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SUMMARY:Proceno Musica Festival - Proceno - 19 Settembre 26 00:00
DESCRIPTION:Torna il Proceno Musica Festival\, che nel 2026 giunge alla sua
  seconda edizione con un programma ambizioso che spazia dalla musica baroc
 ca alle avanguardie del jazz\, passando per sonorità corali e linguaggi t
 eatrali.\n\nIl festival percorrerà\, come nella passata stagione\, un arc
 o temporale di due mesi e sarà la diretta prosecuzione culturale degli It
 inerari musicali Francigeni che ha offerto\, nei mesi di giugno e luglio\,
  un ampio cartellone concertistico dedicato in particolar modo alla valori
 zzazione di giovani artisti. Le due programmazioni si fonderanno così per
  dar vita al progetto Itinerari musicali Francigeni On Proceno Musica Fest
 ival.\n\nSettembre: Il mese è caratterizzato da grandi monografie e anniv
 ersari. Dalle atmosfere barocche dell'Insieme Strumentale di Roma diretto 
 da Giorgio Sasso con un programma interamente bachiano\, al virtuosismo es
 tremo dell’integrale dei 24 Capricci di Paganini eseguiti da Vincenzo Bo
 lognese\, primo violino dell’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma. 
 La voce del violoncello di Gianluca Giganti\, primo violoncello del Teatro
  S. Carlo di Napoli\, e l’eclettismo di "Attraverso lo specchio" offrono
  un panorama completo delle potenzialità timbriche della musica da camera
 .\n\nOttobre: la chiusura del Festival è un crescendo di multidisciplinar
 ietà. Spiccano: la produzione "L'Arco e le Pietre"\, un progetto original
 e per coro\, archi e attori firmato da Cesare del Prato\; il graditissimo 
 ritorno di Lucia Napoli con due programmi che spaziano dalle più note “
 Salve Regina” di Alessandro Scarlatti e Giovanni Battista Pergolesi alle
  suggestioni della musica popolare iberica\; una piccola rassegna corale i
 n cui tre diverse ma rilevanti realtà coristiche offrono spunti diversiss
 imi del linguaggio musicale vocale\, dallo swing alla musica etnica del me
 diterraneo\, alla musica religiosa di Perosi.\n\nNon manca nel programma d
 el Festival un'energica serata dedicata al Jazz Swing con il Sannini in Tr
 io e un momento goliardico con lo spettacolo di teatro musicale “Quanno 
 a tordi e quanno a grilli” firmato da Cesare Cesarini.\n\nIl palinsesto 
 2026 si rivela così un progetto di turismo culturale sostenibile raggiung
 endo tre importanti traguardi: attraverso il sostegno del MIC e della Regi
 one Lazio\, ha valorizzato il patrimonio storico e architettonico di Proce
 no\, trasformando le piazze e spazi storici in palcoscenici vivi\; grazie 
 al contributo SIAE ha permesso di dare spazio a linguaggi contemporanei e 
 giovani eccellenze\; la disponibilità del Comune di Proceno e della Coope
 rativa di Comunità e\, ha permesso di rafforzare il legame tra gli artist
 i ospiti e la cittadinanza\, rendendo la grande musica accessibile e parte
 cipata.\n\n***************************************************************
 ********************\n\nSabato 19 settembre 2026 ore 18\,30\nSala delle St
 orie Profane - Palazzo Guido Ascanio Sforza\nASPETTI BACHIANI\nL’idea ch
 e ha mosso l’Insieme Strumentale di Roma\, ensemble “in residenza” d
 i Itinerari Musicali Francigeni\, è stata quella di fornire alcuni aspett
 i dell’oltremodo variegato universo musicale di Johann Sebastian Bach. I
 l programma della serata mette in luce la duplice anima del genio di Eisen
 ach: la profonda\, intima spiritualità delle sue pagine sacre e la brilla
 nte\, aristocratica eleganza della sua produzione strumentale laica.\nIl c
 oncerto si articola attraverso tre monumenti della produzione bachiana\, o
