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 luigi-salvatori-e-antonio-servillo
SUMMARY:l luoghi dello spirito bi-personale di Luigi Salvatori e Antonio Se
 rvillo - Roma - 3 Ottobre 24 11:00
DESCRIPTION:Inaugurerà al pubblico il prossimo 2 ottobre l’esposizione 
 “I luoghi dello spirito” bi-personale degli artisti Luigi Salvatori e 
 Antonio Servillo\, a cura di Roberto Luciani\, Alberto Moioli\, Giuseppe O
 ddone e Andrea Salvati\,  promossa da ICAS Intergruppo Parlamentare “Cu
 ltura\, Arte\, Sport” e su iniziativa del Presidente della Commissione C
 ultura Onorevole Federico Mollicone\, dell’Assessorato alla Cultura di R
 oma Capitale e del MIC e la collaborazione dell’Archivio Paolo Salvati.\
 n\nCome lo stesso Presidente della Commissione Cultura della Camera Federi
 co Mollicone dichiara in merito alla bi-personale: "Con questa nuova espos
 izione arricchiamo il nostro palinsesto culturale con una nuova operazione
  di valorizzazione artistica\, in continuità con l'approfondimento del co
 ncetto del sacro intrapreso in altre occasioni in questa sede. Il tema cen
 trale della sacralità\, questa volta\, viene coniugato dagli artisti con 
 autorevolezza e capacità attraverso importanti citazioni dell'iconografia
  tradizionale e riflessioni sullo spazio in cui opera. Da sempre sosteniam
 o operazioni culturali di valorizzazione come questa\, anche in omaggio al
 la corrente artistica del Novecento alta e popolare riunitasi intorno alla
  storica Via Margutta di Roma."\n\nUn’esposizione articolata che si divi
 de in due percorsi espositivi differenti\, da una parte troviamo “I volt
 i dell’anima” di Luigi Salvatori\, dall’altra “I Templi nel mondo
 ” di Antonio Servillo in una perfetta simbiosi espositiva ed artistica c
 he mette in dialogo i singoli stili dei due artisti.\n\nUn parallelismo ar
 tistico che risponde ad alcuni interrogativi che l’uomo si pone sin dall
 ’antichità: qual è il senso della vita?  Qual è il senso e lo scopo 
 della mia vita? Perché esisto? Sono domande comuni alle quali ognuno tent
 a di dare una risposta\, seppure personale e unica\, per trovare così la
  sua strada\, il percorso da seguire\, seguendo le varie religioni esisten
 ti nel mondo e nei luoghi dove lo spirito si manifesta.\n\nLuigi Salvatori
  con “I volti dell’anima” espone un ciclo di opere realizzate tra il
  2019 e il 2024. Nel 2019\, l’artista si considerava entrato nella terza
  età della vita\, ritenendo conclusi gli anni della spensieratezza e dell
 a successiva età media. Rappresenta quindi i suoi sentimenti attraverso l
 a sua produzione artistica. Il cromatismo\, quindi\, subisce una evoluzion
 e\, passando dai vivaci colori di rossi\, gialli e verdi dei paesaggi\, ai
  colori delle terre dalle tonalità ambrate.\n\nNel periodo della pandemia
 \, l’isolamento e le quarantene forzate hanno permesso a Salvatori di ri
 scoprire stimoli e suggestioni della cultura passata del Rinascimento\, re
 cuperando la passione per il disegno a matita.\n\nNel Rinascimento la real
 tà viene rappresentata senza deformazioni e simbologie che avevano caratt
 erizzato i periodi precedenti del medioevo\; le figure umane sono attentam
 ente studiate sotto il profilo anatomico\; l’uomo è sempre inserito in 
 un ambiente reale\, grazie anche alla sempre maggiore attenzione posta nel
 la raffigurazione del paesaggio. Vengono abbattuti gli schemi iconografici
  medievali per far posto all’osservazione dal vero e al naturalismo\, al
 l’interesse per l’uomo e allo studio della figura umana e ai suoi movi
 menti.\n\nLuigi Salvatori ha orientato la sua sperimentazione artistica ne
 lla rappresentazione di una bellezza interiore\, considerata più grande d
 i quella esteriore\, ritenendo le immagini delle sue opere espressioni del
 l’anima e del ricordo\, rivelatrici di una dimensione che va oltre la re
 altà del visibile.\n\nPortando a compimento il suo desiderio dell’invis
 ibile che ha caratterizzato le sue opere dal 2010 in poi.\n\nDietro la mat
 eria finita si cela lo spirito infinito\, lo spirito dell’uomo che fin d
 all’antichità si è sempre posto la domanda: qual è il senso della vit
 a?  Qual è lo scopo della vita? Perché esisto? Sono domande comuni alle
  quali ognuno tenta di dare una risposta\, seppure personale e unica\, per
  trovare la propria strada\, il percorso da seguire\, nei luoghi dove lo 
 Spirito si manifesta.\n\nCon le sue opere Luigi Salvatori narra il suo per
 corso personale\,  attraverso la ricerca nei volti dell’uomo della sua 
 interiorità\, rispettandone la libertà\, dignità e uguaglianza altrui. 
