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SUMMARY:Diario licenzioso di una cameriera - Roma - 11 Novembre 22 00:00
DESCRIPTION:“Diario licenzioso di una cameriera”: la delicata ribellion
 e di una donna contro il lato più oscuro dell’alta società\n\nLa pièc
 e di Mario Moretti\, adattata e diretta da Gianni De Feo\, sarà al Teatro
 sophia dall’11 al 13 novembre\, per raccontare le contraddizioni e le de
 pravazioni di una Belle Epoque parigina più contemporanea di quanto sembr
 i\n\nUna malinconica villa di periferia. Una coppia di borghesucci un po
 ’ patetici\, lui alle prese con bisogni erotici insoddisfatti e lei semp
 re più fragile\, mentre cerca di reggere il peso di rigide regole cattoli
 che. E tra le pieghe di questa quotidianità decadente\, lo sguardo di Cé
 lestine\, austera domestica tanto misurata nelle movenze quanto determinat
 a a ottenere ciò che desidera attraverso quella capacità di seduzione ch
 e è la sua sola arma.\n\nDa questo quadro primonovecentesco - ma più att
 uale di quanto sembri - prende le mosse Diario licenzioso di una cameriera
 \, dissacrante pièce di Mario Moretti in programma dall’11 al 13 novemb
 re sul palco di Teatrosophia (in via della Vetrina 7 a Roma). Uno spettaco
 lo brillante e spregiudicato\, che miscelando ironia e note amare come si 
 fa con certi cocktail\; che scava nelle dinamiche più oscure di un’uman
 ità apparentemente privilegiata e ne mette alla berlina vizi e ossessioni
 . Emergono in questo modo le dinamiche oscure legate alla condizione della
  donna e ai soprusi perpetrati a danno di chi nella società è più debol
 e o più fragile. E se la Belle Epoque fa da cornice alla narrazione\, ecc
 o che a poco a poco i confini del palcoscenico sembrano espandersi fino a 
 lambire le contraddizioni della contemporaneità.\n\nLa storia è tratta d
 al romanzo di Octave Mirabeau “Journal d’un femme de chambre”\, già
  portato al cinema anche da Louis Buñuel con Jeanne Moreau nel ruolo dell
 a protagonista. Stavolta è Gianni de Feo a curare regia e adattamento\, m
 entre Giovanna Lombardi veste i panni di Célestine\, inaspettata eroina e
  voce narrante della vicenda. È infatti attraverso il suo sguardo disinca
 ntato che lo spettatore penetra dietro quella coltre di regole e atteggiam
 enti che fanno da paravento alla «sporcizia» del mondo borghese di provi
 ncia. Per lei questo incarico nella Villa La Priora\, alle dipendenze dei 
 tragicomici Madame e Monsieur Lallaire\, è solo l’ultimo di una lunga s
 erie. E potendo penetrare dietro le quinte della facciata pubblica\, sono 
 tante le stranezze a cui ha assistito negli anni: un vecchio con una passi
 one morbosa per i suoi stivaletti rossi\, un’anziana donna che si spogli
 ava nella convinzione di essere ancora attraente\, o l’amore disperato d
 i un giovane malato di tubercolosi. Célestine\, con un tono intimo e mai 
 sguaiato\, confida agli spettatori le miserie e le depravazioni di cui è 
 stata testimone\, in un delicato ma spietato atto di denuncia contro le ip
 ocrisie della società del tempo\, e soprattutto contro le violenze perpet
 rate sui deboli e sugli indigenti. E forse anche per questo la protagonist
 a mostra al contempo di perseguire senza troppi scrupoli la soddisfazione 
 delle proprie esigenze\, utilizzando il proprio corpo e la propria avvenen
 za.\n\n«Célestine - spiega Giovanna Lombardi\, che la interpreta nella p
 ièce - filtra con cocchio clinico la sporcizia interiore della ricca borg
 hesia\, svolgendo un’azione catartica verso la bassezza umana e verso i 
 ‘contenitori di ingordigie e secreti appetiti’ dei suoi padroni. Tutto
  è segreto\, nascosto\, ambiguo\, clandestino. Célestine\, lei sola\, è
  pura come un diamante\, che riflette l’unica luce di verità e racchiud
 e i mille riflessi del prisma senza colori».\n\nProprio in virtù di ques
 to sguardo\, infatti\, Diario licenzioso di una cameriera penetra in manie
 ra sottile nelle ombre della nostra società pur senza abbandonare l’amb
 ientazione primonovecentesca: «Ho rivisitato il romanzo di Octave Mirbeau
  - spiega De Feo - cercando di rimanere fedele al gusto e alle atmosfere d
 el secolo in cui l’originale è ambientato. Ma la tentazione di scavalca
 re i limiti temporali prende il sopravvento\, come sempre nel mio caso\, f
 ino a sperimentare nelle sonorità e nelle scelte musicali\, così come ne
 i tratti dei costumi\, differenti possibilità teatrali».\n\nIngredienti 
 che fanno di questo spettacolo un’esperienza divertente e profonda allo 
 stesso tempo\, con Célestine che - coraggiosa pur nella sua fragilità - 
 accompagna lo spettatore in un percorso dove non mancheranno le sorprese. 
 E dove i vizi e le bassezze dell’alta società parigina del primo ’900
  non mancano mai di innescare riflessioni\, mentre la protagonista vi si o
 ppone affermando malinconicamente che «la depravazione dei ricchi puzza p
 iù del fetore dei poveri».
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