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SUMMARY:Omaggio a Mira Brtka - Roma - 11 Luglio 24 00:00
DESCRIPTION:La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma 
 rende omaggio a Mira Brtka\n\nGrande retrospettiva della poliedrica artist
 a Serba dall’11 luglio all’8 settembre: “Il futuro è dietro di noi
 ”\n\nSe tutte le strade portano a Roma\, quella che negli anni ’60 imb
 occò verso la città eterna l’ancora giovanissima Mira Brtka dalla sua 
 Novi Banovci (al tempo in Jugoslavia) – dove nacque il 5 ottobre del 193
 0 – fu quasi obbligata. Perché la Brtka\, artista poliedrica ed inquiet
 a\, in quegli anni romani coniugava definitivamente le sue due passioni: l
 ’arte e il cinema – alle quali aggiungere l’impegno politico – e i
 n quei tempi Roma e Cinecittà erano la mecca del cinema mondiale e in Ita
 lia l’arte era all’avanguardia. Per questa ragione la retrospettiva vo
 luta dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea appare come
  un naturale proseguimento di un destino\, perché infondo Mira ritorna ne
 lla Capitale con tutti gli onori di una mostra importante ospitata in un l
 uogo di culto quale la Gnam che\, non solo la consacra come una delle gran
 di artiste europee del novecento\, ma la espone e colloca proprio in quegl
 i ambienti museali dove il meglio dell’arte italiana degli anni ’60 è
  custodito. E così Mira Brkta torna virtualmente nel luogo a lei più vic
 ino e simile\, tra artisti che ha conosciuto e con i quali\, immaginiamo\,
  abbia trascorso a Roma quella vita d’artista che oggi non esiste più.\
 n\nLa retrospettiva – che raccoglie circa cento opere tra pittura\, scul
 tura e alcuni costumi di scena – inaugura l’11 luglio e rimarrà apert
 a sino all’ 8 settembre.\n\nÈ grazie al coordinamento della Fondazione 
 Mira Brtka di Belgrado e al suo appassionato direttore Miroslav Rodic – 
 unitamente al felice benestare della Direttrice della Gnamc\, Renata Crist
 ina Mazzantini – che la mostra è diventata realtà. Curata dallo stesso
  Miroslav Rodic\, Ludovica Rossi Purini e Angelo Bucarelli vede il patroci
 nio del Ministero della Cultura della Repubblica Serba e del Ministero del
 la Cultura italiano.\n\nLa mostra si inserisce nel vasto programma di iniz
 iative previste nell’Accordo di cooperazione culturale e di istruzione t
 ra il Governo della Repubblica di Serbia e il Governo della Repubblica Ita
 liana approvato nel 2012\,  che prevede all’art. 2  “La cooperazione n
 el settore artistico\, mediante lo scambio di artisti e professionisti del
  settore artistico” e all’art. 6 “L’organizzazione di manifestazio
 ni culturali e artistiche nei più svariati settori: letteratura\, arti fi
 gurative\, architettura\, arti sceniche\, musica\, danza\, teatro\, cinema
  e audiovisivo”.\n\nCosì scrive - nell’imponente catalogo presente pr
 esso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna - Angelo Bucarelli\, uno dei d
 ue curatori: “Il destino è sempre più forte di tutte le intenzioni: Mi
 ra\, Maria\, Brtka doveva essere un’artista. E lo è stata\, a tutto ton
 do\, poliedrica\, energetica\, determinata\, illuminata. Una dei protagoni
 sti più interessanti della scena artistica del dopoguerra e certamente no
 n solo Serba. Diretta dal suo interesse per l’architettura\, dopo le scu
 ole superiori vorrebbe iscriversi a quella università\, per puro caso app
 roda al cinema (…). Seppur totalmente impreparata viene ammessa per la s
 ua verve intellettuale. È già Mira Brtka”.\n\nE si parte da qui per in
 quadrare l’artista inquieta ma anche socialmente attiva.  La sua influen
 za dell’epoca è stata maggiore\, forse\, della sua stessa rinomanza\, b
 asti pensare a come il mondo della moda si sia appassionato ai colori e al
 le geometrie di Mira così come registi importantissimi\, quali Alberto La
 ttuada\, Pietro Germi\, Paolo Pietrangeli l’abbiano voluta come scenogra
 fa sui loro set.\n\nNel testo introduttivo al catalogo così infatti sotto
 linea la Direttrice della Gnam\, Renata Cristina Mazzantini: “L’artist
 a\, infatti\, si trasferì in Italia nel 1959 seguendo la passione per il 
 cinema. Arrivò nella magnifica Roma degli anni Sessanta\, in quella “Ho
 llywood sul Tevere” che sapeva attirare prima della globalizzazione nume
 rosi talenti dall’estero\, in una temperie multiculturale che oggi sembr
 a irripetibile”. E prosegue: “La mostra\, dunque\, svela il rapporto c
