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SUMMARY:Il potere delle parole - Cori - 17 Ottobre 25 17:30
DESCRIPTION:Nel cuore dei Monti Lepini\, tra paesaggi di pietra e memoria\,
  vogliamo sviluppare un progetto culturale fatto di diversi eventi con l
 ’obiettivo di riportare le persone a incontrarsi\, ascoltarsi\, racconta
 rsi.  Al centro di questa iniziativa vi è la parola: nella sua forma oral
 e la parola ha da sempre rappresentato lo strumento principale con cui l
 ’essere umano narra sé stesso e dà senso al mondo che lo circonda.\n\n
 Raccontare significa mettere in comune. Ogni parola pronunciata o ascoltat
 a è un ponte lanciato tra esperienze\, generazioni e culture. Le storie d
 i vita\, i sentimenti\, i ricordi\, le leggende e le cronache quotidiane d
 iventano strumenti preziosi per ricostruire un senso di appartenenza e com
 unità. Nel contesto dei Monti Lepini\, i racconti raccolti – che parlan
 o di vissuto\, emozioni e tradizioni – sono diventati semi capaci di far
  germogliare nuove forme di partecipazione. Gli eventi che vogliamo organi
 zzare nei diversi comuni della Provincia di Latina permetteranno alle pers
 one di ritrovarsi insieme\, fisicamente e simbolicamente\, attorno alla pa
 rola.\n\nÈ attraverso il racconto che si è tornati ad ascoltare: non sol
 o ciò che l’altro ha da dire\, ma ciò che ci unisce\, ciò che ci lega
  ai luoghi\, alle radici\, alla storia collettiva. Il progetto si è quind
 i posto un duplice obiettivo: da un lato\, valorizzare parola orale\, dall
 ’altro\, ricreare spazi di incontro reale dove il dialogo\, la narrazion
 e e la poesia diventeranno strumenti di coesione. In un tempo in cui l’i
 ndividualismo e la frammentazione sociale sembrano prevalere\, tornare a d
 are centralità alla parola – intesa come relazione viva – è un atto 
 rivoluzionario. In un’epoca in cui la comunicazione è spesso rapida\, f
 rammentata e superficiale\, questo progetto intende riscoprire il valore p
 rofondo della parola in ogni sua forma\, attraverso una serie di eventi ne
 i comuni Lepini. L’obiettivo è semplice e ambizioso al tempo stesso: fa
 r tornare le persone insieme\, in presenza\, ad ascoltare\, partecipare\, 
 condividere. Ri- creare comunità. Il progetto si articola in quattro even
 ti per quattro forme di parola\, ciascuno interpretato e guidato dalla pre
 senza di personaggi autorevoli e significativi\, che con il proprio lingua
 ggio e vissuto sapranno stimolare riflessione\, dialogo\, partecipazione.\
 n\nIl Progetto coinvolge i musei archeologici dei 4 comuni della provincia
  di latina che fanno parte del Sistema Integrato Territoriale Musei\, Bibl
 ioteche e archivi storici dei monti Lepini.\n\nIl museo archeologico di Pr
 iverno\; il museo della città e del territorio di Cori\; il museo civico 
 archeologico di Sezze e il museo civico archeo padre A.G. Saggi di Norma.\
 n\nIL POTERE DELLE PAROLE è un progetto che unisce archeologia e mitologi
 a\, per riscoprire i miti che gli antichi leggevano tra le costellazioni. 
 Musei e reperti diventano il punto di partenza per raccontare storie che v
 ivono ancora oggi nella materia. Priverno\, con il suo museo e l’antica 
 Privernum\, conserva simboli e figure legate ai racconti celesti. Norma\, 
 affacciata sulle rovine di Norba\, è da sempre un osservatorio naturale v
 erso il cielo degli dei. Sezze\, con le sue origini antichissime\, porta a
 vanti una tradizione orale ricca di memoria mitica. Cori\, con le sue rovi
 ne e templi\, rivela il legame tra culto\, divinità e orientamento astral
 e. I Monti Lepini fanno da sfondo a tutto questo: terre di passaggio\, di 
 culto\, di narrazione. Qui il paesaggio\, il passato e le stelle si parlan
 o ancora. E il museo diventa il luogo dove queste voci si incontrano\n\n1.
