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SUMMARY:Prossedi - Giornate FAI di Primavera - Prossedi - 21 Marzo 26 00:00
DESCRIPTION:PROSSEDI\nIl territorio di Prossedi\, bagnato dalle acque dei f
 iumi Amaseno e Monteacuto\, e posto a metà strada tra Frosinone e Privern
 o\, insieme alla frazione di Pisterzo\, raggiunge i 1236 abitanti. Il paes
 e è posto a m. 206 slm su una ripida collina dei Monti Lepini che domina 
 la Valle dell'Amaseno. Ciò ha permesso agli abitanti per secoli di tenere
  sotto controllo l'unica via di comunicazione tra la Valle del Sacco e la 
 zona costiera.\nTracce di insediamenti umani risalgono al periodo pre-roma
 no\, mentre il borgo sembra fondato nel VII sec. d. C. \, quando sei famig
 lie fuggirono da Priverno perché assediata dai Saraceni\, da cui il nome 
 “Persei” (1). Nel 1125 il paese viene preso da papa Onorio II \; succe
 ssivamente si evidenziano molteplici passaggi di proprietà da una famigli
 a nobiliare all'altra: nel 1128 appartiene ai conti di Ceccano\, nel 1391 
 a Raimondo de Cabanis\, nel 1425 passato alla famiglia Conti\, nel 1534 ai
  Chigi di Siena\, nel 1544 ai Massimo\, poi nel 1676 agli Altieri\, nel 17
 26 ai de Carolis\, nel 1746 ai Belloni\, nel 1750 torna agli Altieri\, nel
  1758 ai Gabrielli.\nNel profilo del paese con abitazioni modeste spiccano
  per la posizione\, collocati nella parte alta del paese\, quasi a dominar
 e l'intero abitato\, e per le dimensioni la chiesa neoclassica di sant'Aga
 ta e il Palazzo baronale: i due simboli del potere spirituale e laico. La 
 chiesa di sant'Agata\, con il suo volume molto sviluppato\, ha pianta cent
 rale a croce greca e ripercorre modelli del Rinascimento e del Barocco. Ag
 li angoli della croce appaiono absidi e cappelle. La cupola è emisferica 
 e ci sono volte a botte. La decorazione di nervature nella cupola e fregi 
 floreali esaltano la purezza del disegno. Non mancano stucchi e tracce di 
 affreschi. La muratura ha grossi blocchi di pietra squadrata \, ma anche b
 locchi non lavorati\, a vista. Pianta rettangolare con bastioni angolari h
 a il castello-fortezza risalente probabilmente al XII sec. e modificato su
 ccessivamente secondo le esigenze dei vari proprietari che lo hanno abitat
 o. Insegne araldiche sono nella sezione superiore del portone principale d
 'ingresso. Oggi è abitazione privata. Nella parte bassa del paese troviam
 o la chiesa di san Nicola (forse del XIII sec. ) e la chiesa di s. Maria E
 xtra Moenia\, detta “Strammetta” della fine del 1700.\nLa visita prett
 amente di taglio storico artistico unisce memorie e cultura\, natura e amb
 iente. Il contesto suggestivo accoglie il visitatore in un’atmosfera pac
 ata e tranquilla\, dove le testimonianze del passato si fondono con l’el
 eganza nella resa dei materiali che \, se pur umili\, come la pietra local
 e su cui si regge sia l’impianto urbanistico\, con disegno a ferro di ca
 vallo\, sia le modeste abitazioni\, mantengono una imperitura bellezza arc
 hitettonica. Passeggiare nelle vie di Prossedi consente di accedere al fas
 cino nascosto e a lungo dimenticato di un ambiente in passato appartenuto 
 a svariate famiglie nobili come i conti di Ceccano\, gli Altieri\, i de Ca
 rolis\, i Gabrielli che hanno lasciato traccia nel maestoso palazzo barona
 le. In un percorso ascensionale che parte\, nella parte bassa del paese\, 
 dalla chiesa della “Strammetta” (solitamente chiusa)\, passando per la
  chiesa di san Nicola\, si arriva alla chiesa di sant’Agata\, costruita 
 nella sommità del nucleo urbano \, in una sorta di cammino ascetico e spi
 rituale\, summa dei valori cristiani. Sostare e vagare tra opere che vanno
  dal Romanico al 1900 e che spaziano tra generi diversi suggerisce un dial