 Dal volto dell’uomo traspare il suo amore\, come atto di donazione\, o l
 a sua sofferenza come atto di violazione dei suoi diritti. Nei volti dell
 ’uomo Salvatori vede il simbolo della sua interiorità che si manifesta 
 come Tempio dello Spirito di Dio\, e come tale deve essere rispettato nell
 e sue condizioni di vita\, a partire dalla sua dignità\, dalla libertà\,
  dalla giustizia e dall’uguaglianza tra gli uomini. Dal volto dell’uom
 o traspare il suo amore\, come atto di donazione\, o la sua sofferenza\, c
 ome atto di violazione dei suoi diritti.\n\nAntonio Servillo con “I Temp
 li nel mondo”  rappresenta i luoghi dello spirito delle varie religioni
  nel mondo. Ognuno di noi avverte il bisogno di raggiungere la pienezza d
 ella vita\, le aspettative e i traguardi. Servillo li  rappresenta second
 o la sua tecnica pittorica\, con un filo conduttore unico e irripetibile c
 he rappresenta la ricerca\, uguale per tutti\, della verità e del valore 
 della vita.\n\nCosì interpreta le opere di Servillo padre Giuseppe Oddone
 \, Vicario Generale della Congregazione dei Padri Somaschi:\n\n“Ogni pit
 tore\, come del resto ogni poeta e scrittore\, traduce in immagini od in p
 arole la propria sensibilità e visione della vita\, che comporta abitualm
 ente anche una componente di carattere religioso cui nessuno può sottrars
 i\, per dare una risposta positiva o negativa alla nostra vicenda umana. I
 noltre riflette e proietta nel proprio lavoro creativo i problemi del temp
 o in cui vive\, arricchendo e modificando anche la propria esperienza arti
 stica.\n\nLa pittura è una parola solidificata in disegno e colore che va
  contemplata ed interpretata e che rimanda sempre ad un “oltre.\n\nLa pi
 ttura di Antonio Servillo si inserisce in questa dialettica del reale\, tr
 a la ricerca di un paradiso perduto ed il rischio di sprofondare nell’ab
 isso\, nel tentativo di capire dove si orienta l’attuale società. Egli 
 si dimostra sensibile agli avvenimenti dell’ultimo quarantennio di stori
 a\, da quando cioè ha iniziato la sua attività pittorica: i suoi quadri 
 fioriscono sul terreno della globalizzazione negli anni 80 del secolo scor
 so\, del crollo del muro di Berlino nel 1989\, delle guerre successive\, d
 ella diffusione di Internet negli anni 90\, nel crollo delle torri gemelle
  del 2001\, del terremoto del 2002\, della pandemia degli ultimi anni\, de
 ll’affievolimento della fede cristiana e di altre religioni\, che contin
 uano comunque a dare un orientamento che va oltre i confini della vita uma
 na.\n\nNon è semplice definire lo stile di Servillo\, che è personalissi
 mo: egli è prevalentemente un surrealista\, che ha sentito il fascino del
  pittore Salvador Dalì\, ma anche ha assorbito la lezione misteriosa ed i
 nquietante dei pittori metafisici come Giorgio De Chirico\, o delle avangu
 ardie della pop art e della op art. Forte delle sue esperienze artistiche 