 ffrendo un perfetto equilibrio tra vocalità e virtuosismo strumentale.\nL
 a Spiritualità delle Cantate Sacre attraverso le quali sarà possibile as
 coltare due delle numerosissime e straordinarie cantate sacre del catalogo
  bachiano\, entrambe nobilitate dalla magnifica voce del soprano Minni Dio
 dati. La Cantata "Ich habe genug"\, capolavoro di commovente introspezione
  e profonda accettazione mistica\, strutturata in un’alternanza di arie 
 e recitativi che toccano le vette più alte della lirica sacra. E\, di seg
 no opposto\, la "Jauchzet Gott in allen Landen"\, una delle pagine più ra
 diose\, virtuosistiche e celebrative mai scritte da Bach\, che culmina in 
 un travolgente Corale-Finale dove la voce dialoga strettamente con lo sple
 ndore della tromba. A fare da ponte tra le due pagine sacre è la celeberr
 ima Suite n. 2 in si minore per orchestra. Questa pagina rappresenta il ve
 rtice dello stile "alla francese" di Bach\, una successione di danze tradi
 zionali dall'andamento elegante e stilizzato. L'esecuzione segna il gradit
 issimo ritorno di Manuel Granatiero\, a cui è affidato il trascinante vir
 tuosismo della celeberrima Badinerie finale.\n\n**************************
 *********************************************************\n\nDomenica 20 s
 ettembre 2026 ore 11\,30\nSala delle Storie Profane - Palazzo Guido Ascani
 o Sforza\nMA QUANTI CAPRICCI\, SER NICCOLÒ\nLa summa del virtuosismo tras
 cendentale violinistico\, i celeberrimi e temutissimi (dai violinisti che 
 provino a cimentarsi con essi) capricci di Paganini nell’interpretazione
  del primo violino solista dell’Orchestra del Teatro dell'Opera di Roma.
 \nI “Capricci”\, pubblicati nel 1820\, la cui composizione risale al p
 eriodo tra il 1803 e il 1817\, tra le tante particolarità che ne fanno un
 'opera straordinaria\, vi è quella delle indicazioni espressive scritte d
 a Paganini come "imitando il flauto" o "imitando il corno". Altro elemento
  particolare è la dedica\, un generico "Agli artisti"\, a indicare tutti 
 i musicisti professionisti di buon livello\, ma non gli amatori. A questa 
 dedica si aggiungono una serie di note leggibili sugli spartiti privati di
  Paganini\, datate tra il 1832 e il 1840\, riportanti il nome di una perso
 na diversa sopra ad ognuno dei ventiquattro Capricci\, eccezion fatta per 
 il ventitreesimo\, permettendo di presumere che a egli sia dedicato il bra
 no.\nMolte sono le composizioni di grandi musicisti ispirate o elaborate d
 ai temi dei Capricci\, come l'op. 10 di Schumann (6 studi da concerto)\, i
  6 studi d'esecuzione trascendentale di Liszt (da non confondere coi più 
 famosi 12 Studi d'esecuzione trascendentale)\, le Variazioni su un tema di
  Paganini di Brahms e la Rapsodia su un tema di Paganini di Rachmaninov. Q
 ueste ultime due sono composte sul tema del ventiquattresimo Capriccio.\n\
 n*************************************************************************
 **********\n\nSabato 26 settembre ore 18\,30\nSala delle Storie Profane - 
 Palazzo Guido Ascanio Sforza\nON THE SWING SIDE\nL’ottimismo dello swing
  in un programma di melodie che\, dagli anni della grande depressione al s
 econdo dopoguerra\, a cavallo tra America ed Europa hanno accompagnato la 
 voglia di vivere\, cantare\, danzare e divertirsi. “The swing tree” è
  il nome inglese per l’altalena di corda che solitamente si attacca al r
 amo di un albero.\nLo swing (che significa “dondolante”) nasce infatti
  come musica da ballo nel periodo tra le due guerre ed arriva alla sua mas
 sima espressione con le grandi orchestre degli anno ’30-’40.I più imp
 ortanti musicisti di riferimento sono Louis Armstrong\, Bix Beiderbecke\, 
