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SUMMARY:Incontri con il cinema Buddhista - Roma - 10 Ottobre 25 16:00
DESCRIPTION:INCONTRI CON IL CINEMA BUDDHISTA\nVisioni\, silenzi e rivoluzio
 ni interiori: il cinema come pratica di consapevolezza\n\nProiezioni in li
 ngua originale con sottotitoli in italiano\n\nIngresso libero\n\nVenerdi 1
 0 Ottobre\n17:00 Loving Karma - Johnny Burke e Andrew Hinton - 2025 (85')\
 n19:00 Agent of Happiness- Arun Battahari e Dorottya Zurbó- 2024 (94')\n2
 1:00 Primavera\, estate\, autunno\, inverno... e ancora primavera - Kim Ki
  Duk - 2003 (103')\n\nSabato 11 Ottobre\n16:00 My Lens\, My Land - Ke Chen
  - 2024 (24') — anteprima europea\n16:45 The Dalai Lama's Gift - Ed Bast
 ian - 2024 (76')\n18:30 Cracked Goddess - What Were They Like - No More to
  Say & Nothing to Weep for \na seguire Father Death - Collin Still (61') -
  Il regista sarà presente in sala per incontrare il pubblico\n20:15 - Hem
 a Hema: Sing Me a Song While I Wait - Khyentse Norbu - 2016 (96')\n22:00 -
  Seeking - Yang Yuan - 2025 (76') — anteprima europea\n\nDomenica 12 Ott
 obre\n16:00 Dancing with the Dead - Ward Serrill -2023 (84')\n17:30 Wisdom
  of Happiness - Philip Delaquis e Barbara Miller - 2024 (90')\n19:30 Sapan
 a — Himalayan Trek to Dreams - Cezary Adamski - 2025 (59') — anteprima
  italiana\n20:45 Mola: A Tibetan Tale of Love and Loss - Martin Brauen\, Y
 angzon Brauen\n\nCosa significa vivere con consapevolezza in un mondo lace
 rato da conflitti\, fratture sociali\, crisi ambientali e disorientamento 
 spirituale? Qual è lo spazio che può avere oggi una visione antica e rad
 icalmente umana come quella del buddhismo nel nostro tempo? Torna\, per la
  sua quarta edizione\, Incontri con il Cinema Buddhista\, la rassegna cine
 matografica ideata da Maria Angela Falà\, presidente della Fondazione Mai
 treya\, con la direzione artistica di Italo Spinelli\, in programma dal 10
  al 12 ottobre 2025 al Nuovo Cinema Aquila di Roma e successivamente a Per
 ugia\, dal 7 al 9 novembre al cinema Méliès e alla Cineteca di Bologna\,
  sempre a novembre (date in via di definizione). Promossa da Fondazione Ma
 itreya\, Asiatica Film Festival e JCI\, in collaborazione con EGA European
  Gate to Arts con il contributo dell’otto per mille dell’Unione Buddhi
 sta Italiana\, l’iniziativa si conferma uno spazio di riflessione aperta
 \, capace di coniugare spiritualità e contemporaneità attraverso il ling
 uaggio universale del cinema.\n\n«La scelta dei film di quest’anno – 
 afferma Italo Spinelli – è partita\, come nelle precedenti edizioni\, d
 alla ricerca della massima qualità cinematografica: opere che si distingu
 ono per rigore formale\, forza narrativa e profondità espressiva. A parti
 re da questo criterio\, abbiamo voluto esplorare il buddhismo come esperie
 nza vissuta nel quotidiano\, come forza silenziosa ma presente in territor
 i spesso lontani tra loro: dal Bhutan al Giappone\, dal Tibet agli Stati U
 niti. Ogni film è un frammento di un discorso più ampio\, che attraversa
  la compassione\, l’identità\, il distacco\, la rinascita. L’obiettiv
 o è proporre lavori capaci di restituire la complessità del presente sen
 za rinunciare alla profondità dello sguardo spirituale.»\n\n«Il cinema 
 - aggiunge Maria Angela Falà - può rendere attuali tematiche spirituali 
 e sociali che oggi sembrano lontane\, ma che toccano in realtà il cuore d
 ella condizione umana. Il buddhismo ci invita a ripensare la relazione com
 e paradigma dell’arte di vivere\, e i film di questa edizione lo raccont
 ano con delicatezza e forza insieme. È un percorso che attraversa la poes
 ia\, il dolore\, la gioia e l’utopia: un’utopia che la beat generation
  aveva intuito e che oggi ritrova un’inaspettata attualità nella crisi 
 della società contemporanea».\n\nQuest’anno\, la selezione propone qui
