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SUMMARY:Giornate FAI di Primavera - San Felice Circeo - San Felice Circeo -
  26 Marzo 22 10:00
DESCRIPTION:ITINERARIO CENTRO STORICO - PASSEGGIATA NATURALISTICA\nSdraiata
  sul mare\, a metà della costa tirrenica\, nella parte meridionale della 
 costa laziale\, la maga Circe\, così nell'immaginario collettivo\, dopo U
 lisse continua ad attrarre chi ha amore per la bellezza dei paesaggi e del
 la natura\, amore per la storia e per le opere degli uomini. È il promont
 orio del Circeo\, un massiccio calcareo lungo circa sei chilometri e largo
  in alcuni punti fino a due con vegetazione tipicamente mediterranea situa
 to all'interno del Parco Nazionale del Circeo dove in un habitat di notevo
 le interesse e forse unico coesistono mare\, laghi\, macchia mediterranea 
 e duna costiera. Sito in Provincia di Latina dista circa 100 chilometri a 
 Sud di Roma e 40 chilometri dal capoluogo di Provincia Latina. Oltre il mi
 to\, furono probabilmente i navigatori greci\, nellVIII secolo a.C.\, a da
 re il nome al promontorio che deriverebbe dalla parola Kirkos (cerchio\, a
 nello) in quanto per doppiarlo bisognava effettuare un semicerchio. A 100 
 metri sul livello del mare\, nel declivio orientale del promontorio sorge 
 oggi il centro storico di San Felice Circeo\, di impronta medioevale ma ri
 conducibile alla dominazione pontificia nella conformazione attuale. L'iti
 nerario prevede una visita del centro storico di San Felice\, l'antica C s
 econdo Plinio e Strabone limite meridionale del “Latium Vetus”\, la te
 rra madre dei latini.\n\nIl territorio è stato abitato fin da epoche remo
 tissime e ne sono testimonianza i reperti preistorici rinvenuti nelle grot
 te marine che si aprono lungo il versante meridionale tra le quali\, di pa
 rticolare rilievo\, la Grotta Guattari dove alla fine degli anni trenta de
 l secolo scorso fù rinvenuto il cranio attribuito ad un uomo di neanderth
 al e recentemente luogo di altri importantissimi ritrovamenti. Le fonti le
 tterarie e le testimonianze archeologiche ci informano della presenza sul 
 promontorio di una colonia latina alla fine del VI secolo a.C. Infatti Cir
 ceii è nominata tra le città latine nel trattato di non belligeranza tra
  Roma e Cartagine del 509 a.C. In seguito\, come molte altre colonie della
  zona\, fù sotto il dominio volsco. Riconquistata definitivamente dai Rom
 ani vi fù dedotta una seconda colonia latina nel 393 a.C. ed a quell'epoc
 a risalgono probabilmente le mura in opera poligonale di cinta dell'Acropo
 li. In epoca imperiale la limitrofa zona di Torre Paola\, grazia anche all
 a costruzione del porto canale che ancora mette in comunicazione il lago c
 on il mare\, divenne luogo privilegiato per la costruzione di ville reside
 nziali. Dopo la caduta dell'Impero romano la zona perse d'importanza e qui
 ndi sono scarse le notizie riguardanti il Circeo fino al medioevo\, epoca 
 in cui le fonti menzionano Rocca Circeii considerandola una tra rocche pi
 ù sicure dello Stato Pontificio. Dalla metà del XII secolo compare una n
 uova denominazione “Castrum Sancti Felicis” che porta a supporre la pr