 Sidney Bechet\, Ella Fitzgerald\, Duke Ellington\, Count Basie.\n\n*******
 **************************************************************************
 **\n\nDomenica 27 Settembre ore 18\,30\nSala delle Storie Profane - Palazz
 o Guido Ascanio Sforza\n8 VENTI E INFINITI CANTI\nll concerto “8 Venti e
  Infiniti Canti” porta sul palco una rilettura contemporanea della music
 a etnica mediterranea\, attraverso composizioni originali e arrangiamenti 
 di brani della tradizione che intrecciano linguaggi antichi e contemporane
 i.\nLe musiche del Maestro Vincenzo De Filippo\, interpretate dall’Ensem
 ble Vocale Alcanto\, si ispirano alle radici etnomusicologiche del Mediter
 raneo per svilupparsi in un tessuto sonoro ricco di contaminazioni\, sugge
 stioni e sperimentazioni. Le antiche melodie modali vengono reinterpretate
  attraverso armonie etno-jazz e linguaggi contemporanei\; gli strumenti ac
 ustici dialogano con l’elettronica e con sonorità virtuali\; le ritmich
 e dispari e le poliritmie delle tradizioni balcaniche e mediorientali si i
 ntrecciano con la forza rituale e ipnotica della taranta e della pizzica d
 el Sud Italia. Il repertorio alterna musiche della tradizione mediterranea
 \, tanghi\, valzer\, brani ispirati alle sonorità indiane e composizioni 
 originali ideate per il teatro e per il cinema. Ogni brano rappresenterà 
 una tappa di un viaggio musicale senza confini\, capace di attraversare ep
 oche\, culture e linguaggi differenti mantenendo sempre un forte legame co
 n la dimensione narrativa ed emozionale del Mediterraneo. Il concerto attr
 aversa lingue\, dialetti e tradizioni differenti: dal salentino al dialett
 o corso\, dall’ebraico antico al pomak fino al ladino della tradizione s
 efardita\, ogni lingua custodisce frammenti di memoria\, storie di migrazi
 one\, spiritualità e appartenenza che riaffiorano attraverso il canto. L
 ’immagine poetica che guida l’intero progetto è quella degli “otto 
 venti” del Mare Nostrum: correnti che provengono da terre diverse e che\
 , incontrandosi sul Mediterraneo\, danno origine a un dialogo continuo tra
  popoli e culture. In questo incontro le identità non si annullano né si
  confondono\, ma convivono e si valorizzano reciprocamente.\n\n***********
 ************************************************************************\n
 \nSabato 3 ottobre 2026 ore 18\,30\nAnfiteatro Parco del Bottino\nL’ARCO
  E LE PIETRE\nL’arco e le pietre è uno spettacolo teatrale e musicale l
 iberamente ispirato ad un libro\, capolavoro della letteratura mondiale de
 l ‘900. Il testo e l’autore\, senza mai citarli direttamente\, vengono
  evocati da due attori\, uno giovane e l’altro anziano\, costruendo un d
 ialogo che\, attraverso la loro complessa relazione\, vuole evocare una ri
 flessione sulla città come luogo non solo costituito ma che da forma visi
 bile alle relazioni che tengono insieme la vita degli uomini.\nAttraverso 
 teatro\, musica dal vivo e dimensione corale\, lo spettacolo propone così
  un racconto sul senso dei luoghi\, sull’esperienza dell’abitare e sul
  senso profondo della relazione tra umani. Il viaggio attraversa luoghi im
 maginari ognuno dei quali introduce alcune parole chiave che diventano cos
 ì non luoghi geografici ma figure dell’esperienza umana e modi diversi 
 di guardare la vita degli uomini e delle donne che la percorrono.\n\n*****
 **************************************************************************
 ****\n\nDomenica 4 ottobre ore 11\,30\nSala delle Storie Profane - Palazzo
  Guido Ascanio Sforza\nDA VENEZIA A MADRID\nTrame barocche e l'Alba del Cl
 assicismo\nIl concerto si apre con il barocco veneziano nella sua veste pi