 ndici opere – tra lungometraggi\, mediometraggi e corti – provenienti 
 da Bhutan\, Cina\, Corea del Sud\, Giappone\, Nepal\, Polonia\, Svizzera\,
  USA e India\, molte delle quali in anteprima europea o italiana. Fiction\
 , documentari\, ritratti e saggi visivi capaci di mettere in dialogo il pe
 nsiero buddhista con le tensioni del nostro tempo. Tutti i film saranno pr
 oiettati in lingua originale con sottotitoli in italiano. L’ingresso è 
 libero fino ad esaurimento posti.\n\nAd aprire la rassegna sarà Loving Ka
 rma (Johnny Burke e Andrew Hinton)\, ritratto toccante del lama Lobsang Ph
 untsok che torna al suo villaggio nell’Himalaya dove ha creato “Il gia
 rdino dell’amore e compassione” rifugio per bambini poveri e in diffic
 oltà\, come era lui stesso quando da ragazzino entrò in un monastero tib
 etano buddhista. Una storia che si interroga su cosa succede quando la sof
 ferenza incontra la compassione\n\nSeeking\, della regista cinese Yang Yua
 n\, segue invece la giovane ragazza tibetana Zoma che ritrova a Tokyo il s
 enso della vita del padre e le ragioni della sua devozione al buddhismo. N
 on è solo una storia sulla ricerca degli altri\, ma anche sulla ricerca d
 i sé stessi in una terra straniera.\n\nTra le opere più attese\, Agent o
 f Happiness (Arun Battahari e Dorottya Zurbó)\, che esplora l’utopia co
 ncreta del Bhutan\, che si è fatto conoscere al mondo esterno grazie alla
  scienza astratta della “Felicità Interna Lorda”\, creata dal re negl
 i anni ’90. Secondo questo concetto\, la felicità è misurata da ricerc
 atori che vanno di casa in casa per costruire politiche su misura per la s
 erenità dei cittadini. Il protagonista\, Amber\, è uno di questi “agen
 ti della felicità” che ci guida attraverso un sistema che sovverte le l
 ogiche del PIL e delle economie moderne.\n\nNel potente e visivamente ipno
 tico Hema Hema: Sing Me a Song While I Wait\, il grande regista e maestro 
 buddhista Khyentse Norbu costruisce il suo film più personale: un’opera
  enigmatica e rituale\, un viaggio nel mistero dell’identità\, nei desi
 deri repressi e nei volti che indossiamo ogni giorno. Le maschere\, i cant
 i e le danze diventano allegoria delle nostre illusioni e della fallibilit
 à dell’esperienza umana. Non a caso la sua incursione nel mondo del cin
 ema è iniziata con Little Buddha di Bernardo Bertolucci\, come assistente
  alla regia.\n\nUn altro viaggio\, in forma di commiato e memoria\, è que
 llo raccontato in Mola: A Tibetan Tale of Love and Loss\, di Martin e Yang
 zom Brauen\, che segue la storia di una monaca centenaria costretta all’
 esilio e del suo ultimo saluto alla figlia\, dopo 65 anni condivisi lontan
 e dal Tibet. Una profonda storia di amore\, separazione\, resilienza\, ma 
 anche il ritratto di una potente e silenziosa tragedia politica che contin
 ua a veder salire il numero delle persone costrette ad abbandonare la prop
 ria patria per molteplici ragioni\, tra cui la guerra\, la fame\, la perse
 cuzione.\n\nTra le nuove opere selezionate spicca The Dalai Lama's Gift di
  Ed Bastian\, un prezioso documento che riporta alla luce immagini d’arc
 hivio straordinarie: nel 1980 il Dalai Lama\, per la prima volta fuori dal
 l’India o dal Tibet\, conduce l’iniziazione al Kalachakra in un campo 
 del Wisconsin\, trasformato in un luogo sacro da una comunità di pratican
 ti e monaci che lo costruì con le proprie mani. Un film che racconta la p
 otenza trasformativa del Dharma e la nascita di un’esperienza spirituale
  collettiva nel cuore rurale degli Stati Uniti.\n\nWisdom of Happiness di 
 Philip Delaquis e Barbara Miller è un’intima conversazione con Sua Sant
 ità il Dalai Lama\, un invito diretto e gentile a ripensare cosa sia davv
 ero la felicità. In un mondo affollato di distrazioni\, il film restituis
 ce uno sguardo profondo sul valore della saggezza interiore come guida per
  la vita contemporanea.\n\nSapana | Himalayan Trek to Dreams di Cezary Ada
