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SUMMARY:iosonovulnerabile\, dunque vivo - Velletri - 30 Settembre 23 00:00
DESCRIPTION:Arte è amare la realtà!\nUna pratica performativa transdiscip
 linare all’exCarcere Pontificio di Velletri per esplorare la realtà e l
 a vulnerabilità umana\n\nPresso l'exCarcere Pontificio di Velletri\, una 
 straordinaria iniziativa artistica prende vita\, portando avanti un messag
 gio che parla di vulnerabilità\, realtà e del potere dell’arte: un gru
 ppo di artisti e professionisti delle arti visive\, del cinema\, della fot
 ografia\, della danza e della musica\, insieme a insegnanti\, tecnici e st
 udenti dell'Accademia di Belle Arti e dei licei romani si è unito per cre
 are “iosonovulnerabile\, dunque vivo. Arte è amare la realtà!”\, un 
 progetto transdisciplinare\, a cura di Sergio Mario Illuminato\, che abbra
 ccia diversi linguaggi espressivi dell’arte esplorando il concetto di co
 esistenza artistica nel contesto degli spazi dell’exCarcere Pontificio d
 i Velletri\, un luogo di oltre mille metri quadri costruito nel 1861 dalla
  famiglia Romani. Questo spazio\, sepolto nell’oblio da oltre trent’an
 ni\, torna a vivere e si trasforma in un luogo di arte e dialogo per le fu
 ture generazioni. Nel cuore di questo luogo abbandonato\, le pareti di pie
 tra logorate dalla storia e le sbarre testimoniano di un passato di confin
 amento e isolamento. Oggi\, queste stesse mura servono come tela per esplo
 rare un tema tanto universale quanto intimo: la vulnerabilità umana. Il p
 rogetto è realizzato nell’ambito dell’Accademia di Belle Arti di Roma
 \, con il patrocinio di Regione Lazio e del Comune di Velletri\, produzion
 e esecutiva di Movimento Vulnerarte APS\, con la collaborazione di Compagn
 ia Atacama e Festival Internazionale Danza Contemporanea Paesaggi del Corp
 o.\n\nQuesto progetto\, unico nel suo genere\, rappresenta un audace e inn
 ovativo esperimento artistico che pone la fragilità dell'essere umano al 
 centro della scena. Gli artisti hanno affrontato l'arduo compito di immerg
 ersi in un contesto carcerario per trasformare la durezza del passato in u
 n luogo di riflessione e consapevolezza. Ogni angolo di questo spazio crud
 o e suggestivo è permeato di una tensione palpabile in cui la vulnerabili
 tà è riconosciuta come parte integrante dell'esperienza umana. “iosono
 vulnerabile” proseguirà fino al 30 gennaio 2024\, rappresentando l'ulti
 ma documentazione utile prima della ristrutturazione architettonica e del 
 cambiamento di destinazione della struttura\, prevista nei mesi successivi
 . \n\nIl progetto prende ispirazione dal libro di Sergio Mario Illuminato 
 “Corpus et Vulnus: omaggio ai maestri Tàpies\, Kiefer\, Parmiggiani” 
 (Edizione IP\, 2023): da qui un gruppo di artisti ha dato vita ad una resi
 denza artistica\, della durata di sei mesi\, all’interno dell’exCarcer
 e Pontificio di Velletri\; gli artisti presenti hanno dedicato questi mesi
  per ideare e realizzare uno "spazio intellettuale" profondo\, articolato\
 , critico\, fragile\, necessario. Il risultato finale è stata la nascita 
 del Movimento Vulnerarte\, la realizzazione del cortometraggio “Vulnerar
 e” e la pratica performativa “iosonovulnerabile”. Queste attività\,
  intrecciate tra loro\, racchiudono l’anima di un’esperienza immersiva
  a carattere site-coexistence. Alla base c’è l’idea che l’arte cont
 emporanea è diventata irrilevante a causa della sua lontananza dalla veri
 tà della realtà e ha bisogno di un cambiamento radicale per rivendicare 
 i suoi diritti sulla vita. Vulnerarte mira a rompere le barriere tra opera
  e non-opera\, tra autore e partecipante e tra spazio espositivo e vita qu
 otidiana. \n\n“Le grandi esposizioni internazionali d’arte contemporan
