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SUMMARY:Marco Manzo. Esistere è cambiare - Roma - 22 Ottobre 26 10:00
DESCRIPTION:Nell’ambito del progetto LamArte\, presso l’Hotel Hilton Ro
 me Eur La Lama in Roma sarà ospitata la mostra personale dell’artista 
 internazionale Marco Manzo.\n\nL’albergo Hilton Rome Eur La Lama rinnova
  periodicamente\, nell’ambito del progetto LamArte\, il forte legame con
  l’arte contemporanea\, mostrando quanto il mecenatismo\, nell’ospitar
 e artisti attivi nello scenario internazionale\, possa trasformare un albe
 rgo in un contesto dominato da una contaminazione interdisciplinare di lin
 guaggi estetici.\n\nIn armonia con tale spirito è ospitata\, negli spazi 
 della Library dell’Hotel\, la mostra “MARCO MANZO. Esistere è cambiar
 e”\, incentrata sull’artista romano di fama internazionale\, tatuatore
 \, scultore\, performer.\n\nLe opere d’arte del Maestro dialogheranno co
 n una struttura firmata dall’architetto Massimiliano Fuksas\, che si apr
 e\, all’ingresso principale\, con una monumentale stele realizzata da Ar
 naldo Pomodoro\, richiamo alla tipologia dell’obelisco che contraddistin
 gue la storia di Roma\, e ancora con il mosaico di Marilù Rebecchini\, ch
 e celebra gli scorci e i monumenti più identificativi della città antica
 .\n\nSull’iniziativa Paolo Bellè\, General Manager\, dichiara:\n\n«Gra
 zie alla sua struttura futuristica e al design innovativo\, l’Hilton Rom
 e Eur La Lama si presta naturalmente al dialogo con l’arte. Due anni fa 
 abbiamo iniziato a sperimentare questo connubio\, con l’idea di trasform
 are l’hotel in qualcosa che andasse oltre un luogo di soggiorno: uno spa
 zio vivo\, un’esperienza da attraversare\, dove il design incontra l’a
 rte contemporanea. Oggi “LamArte” non è più un esperimento. Siamo in
 fatti giunti alla quinta edizione e\, con questa mostra\, proseguiamo un p
 ercorso che mette al centro la creatività e la sperimentazione. L’artis
 ta di questa edizione dà ulteriore lustro al progetto».\n\nL’esposizio
 ne\, organizzata dalla società Start di Roma\, con la consulenza scientif
 ica di Stefania Pieralice\, attuale curatrice alla Biennale di Venezia Art
 e\, è visitabile dal 22 ottobre al 1 dicembre 2026\, con inaugurazione il
  22 ottobre alle ore 18.00.\n\nLa mostra parte dalle premesse del filosofo
  francese Henri Bergson\, che nel 1907 scriveva: «Esistere è cambiare\, 
 cambiare è maturare\, maturare è continuare a creare sé stessi senza fi
 ne» (L’evoluzione creatrice).\n\nOggi più che mai tali parole risultan
 o attuali se si considera che la corporeità non risponde più a una defin
 izione univoca. Essa non solo è il riflesso dello sguardo altrui\, bensì
 \, con il digitale\, risulta filtrata anche da uno sguardo “mediatizzato
 ”\, dominato dai mezzi di comunicazione dove\, con i social\, il corpo s
 ubisce un processo di sparizione.\n\nIl tatuaggio\, cifra caratterizzante 
 la ricerca di Manzo\, contiene nella sua natura il concetto di cambiamento
  e con quest’ultimo quello di riappropriazione identitaria\; esso è in 
 grado di scrivere una nuova biografia a corpi ormai “invisibili”\, inc
 apaci di relazionarsi\, privi di storia in un presente dove l’idea di fu
 turo è quasi morta.\n\nIl percorso espositivo si articola in due filoni: 