 ogo profondo in un territorio per molti aspetti da ri-scoprire. Il borgo\,
  poi\, immerso nella tipica natura dei Monti Lepini e Ausoni\, è circonda
 to da ulivi\, castagni\, vigne con muretti a secco che rendono la salita a
 l paese suggestiva dal punto di vista del patrimonio paesaggistico.\n\nCHI
 ESA DELLA STRAMMETTA\nLa chiesa della strammetta si trova a Prossedi\, com
 une situato nel Lazio in Provincia di Latina\, un comune di 1238 abitanti 
 costituito dal borgo capoluogo e dalla frazione di Pisterzo\, distante cir
 ca 8 km. Il paese sorge su una collina balcone che si affaccia sulla valle
  dell'Amaseno.\nLa Chiesa della Strammetta di Prossedi è un affascinante 
 edificio situato ai margini dell'abitato del paese\, eretti tra la fine XV
 III inizio XIX secolo\; Il nome della chiesa deriva dalla stramma\, una pi
 anta nota localmente come ampelotema tenax\, che cresce abbondantemente ne
 lla zona circostante. Questa denominazione conferisce un tocco distintivo 
 e un legame speciale con il territorio.\nEretta tra la fine XVIII inizio X
 IX secolo la chiesa è realizzata in posizione sopraelevata rispetto al pi
 ano stradale e per accedervi occorre salire una piccola ma scenografica sc
 ala a due rampe contrapposte\, fornite di una elegante balaustra in matton
 cini di laterizio. La facciata è del tipo a capanna semplice\, con la pre
 senza di un archivolto aggettante\, di un modesto oculus e sotto la gronda
 ia di una decorazione aggettante realizzata con mattoncini.\nLa chiesetta 
 viene costruita nei primi anni del XIX secolo da Pietro Gabrielli come cap
 pella di famiglia e cenotafio dei principi Gabrielli. Infatti nel suo inte
 rno si trovano alcune sepolture tra cui quella di Augusta Bonaparte e Plac
 ido Gabrielli. La facciata della chiesa è impreziosita dalla presenza di 
 un bellissimo e raffinato mosaico policromo in cui è raffigurata la Madon
 na con il Bambino tra tralci di rose e di gigli - lilium. Tale mosaico è 
 stato realizzato tra il 1902 e 1905 dal noto mosaicista Adolfo De Carolis 
 su disegno del pittore Napoleone Parisani\, uno tra i componenti di spicco
  tra gli artisti che componevano il gruppo conosciuto con il nome “I XXV
  della Campagna Romana”.\nL’interno della chiesa (si trova in cattivo 
 stato di conservazione) è un vero gioiello artistico per la ricchezza e p
 er l’alta qualità degli affreschi alle pareti\, in cui sono raffigurati
  elementi geometrici movimentati da scodelle maiolicate\, pentacoli e fogl
 ie di edera. Predominano i colori: azzurro\, rosa\, verde e giallo. Un ver
 o gioiello artistico è il piccolo altare di marmo\, arricchito da minusco
 li e raffinati mosaici policromi. Le pitture\, i mosaici\, l’intero arre
 do sono opera di Napoleone Parisani\, che nell'eseguire gli affreschi e i 
 mosaici ha volutamente lasciato chiari simboli della Massoneria\, quali la
  croce del tipo templare. Sopra l’altare era posto un trittico realizzat
 o dal Parisani\, che ora si trova conservato nel castello di Prossedi\, ra
 ffigurante la Madonna con il Bambino con ai lati Sant'Agostino e San Placi
 do. Il trittico è realizzato ad olio su tavola ed è abbastanza grande. I
 l Parisani nel realizzare quest’opera si ispirò all’iconografia class
 ica del Rinascimento italiano.\n\nIndirizzo: Via Placido Gabrielli\, PROSS
 EDI\, LT\nOrari:\n- Sabato: 10:00 - 13:00 / 15:00 - 18:00 (ultimo ingresso
  17:00)\n- Domenica: 10:00 - 13:00 / 15:00 - 18:00 (ultimo ingresso 18:30)
 \nDurata visita: 25 minuti\n\nCHIESA DI SAN NICOLA\nLa piccola chiesa a pi
 anta rettangolare di san Nicola risale al periodo romanico (XIII sec. )\, 
 è ubicata all'interno delle antiche mura castellane del borgo\, nella par
 te bassa ed è la chiesa più antica del paese. Un interruzione e un cambi