 ù drammatica e teatrale. La tonalità di Sol minore conferisce al brano u
 n carattere patetico e teso\, dove il violoncello canta con ampie frasi li
 riche nei movimenti lenti\, per poi sfociare in ritmi incalzanti e vigoros
 i negli allegri. Geminiani incarna la grande scuola romana trapiantata sta
 bilmente in Inghilterra. La Sonata n. 5 in Fa minore è una delle pagine p
 iù intense del repertorio: si distingue per una nobile severità contrapp
 untistica e per una rara profondità emotiva\, arricchita da un gusto unic
 o per gli abbellimenti espressivi e le dissonanze\, che riflettono lo stil
 e del suo maestro Corelli proiettato in una dimensione europea.\nIl cuore 
 del concerto celebra il barocco francese e il manifesto stilistico dei "gu
 sti riuniti". Couperin fa dialogare la tradizione francese e italiana face
 ndo susseguire due correnti diverse. La scrittura polifonica\, ricca di de
 nsi abbellimenti francesi offre al clavicembalo lo spazio ideale per uscir
 e dal ruolo di basso continuo e tessere fitti dialoghi melodici nel Rigaud
 on e nella trascinante Forlane finale.\nLanzetti\, virtuoso napoletano att
 ivo a Torino\, Parigi e Londra\, è l'anello di congiunzione verso lo stil
 e galante. La Sonata n. 7 disperde la tensione iniziale con una tonalità 
 solare e brillante\, introducendo innovazioni tecniche modernissime per l'
 epoca (come l'uso avanzato del capotasto e delle corde doppie) senza mai p
 erdere la tipica cantabilità italiana.\nIl gran finale. Boccherini\, lucc
 hese di nascita ma celebre a Parigi e Madrid\, traghetta lo strumento nel 
 pieno Classicismo. La sonata scioglie la severità di Geminiani in un'espl
 osione di grazia e virtuosismo luminoso\, caratterizzata da melodie solari
 \, ritmi di danza e continue incursioni nel registro acutissimo del violon
 cello.\n\n****************************************************************
 *******************\n\nSabato 10 ottobre 2026 ore 18\,30\nAuditorium Porse
 nna\nQUANNO A TORDI E QUANNO A GRILLI\nIn circa 75 minuti 3 attori-cantant
 i tracciano un percorso\, che va dalla fine del ‘700 fino alla soglia de
 i nostri giorni\, nei modi di mangiare di Roma attraverso gli scritti dei 
 tre più grandi poeti romaneschi: Giuseppe Gioachino Belli\, Cesare Pascar
 ella e Carlo Alberto Salustri\, più noto con lo pseudonimo di Trilussa. P
 renderanno forma così situazioni e personaggi immortalati nei versi dei p
 oeti e\, spesso\, ancora vivi nella memoria del popolo. Il Belli\, in part
 icolare\, ci restituisce tutto un mondo fatto di persone\, ma anche di pae
 saggi\, di voci e perfino di odori. La sua penna graffiante ritrae i vizi 
 e i difetti del popolino e su su fino ai pontefici e alle loro tavole\, po
 vere o riccamente imbandite. Cesare Pascarella fa rivivere comicamente le 
 gesta della scoperta dell’America proprio in un’osteria\, mentre un po
 ’ di avventori sorseggiano il vino. Trilussa\, notoriamente frequentator
 e di trattorie e osterie\, spesso trae ispirazione dal cibo\; basterà qui
  ricordare la famosa metafora del pollo per spiegare il senso della statis
 tica! Tutto ciò sarà accompagnato dalla musica e dalle canzoni più in v
 oga al tempo dei fatti narrati.\nIl titolo dello spettacolo\, è un vecchi
 o detto che descrive efficacemente sia la profonda differenza tra il pasto
  del popolo e quello delle classi più abbienti (il tordo era da considera
 re un cibo prelibato e costoso\, il grillo rappresenta invece un mangiare 
 povero\, al limite dell’indigenza)\, sia la difficoltà\, per i più pov
 eri\, di avere tutti i giorni pasti adeguati... insomma ci si doveva arran
 giare e mangiare ciò che capitava.\n\n***********************************
