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SUMMARY:Inevitabilmente MAMIE - Roma - 16 Ottobre 26 00:00
DESCRIPTION:Dal 16 al 29 ottobre La Vaccheria di Roma ospita la mostra pers
 onale “Inevitabilmente MAMIE” di Elia Pellegrini\, in arte Mamie\, a c
 ura di Ariadne Caccavale\; la presenza dell’artista è fissata a sabato 
 17 Ottobre alla presenza delle autorità istituzionali tra cui la Presiden
 te del IX Municipio di Roma Teresa Maria di Salvo.\n\nIl percorso espositi
 vo presentato a La Vaccheria ne esplora la poetica e la produzione più re
 cente - riassunta nella dichiarazione dell’artista: “libero di essere 
 tragicamente”\, a tal proposito lui stesso spiega: “Libero di essere t
 ragicamente non è soltanto il titolo delle mie prime mostre. È il modo i
 n cui affronto la vita. E\, per me\, affrontare la vita e affrontare l’a
 rte sono la stessa cosa. Nasce da un senso di inadeguatezza. Da quella sen
 sazione di non riuscire a trovare il proprio posto dentro qualcosa che\, t
 roppo spesso\, ci impone di essere in un certo modo. Nasce da un senso di 
 oppressione. Un’oppressione fatta di schemi\, di convenzioni\, di aspett
 ative. Dal mondo nel quale sono cresciuto e nel quale ancora oggi vivo.\n\
 nE allora “Libero di essere tragicamente” diventa quasi un diktat. Una
  necessità. Una dichiarazione di libertà. Essere liberi rispetto agli sc
 hemi. Rispetto alle convenzioni. Rispetto al giudizio degli altri. Rispett
 o\, persino\, all’idea che gli altri hanno di noi. Perché essere fedeli
  a se stessi significa\, prima di tutto\, essere liberi di essere. Liberi 
 di essere ciò che si vuole. Liberi di essere ciò che si crede. Liberi di
  cambiare\, di contraddirsi\, di cadere\, di ricominciare. Liberi\, sempli
 cemente\, di essere qualsiasi cosa. E poi c’è quella parola: tragicamen
 te. Per me non significa necessariamente qualcosa di negativo. Tragicament
 e significa vivere fino in fondo ciò che si è. Con tutto quello che ques
 to comporta: la bellezza e il dolore\, la forza e la fragilità\, il bene 
 e il male. È questo modo di essere tragicamente che definisce anche il mi
 o processo creativo. Un processo vario\, senza schemi\, guidato soltanto d
 alla ricerca dell’emozione\, da ciò che sono e da ciò che voglio esser
 e in quel preciso momento. Al di là di tutto. Al di là del giudizio. Al 
 di là di ciò che dovrei essere. Voglio che il mio modo di fare arte sia 
 questo: tragico e libero. Libero di cambiare. Libero di sbagliare. Libero 
 di essere incompleto\, contraddittorio\, fragile\, vero. Perché non vogli
 o che la mia arte mi dica chi devo essere. Voglio che mi permetta di esser
 e. E se essere me stesso significa essere tragicamente libero\, allora è 
 esattamente lì che voglio stare”. La pittura diventa così luogo dove f
 ar emergere un’identità tanto intima quanto collettiva\; in ogni opera 
 l’autore insegue l’eclissi\, la luce che diventa buio\, lo svuotamento
  di sé\, il nonsenso\, lasciando che l’azione espressiva lo accompagni 
 nella riconquista interiore.\n\nIl linguaggio di Mamie raggiunge esiti che
  spaziano dal figurativo all’astratto\, fino alle ultime composizioni ch
 e affidano al “manichino” il senso di attesa e precarietà di un’esi
 stenza sospesa.  Nelle parole della curatrice Ariadne Caccavale si esplic
 a la spiegazione di ogni opera in mostra: “Inevitabilmente\, ineluttabil
 mente e fatalmente\, nel bene e nel male\, l’arte costituisce per Mamie 
 un assoluto nella sua esistenza.\n\nOssessione e tormento\, essa culla i s
 uoi malesseri ed esterna le sue inquietudini\, senza tuttavia fornire una 
 soluzione\, poiché una soluzione non vi è ai turbamenti dell’animo. 