 esenza di persone civili oltre che di militari all'interno della cinta mur
 aria. A partire dal 1100 si susseguono svariate dominazioni a partire dai 
 Frangipane per poi vedere l'avvento dei Cavalieri Templari\, cui Papa Greg
 orio IX affidò il compito di difendere la Rocca dagli attacchi dei pirati
 \, e successivamente gli Annibaldi fino ai Caetani che ne rimasero proprie
 tari\, tranne una piccola interruzione\, per circa 400 anni. Il 1713 vede 
 l'avvento della famiglia Ruspoli che\, dopo vicende varie\, dovette ricede
 rlo alla Reverenda Camera Apostolica che a sua volta lo rivendette al Prin
 cipe Stanislao Poniatowsky\, nipote del Re di Polonia Stanislao II Augusto
 \, che ne rimase proprietario dal 1808 al 1822 quando ritornò nella dispo
 nibilità della Camera fino all'unificazione d'Italia nel 1870.\n\nDal pun
 to di vista urbanistico è di facile lettura l'impostazione originaria del
  castrum\, un quadrilatero con accesso al decumano\, attuale piazza Vittor
 io Veneto\, dalla porta a NORD ed a SUD EST al cardo che immette negli att
 uali giardini di Vigna la Corte. Passeggiando per le vie del centro\, inol
 trandosi per vicoli e piazzette è possibile avere una visione d'insieme s
 ulla storia della città in cui sono inglobati siti di epoche diverse. Fra
  tutti spicca per importanza e dimensioni il palazzo Caetani Poniatowsky\,
  oggi sede del Municipio\, costruito nel XIV secolo dalla famiglia Caetani
  sulla preesistente Rocca e successivamente rimaneggiato e sopraelevato ag
 li inizi dell'ottocento dal Principe Stanislao Poniatowsky unitamente alla
  realizzazione di un ulteriore piano della torre templare su cui lo stesso
  fece inserire il particolare orologio precedentemente collocato sul porto
 ne d'ingresso del palazzo baronale. Adiacente l'isolato del palazzo è ubi
 cata una piazzetta su cui affaccia il prospetto principale del convento de
 i Templari caratterizzato da arcate a tutto sesto e da un ballatoio che pe
 rmetteva di accedere alle celle dei frati col tempo modificate fino a dive
 nire unità d'abitazione. Questa tipologia a ballatoio continua ad essere 
 presente nell'architettura “moderna” soprattutto dalla prima metà del
  novecento e\, per rimanere nelle vicinanze\, nella città di Latina se ne
  ha un ottimo esempio nel quartiere “Nicolosi” così denominato dal no
 me del progettista Ing. Giuseppe Nicolosi che lo realizzò nel 1934. Di fa
 tto la struttura deve essere immaginata alle spalle della presente facciat
 a realizzata in epoca ottocentesca. Della stessa epoca la fontanella addos
 sata alla facciata ancora oggi alimentata dall'acquedotto romano attravers
 o due cisterne di decantazione posizionate a monte. Questa fontana ha una 
 particolare valenza nella storia del borgo perché è qui che per secoli e
  fino ai lavori di sistemazione della metà del 900 gli abitanti si sono a
 pprovvigionati d'acqua. In merito all'acquedotto romano sembra utile cenna
 re che la seconda cisterna\, posizionata alle spalle del palazzo baronale\
 , è il terminale dell'acquedotto medesimo che da quel punto si inoltra ne
 lla montagna dividendosi in due rami: rimarchevole che si stia tentando di