 e di un confronto costante con i contemporanei pittori di Via Margutta in 
 Roma 1 egli ha scelto la strada di dare voce all’inconscio\, al sogno\, 
 agli incubi\, alle paure ed alle speranze di una società postmoderna\, li
 quida\, senza certezze\, apparentemente senza Dio\, senza una vera identit
 à perché in continua trasformazione.”\n\nSurrealismo immaginario e un 
 metafisico fantastico: così Luigi Salvatori definisce l’arte di Servill
 o.\n\n“Le sue cattedrali sono i luoghi dello spirito\, i templi dove l
 ’uomo si incontra e si ritrova per ritrovare sé stesso e il senso della
  vita\, in rapporto al suo Dio. Di fronte all’inquietudine esistenziale 
 di ogni uomo\, qualunque sia la sua età\, da giovane o da adulto\, la con
 tinua ricerca di Antonio Servillo di nuove sperimentazioni artistiche e di
  introspezioni nel suo inconscio lascia intravedere un’aspirazione e un 
 desiderio profondo: la ricerca del senso della vita. In fondo è la domand
 a millenaria che si pone l’uomo fin dall’antichità: qual è il senso 
 e lo scopo della mia vita? Perché esisto? Ecco che viene fuori non più i
 l “Servillo Artista”\, ma Il “Servillo uomo”. È la domanda comune
  alla quale ognuno tenta di dare una risposta\, seppure personale e unica\
 , per trovare così la sua strada\, il percorso da seguire\, e nei luoghi
  dove lo spirito si manifesta.”\n\n \n\nBreve Bio Luigi Salvatori\n\nLu
 igi Salvatori nasce il 25 ottobre del 1951 a Palestrina (Roma). Nipote d
 ’arte\, inizia l’attività pittorica in giovane età seguendo la sua f
 orte inclinazione naturale. Già a otto anni dipinge con i colori ad olio.
  Nel 1963\, all’età di dodici anni\, viene selezionato per esporre due 
 dipinti su tela al Palazzo delle Esposizioni a Roma\, nella 2° Mostra d
 ’arte dello Studente. Nel 1976 si laurea in Architettura\, Università L
 a Sapienza di Roma. Inizia a lavorare nel campo dell’Arte e Architettura
  Sacra e Comunitaria\, conseguendo il diploma di Corso di Architettura Sac
 ra per Architetti e Liturgisti\, rilasciato dalla Pontificia Commissione C
 entrale per l’Arte Sacra. Espone dal 1976 per l'Arte sacra al Palazzo de
 lle Esposizioni di Roma. Nel 1994 entra nell’Associazione Cento Pittori 
 via Margutta. impegnandosi nella vita attiva della stessa associazione e i
 n una notevole produzione artistica\, in mostre personali e collettive\, i
 n Italia e negli USA\, ricevendo riconoscimenti e premi. Dipinge una ricer
 ca interiore dove i paesaggi reali sono sostituiti da paesaggi filtrati at
 traverso la memoria\, il desiderio dell'invisibile\, dell'infinito Nel 199
 7 espone in una personale alla Sala Borromini a Roma\, in piazza della Chi
 esa Nuova. Nel 2000 vince il premio Roma Urbs Artis et Jubilaei\, al Palaz
 zo Barberini Circolo Ufficiali delle Forze Armate d’Italia. Nel 2003 par
 tecipa in una mostra a Palazzo Valentini alle Piccole Terme Traianee\, pro
 mossa dalla Provincia di Roma 2003\, Nel 2004 espone presso il Palazzo S. 