 amento del progetto iniziale sono suggeriti dalla presenza di due piccoli 
 rosoni in tufo peperino\, attualmente chiusi\, sulle pareti laterali. Ciò
  fa anche presupporre una diversa organizzazione dello spazio con orientam
 ento opposto a quello attuale. Appartenuta fin dal 1328 alla potentissima 
 famiglia dei Conti di Ceccano\, non sempre la chiesa ha mantenuto costante
  la sua funzione religiosa \, tanto che nel 1846 viene chiusa al culto per
  rischio di crollo\, ridotta ormai a stalla.\nL'interno ad unica navata\, 
 con copertura a travi lignei a vista\, riceve uno slancio verticale dalle 
 arcate ogivali nello spazio iniziale\, permettendo anche una ottimizzazion
 e nella distribuzione del peso\, sostituite nella zona absidale da due cam
 pate con volte a crociera. In fondo alla navata è collocato in posizione 
 sopraelevata il presbiterio\, raggiungibile mediante una scalinata di sett
 e gradini e delimitata da balaustra in marmo con piccole colonne tortili e
  lisce con capitello ionico. Una soluzione compositiva questa non priva di
  un certo interesse\, anche per il rapporto spaziale proporzionale tra la 
 superficie dell'ambiente absidale e quello delle campate\, oltreché attri
 buto di maggiore ricchezza formale \, dove l'altare diventa il fulcro dist
 intivo del complesso. A destra dell'altare è collocata la tela di “Mari
 a Santissima Avvocata Nostra”\, nota come “Madonna del Vicovaro” (co
 pia dell'originale esposto a Vicovaro)\, immagine miracolosa a cui i Pross
 edani sono particolarmente devoti dal 1864. Nella parete destra della nava
 ta vi è una tela con san Nicola\, databile ai primi del Novecento con ana
 logie riferibili al san Pietro di Tadolini (1907)\, conservato a Segni. Al
 l'esterno l'ingresso è sopraelevato mediante una serie di gradini termina
 nti di fronte al portale in pietra.\nLa visita alla chiesa di San Nicola p
 ermetterà di scoprire questo piccolo tesoro a cui i Prossedani sono molto
  legati per vari motivi\; hanno contribuito economicamente ai lavori di ri
 facimento principalmente del tetto\, nel 1900 insieme al Principe Placido 
 Gabrielli\; la chiesa ospita\, inoltre\, a destra dell’altare\, la tela 
 di “Maria Santissima Avvocata Nostra”\, nota come “Madonna del Vicov
 aro” (copia dell’originale esposto a Vicovaro)\, immagine miracolosa a
  cui i Prossedani sono particolarmente devoti dal 1864.\nAll’esterno l
 ’ingresso è sopraelevato mediante una serie di gradini terminanti di fr
 onte all’unico portale in pietra calcarea sormontato da un rosone centra
 le. Si tratta di elementi decorativi di gran pregio: slanciate colonnine l
 aterali\, divise in due sezioni con rilievo sagomato centrale e capitelli 
 di fattura gotico-cistercense\, sostengono la cimasa scolpita con motivi a
  fogliame che si ripetono nell’arco ogivale. Appaiono anche tre figure a
 ntropomorfe: un angelo orante\, una donna e il committente. Il motivo fogl
 iare ritorna nelle mensole poste lungo gli stipiti: su di esse poggia il b
 assorilievo ligneo policromo raffigurante san Nicola in abito vescovile. T
 ermina la facciata un rosone con otto colonnine e archi intrecciati che ru
 otano intorno a un perno centrale con forma di rosa. Semplici modanature l
 isce in cerchio con leggera strombatura accolgono il rosone che\, insieme 
 alle strette monofore della parete destra\, illumina l’interno e si most
 ra quale degno coronamento del portale.\n\nIndirizzo: Via Roma snc\, PROSS
 EDI\, LT\nOrari:\n- Sabato: 10:00 - 13:00 / 15:00 - 18:00\n- Domenica: 10:
 00 - 13:00 / 15:00 - 18:00 (ultimo ingresso 17:00)\nDurata visita: 30 minu
 ti\n\nCHIESA DI SANT'AGATA\nCollocata nella parte più alta del borgo\, di
  fronte al castello\, la chiesa prospetta sull'odierna piazza XI Febbraio.