  La parola nella poesia: Un incontro tra voci\, emozioni e versi condivisi
 \nIn questo incontro\, la parola si farà arte e introspezione. Il persona
 ggio invitato condividerà con o versi e riflessioni sul linguaggio come s
 trumento di bellezza\, denuncia e rivelazione. Reading poetici\, dialoghi 
 con il pubblico offriranno uno spazio in cui l’emozione si traduce in ve
 ra e propria poesia.\n\n10 ottobre 2025\, Comune di Sezze – Auditorium S
 an Michele Arcangelo\n\nDavide Avolio è un giovane poeta e autore napolet
 ano\, voce emergente della nuova generazione letteraria italiana. La sua s
 crittura nasce dall’urgenza di raccontare l’umano\, intrecciando poesi
 a\, vita quotidiana e radici partenopee. Le sue parole\, essenziali e inte
 nse\, affondano nella realtà per restituirne la bellezza nascosta\, la fr
 agilità e la resistenza. Attraverso i suoi versi\, Davide esplora i temi 
 dell’identità\, dell’amore\, del margine e del desiderio di riscatto\
 , con uno sguardo sempre autentico e profondamente empatico. La sua presen
 za scenica\, sia nelle letture che nei laboratori\, restituisce al pubblic
 o una poesia viva\, diretta\, capace di toccare e unire.\n\n2. Le Parole d
 ella Montagna: Storie di montagna sotto un cielo antico\nLe montagne\, da 
 sempre il punto più vicino al cielo\, sono anche il luogo più prossimo a
 lle stelle. In un tempo in cui il rumore copre spesso l’essenziale\, la 
 montagna ci insegna il valore del silenzio\, dell’ascolto\, della parola
  meditata. In questo incontro\, la montagna diventa voce e memoria: con St
 efano Ardito esploreremo i sentieri del racconto\, tra storie\, cammini e 
 leggende che uniscono territorio e comunità. Le stelle sono spettatrici s
 ilenziose di un museo senza mura: le montagne. Le opere esposte? La storia
  e le tradizioni del popolo che da secoli le abita.\n\n17 ottobre 2025\,\n
 Comune di Cori\, Chiesa S. Oliva / Teatro Pistilli\n\nStefano Ardito è un
  autore\, giornalista e instancabile camminatore che ha fatto della montag
 na la sua casa e delle parole il suo sentiero. Le sue guide\, scritte con 
 passione e precisione\, sono molto più di semplici indicazioni: sono invi
 ti al viaggio\, alla scoperta di vette silenziose\, vallate remote e cieli
  punteggiati di stelle. Tra le pagine dei suoi libri si respira l’aria s
 ottile dell’alta quota e si ascolta il silenzio degli spazi infiniti\, l
 à dove la roccia incontra il cielo. Le montagne non sono solo sfide da su
 perare\, ma presenze vive da raccontare — custodi di storie\, natura e l
 uce. Di notte\, sotto una volta stellata che sembra più vicina\, Ardito i
 nvita il lettore a fermarsi\, osservare\, ascoltare: perché tra un passo 
 e l’altro\, la meraviglia si nasconde anche nei dettagli. Con uno stile 
 che unisce rigore escursionistico e poesia dell’altitudine\, Stefano Ard
 ito accompagna chi legge verso un modo più autentico di abitare la natura
  — con gli scarponi ai piedi e lo sguardo rivolto alle stelle.\n\n3. La 
 parola che disarma: aprite le porte alla riconciliazione\nIn un tempo segn
 ato da conflitti\, divisioni e linguaggi d’odio\, la parola può ancora 
 disarmare. Può aprire ferite\, ma anche guarirle. Può generare ostilità
 \, ma anche riconciliazione. Questo evento sarà dedicato alla parola che 
 infonde amore\, che si fa accoglienza\, cura\, ascolto profondo.\n\n24 ott
 obre 2025. ore 17:30\nComune di Norma – Sala delle Muse\, Museo Archeolo
 gico P.A. Saggi\n\nAngela Iantosca\ngiornalista paroliera – giornalista 
 libera. (Latina\, 1978) è una giornalista\, scrittrice e attivista italia
 na di grande impatto.\nLaureata in Scienze Umanistiche alla Sapienza di Ro
 ma\, ha iniziato la sua carriera nel 2003 come giornalista pubblicista\, c
 ollaborando con testate nazionali e occupandosi di tematiche sociali\, leg
 alità e diritti umani.\n\n4. La parola che unisce: Il dialogo come dono d
 i unità\nUn evento che mostra come la parola possa creare ponti. Le lingu
 e\, i dialetti\, i racconti migranti e le storie intergenerazionali sarann
 o al centro di un incontro in cui la diversità diventa risorsa e ricchezz
 a.\n\n31 ottobre\nComune di Priverno\, Auditorium Santa Chiara / Infermeri
 a dei Conversi\n\nDon Francesco Fiorillo\n(Terracina\, 21 maggio 1976) è 
 sacerdote della Diocesi di Gaeta e responsabile della Fraternità del Mona
 stero di San Magno a Fondi (LT)\, un antico cenobio sul Monte Arcano risal
 ente al VI secolo. Don Francesco è noto per la sua capacità di coniugare
  silenzio monastico e impegno nella cura delle ferite emotive: organizza r
 itiri spirituali\, momenti di meditazione e laboratori sulla nonviolenza\,
  come la “Giornata Internazionale del Perdono” al monastero.  Collabor
 a attivamente con Libera Sud Pontino come referente per la legalità e la 
 memoria delle vittime innocenti delle mafie e durante la pandemia ha apert
 o il Monastero alla Croce Rossa Italiana\, offrendo accoglienza e sostegno
  alla comunità locale.
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