 mski ci accompagna invece in un emozionante viaggio in bicicletta attorno 
 all’Annapurna\, in Nepal. Lungo il cammino\, i registi incontrano person
 e comuni – insegnanti\, sherpa\, turisti – che condividono sogni\, asp
 irazioni e desideri. Un film che intreccia paesaggi grandiosi e riflession
 i intime\, ricordandoci che è la possibilità di realizzare un sogno a re
 ndere la vita piena di significato.\n\nA questa geografia spirituale si ag
 giungono opere poetiche come Dancing with the Dead\, che segue l’enigmat
 ica figura di Bill Porter\, conosciuto con lo pseudonimo Red Pine\, maestr
 o dell’antica poesia cinese e traduttore tra i più rispettati. Nato da 
 una famiglia benestante\, figlio di un rapinatore di banche\, ha scelto di
  abbandonare il materialismo americano per intraprendere un percorso di so
 litudine\, meditazione e scrittura. La sua vita ha riacceso in Cina l’in
 teresse per la poesia come via di illuminazione spirituale\, rendendolo un
 a figura di riferimento nella rinascita di una tradizione quasi perduta.\n
 \nNo More to Say and Nothing to Weep For è invece un commosso omaggio ad 
 Allen Ginsberg\, uno dei più influenti poeti del XX secolo. Girato nel 19
 96\, poco prima della sua morte\, il film ripercorre la sua vita: dall’i
 nfanzia ebraica nel New Jersey al ruolo centrale nella Beat Generation\, f
 ino all'impegno politico\, alla militanza per i diritti civili e alla sua 
 profonda connessione con il buddhismo zen. Attraverso le sue parole\, le s
 ue poesie e le testimonianze dei suoi amici più intimi\, emerge il ritrat
 to di un uomo che ha fatto della poesia uno strumento di trasformazione in
 dividuale e collettiva. Per questo film è prevista l’eccezionale presen
 za del regista Colin Still\, che presenterà anche tre suoi cortometraggi\
 , proiettati per la prima volta in Italia: Father Death\, girato nell’ap
 partamento di Ginsberg pochi giorni dopo la sua scomparsa\, avvenuta il 5 
 aprile 1997\; What Were They Like?\, tratto dalla poesia di Denise Leverto
 v scritta nel 1967 in risposta ai bombardamenti americani sul Vietnam\, co
 n la voce fuori campo di Stuart Milligan e le musiche di Terry Riley\; The
  Cracked Goddess\, un’opera visiva sulle sculture buddhiste di Amy Evans
  McClure\, con testo poetico letto dall’autore Michael McClure e accompa
 gnato ancora una volta dalla musica ipnotica di Riley.\n\nCome da tradizio
 ne\, anche quest’anno la rassegna propone un’opera “classica” che 
 ha segnato in profondità l’immaginario del cinema spirituale contempora
 neo: la scelta questa volta è andata su Primavera\, estate\, autunno\, in
 verno... e ancora primavera (2003) di Kim Ki-Duk\, film di rara intensità
  visiva che rappresenta una meditazione profonda sull’impermanenza e sul
  ciclo della vita. Ambientata in un eremo galleggiante immerso nella natur
 a\, la storia segue la crescita di un monaco dall’infanzia alla vecchiai
 a\, attraversando amore\, colpa\, solitudine e redenzione. Le stagioni sca
 ndiscono il tempo interiore del protagonista\, in un dialogo continuo con 
 la natura che diventa guida silenziosa e sacra.\n\nInfine My Lens\, My Lan
 d\, ambientato nelle remote praterie dell’Amdo tibetano\, a oltre 4.200 
 metri di altitudine\, e diretto da Daze\, nomade nativo e filmmaker. Un’
 opera che intreccia immagini struggenti della vita quotidiana con un dialo
 go tenero e profondo con la figlia\, offrendo uno sguardo intimo sulla cri
 si ambientale e sul delicato equilibrio tra uomo e natura.\n\nDal 2021 Inc
 ontri con il Cinema Buddhista ha presentato oltre cinquanta opere provenie
 nti da tutto il mondo\; anche in questa nuova edizione\, il programma mira
  ad interrogare\, ispirare e guidare il pubblico in un viaggio cinematogra
 fico che si fa spazio vivo di riflessione e consapevolezza.
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