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SUMMARY:In Plain Sight: Photography\, Power and Public Space in Britain - R
 oma - 5 Dicembre 25 11:00
DESCRIPTION:Matèria è lieta di presentare In Plain Sight: Photography\, P
 ower and Public Space in Britain\, una mostra di opere fotografiche co-cur
 ata in collaborazione con Christiane Monarchi. Attraverso il dialogo tra l
 inguaggio e spazio pubblico\, la mostra indaga la fotografia come luogo tr
 asformativo di azione e di dichiarazione d’intenti\; politici\, cultural
 i o personali.\n\nAl suo centro\, In Plain Sight è al tempo stesso una ri
 flessione sul ricco panorama fotografico britannico e una testimonianza de
 i suoi significativi contributi alla documentazione sociale\, con un’att
 enzione particolare agli ultimi vent’anni.\n\nRiunendo il lavoro di otto
  artisti che operano con l’immagine\, la mostra apre un dialogo con stor
 ie specifiche del Regno Unito che continuano a influenzare la cultura visi
 va contemporanea. Le opere in mostra oscillano tra finzione e documento\, 
 rimanendo concettualmente radicate nell’esperienza e nell’analisi esis
 tenziale della cultura britannica contemporanea: un contesto da cui emergo
 no e dal quale si proiettano verso l’esterno.\n\nLa mostra risuona inolt
 re con la storia stessa di Matèria\, ricollegandosi agli anni formativi t
 rascorsi nel Regno Unito dal direttore Niccolò Fano negli anni 2000. Più
  che una semplice ricognizione\, questa selezione è profondamente persona
 le\, modellata dalle influenze artistiche e dalle relazioni costruite in q
 uel periodo - tra cui il dialogo duraturo con la curatrice ed editor Chris
 tiane Monarchi\, con cui Fano ha collaborato più volte\, e il rapporto co
 ntinuativo con gli artisti Karen Knorr e Sunil Gupta\, entrambi presenti i
 n mostra.\n\nL’esperienza di Monarchi nella fotografia è ampia: è co-d
 irettrice di HAPAX\, che pubblica una rivista semestrale dedicata allo svi
 luppo di nuove frontiere fotografiche e gestisce uno spazio espositivo a L
 ondra. Ha inoltre fondato Photomonitor\, che dal 2011 ha pubblicato oltre 
 1.400 contributi online e commissionato nuove ricerche in collaborazione c
 on la University for the Creative Arts. Editrice\, curatrice\, docente e m
 entore per artisti\, Monarchi fa anche parte del comitato direttivo di Fas
 t Forward: Women in Photography ed è trustee del Centre for British Photo
 graphy.\n\nLa mostra si costruisce attraverso un gruppo di opere tra cui\,
  Friendly Fire (1989) di Anna Fox analizza i rituali performativi della le
 isure nell’era di Thatcher. Documentando partite di paintball organizzat
 e da team aziendali e gruppi sociali\, Fox mette in luce le assurdità del
  combattimento simulato sullo sfondo della Gran Bretagna post-industriale.
  Il lavoro rivela come gioco e violenza\, spettacolo e critica\, si intrec
 cino all’interno del tessuto sociale\, trasformando la fotografa in un
 ’osservatrice che diventa\, suo malgrado\, parte della scena.\n\nIn A Po
 st Industrial Dreamscape (2024)\, Jermaine Francis presenta una meditazion
 e filmica e testuale sulla Gran Bretagna postcoloniale\; le sue identità 
 razzializzate\, le culture musicali e il paesaggio politico in mutamento. 