 ************************************************\n\nDomenica 11 ottobre 12
 \,00\nChiesa di San Martino\nMISSA PONTIFICALIS II\nLorenzo Perosi è stat
 o uno dei più importanti compositori italiani di musica sacra del Novecen
 to. Nato a Tortona nel 1872 in una famiglia di musicisti\, mostrò sin da 
 giovane un grande talento per la composizione e per il canto liturgico. Do
 po gli studi al Conservatorio di Milano e un periodo di formazione in Germ
 ania e in Francia\, divenne maestro della Cappella Marciana a Venezia\, do
 ve entrò in contatto con il futuro papa Pio X. Proprio con lui condivise 
 il desiderio di rinnovare la musica religiosa\, restituendole dignità\, p
 urezza e profondità spirituale. Nel 1898 fu nominato Maestro Perpetuo del
 la Cappella Sistina\, incarico che mantenne per tutta la vita\, contribuen
 do in modo decisivo alla rinascita della musica sacra in Italia.\nLo stile
  di Perosi unisce in modo originale la semplicità e la spiritualità del 
 canto gregoriano con la ricchezza della polifonia rinascimentale e con una
  sensibilità moderna\, capace di toccare l’animo di chi ascolta. La sua
  musica non cerca effetti teatrali\, ma tende sempre alla preghiera e alla
  meditazione. Perosi credeva che la musica liturgica dovesse essere un lin
 guaggio puro\, diretto\, al servizio della fede e della parola sacra.\nTra
  le sue numerose opere\, che comprendono messe\, oratori e mottetti\, la M
 essa Secunda Pontificalis\, composta nel 1906\, occupa un posto speciale. 
 È una messa per coro e organo\, pensata per le grandi celebrazioni solenn
 i. Il termine “pontificalis” indica proprio la destinazione a funzioni
  liturgiche di particolare importanza. In quest’opera\, Perosi riesce a 
 fondere la solennità della cerimonia con la semplicità del linguaggio mu
 sicale\, creando un clima di intensa spiritualità. La Missa Secunda Ponti
 ficalis segue la struttura tradizionale dell’ordinario della messa: Kyri
 e\, Gloria\, Credo\, Sanctus\, Benedictus e Agnus Dei. Le melodie sono mor
 bide\, ispirate al canto gregoriano\, e l’organo accompagna il coro con 
 discrezione\, sostenendo la preghiera senza mai sovrastarla. L’intera co
 mposizione trasmette un senso di serenità e di luce\, esprimendo la fede 
 profonda dell’autore e la sua visione della musica come forma di preghie
 ra.\nQuesta messa rappresenta uno dei vertici della produzione di Perosi e
  un simbolo del rinnovamento della musica sacra promosso all’inizio del 
 Novecento. Ancora oggi\, ascoltandola\, si percepisce la purezza del suo l
 inguaggio e la capacità di far vivere\, attraverso le note\, la bellezza 
 e la forza della fede.\n\n************************************************
 ***********************************\n\nSabato 17 ottobre 2026 ore 18\,30\n
 Sala delle Storie Profane - Palazzo Guido Ascanio Sforza\nSALVE REGINA\nUn
  filo conduttore di straordinaria intensità unisce i capolavori di questo
  programma\, interamente dedicato alle vette della musica sacra e strument
 ale del Settecento italiano. Il concerto offre l'imperdibile occasione di 
 ascoltare le tre grandi Salve Regina composte da Alessandro Scarlatti\, da
 l figlio Domenico Scarlatti e da Giovanni Battista Pergolesi.\nA dare vita
  a questo raffinato affresco sonoro sarà un ensemble cameristico d’ecce
 llenza\, formato da giovani e valenti musicisti\, che per l'occasione cele
 bra il graditissimo ritorno del mezzosoprano Lucia Napoli\, voce di riferi
 mento per il repertorio barocco\, applaudita per la sua straordinaria sens
 ibilità interpretativa.\nLe tre intonazioni della celebre preghiera maria
 na offrono un affascinante confronto tra stili e generazioni diverse. Ment