 La sua pittura non è dunque una efficace panacea\, ma è da considerarsi\
 , piuttosto\, una testimone di ciò che agita la mente e il cuore dell’a
 rtista: colori\, linee e forme nascono spesso da tensioni profonde\, sol
 itudine o ribellione contro una realtà opprimente e rendono tangibile ci
 ò che la parola non riesce a spiegare\, trasformando l'angoscia in un mes
 saggio universale. Così monocromi vivaci e profondi occupano tutta la su
 perficie a disposizione\, mentre una gestualità di matrice espressionista
  disegna donne dalle sagome nervose che evocano l’iconografia – andan
 do per similitudini - di Ippolita Sanzio\, sensuale\, tormentata\, ambival
 ente nel suo essere eterea e al contempo lussuriosa.\n\nMuse seducenti qui
 ndi\, dagli arti evidenti e dai seni cerchiati\, Veneri steatopigie le cui
  forme accentuate tuttavia nulla hanno a che vedere con la fecondità e l
 ’abbondanza.  Altre volte\, invece\, segni informali e cromie vibranti 
 sembrano scontrarsi sulla tela\, campo di battaglie senza vincitori né vi
 nti\, ove ognuno reclama la propria parte\, riemergendo dagli abissi dell
 ’io dell’autore.\n\nProprio tra quelle macchie informali\, tra il nero
  e i grigi si riconoscono e intravedono figure antropomorfe\, belve non ad
 domesticabili\, ribelli e anarchiche a comporre il canto tragico dell’uo
 mo moderno\, lacerato dai silenzi\, dall’assenza\, dal vuoto di un’esi
 stenza labile”. In “Shadow of myself” è racchiuso l’autoritratto
  dell’artista\, l’ombra che si porta addosso\, un passato che non pass
 a perché ha in sé le persone più care\, ormai perdute\, ma anche quel v
 uoto che sembra appannare ogni momento di gioia. Le opere più recenti son
 o a completamento di un racconto esistenziale autobiografico generatore di
  un filo continuo che mette radici in direzioni stilistiche diverse ma tut
 te alimentate dalla stessa linfa. “L’Attesa” è il titolo ripetuto i
 n diversi\, ultimi\, dipinti in cui i soggetti\, colti in sagome nervose\,
  sembrano personificare figure dal destino triste\, macerate nel bagno del
 la malinconia. L’uomo\, in continuità con il pensiero nietzschiano\, si
  riduce a parvenza enigmatica\, ombra di essere vivente\, simbolo di spaes
 amento in questi tempi moderni.\n\n&nbsp\;\n\nBIOGRAFIA\n\nMamie (nome d
 ’arte di Elia Pellegrini) è un giovane artista già trattato in volumi 
 specifici di settore come nell’annuario “Atlante dell’Arte Contempor
 anea” edito da Giunti. Ha recentemente esposto in due monografiche\, ten
 utesi una alla Melograno Art Gallery di Livorno e la successiva al Museo D
 iocesano e Capitolare di Terni. Tra ottobre e novembre uscirà un approfon
 dimento sulla poetica dell’autore sia nel mensile Art e Dossier che sul 
 canale Sky Arte.\n\n&nbsp\;\n\nINFORMAZIONI MOSTRA\n\nApertura 16/29 Ottob
 re 2026\n\nLa Vaccheria\, Via Giovanni l’Eltore 35\, Roma\n\nOrari di vi
 sita: Mart/Merc./Giov.9-13\; Ven./Sab./Dom. 9-19\; Lunedì chiuso\n\nPrese
 ntazione dell’artista 17 ottobre 2026 ore 17\n\nIngresso libero
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