  riportarlo alla fruizione con l'esplorazione ed i lavori di riattamento t
 uttora in corso. Proseguendo nell'itinerario si giunge al belvedere che si
  apre alla fine di Corso Vittorio Emanuele\; da qui lo sguardo spazia sull
 a pianura e sulla costa fino alla città di Terracina. Di fatto questa spi
 azzo è stato l'antico cimitero del paese fino alla fine dell'ottocento qu
 ando fu realizzato il nuovo cimitero all'esterno dell'abitato. L'attuale c
 opertura metallica che consente la pedonabilità del luogo altro non è ch
 e la sostituzione del grande coperchio in travertino al di sotto del quale
  era stata ricavata una grande fossa per le sepolture. Proseguendo nella v
 isita a poca distanza si ci ritrova in un luogo che stupisce per la coesis
 tenza di varie epoche e per la curata sistemazione del parco comunale.\n\n
 Domenica: 00:00 - 10:00 / 00:00 - 00:00\nNote: 1 turno di visita per 25 p
 ersone\n\n\n\n&nbsp\;\nCHIESA DELLA MADONNELLA\nLa Cappella della Beata Ve
 rgine della Pietà\, detta La Madonnella è collocata all'esterno delle mu
 ra del centro storico di San Felice Circeo (LT)\, nell'angolo S-O\, precis
 amente dietro il palazzo baronale\, attuale palazzo comunale.\n\nVenne cos
 truita nel XIII secolo dai Caetani\, ma i suoi affreschi costituiscono un 
 vero e proprio palinsesto pittorico\; ossia una stratificazione di dipinti
  eseguiti nel corso dei secoli che si sono sovrapposti tra loro. Quindi so
 no riferibili ad epoche e pittori diversi. La cappella fu ampliata e rialz
 ata nel 1822 dall'arciprete Tommaso Capponi con elargizioni della popolazi
 one e con un lascito di una donna\, Grazia De Stefani. Nel 1856 fu abbelli
 ta dal benestante e più volte sindaco\, Ferdinando Savaresi.\n\nL'antico 
 piano della Chiesa era molto più basso del presente\, fattore che si rico
 nosce facilmente grazie alla posizione dell'abside\, la cui volta posa sop
 ra sette nicchie in semi circolo\, che oggi sono quasi interamente coperte
  dal pavimento della chiesa attuale. La chiesa venne ampliata nel 1822 a c
 ura dell'Arciprete di S. Felice.\n\n\n\n\nORARI\n\n\n\nSabato: 10:00 - 13
 :00 / 15:00 - 18:00\nDomenica: 10:00 - 13:00 / 15:00 - 18:00\n\n\n\n\n\n\
 n\n\n\n&nbsp\;\nPALAZZO BARONALE E TORRE DEI TEMPLARI\nL'itinerario preved
 e la visita del palazzo Caetani Poniatowski e l'annessa torre dei Templari
 . Il palazzo baronale\, attuale sede del Municipio\, sorge sul punto più 
 alto della città ed è frutto di numerose stratificazioni succedutesi nel
  tempo. Rappresenta per importanza e dimensioni l'edificio di maggior rili
 evo della cittadella. L'attuale accesso avviene da Piazza S.Francesco attr
 averso due porte realizzate in epoca successiva all'accesso NORD del castr
 um attualmente denominata “Porta del ponte”\, per l'antica presenza di
  un ponte levatoio\, che immette in piazza Vittorio Veneto\, cuore della v
 ita cittadina. Altri due ingressi avvengono da Piazza S. Francesco posta a
 ll'esterno del perimetro della cittadella.\n\nIl complesso ricalca il peri
 metro dell'antica rocca medioevale\, posta a delimitazione del margine Nor
 d Ovest della cittadella\, probabilmente eretta agli inizi del VI secolo. 
