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 -poesia-la-perfezione-del-nero
SUMMARY:Opening Mostra Podocatharus. Scolpire la poesia. La perfezione del 
 nero - Roma - 18 Ottobre 25 00:00
DESCRIPTION:La mostra partecipa alla 10ma edizione della Rome Art Week (20 
 – 25 ottobre 2025)\n\nPodocatharus\, è uno scultore contemporaneo roman
 o\, la cui ricerca si distingue per una forte componente concettuale che e
 splora la relazione tra diverse discipline. Le opere si caratterizzano per
  l’interazione tra l’uomo e le sue percezioni fisiche ed emotive\, sug
 gerendo una riflessione profonda sull’esistenza e sull’esplorazione de
 lla natura.\nL’artista parte dalla riflessione per cui una vera opera d
 ’arte è un concetto e come tale sia una risposta. Quando\, però\, l’
 uomo si trova in situazioni e contesti che pongono domande a cui è diffic
 ile\, se non impossibile darne una\, l’unica soluzione è il rifugio nel
 la poesia: un’attività così apparentemente slegata dalla realtà - epp
 ure così profondamente radicata nell’ animo umano - da risultare\, oltr
 e ad una denuncia di dolore\, una panacea\, quasi fosse l’unica terapia 
 possibile. L’azione artistica proposta è quella di spostare il transfer
  del trauma e portarlo sulla materia: nell’utilizzo della poesia si conc
 retizzano opere che allineano simbolismo intenso e la profonda riflessione
  sull'esistenza umana.\n\nLa poesia\, da cui la mostra prende il sottotito
 lo\, è Roman Cinéma di Giuseppe Ungaretti (faceva parte di una serie pub
 blicata a Parigi nel 1919 in lingua francese da cui poi l’autore prender
 à le distanze) dedicata all’amico d’infanzia Moammed Sceab\, compagno
  di studi e di percorsi di vita\, morto suicida nel 1913.\n\n…II\nfiore 
 dall’esile stelo\nGracile figlio bianco\nChe ondeggiavi nel vento\nMentr
 e lei si struggeva\nChe ondeggiavi nel vento\nIII\normai sei esperto\nIn p
 erfezione di nero… (estratto)\n\nIn particolare\, nell’opera Opuscolo 
 Parigino il riferimento all’alabastro\, al deserto e alla materia nera 
 è esplicito e cattura tutto il pathos che la poesia ungarettiana trasmett
 e. Il nero dell’inchiostro - strumento del linguaggio - viene qui sottol
 ineato da uno sfumato che è un artificio tecnico che ne sottolinea l’im
 possibilità di capire appieno il profondo significato della poesia.\n\nLa
  mostra si apre con un esempio significativo di poesia scritta con la mate
 ria: la scultura dedicata alla Basilica di Santa Croce di Lecce (tra le pi
 ù elevate manifestazioni dello stile barocco locale).\nLa parte materica\
 , nella parte bassa dei due registri\, è usata come se fosse un esametro 
 dedicato alle sfumature delle tenui tinte\, tipiche della palette dei colo
 ri della pietra leccese\, utilizzata nelle facciate delle chiese in cui il
  colore nero è un iperbato per dare maggiore intensità al verso scultore
 o.\nSostituire la parola con la materia\, che diventa esperienza\, è stat
 o il concetto alla base della realizzazione di questa serie di opere\, gi
 à esposte a Palazzo Amati a Taranto nel 2022.\nLa rappresentazione archit
 ettonica è uno strumento per identificare la forma perfetta del pensiero 
 e della verità stessa. Le chiese sono lo strumento scelto per l’analisi
  delle facciate che consiste nella dissezione delle singole parti e nella 
 ricostruzione del fronte dell’edificio dove emergono varchi\, spiragli e
  fessure che mettono in evidenza movimento e profondità.\nLa disposizione
  delle parti materiche è un richiamo al ritmo del vuoto/pieno tra materia
  scolpita e decorazioni tipiche dei portali del barocco pugliese.\n\nLa po
 esia è arbitraria\, è analogica ma non è infinita. Il problema della co
 municazione unidimensionale e lineare\, come quello del linguaggio\, è ch
 e si rende necessario un traduttore per immetterla in una struttura comuni
 cativa come la teca\, il più possibile isomorfa.\nLe teche (che contengon
 o le opere) sono il media non testuale\, ma iconico per mediare l’organi
 zzazione dell’informazione da trasmettere e anche la poesia fa lo stesso
  perché è modalità ipermediale del pensiero. Il sapere è orizzontale p
 er la sua natura nozionistica\, la poesia è verticale come l’opera. La 
 verticalità è suscitata dai vari registri della teca.\nLa teca conserva 
 l’opera in una custodia perfetta. Negli elementi di materia in fondo all
 a teca si intravede la forza attrattiva della terra\, dove le cadute sono 
 eventi incontrollati e incontrollabili.\nCosì come la poesia usa solo le 
 parole necessarie\, così la teca racchiude il necessario.\nLe teche sono 
 opache perché rappresentano il momento prima del disvelamento\, in cui la
  materia si sovrappone alla parola della poesia\, un attimo prima che i du
 e neri (della parola e della materia) si fondano\, prima che una nuova ver
 ità si manifesti in tutta la sua lucentezza.\nL’effetto blurred present
 e nelle sculture scherma il caos\, è il momento aurorale comune alla poes
 ia come tale e alle vere opere d’arte.\n\nAltro punto cardinale nella ri
 cerca dell’artista è la citazione della natura nel registro superiore d
 i alcune opere: una dedica alle possibilità di trovare quel minimo comune
  che unisce il tutto\, come avviene con il dolore presente nelle opere ric
 hiamate nelle poesie. Inserire l’elemento naturale direttamente sulla ma
 teria colorata è il tentativo di sottolineare l’eterna metamorfosi dell
 ’uguale. La natura è inconscio collettivo e serve come decodificatore n
 ecessario tra la materia stessa e la poesia scelta\, catalizzatore per un 
 istante\, dopo aver esaurito il suo compito - sospendere per un attimo l
 ‘irreversibile - è destinata a svanire. L’albero è un segno di rispe
 tto e scetticismo derivanti dalla comprensione della necessaria e tragica 
 condizione della propria esistenza davanti alla natura.\nQuesto è quello 
 che Podocatharus intende come contatto con l’assoluto: generare la cosci
 enza di ciò che è presente nel tutto e nel sempre.\n\nL’artista ci acc
 ompagna a percorrere una strada che interseca filosofia\, arte\, linguaggi
 o\, alla ricerca di risposte e riflessioni tra parole e concetti\, in un
 ’altalena di rimandi e spiegazioni\, ci ritroviamo a scombinare la linea
 rità del nostro pensare quotidiano\, diventiamo interlocutori di qualcosa
  che sembra più grande di noi\, ma ci appartiene\, a condividere un nuovo
  processo dell’esperienza.
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