 Calisto\, Pontificio Consiglio “Justitia et Pax”\, con una opera in pe
 rmanenza presso la sala pinacoteca del Pontificio Consiglio “Justitia et
  Pax. Nel 2005 si svolge una sua personale negli USA in Anderson County de
 lla South Carolaina\, Nel 2006 consegue il Premio Fontanella di Roma\, 1°
  edizione – I LOVE ROMA. L’opera premiata “La voce di Roma\, fontane
 lla romana viene consegnata all’Istituto scolastico di Roma Vittorio Gas
 mann. Nel 2011 espone a Palazzo Chigi di Formello nella Sala Orsini. Nel 2
 012 espone alla mostra Giovanni Paolo II Beato\, Incontri celesti\, nella 
 Sala del Cenacolo della Camera dei deputati\, a cura della Fondazione Duc 
 in Altum. Nel novembre 2018 espone un’opera del ciclo il desiderio dell
 ’Invisibile\, dal titolo “Fuori dal tempo\, Tempio di Apollo al Teatro
  Marcello”\, al MACRO Museo di Arte Contemporanea di Roma. La saggistica
  sulla sua opera è stata curata da Cesare Sarzini\, Roberto Luciani\, Mic
 hela Ramadori e Alberto Moioli. Dal 2018 è presidente della storica assoc
 iazione artistica Cento Pittori via Margutta\, dove persegue attraverso un
  percorso espositivo pittorico la memoria culturale dei grandi autori dell
 a storia d'Italia. Le sue opere sono presenti in collezioni private e pubb
 liche. Nel 2022 organizza e cura la 117° mostra dei cento Pittori in via 
 Margutta\, dedicata all’opera di Paolo Salvati (1939-2014)\, artista che
  aveva conosciuto alla fine degli anni novanta. Nell'anno 2023 è inserito
  come Artista dell'anno sul volume n.11 dell'Enciclopedia d'Arte Italiana\
 , Catalogo Generale Artisti dal Novecento ad oggi\, presentato il 4 marzo 
 2023 presso la Sala degli Arazzi del Museo d'arte e scienza\, Milano. Espo
 ne nel gennaio 2024 alla mostra Arte di frontiera: esprimere e rappresenta
 re la disabilità. Una selezione di opere della Collezione Archivio Paolo 
 Salvati e di altre raccolte\, tenutasi nel Salone Borromini della Bibliote
 ca Vallicelliana\, a cura della Storica dell’Arte Michela Ramadori. È l
 ’autore del saggio “Il desiderio dell’invisibile” del 2010 e del l
 ibro La storia dei Cento Pittori via Margutta\, nel 2022\,\, nonché di sa
 ggi e recensioni critiche di artisti contemporanei. Nel 2023 riceve l’in
 carico di costituire l’Archivio Storico dei Cento Pittori via Margutta.\
 n\n&nbsp\;\n\nBreve Bio Antonio Servillo\n\nAntonio Servillo è un pittore
  italiano autodidatta\, nasce a Padova\, da famiglia napoletana\, il 12 no
 vembre 1964. Il trasferimento a Roma nel 1984 per motivi di lavoro\, gli d
 arà l’occasione di conoscere artisti affermati\, come Mario Schifano\, 
 Paolo Salvati\, Novella Parigini\, Gianni Testa\, Stefano Turchetti\, ma c
 iò rientrerà nella sue esperienza di vita\, non di pittore. È stato def
 inito artista dalla pittura fantastica da Giorgio Di Genova\, grazie al sa
 lto di qualità creativo dell’artista che racconta nella sua ricerca\, u
 n iperrealismo singolare dove ogni dettaglio e simbolo sono in equilibrio 
 con tutto il micromondo contenuto in ognuna delle sue opere\, richiedente 
 grande attenzione da parte dell’osservatore. Entra a far parte della sto
 rica associazione artistica Cento Pittori via Margutta negli anni novanta\
 , Espone a Roma\, Napoli\, Forlì\, Bologna e Istambul. È pubblicato sugl
 i Annuari Arte Moderna artisti contemporanei ACCA dagli anni 2000\, sul Ca
 talogo dell’arte Moderna di Giorgio Mondadori\, sull’Enciclopedia d'Ar
 te Italiana\, Catalogo Generale Artisti dal Novecento ad oggi e segnalato 
 sul Getty Vocabulary ID: 500490143. Hanno scritto di lui\, Cesare Sarzini\
 , Michela Ramadori\, Giorgio Di Genova\, Andrea Salvati e Alberto Moioli.\
 n\n&nbsp\;\n\nL’esposizione sarà visitabile\, a Palazzo Valdina\, Piazz
 a Campo Marzio 42 - Roma\, con ingresso libero\, dal lunedì al venerdì d
 alle ore 11.00 alle ore 19.30 (ultimo ingresso alle ore 19.00).\n\nVerniss
 age 2 ottobre alle ore 17.30\, ingresso consentito entro le 17.00\, fino a
  capienza della sala (obbligo di giacca per i signori).
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