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SUMMARY:Mostra "Ninfa e Musa. Un secolo del femminile nell'arte" - Roma - 2
 1 Febbraio 25 10:00
DESCRIPTION:La Galleria Russo inaugura dal 21 febbraio prossimo “Ninfa e 
 Musa. Un secolo del femminile nell’arte”\, dedicata alle diverse inter
 pretazioni della figura femminile in alcuni grandi maestri dell’Ottocent
 o e del Novecento.\n\nLa mostra curata da Daniela Fonti\, storica dell’a
 rte e autore del catalogo di Gino Severini\, responsabile scientifico con 
 Francesco Tetro dell'Archivio dell'Opera di Duilio Cambellotti e president
 e della Fondazione Carlo Levi\, presenta un’importante selezione di 55 o
 pere - tra disegni\, pitture e sculture - e propone una visione complessa 
 e sfaccettata del rapporto tra Arte e Donna\, non solo come soggetto di ra
 ppresentazione\, ma in qualità di protagonista di una nuova scena sociale
  e culturale in continua evoluzione.\n“Ho deciso di realizzare una mostr
 a sulla donna nell'arte per esplorare la misteriosa alchimia che ha sempre
  caratterizzato il rapporto tra artista e soggetto - dichiara Fabrizio Rus
 so\, titolare della Galleria. La mostra vuole catturare l'attrazione per l
 e meravigliose forme femminili\, immortalate sulla tela nell'istante dell'
 incontro. L'energia espressiva\, in continua evoluzione con il vissuto del
 l'artista\, coinvolge l'osservatore nel fascino profondo della passione. I
 noltre\, permette di seguire l'evoluzione del ruolo della donna nella soci
 età attraverso le opere di grandi maestri”.\nIl percorso espositivo si 
 apre con John Singer Sargent e la sua Princess de Beaumont realizzata nel 
 1884\, “un periodo in cui - come sottolinea Daniela Fonti - in tutta Eur
 opa il ritratto si afferma come una moda culturale di grande successo per 
 la media borghesia che vuole vedere consacrato uno status di benessere e r
 iconoscimento sociale da poco raggiunto. Il dipinto di Sargent infatti - p
 rosegue la curatrice - raffigura una donna altera\, perfettamente consapev
 ole non solo del suo status sociale ma anche del suo personale potere”. 
 Così come Antonio Mancini\, con Figura Femminile (1890-1900)\, porta l'os
 servatore a una rivisitazione dell'intimità e della psicologia della donn
 a\, catturandone la bellezza in un momento sospeso.\nSi prosegue con la Ca
 riatide di Amedeo Modigliani\, parte di un ciclo realizzato tra il 1910 e 
 il 1914\, che traduce la sua ansia di essenzialità nella ricerca classica
 . Accanto a questa\, il Ritratto di bambina (1911) di Umberto Boccioni che
 \, con lo sfolgorante cromatismo\, il dinamismo e la sua attenzione alla p
 sicologia del soggetto\, anticipa le novità del Futurismo. Giacomo Balla 
 con i due studi dal titolo La Pazza (1904) esplora aspetti inconsueti dell
 a follia\, disegnando particolari dell’abbigliamento o della postura ins
 tabile e disarticolata della giovane ritratta\, mentre con La Figlia del S
 ole (1933) orienta in senso contemporaneo la rappresentazione della donna 
 facendo riferimento alle tecniche “popolari” della fotografia e del ci
 nema e al mondo glamour dei rotocalchi.\nAltra opera fondamentale è quell
 a di Giorgio de Chirico Bagnanti sopra una spiaggia (1934) in cui\, tra so
 gno e realtà\, vengono rappresentate figure femminili (con un occhio da T
 iziano a Ingres)\, in un contesto sospeso tra realtà metafisica e quotidi
 ano.\nA questa visione enigmatica si aggiungono la Donna Dormiente (1933) 
 e i Due Nudi (1947-1948) di Carlo Levi\, lavori in cui il colore dà forma
  e pienezza alle figure con pennellate che ne esaltano la sensualità.\nLe
  due tempere di Gino Severini Danseuse dans la lumière (étude de mouveme
 nt) (1913) e Danseuse abstraite (1958)\, esemplificano nel linguaggio futu
 rista e in quello neocubista la centralità del tema della danza nella sua
  ricerca artistica.\nTra il 1889 e il 1913 il modello femminile viene espr
 esso in modo innovativo attraverso il linguaggio dell’art nouveau\, che 
 trova in Italia\, in Duilio Cambellotti\, un suo convinto esponente. La su
 a ricerca\, aperta all'Europa\, si realizza in progetti grafici\, cartello
 ni pubblicitari e disegni per vetrate policrome istoriate che creano una n
 uova estetica per la casa borghese del neonato Stato unitario.\nHenri Mati
 sse\, con Nu debout (1908-1909)\, fa del nudo femminile\, con il suo incon
 fondibile tratto\, il centro del suo insegnamento artistico durante i cors
 i che si tengono all’Accademia Internazionale di Parigi\, esplorando for
 me che rendono il corpo della donna espressione di purezza e libertà. La 
 forma sintetica viene analizzata anche da Adolfo Wildt con l’opera Piant
 o sulla porta chiusa del 1919\, un disegno dalla preziosa tecnica\, che l
 ’artista dona a Margherita Sarfatti\, sua grande sostenitrice. La nota c
 ritica e scrittrice\, è inoltre la protagonista dell’opera di Mario Sir
 oni del 1916-1917: un particolare pastello e tempera in cui l’artista ri
 esce a cogliere la natura psicologica del soggetto\, evidenziando la compl
 essità del suo ruolo nel panorama culturale e sociale del periodo. L'emer
 gere di queste diverse modalità di rappresentazione delle figure femminil
 i si riscontrano nelle opere\, in esposizione alla Galleria Russo\, di And
 ré Derain\, Achille Funi\, Antonio Donghi\, Carlo Socrate\, Scipione\, Ca
 rlo Levi\, Fausto Pirandello.\nDerain\, in particolare\, con i suoi Nu deb
 out\, realizzati negli anni Trenta\, propone una visione che esalta le pot
 enzialità espressive del corpo della donna. La ricerca sul nudo viene ela
 borata da Felice Casorati con Nudo di Schiena (1921-1922) e da Arturo Mart
 ini con la scultura de La Pisana (1928-1930)\, due immagini di astratta pu
 rezza allusive a un Eden considerato perduto.\nImportanti le sculture di G
 iacomo Manzù in esposizione: Testa di Inge (1947) e Modella seduta (1959)
 \, insieme alla “surreale” Danzatrice (1956) di Mirko Balsaldella.\nA 
 suggello della narrazione del percorso espositivo la testimonianza onirica
  e ironica di Alberto Savinio\, di cui viene esposta Nascita di venere (19
 50)\, un’opera che propone la sua particolare visione della donna come i
 brido generato dall’incontro tra mondo animale e mondo mitologico.\n\nCa
 talogo pubblicato da Gangemi Editore.
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