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SUMMARY:Giornata Nazionale A.D.S.I. - Viterbo - Viterbo - 25 Maggio 25 00:0
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DESCRIPTION:Villa Muti Bussi\nIn occasione della XV Giornata Nazionale A.D.
 S.I. 2025 sarà possibile effettuare la visita guidata e gratuita del giar
 dino e piano nobile.\n\nOrario visite: 10:00-13:00 con visite ogni 20 minu
 ti\nPer prenotazioni: inviare una mail a matildedelgallo@gmail.com\n\nDimo
 ra: Villa Muti Bussi\nGià casino di caccia alla fine del Cinquecento\, vi
 ene abbellita e ampliata agli inizi del XVIII secolo da personaggi di spic
 co della famiglia Bussi che avevano comandato la flotta Pontificia e le im
 prese dei quali sono narrate negli affreschi del salone grande.\n\nIndiriz
 zo\nVia Po\, 27\n01100 Viterbo VT\n\nContatti\nmatildedelgallo@gmail.com\n
 www.villamutibussi.com\nVilla Rossi Danielli\nIn occasione della XV Giorna
 ta Nazionale ADSI 2025 verranno aperti al pubblico il giardino e la depend
 ance attigua.\nCi sarà la possibilità di visitare il giardino storico\, 
 con spiegazione e storia della dimora nei seguenti orari: 10:00 -12.30 e 1
 5:00 -17:00\, una visita ogni 45 minuti.\nSarà possibile prenotare un lun
 ch presso la struttura\, secondo disponibilità.\nPer prenotazioni: info@t
 enutadiferento.com\n\nDimora: Villa Rossi Danielli\nLe ville del viterbese
  hanno quasi tutte una storia che le ricollega a famiglie patrizie o a con
 venti dei vari ordini religiosi in un contesto di un`attività agricola di
  tipo poderale mezzadrile. La storia di Villa Rossi Danielli non è da men
 o. Infatti le prime notizie certe ci riportano alla seconda metà del cinq
 uecento quando era proprietario della villa e del podere circostante Giaco
 mo Sacchi esponente di una ricca e nobile famiglia che si era insediata a 
 Viterbo nel 1297 con Giovan Giacomo Sacchi il quale era stato investito de
 ll`ufficio di Tesoriere della provincia del patrimonio. Prima del cinquece
 nto abbiamo solo poche e vaghe notizie riguardanti la conduzione del poder
 e che a quel tempo risultava coltivato a vigna. Il 3 luglio 1587\, Giacomo
  Sacchi dettava il proprio testamento con il quale disponeva che alla sua 
 seconda moglie\, Lucia de Bussi\, andasse la quarta parte delle rendite de
 lla proprietà posta in località Merlano. Infatti questo era il toponimo 
 con il quale si identificava e si continua ad identificare ancora oggi il 
 territorio ad ovest della strada provinciale Viterbo-S. Martino al Cimino.
  Ordinava invece ai suoi eredi di mantenere il possesso del bene e qualora
  dovesse subentrare la necessità di privarsene avrebbero dovuto privilegi
 are nella vendita i padri domenicani del convento di S. Maria in Gradi e i
 n second`ordine l`ospedale cittadino. Nel 1586 Orazio Sacchi\, figlio di G
 iacomo\, sposava nella cappella della tenuta la nobildonna Giulia Tignosin
 i. Nel 1650\, alla morte di Orazio\, i figli Domenico e Tarconte cedono la
  proprietà della villa e del podere circostante ai padri domenicani di S.
  Maria in Gradi i quali usano la villa come residenza estiva per gli ospit
 i illustri del convento. Infatti l`epigrafe riportata sul portone principa
 le ricorda il soggiorno che nel 1797 l`assai reverendo padre maestro Fr. J
 oachim de Teran\, assistente per le provincie di lingua spagnola del maest
 ro generale dell`ordine domenicano Fr. Balthasar de Quinones\, fece nella 
 villa. Questi fu il primo dei personaggi illustri che soggiornarono nella 
 villa e molto probabilmente\, con il consenso dell`intera comunità religi
 osa\, si occupò anche del restauro della villa. La fine del 18° secolo s
 egna per lo Stato Pontificio un periodo molto incerto. Napoleone stava con
 cludendo la prima campagna d`Italia e i soldati francesi entrano in Romagn
 a portatori di idee nuove nei territori del Papa. Viene occupata Ancona e 
 il trattato di Tolentino sancisce la perdita delle Legazioni di Bologna\, 
 Ferrara e Romagna\, come erano denominate le provincie dell`antico Stato P
 ontificio. In un`atmosfera di grandi innovazioni sociali il vento rivoluzi
 onario soffia sulle terre papali e nel febbraio del 1798 le truppe del gen
 erale Berthier occupano Roma e raggiungono Viterbo. Inizia così la spolia
 zione del patrimonio artistico italiano che migrerà verso Parigi a cui no
 n si sottraggono i due più importanti possedimenti domenicani a Viterbo: 
 il convento di S. Maria in Gradi e il convento della Basilica di S. Maria 
 della Quercia. Luigi Rossi Danielli\, esponente di una antica e nobile fam
 iglia viterbese\, come riportato da Padre Semeria\, Vol. VII pp.128-129-13
 7-138 e Vol. VIII pp.282-331-332\, domenicano del convento di S. Maria del
 la Quercia\, acquista il 19 giugno 1812 dal governo francese il complesso 
 monumentale del convento per evitare il saccheggio delle opere d`arte dell
 a Basilica. Purtroppo non riesce a salvare il tesoro della Basilica ma sal
 va la spezieria\, i dipinti e le opere d`arte presenti nel convento. Passa
 ta l`orda francese restituisce il convento ai domenicani ed è in quel per
 iodo\, inizio del XIX secolo\, che la villa diventa proprietà dei Rossi D
 anielli. Infatti oltre al convento il Rossi Danielli acquista dai padri pr
 edicatori anche il podere di 16 ha con villa padronale e annesso fabbricat
 o rurale.\n\nAi nostri giorni la villa ha ospitato negli anni 1960-1970- S
 .M. Gustavo Adolfo VI di Svezia\, archeologo famoso\, il quale veniva a Vi
 terbo per condurre in prima persona la campagne di scavi che l`Istituto Sv
 edese di Studi Classici a Roma organizzava in località Acquarossa e Feren
 to sempre di proprietà Rossi Danielli e dove un altro Rossi Danielli\, Lu
 igi anch`egli archeologo all`inizio del novecento aveva riportato alla luc
 e i resti del teatro romano di Ferento.\n\nIndirizzo\nStrada Sammartinese\
 , 10\n01100 Viterbo VT\n\nContatti\n3356264271
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