 Attingendo da archivi\, immagini personali e dall’architettura della Gra
 n Bretagna deindustrializzata\, dagli anni ’70 al 2024\, Francis costrui
 sce un saggio visivo che si muove tra resistenza e introspezione. La colon
 na sonora stratificata\, realizzata con Tony Bontana\, rivendica la cultur
 a rave e club come spazi radicali di espressione collettiva contro le poli
 tiche oppressive degli anni ’80 e ’90.\n\nCon Trespass (1995)\, Sunil 
 Gupta rilegge in tre atti la politica della visibilità attraverso il foto
 montaggio digitale. Creato su uno dei primi computer Apple\, il corpus aff
 ronta temi di appartenenza\, sessualità e migrazione in contesti pubblici
  e domestici. L’opera esposta\, tratta da Trespass III - ambientata nell
 ’Essex e definita dall’artista una “porta d’ingresso in Inghilterr
 a” - colloca l’identità queer e diasporica nel terreno contestato del
  multiculturalismo britannico.\n\nCountry Life (1984) di Karen Knorr propo
 ne una rappresentazione satirica delle gerarchie sociali britanniche nel p
 ieno del Thatcherismo. Realizzata in interni domestici e giardini curati a
  Londra\, in Scozia e nell’Oxfordshire\, la serie parodizza gli atteggia
 menti dell’aristocrazia terriera attraverso un raffinato gioco tra testo
  e immagine. Appropriandosi dei generi della natura morta e del paesaggio\
 , Knorr individua un territorio in cui natura e proprietà si intrecciano\
 , rivelando la persistenza del privilegio e la lenta trasformazione delle 
 strutture di classe britanniche.\n\nIn False Flags (in corso)\, MacDonaldS
 trand affronta direttamente il simbolismo del nazionalismo e il linguaggio
  visivo della propaganda. Cancellando digitalmente le bandiere nazionali d
 a fotografie di marce dell’estrema destra nel Regno Unito e negli Stati 
 Uniti\, gli artisti sottraggono l’iconografia legittimante del nazionali
 smo\, lasciando gesti di appartenenza spogli e ambigui. Le opere\, origina
 riamente prodotte come grandi bandiere stampate\, non possono più essere 
 esposte nella loro interezza e sono qui presentate ripiegate in cornici tr
 iangolari cerimoniali.\n\nLa serie Explosion (2004–2009) di Sarah Picker
 ing documenta le esplosioni sceniche utilizzate nell’addestramento della
  polizia e dell’esercito britannici\, dove detonazioni controllate simul
 ano l’impatto del conflitto reale. Fotografate nella campagna inglese\, 
 queste eruzioni di fuoco\, fumo e luce appaiono insieme spettacolari e fuo
 ri contesto\, mettendo in evidenza la tensione tra pericolo autentico e si
 mulazione. Le immagini riflettono su come la cultura contemporanea si prep
 ari alla violenza\, la estetizzi e la consumi\, trasformando momenti di di
 struzione orchestrata in scene sospese e seducenti. In questo gioco tra ar
 tificio e spettacolo\, l’opera esplora il nostro rapporto mediato con il
  conflitto e con i sistemi che lo mettono in scena.\n\nIl lavoro di John S
 tezaker esposto in mostra incarna il suo duraturo interesse per l’immagi
 ne trovata e per i meccanismi della percezione. Figura centrale dell’art
 e concettuale britannica\, dagli anni ’70 Stezaker ridefinisce il rappor
 to tra fotografia\, cinema e inconscio attraverso precisi atti di appropri
 azione e intervento. Tagliando e riconfigurando immagini d’archivio - sp
 esso tratte da fotogrammi cinematografici\, cartoline e ritratti pubblicit
 ari - rivela la carica psicologica latente del frammento fotografico. L’
 opera presentata esemplifica la sua capacità di trasformare il familiare 
 in perturbante\, mostrando come desiderio\, memoria e rappresentazione si 
 intreccino nel patrimonio visivo della modernità.\n\nSea of Troubles (202
 3–2025) di Bettina von Zwehl guarda al XVII secolo come specchio dell’
 instabilità contemporanea. Sviluppata durante una residenza presso l’As
 hmolean Museum di Oxford\, la serie attinge al fascino dell’epoca per la
  filosofia naturale\, la cultura del tè e il pensiero magico. Dipingendo 
 e imprimendo bustine di tè usate su vetro\, von Zwehl crea delicate astra
 zioni intrise di luce che evocano paesaggi in mutazione - metafore degli i
 ntrecci coloniali e della fragile alchimia del processo creativo.\n\nIn oc
 casione dell’opening Matèria è lieta di annunciare il quarto appuntame
 nto di OVERTON WINDOW - un ciclo espositivo ospitato all’interno della s
 ua vetrina su strada - mirato a puntare i riflettori sull’arte digitale 
 e on-chain\, sviluppato in collaborazione con Re:humanism\; la pionieristi
 ca piattaforma curatoriale fondata da Daniela Cotimbo dedicata ad esplorar
 e le complesse relazioni tra cultura umanistica e scientifica\, con una pa
 rticolare enfasi sulla ricerca nell’ambito dell’intelligenza artificia
 le. OVERTON WINDOW presenta un’installazione dell’artista peruviano Ni
 colás Lamas\, intitolata Collective memory.\n\n&nbsp\;\n\nINFO\n\nIn Plai
 n Sight: Photography\, Power and Public Space in Britain\n\nAnna Fox\, Jer
 maine Francis\, Sunil Gupta\, Karen Knorr\, MacDonaldStrand\, Sarah Picker
 ing\, John Stezaker\, Bettina von Zwehl.\n\nMatèria\, Via dei Latini 27\,
  Roma\n\nDal 5 dicembre 2025 a 1 febbraio 2026\n\nOrari: da martedì a sab
 ato dalle 11:00 alle 19:00 \n\nContatti: contact@materiagallery.com\, www
 .materiagallery.com\n\nUfficio stampa: UC studio\, press@ucstudio.it\n\nCh
 iara Ciucci Giuliani chiara@ucstudio.it | mob: +39 392 917 3661\n\nRoberta
  Pucci roberta@ucstudio.it | mob: +39 340 817 4090
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