varca l'ingresso del
  Palazzo Senatorio\, che si affaccia sulla Piazza del Campidoglio.\n\nSala
 : Attraverso il cortile o gli spazi di raccordo del Palazzo\, giungerai di
 rettamente all'interno della Sala della Protomoteca\, situata nell'ala che
  unisce il Palazzo Senatorio ai Musei Capitolini.\n\nDa Piazza della Conso
 lazione  imbocca a piedi Via di Monte Tarpeo in salita. Prosegui su Via d
 el Campidoglio fino a raggiungere la sommità del colle. Tenersi a sinistr
 a prima dell’'ingresso principale si trova nella piazza. Salite dalla sc
 alinata del Vignola.\n\n&nbsp\;\n\nPercorso per visitatori con disabilità
  motoria\n\nL'accesso è consentito in auto o in taxi solo se muniti di ap
 posito contrassegno: L'itinerario carrabile parte da Piazza della Consolaz
 ione\, procedendo verso Via di Monte Tarpeo. L'arrivo è nell'area antista
 nte l'Avvocatura (adiacente alla sala)\, dove si trovano i posti riservati
 . Per ulteriori dettagli su percorsi e avvisi\, consulta la pagina ufficia
 le sull'Accessibilità dei Musei Capitolini.\n\n&nbsp\;\n\ninfo:  Solo ms
 g Whatsapp | (+39) 366.3979832 - Email | info@buffalorootsfilmfestival.com
 \n\nPer interviste e partecipazione:  Email | info@wrep.eu\n\nEsposizione
  Arte a cura di M.Rita Bassano
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