 on la Città Eterna dell’artista Balcanica\, che mantiene sempre saldo u
 n forte legame con la capitale\, anche dopo il 1970\, quando rientra in Ju
 goslavia. Fa rivivere\, in questo modo\, anche la storia della Galleria Na
 zionale d’Arte Moderna e Contemporanea\, allora al centro di un mondo in
  cui arte\, cinema e moda si intrecciavano\, trasformando a poco a poco lo
  scenario della “Dolce vita” nel palcoscenico delle battaglie socio-cu
 lturali del Sessantotto\, dal secondo femminismo sino all’attivismo”.\
 n\nSottoposto oggi a elaborazione e valorizzazione storica\, il contributo
  complessivo di Mira Brtka è compito interpretativo complesso\, soprattut
 to perché\, per una adeguata comprensione della sua genesi\, è necessari
 o tener presente uno specifico contesto culturale come l’emergere del gr
 uppo “Illumination” sulla scena artistica di Roma alla fine degli anni
  Sessanta. Possiamo così pensare che la composita opera di Brtka la pone 
 tra le primissime artiste multimediali - e dunque all’avanguardia - per 
 questo suo mescolare con agilità pittura\, collage\, scultura\, oggetti\,
  installazioni\, moda\, cinema\, animazione e attivismo politico. Il tutto
  all'interno di un equilibrio e di una modernità che traspare completamen
 te in questa retrospettiva.  Non a caso\, dunque\, la co-curatrice della m
 ostra\, Ludovica Rossi Purini ne scrive nella sua nota critica all’inter
 no del catalogo cogliendone tratti precisi:\n\n“L’incontro con Giulio 
 Carlo Argan\, all’epoca Sindaco di Roma\, la feconda amicizia con Nobuya
  Abe\, Marcia Hafif\, Milena Cubrakovic\, Aldo Schmid e Paolo Patelli con 
 i quali forma il gruppo Illumination la spingono sempre di più a riflette
 re sulla propria identità artistica e sul “dovere essere” dell’arti
 sta un attivo protagonista del dibattito sociale e politico contemporaneo.
  Questa devozione all’attivismo non rimarrà legata solo all’espressiv
 ità artistica della Brtka ma condizionerà la sua esistenza come si evinc
 e dalla sua adesione nel 1975 al Bureau for Preventive Imagination che era
  stato creato da artisti italiani e attivisti pochi anni prima”. E prose
 gue: “Gli anni sessanta in particolare\, nei quali Brtka è stata più p
 resente a Roma\, lavorando sia nell’industria cinematografica come assis
 tente di importanti registi quali Alberto Lattuada e Pietro Germi sia come
  scenografa anche in film di animazione\, e studiando presso l’Accademia
  delle Belle Arti\, sono stati caratterizzati dalle poetiche concettuali e
  da quelle minimalistiche e performative. Il lavoro dell’artista jugosla
 va non si allontana da questo solco ma anzi lo ribadisce spaziando dal pos
 t-informale ad una pittura analitica\, dal controllo della superficie alla
  pratica neocoloristica”.\n\nDunque una retrospettiva immancabile che do
 na a Roma notevoli elementi di studio e riflessione. Così\, ancora\, la D
 irettrice Mazzantini\, in conclusione: “La mostra illustra compiutamente
  la complessità e la ricchezza di questa ricerca e la sua straordinaria f
 emminilità. Documenta  un’inesauribile vena creativa\, che dalla purezz
 a monocromatica quasi Zen dei Dipinti Bianchi passa all’uso travolgente 
 ed emozionante del colore\, nelle tele e nei collage\; che dalla scultura 
 saldata giunge a quella lineare di filo metallico\, che dalle Opere con ri
 cami conduce senza soluzione di continuità al fashion design. Rende omagg
 io a una figura serba emblematica del secondo Novecento\, nella mirabile c
 ornice espositiva ideata dal professor Franco Purini”.\n\nIl Presidente 
 della Fondazione Mira Brtka di Belgrado\, Miroslav Rodic\, nonché princip
 ale ispiratore di questa retrospettiva\, così dichiara sul rilancio inter
 nazionale della figura artistica della Brkta: “Circa 65 anni fa Mira Brt
 ka viveva a Roma.  Questo tempo è sufficientemente lungo per permetterci\
 , finalmente\, di fare un’analisi critica postuma del variegato universo
  artistico di Mira Brtka. Per questo abbiamo voluto intraprendere il proce
 sso di riaffermazione e valorizzazione della sua opera e del posto che Mir
 a occupa nell’arte europea contemporanea. Ed è anche per questa ragione
  che attendiamo con estremo interesse di verificare le reazioni degli adde
 tti ai lavori e del pubblico che visiteranno la mostra nei meravigliosi sp
 azi della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Valle Giulia a Roma
 ”.
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