 le “lastre radiografiche con tatuaggi” e le sculture realizzate dal M
 aestro e poi tatuate.\n\nSe da un lato la pelle è stata considerata da se
 mpre l’interfaccia tra uomo e mondo\, con il ciclo delle “radiografie
 ” – ottenute dalla sovrapposizione grafica dei tatuaggi su ossa umane 
 attraverso lastre in policarbonato – Manzo svuota il corpo dalla pelle\,
  ridefinendo\, con il “segno” inciso\, un nuovo luogo di riflessione.\
 n\nL’artista\, considerando solo l’impianto scheletrico dell’individ
 uo\, privato delle sue funzioni vitali e dei suoi organi\, opera un recupe
 ro identitario: il soggetto a cui corrispondono quelle ossa e quei segni v
 iene liberato dallo spazio e dal tempo\, dalla morte e dalla carne\, indos
 sando una propria temporalità che trascende e supera quella presente.\n\n
 Le sculture in mostra\, invece\, sono state selezionate da modellati e cal
 chi di busti\, mani\, gambe\, incisi da tatuaggi che popolano la produzion
 e dell’artista\, rappresentando tracce\, volumi\, prove dell’esistenza
  di ognuno.\n\nI segni più intimi dell’individualità affiorano sui var
 i materiali adoperati\, come alluminio\, bronzo\, terracotta e gesso\, div
 entando “pelle” di un desiderio che sostituisce il corpo fisico.\n\nAn
 che qui\, attraverso la materia e il tatuaggio\, si innesca una riconversi
 one identitaria dove il soggetto viene nuovamente ripensato\, smembrato: i
 l corpo si fa supporto\, schermo\, carta\, in un lungo processo di modific
 azione e cambiamento.\n\nLA RICERCA DI MARCO MANZO\n\nStefania Pieralice\,
  che da anni segue il percorso di ricerca dell’artista\, afferma:\n\n«S
 e un tempo c’era l’idea di una età dell’oro\, mitica\, prosperosa\,
  felice per l’umanità\, oggi siamo proiettati nell’età video che ha 
 assorbito ogni forma di corporeità e di esistenza. Come afferma il filoso
 fo J. Baudrillard assistiamo a una “sostituzione del sangue con la linfa
  bianca dei media”. Ecco\, nel tatuaggio c’è sicuramente una sorta di
  recupero della carne\, del flusso ematico\; l’atto stesso di incidere l
 a pelle segna un momento di rinascita identitaria. La ricerca dell’artis
 ta\, portata in un nuovo contesto\, al di fuori delle sue classiche strade
  scientifiche e istituzionali\, segna il traguardo di un nuovo stadio evol
 utivo in cui si riflette sul “paesaggio interiore”\, sulle contaminazi
 oni della vita organica con lo spirito».\n\n \n\nLA DICHIARAZIONE DELL
 ’ARTISTA\n\nIn merito all’esposizione\, Marco Manzo dichiara:\n\n«La
  scelta di questa sede\, considerata essa stessa un'opera d'arte\, mette i
 n dialogo la monumentalità dei grandi edifici con la struttura del corpo 
 e la capacità di abitare lo spazio. Le radiografie sono nate per la Bienn
 ale di Architettura di Venezia\, proprio per istituire un paragone tra l'a
 rte del costruire e la struttura umana. Lastrando e radiografando il corpo
 \, si mette in risalto la sua intelaiatura portante\, e il tatuaggio ne di
 viene la facciata.\n\nIn una società liquida\, dove le idee e le posizion
 i cambiano con la velocità di un clic\, tatuarsi significa prendere posse
 sso di sé stessi e della propria fisicità\, dimostrando la capacità di 
 decidere e riconquistare il proprio corpo. Si tratta di una comunicazione 
 dove la persona mette a disposizione la propria esistenza per quel messagg
