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SUMMARY:La parola che unisce - Priverno - 31 Ottobre 25 17:30
DESCRIPTION:Nel cuore dei Monti Lepini\, tra paesaggi di pietra e memoria\,
  vogliamo sviluppare un progetto culturale fatto di diversi eventi con l
 ’obiettivo di riportare le persone a incontrarsi\, ascoltarsi\, racconta
 rsi.  Al centro di questa iniziativa vi è la parola: nella sua forma oral
 e la parola ha da sempre rappresentato lo strumento principale con cui l
 ’essere umano narra sé stesso e dà senso al mondo che lo circonda.\n\n
 Raccontare significa mettere in comune. Ogni parola pronunciata o ascoltat
 a è un ponte lanciato tra esperienze\, generazioni e culture. Le storie d
 i vita\, i sentimenti\, i ricordi\, le leggende e le cronache quotidiane d
 iventano strumenti preziosi per ricostruire un senso di appartenenza e com
 unità. Nel contesto dei Monti Lepini\, i racconti raccolti – che parlan
 o di vissuto\, emozioni e tradizioni – sono diventati semi capaci di far
  germogliare nuove forme di partecipazione. Gli eventi che vogliamo organi
 zzare nei diversi comuni della Provincia di Latina permetteranno alle pers
 one di ritrovarsi insieme\, fisicamente e simbolicamente\, attorno alla pa
 rola.\n\nÈ attraverso il racconto che si è tornati ad ascoltare: non sol
 o ciò che l’altro ha da dire\, ma ciò che ci unisce\, ciò che ci lega
  ai luoghi\, alle radici\, alla storia collettiva. Il progetto si è quind
 i posto un duplice obiettivo: da un lato\, valorizzare parola orale\, dall
 ’altro\, ricreare spazi di incontro reale dove il dialogo\, la narrazion
 e e la poesia diventeranno strumenti di coesione. In un tempo in cui l’i
 ndividualismo e la frammentazione sociale sembrano prevalere\, tornare a d
 are centralità alla parola – intesa come relazione viva – è un atto 
 rivoluzionario. In un’epoca in cui la comunicazione è spesso rapida\, f
 rammentata e superficiale\, questo progetto intende riscoprire il valore p
 rofondo della parola in ogni sua forma\, attraverso una serie di eventi ne
 i comuni Lepini. L’obiettivo è semplice e ambizioso al tempo stesso: fa
 r tornare le persone insieme\, in presenza\, ad ascoltare\, partecipare\, 
 condividere. Ri- creare comunità. Il progetto si articola in quattro even
 ti per quattro forme di parola\, ciascuno interpretato e guidato dalla pre
 senza di personaggi autorevoli e significativi\, che con il proprio lingua
 ggio e vissuto sapranno stimolare riflessione\, dialogo\, partecipazione.\
 n\nIl Progetto coinvolge i musei archeologici dei 4 comuni della provincia
  di latina che fanno parte del Sistema Integrato Territoriale Musei\, Bibl
 ioteche e archivi storici dei monti Lepini.\n\nIl museo archeologico di Pr
 iverno\; il museo della città e del territorio di Cori\; il museo civico 
 archeologico di Sezze e il museo civico archeo padre A.G. Saggi di Norma.\
 n\nIL POTERE DELLE PAROLE è un progetto che unisce archeologia e mitologi
 a\, per riscoprire i miti che gli antichi leggevano tra le costellazioni. 
 Musei e reperti diventano il punto di partenza per raccontare storie che v
 ivono ancora oggi nella materia. Priverno\, con il suo museo e l’antica 
 Privernum\, conserva simboli e figure legate ai racconti celesti. Norma\, 
 affacciata sulle rovine di Norba\, è da sempre un osservatorio naturale v
 erso il cielo degli dei. Sezze\, con le sue origini antichissime\, porta a
 vanti una tradizione orale ricca di memoria mitica. Cori\, con le sue rovi
 ne e templi\, rivela il legame tra culto\, divinità e orientamento astral
 e. I Monti Lepini fanno da sfondo a tutto questo: terre di passaggio\, di 
 culto\, di narrazione. Qui il paesaggio\, il passato e le stelle si parlan
 o ancora. E il museo diventa il luogo dove queste voci si incontrano\n\n4.
  La parola che unisce: Il dialogo come dono di unità\nUn evento che mostr
 a come la parola possa creare ponti. Le lingue\, i dialetti\, i racconti m
 igranti e le storie intergenerazionali saranno al centro di un incontro in
  cui la diversità diventa risorsa e ricchezza.\n\n31 ottobre\nComune di P
 riverno\, Auditorium Santa Chiara / Infermeria dei Conversi\n\nDon Frances
 co Fiorillo\n(Terracina\, 21 maggio 1976) è sacerdote della Diocesi di Ga
 eta e responsabile della Fraternità del Monastero di San Magno a Fondi (L
 T)\, un antico cenobio sul Monte Arcano risalente al VI secolo. Don France
 sco è noto per la sua capacità di coniugare silenzio monastico e impegno
  nella cura delle ferite emotive: organizza ritiri spirituali\, momenti di
  meditazione e laboratori sulla nonviolenza\, come la “Giornata Internaz
 ionale del Perdono” al monastero.  Collabora attivamente con Libera Sud 
 Pontino come referente per la legalità e la memoria delle vittime innocen
 ti delle mafie e durante la pandemia ha aperto il Monastero alla Croce Ros
 sa Italiana\, offrendo accoglienza e sostegno alla comunità locale.
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