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SUMMARY:Mostra personale di Maurizio Cannavacciuolo - Roma - 17 Aprile 23 0
 0:00
DESCRIPTION:In anteprima assoluta per Visionarea Art Space - Auditorium Con
 ciliazione \n\nDon't Worry Don't Worry Don't Worry \nBe Happy Be Happy Be 
 Happy\n\nMostra personale di Maurizio Cannavacciuolo\nA cura di Marco Tone
 lli\n\nCredenze\, religioni\, miti e icone del consumo\, tra gang\, tatuag
 gi\, Ganesh e Jimi Hendrix: la pittura di uno dei più originali\, ironici
  e complessi artisti italiani postmoderni in due inediti cicli a Visionare
 a\n\nLa pittura di uno dei più originali\, ironici e complessi artisti it
 aliani postmoderni\, arriva a Visionarea ArtSpace di Roma in due inediti c
 icli di opere che sembrano voler raffigurare la convivenza di culture\, cr
 edenze\, religioni\, miti\, icone del consumo\, del nostro tempo e della s
 toria dell’Uomo attraverso i secoli e nelle pieghe della modernità. Si 
 tratta di Don't Worry Don't Worry Don't Worry Be Happy Be Happy Be Happy\,
  mostra personale di Maurizio Cannavacciuolo - dal 18 aprile al 18 maggio\
 , a cura di Marco Tonelli - che\, per l’occasione\, presenta un ciclo di
  11 dipinti rigorosamente in bianco e nero\, realizzati tra 2021 e 2022\, 
 sui temi eclettici\, esotici\, polisegnici\, ricchi di riferimenti a cultu
 re e popoli della storia contemporanea e antica\, orientali e occidentali\
 , a lingue e iconografie sacre e profane allo stesso tempo. \n\nDon't Worr
 y Don't Worry Don't Worry Be Happy Be Happy Be Happy\, mostra personale di
  Maurizio Cannavacciuolo a cura di Marco Tonelli\, è organizzata con il s
 upporto della Fondazione Cultura e Arte\, ente strumentale della Fondazion
 e Terzo Pilastro - Internazionale\, presieduta dal Prof. Avv. Emmanuele F.
  M. Emanuele.\n\nIl personale melting pot globale del pittore diventa in q
 ueste opere un contenitore di simboli\, storie\, pattern geometrici arabeg
 gianti e optical che invitano ad essere letti\, interpretati\, scoperti\, 
 come se l’osservatore dovesse mentalmente unire le figure nei loro intre
 cci nascosti e nelle loro molteplici relazioni\, in un caleidoscopio ermen
 eutico senza fine. Maurizio Cannavacciuolo\, infatti\, è da sempre concen
 trato nella sua pittura in una ricerca che indaga simboli e immagini del p
 resente\, icone pop e citazioni colte annegate in un intreccio di decori e
  sovrapposizioni di immagini\, fino ad annullare ogni intento narrativo in
  un approccio essenzialmente ironico. \n\nLa serie di 6 grandi dipinti dal
  titolo Metempsychosis\, Circle Song 1-6\, unisce quindi\, nel classico st
 ile di Cannavacciuolo\, l’alto e il basso\, il triviale e il colto\, la 
 storia e il camp\, la pubblicità e il sacro\, intrecciando immagini che v
 anno dai tatuaggi della gang salvadoregna Mara Salvatrucha a divinità ind
 ù come Ganesh e Khali\, da raffigurazioni di pipistrelli e disegni tecnic
 i di automobili  ai chitarristi Jimi Hendrix\, Robert Fripp o Andrés Sego
 via\, da simboli della cultura Yoruba\, del Candomblè e della Santeria a 
 pozioni magiche o terapeutiche come la polvere di Iboga\, da demoni benign
 i come il Saci-Pererê a Ermete Trismegisto. Senza contare una varietà sc
 onfinata di motivi decorativi tratti da culture varie\, dai tessuti giappo
 nesi e sovietici ai reticoli a ghirlanda ornamentali islamici fino a penta
 grammi musicali.  \n\nIn un ciclo di 5 opere più piccole in mostra\, real
 izzate tutte nel 2022 e caratterizzate dal marchio VS (nel senso di Versus
  o scontro)\, Cannavacciuolo riprende a sua volta una serie storie e dialo
 ghi di dipinti realizzati alla fine degli anni Novanta a Cuba\, ai quali d
 à ora titoli che sembrano incomprensibili giochi di parole o scioglilingu
 a in vari idiomi\, dallo spagnolo Hombre de negocio VS Chulito Lindo allo 
 svedese Kakelmannen VS De tre aständiga männen all’inglese Gimme Five 
 VS The Partially Invisible Breeze. \n\nCommenta il Prof. Avv. Emmanuele F.