 io\, stringendo un patto di lealtà con l’opera\, l’artista e il conce
 tto stesso. Un legame indissolubile\, sigillato con dolore\, sangue e inch
 iostro\, fino alla fine della propria vita.\n\nSono appena rientrato dal M
 oMA di New York dove\, in occasione della presentazione dell'Atlante dell'
 Arte Contemporanea edito da Giunti\, si è tenuto un approfondimento sulla
  mia carriera\; in questo contesto ho potuto presentare il mio “Manifest
 o del Tatuaggio Artistico Contemporaneo” che ha avuto patrocinio e logo 
 dell’ Istituto Italiano di Cultura a New York con firma del Direttore C
 laudio Pagliara. Il Manifesto definisce il metodo per l’archiviazione e 
 il collezionismo di questa espressione artistica\, fornendo la formula per
  la sua conservazione e lo studio per le generazioni future. In tale occas
 ione ho potuto presentare un video di arte performativa realizzato tramite
  l'utilizzo dell'intelligenza artificiale dove le lastre diventano scultur
 a architettonica e prendono movimento. Questo video sarà proiettato per l
 a prima volta in assoluto nel percorso espositivo dell’Hotel Hilton Rome
  Eur La Lama insieme ad altre opere che raccontano il mio cammino\, in un 
 percorso di legittimazione del tatuaggio come vera e propria forma d'arte
 ».\n\nBIOGRAFIA SINTETICA DELL’ARTISTA\n\n 	2016 esposizione al MACRO d
 i Roma con la mostra “TATTOO FOREVER”\n• 2018 mostra antologica - tr
 ibuto all’artista – presso il COMPLESSO DEL VITTORIANO\, Roma\n• 201
 9 partecipazione alla 58. BIENNALE DI VENEZIA ARTE\, Venezia (Padiglione G
 uatemala)\n• 2023 acquisizione da parte del METROPOLITAN MUSEUM OF ART d
 i N.Y (detto MET) delle “lastre” del Maestro che fanno parte attualmen
 te della collezione permanente del museo (il MET è tra i più importanti 
 Musei al mondo)\n• 2024 partecipazione alla fiera ART BASEL (Miami) con 
 le “lastre”. Si precisa che tale fiera nelle sue diverse sedi quali Ba
 silea\, Parigi\, Miami\, Hong Kong è la più importante fiera d’arte ne
 l mondo.\n• 2024- 2025 mostra con installazioni a Roma (Piazza del Popol
 o) presso la Chiesa di S. Maria dei Miracoli: tappa saliente per il mondo 
 del tatuaggio che viene riconosciuto dalla Chiesa. Da tale esperienza l'is
 tituzione ecclesiale acquisirà\, nel suo patrimonio artistico\, “La Cro
 ce Gloriosa dei Miracoli di Piazza del Popolo”\, croce dove l'ornamento 
 diventa struttura portante e facciata di se stesso. In questa occasione M
 ons. Giuseppe Lorizio\, Direttore dell'Ufficio Cultura e del Vicariato di 
 Roma ha dichiarato: “La Chiesa è amica dell'Arte e non ripugna nessuna 
 forma estetica autentica neppure il tatuaggio”\; confermando il tatuaggi
 o come espressione dell'arte contemporanea.\n 	2026 focus sull’artista p
 resso il Museo MoMA di New York con approfondimento della ricerca del Maes
 tro riguardante la produzione delle “lastre radiografiche con tatuaggio
 ” (il MoMA è tra i più importanti Musei al mondo per l’arte contempo
 ranea).\n\n&nbsp\;\n\nINFO MOSTRA\n\n22 ottobre – 1 dicembre 2026\n\nIna
 ugurazione: 22 ottobre\, ore 18.00\n\nHotel Hilton Rome Eur La Lama\, Via
 le Europa 287\, Roma\n\nOrganizzazione: Start\, Roma\n\nConsulenza scient
 ifica: Stefania Pieralice\n\nLa mostra è aperta al pubblico dal 22 ottob
 re al 1 dicembre 2026
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