 Si hanno notizie della presenza di una prima colonia latina già alla fine
  del VI secolo e successivamente di una seconda nel 393 a.C.: a tale epoca
  risalgono con tutta probabilità le mura in opera poligonale di cinta del
 l'Acropoli. Dopo la caduta dell'impero romano l'intero territorio perse d'
 importanza e quindi sono scarse le notizie riguardanti il Circeo fino al M
 edioevo. A partire dal 11000 si sussegue la dominazione di vari casati che
  naturalmente si insediano nella Rocca apportandovi modifiche alla luce de
 i cambiamenti della società e in ragione delle variate condizioni di dife
 sa conseguenti al progredire degli armamenti. Ai Frangipane dall'anno 1240
  si succedono i Templari\, cui si deve l'edificazione della Torre\, e poi 
 gli Annibaldi dalla seconda metà del XIII secolo fino al 1301 anno in cui
  il feudo viene ceduto ai Caetani per giungere infine al Principe Stanisla
 o Poniatowsky che nel 1808 acquista dalla Reverenda Camera Apostolica l'in
 tero feudo eseguendo lavori che ne hanno determinato l'attuale aspetto. Ne
 l 1822 il Circeo rientra nella disponibilità della Camera Apostolica fino
  all'unificazione d'Italia nel 1870.\n\nCessata la condizione di isolament
 o per cui la il Castello doveva essere accessibile solo dall'interno delle
  mura attraverso un corpo di guardia\, ubicato sull'attuale piazza subito 
 dopo la “Porta del Ponte”\, non solo la Rocca ma anche l'intera cittad
 ella si apre a una diversa fruizione: viene eliminato il fossato di guardi
 a\, la piazza d'armi diventa spazio urbano\, vengono aperti nuovi ingressi
  dal lato più accessibile\, quello ad Ovest\, il Convento dei Templari vi
 ene convertito a nuove destinazioni d'uso. L'edificio ha avuto una notevol
 e evoluzione architettonica nel corso dei secoli\, tra gli interventi che 
 maggiormente hanno contribuito a modificare l'originario aspetto della Roc
 ca vanno annoverati: - l'intervento da parte dei Caetani agli inizi del 50
 0 \, che dopo aver ripreso possesso del feudo fecero assumere alla città 
 la perimetrazione e l'aspetto attuale ivi compresa la Rocca che si trasfor
 mò in palazzo residenziale\, pur mantenendo le funzioni difensive affidat
 e principalmente alla torre templare\, inoltre edificarono la torretta cir
 colare nello spigolo esterno delle mura. - agli inizi del 600 si stabiliro
 no a S. Felice i monaci Bernardoni\, un ramo dei Cistercensi\, che eseguir
 ono lavori di restauro del palazzo all'epoca costituito da tre piani. –n
 el corso dell'Ottocento il Principe Stanislao Poniatowsky intraprese impor
 tanti lavori edili ed infrastrutturali nell'intero territorio: in particol
 are il palazzo venne sopraelevato di un piano\, vennero anche demoliti gli
  speroni esterni realizzati nel secolo XVI dai Caetani. Il palazzo ha al s
 uo interno diversi elementi decorativi pittorici\, come ad esempio l'affre
 sco ottocentesco presente nell'attuale ufficio del sindaco\, in cui sono r
 esi iconograficamente il Monte Circeo e le caratteristiche geomorfologiche
  del territorio\, i ruderi costituenti la Villa dei Quattro Venti e le Ter
 me romane nella parte nord. Per quanto riguarda la Torre\, quest'ultima è
  l'unico edificio riconducibile con certezza ai Cavalieri del Tempio\, e v
 enne eretta tra il 1240 e il 1259 dai monaci templari durante la loro perm
 anenza sul promontorio laddove probabilmente già sorgeva un preesistente 
 monumento di età romana\, ma solo nei primi dell'Ottocento il principe St
 anislao Poniatowski vi fece installare il caratteristico orologio sul cui 
 quadrante sono segnati solo sei numeri e la cui unica lancetta gira quattr
 o volte nelle ventiquattro ore. La torre presenta un solido impianto quadr
 ato che in origine sviluppava un alzato di due livelli\, come si evince da
 lla merlatura\, oggi inglobata nella successiva sopraelevazione. Sembra ch
 e il vano inferiore\, coperto da una volta a botte acuta e del tutto privo
  di aperture\, svolgesse la funzione di cisterna per la raccolta dell'acqu
 a\, così da destinare al vano sopraelevato\, accessibile dalla porta late
 rale ancora oggi in uso\, e all'attico del mastio le funzioni più specifi
 camente difensive.\n\n\n\n\n\nORARI\n\n\n\nSabato: 10:00 - 13:00 / 15:00 
 - 18:00\nDomenica: 10:00 - 13:00 / 15:00 - 18:00\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\
 n\n\n
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