  M. Emanuele\, Presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Internaziona
 le: «La ricerca iconografica di Maurizio Cannavacciuolo è intrisa di que
 l certo humor tipico del teatro dell’assurdo ed è caratterizzata da una
  figurazione che indugia tra il fumetto\, la citazione delle pubblicità d
 i un tempo e un vasto substrato di simbologie sacre e profane. Si tratta d
 i una visione ironica dell’arte che tuttavia\, supportata da uno stile p
 ittorico intriso della tradizione mediterranea ma con influenze medio-orie
 ntali\, arriva alle radici della nostra cultura (e dell’incontro con alt
 re culture) inducendoci alla riflessione. Cannavacciuolo stesso definisce 
 i propri lavori come "machine à penser"\, in quanto il suo scopo dichiara
 to è indurre lo spettatore a rallentare la percezione e a godere della na
 rrazione\, esaminando ogni singolo dettaglio dell’opera senza il condizi
 onamento di concetti predeterminati. Il tutto\, sorretto da un accurato st
 ile pittorico e dall’utilizzo di una tecnica classica qual è l’olio s
 u tela.».\n\nMaurizio Cannavacciuolo (nato a Napoli nel 1954\, vive e lav
 ora Roma) a metà degli anni ’70 abbandona gli studi di architettura e a
 vvia la sua attività artistica con la Galleria Lucio Amelio di Napoli. Tr
 a le sue mostre personali da segnalare quelle presso il Museum Puri Lukisa
 n\, Ubud-Bali nel 1989\; la Galleria Gian Enzo Sperone a Roma nel 1993 e n
 el 1997\; Studio Guenzani a Milano nel 1993 e nel 1998\; Sperone Westwater
  a New York nel 1997 e la Fundacion Ludwig de Cuba a La Havana nel 1997\; 
 Asprey-Jacques a Londra nel 1999\; la Galleria Cardi a Milano nel 2000\; i
 l Museo de Arte Contemporaneo Franco Noero a Torino e Francesca Kaufmann a
  Milano nel 2001\; il Museu da Republica Rio de Janeiro nel 2002\; Santiag
 o de Chile e Sprovieri a Londra nel 2003 (e poi 2006 e nel 2009)\; l’Isa
 bella Stewart Gardner Museum a Boston nel 2004 e nel 2016\; il Baltic Cent
 er for Contemporary Art di Gateshead nel 2005\; la Galleria Pack e la Gall
 eria Giovanni Bonelli a Milano nel 2019\; Palazzo Collicola a Spoleto nel 
 2021. Nel 2013 le sue opere figurano ad Art Rio 2013 presso la galleria Pr
 ogetti di Rio de Janeiro\, mente nel 2016 è presente alla collettiva Avan
 scena presso la Fondazione Giorgio Cini a Venezia e nel 2019 è invitato a
 lla XIII Biennale de L’Havana\, Matanzas. Ha inoltre esposto in numerosi
  altri contesti internazionali tra cui Osaka\, Londra\, Bruxelles\, Budape
 st\, Sarajevo\, Francoforte. Alcune sue opere sono conservate presso le co
 llezioni della Farnesina e nella Camera dei Deputati di Roma e nella stazi
 one “Cilea – Quattro giornate” della metropolitana di Napoli.\n\nCos
 to del biglietto: ingresso gratuito
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