 re la versione di Alessandro Scarlatti mostra il rigore contrappuntistico 
 e la profonda sapienza teatrale della scuola napoletana\, la composizione 
 di suo figlio Domenico stupisce per le sue armonie audaci e l'inaspettata 
 modernità espressiva. La Salve Regina di Giovanni Battista Pergolesi\, sc
 ritta negli ultimi mesi di vita del compositore\, in contemporanea con il 
 celeberrimo Stabat Mater\, rappresenta il vertice assoluto dello "stile ga
 lante" applicato alla musica sacra\, intrisa di una commovente e intima ma
 linconia. Ad incastonare queste tre gemme vocali sono due tra i più merav
 igliosi Concerti Grossi dall'Opus VI di Arcangelo Corelli\, pubblicati pos
 tumi nel 1714 ma consegnati all'eternità nei primissimi anni del 1700. I 
 Concerti n. 1 e n. 4 in re maggiore rappresentano il modello assoluto di q
 uesto genere: un perfetto ed elegante dialogo tra il "concertino" (i solis
 ti) e il "concerto grosso" (l'intera orchestra)\, capaci di alternare mome
 nti di solenne lirismo a travolgenti slanci virtuosistici.\n\n************
 ***********************************************************************\n\
 nDomenica 18 ottobre ore 11\,30\nSala delle Storie Profane - Palazzo Guido
  Ascanio Sforza\nCONTRATTEMPO\nUno swing clandestino sotto un regime che l
 o vieta\nC'è una parola che in italiano vive più vite insieme. È l'acce
 nto musicale spostato dove non te lo aspetti\, il battito che dà allo swi
 ng il suo passo. È l'imprevisto che manda all'aria un piano\, l'incontro 
 non cercato che cambia tutto. Ed è la scelta di chi va controtempo rispet
 to alla propria epoca.\nIl jazz le contiene tutte. Nasce da uno spostament
 o di popoli che nessuno aveva previsto. Vive di un ritmo fuori dal tempo a
 tteso. E ha attraversato il Novecento con artisti che hanno scelto di rema
 re contro: Charlie Parker\, che rompe lo swing ballabile per inventare un 
 linguaggio più veloce\; Louis Armstrong\, che nel 1967\, mentre il mondo 
 bruciava\, sceglie comunque di cantare rose e cieli azzurri. Non ingenuit
 à: resistenza.\nCoro\, soprano solista\, sax\, flauto\, contrabbasso e pi
 anoforte attraversano un repertorio che porta dentro tutti questi contratt
 empi.\nSi comincia da un respiro solo. Si finisce in tanti\, a voce piena.
 \n\n**********************************************************************
 *************\n\nVenerdì 23 ottobre 2026 ore 11\,30\nSala delle Storie Pr
 ofane - Palazzo Guido Ascanio Sforza\nPRIMA LA MUSICA\, POI LE PAROLE\nLez
 ione Concerto dedicata alle alunne ed agli alunni dell’IC Leonardo da Vi
 nci di Acquapendente\n\n**************************************************
 *********************************\n\nSabato 24 ottobre 2026 ore 18\,30\nSa
 la delle Storie Profane - Palazzo Guido Ascanio Sforza\nPOR LOS CAMPOS DE 
 ESPAÑA\nIl programma presentato è un viaggio tre le note e le suggestion
 i della grande musica spagnola di XIX e XX secolo\, e prendendo le mosse d
 alle Canciones Españolas Antiguas di Federico García Lorca\, una delle f
 igure più significative del mondo letterario e artistico della Spagna con
 temporanea\, si dipana tra le melodie popolari trattate non come genere in
 feriore da nobilitare\, ma coma ricchezza che orgogliosamente impone le su
 e regole e le sue strutture modali.\nNei Villancicos di Joaquín Rodrigo\,
  come nelle composizioni dei tre maggiori compositori della Spagna moderna
 \, Enrique Granados\, Isaac Albéniz e Manuel De Falla\, ritroviamo tutta 
 la magia di una musica che testimonia una storia nata dal fruttuoso incont
 ro tra culture e popoli differenti.\n
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