  Il suo impianto centrale a croce greca è esemplato su modelli rinascimen
 tali e barocchi. Nelle sue strutture attuali l'edificio molto probabilment
 e non corrisponde a quello che risulta appartenere sotto forma di benefici
 o nel 1289 a Giovanni de Ceccano. Trasformazioni di rilievo hanno riguarda
 to infatti i progetti successivi: quello finale\, iniziato nel 1789\, appa
 rtiene all'architetto Ignazio Ambrosetti di Anagni che subentrò all'archi
 tetto Francesco Rust \, il cui progetto\, troppo costoso e ambizioso nelle
  dimensioni esagerate della costruzione finale\, restò fermo per 25 anni.
  Lavori di restauro del pavimento sono stati condotti nel 1952 e nel 1963.
 \nCollocata nella parte più alta del borgo\, di fronte al castello\, la c
 hiesa prospetta sull'odierna piazza XI Febbraio. Il suo impianto centrale 
 a croce greca è esemplato su modelli rinascimentali e barocchi. Nelle sue
  strutture attuali l'edificio molto probabilmente non corrisponde a quello
  che risulta appartenere sotto forma di beneficio nel 1289 a Giovanni de C
 eccano. Trasformazioni di rilievo hanno riguardato infatti i progetti succ
 essivi: quello finale\, iniziato nel 1789\, appartiene all'architetto Igna
 zio Ambrosetti di Anagni che subentrò all'architetto Francesco Rust \, il
  cui progetto\, troppo costoso e ambizioso nelle dimensioni esagerate dell
 a costruzione finale\, restò fermo per 25 anni. Lavori di restauro del pa
 vimento sono stati condotti nel 1952 e nel 1963 interventi vari hanno inte
 ressato anche gli ornamenti interni\nDi stile neoclassico\, essa sorge all
 ’interno del nucleo del paese e si affaccia su piazza XI febbraio. Il pr
 ospetto principale sulla piazza si caratterizza per una massa muraria elem
 entare di notevoli dimensioni. Nelle sue dimensioni\, insieme al castello\
 , ci permette di individuare l’immagine del paese. La pianta è a croce 
 greca\, con absidi e cappelle negli angoli della croce. L’interno della 
 chiesa è coperto con una cupola emisferica posta all’incrocio dei bracc
 i e da volte a botte che si innestano su un fregio. Sopra la cornice d’i
 mposta\, in corrispondenza dei tre bracci\, si aprono tre grosse finestre 
 semicircolari\, mentre il braccio principale che si conclude con l’absid
 e\, presenta una finestra circolare. La ricchezza di particolari decorativ
 i costituiti da costoloni circolari nella volta e da nervature nella cupol
 a arricchita da fregi floreali\, accentua e allo stesso tempo appesantisce
  il valore elementare. La sagrestia è un organismo a pianta centrale cost
 ituito da una croce greca ove all’incrocio delle due braccia si determin
 a un ambiente circolare coperto a cupola.Maestoso è l’apparato scenogra
 fico con stucchi bianchi e dorati tipici del Barocco\, con nervature nella
  cupola e fregi floreali. Tra le opere : la pala d’altare(cm 400x220) co
 n Martirio di sant’Agata dipinta a Roma nella metà del XIX sec. \; il b
 usto reliquiario di sant’Agata\, in legno policromo\, realizzato alla fi
 ne del XVII sec. Di interesse artistico è il coro ligneo del XVIII sec. c
 on 12 sedili e inginocchiatoi con paraste e braccioli che dividono i dossa
 li. Nella seconda cappella a sinistra dell’altare si trova la tela con L
 ’annunciazione del XVII sec.\; mentre in quella di destra La Madonna del
  Rosario\, tela di scuola napoletana \, del XVIII sec.\n\nIndirizzo: Piazz
 a Sant'Agata\, PROSSEDI\, LT\nOrari: \n- Sabato: 10:00 - 13:00 / 15:00 - 1
 8:00 (ultimo ingresso 17:00)\n- Domenica: 10:00 - 13:00 / 15:00 - 18:00 (u
 ltimo ingresso 17:00)\nDurata visita: 20 minuti\n
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