 ea stanno conoscendo un crescente uso dell'arte come entità astratta sepa
 rata dalla realtà. L'arte sembra essere sempre più confinata solo in spa
 zi ideologici codificati come musei\, fiere e gallerie. Personalmente\, co
 me risposta alla drammatica situazione attuale\, ho sentito la necessità 
 di re-agire artisticamente sfuggendo dagli spazi anestetici predefiniti ch
 e relegano l’arte ai margini e ho provato a mettere al mondo il mondo\, 
 come affermava Alighiero Boetti. Lavoro per riabilitare le ‘cattedrali c
 ontemporanee della vulnerabilità’ che includono ex carceri\, ospedali\,
  mattatoi\, caserme\, chiese\, fabbriche\, scuole...e altri luoghi in stat
 o di grave abbandono. La mia ricerca in questi spazi mira a creare un ambi
 ente esperienziale potenziale\, uno spazio meditativo caratterizzato da un
 a nudità cristallina\, al fine di recuperare una dimensione rituale apert
 a all’altro\, in cui artisti e partecipanti possono immergersi per ascol
 tare le vibrazioni degli elementi preesistenti insieme alla sensibilità e
  all'energia degli Organismi Artistici Comunicanti (OAC) che ho sviluppato
  nel corso degli anni. Gli spazi espositivi diventano così luoghi in cui 
 si sviluppa un processo di relazioni senza uguali che può rivelare un les
 sico condiviso” così racconta Sergio Mario Illuminato.\n\nAd animare co
 n le loro opere e la loro personale visione di arte l’exCarcere Pontific
 io di Velletri sono gli artisti: Sergio Mario Illuminato (pittura-scultura
 )\, Rosa Maria Zito (fotografia\, scenografia)\, Federico Marchi con Rober
 to Biagiotti e Alessandro Pagoni (cinema)\, Patrizia Cavola e Ivan Truol c
 on Camilla Perugini e Nicholas Baffoni (danza)\, Andrea Moscianese (musica
 )\, Davide Palmiotto (arte dei suoni). Gli artisti\, ricostruendo una tens
 ione narrativa in un contesto come l'exCarcere Pontificio di Velletri\, ha
 nno dato vita ad un percorso tra ambienti intimi e conturbanti: celle\, sc
 ritte dei detenuti\, faldoni del tribunale penale e installazioni original
 i di dispositivi di pittura-scultura\, musica e cinema\, creando un origin
 ale e coinvolgente dialogo tra la storia e l’arte\, tra l’architettura
  e il pubblico. “Iosonovulnerabile” è un invito a guardare oltre le m
 ura e le barriere\, a esplorare la bellezza e la complessità della vulner
 abilità umana. Attraverso l'arte\, siamo chiamati a riconoscere la nostra
  connessione con gli altri e a celebrare la forza che può scaturire dalla
  nostra fragilità condivisa.\n\nVarcando il cancello dell’exCarcere Pon
 tificio di Velletri si finisce in un limbo di invisibilità. Nel silenzio 
 assordante di luoghi che vanno dimenticati si accende una luce per guardar
 e da vicino la particolare bellezza e energia della pelle della vulnerabil
 ità\, della piega della fragilità. A partire dal cortile della presa d
 ’aria dei detenuti\, il visitatore è chiamato a mettere in discussione 
 i propri sensi per scoprire una realtà architettonica in cui un gruppo di
  artisti transdisciplinari può praticare una forma di speleologia creativ
 a\, capace di riportare alla luce ciò che l’incuria\, il degrado e il t
 empo sono riusciti a nascondere per decenni: “Organismi Artistici Comuni
 canti” che trascendono la loro materialità in un mondo che sembra esser
 si cristallizzato ma che\, nonostante tutto\, ci fa vedere perché lottare
  per la vita.\n\nIl progetto è realizzato nell’ambito dell’Accademia 
 di Belle Arti di Roma\, con il patrocinio di Regione Lazio e del Comune di
  Velletri\, produzione esecutiva di Movimento Vulnerarte APS\, con la coll
 aborazione di Compagnia Atacama e Festival Internazionale Danza Contempora
 nea Paesaggi del Corpo.
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