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SUMMARY:Re:humanism - Roma - 24 Maggio 23 10:00
DESCRIPTION:Drammaturgie ideate da reti neurali artificiali\, bizzarre crea
 ture marine\, biomi virtuali\, nuovi modi di immaginare l’esplorazione s
 paziale e la possibilità di innamorarsi di un’Intelligenza Artificiale:
  è il futuro prossimo secondo lo sguardo di dodici artisti provenienti da
 ll’India\, dalla Cina\, dal Regno Unito\, dagli Stati Uniti\, dalla Slov
 enia e dalla Spagna\, oltre a una nutrita schiera di artisti italiani.\n\n
 Con l’”elettrico” titolo Sparks and Frictions\, si inaugura il 24 ma
 ggio a Roma la terza edizione di Re:humanism\, la grande mostra collettiva
  che indaga il rapporto fra Intelligenza Artificiale e arte contemporanea\
 , una relazione in grado di creare nuovi immaginari e nuove narrazioni\, p
 ensata nell’ambito di uno sviluppo sostenibile e inclusivo\, con una pos
 tura critica rispetto al sempre più diffuso fanatismo tecnocratico.Curata
  da Daniela Cotimbo\, presidente dell’associazione Re:humanism\, la most
 ra sarà visitabilefino al 18 giugno nei suggestivi spazi del WEGIL\, hub 
 culturale della Regione Lazio gestito da LAZIOcrea\, nonché edificio simb
 olo del razionalismo architettonico di Luigi Moretti.\n\nIn mostra le oper
 e dei finalisti della terza edizione del Re:humanism Art Prize\, seleziona
 ti dopo una call for artist svoltasi nei mesi precedenti e che ha invitato
  gli artisti a riflettere non soltanto sul profondo impatto generato dall
 ’avvento dell’Intelligenza Artificiale e sulle radicali trasformazioni
  che si prospettano all’orizzonte ma anche sul rapporto fra creazione ar
 tistica\, new media\, dispositivi tecnologici e temi scientifici che mette
  in gioco una serie di importanti riflessioni sull'identità\, sulle relaz
 ioni e sui futuri possibili. \n\nA queste opere si aggiungono poi i due pr
 ogetti del Premio Digitalive di Romaeuropa\, che verranno presentati in au
 tunno nell’ambito del Romaeuropa Festival mentre fra le novità di quest
 ’anno l’assegnazione del Premio Speciale Salvatore Iaconesi\, dedicato
  al geniale artista\, ingegnere robotico e attivista recentemente scompars
 o.\n\nMolteplici i punti tematici di questa terza edizione: dalle New Ecol
 ogies\, che mirano a ripensare le logiche dell'estrattivismo dei dati e de
 lle risorse ambientali\, alle New Narratives\, prospettiva che intende ril
 eggere la storia del progresso scientifico attraverso la lente della decol
 onialità\, recuperando saperi e rituali arcaici che – messi in dialogo 
 con l’innovazione – possono generare nuove mitologie\; dalle esplorazi
 oni del rapporto con il non-umano di Playing with non-human alle trasforma
 zioni corporee nelle pratiche di biohacking di Hacking the Body\; da Explo
 ring Metaverseche raccoglie visioni\, paure e sogni legati alla nuova fron
 tiera della Realtà Virtuale a Machine Visions and Dreams\, affascinante i
 mmersione nell’inconscio macchinico\; fino ad arrivare a Other explorati
 ons\, mappatura di sguardi differenti sui futuri che ci attendono.\n\nIn q
 uesti territori si muovono dunque le opere presentate dalla terza edizione
  di Re:humanism\, a partire dalle prime tre classificate: Zoophyte\, visio
 naria creazione dell’inglese Joey Holder ispirata dalla criptozoologia\,
  che delinea un ambiente popolato da creature marine inventate\, non scope
 rte o di cui la scienza ufficiale sa poco\, per riflettere sul confine tra
  realtà e fantasia\; il perturbante progetto dal titolo Monologo di Ricca
 rdo Giaccone che unisce le antiche tecniche del teatro di figura alle reti
  neurali artificiali\; e The Martian Word for World is Mother dell’artis
 ta nord americana Alice Bucknell\, un lavoro che intende ribaltare la pros
 pettiva antropocentrica che domina le questioni legate all’esplorazione 
 spaziale e alla colonizzazione di nuovi pianeti. C’è poi l’opera cui 
 è stato assegnato l’Emerging Prize\, firmata dall’artista e designer 
 cinese Yue Huang:Artificial Life decostruisce l’immaginario fantascienti
 fico di un’Intelligenza Artificiale iper performante mettendoci davanti 
 ai fallimenti di un’AI goffa e divertente.\n\nSul fronte delle “nuove 
 ecologie” si iscrivono invece sia Echinoidea Future - Adriatic Sensing d
 ell’artista slovenaRobertina Šebjanič e Ciò che resta di Piero Alfeo:
  la prima indaga le attuali condizioni bio-geologiche e morfologiche del r
 iccio di mare plasmato dall’azione inquinante dell’uomo mentre la seco
 nda affronta il problema dell’inquinamento acustico degli oceani e la ne
 cessità di rinegoziare i rapporti interspecie.\n\nL’intersezione fra mo
 ndo naturale e tecnologia è invece centrale nell’opera Mythmachine dell
 ’indiano Sahej Rahal\, un bioma virtuale abitato da creature post-umane 
 pensato per mettere in crisi le distinzioni binarie tra mente e corpo\, um
 ano e artificiale\, mito e memoria\; e per alimentare quelle “nuove narr
 azioni” che investono anche il lavoro di Ginevra Petrozzi dal titolo Bit
 e Off More Than You Can Chew\, dove l’analisi facciale eseguita dall’I
 A viene messa in dialogo con gli antichi sistemi di divinazione somatica\,
  in un vorticoso intreccio fra arcaico e contemporaneo\, pensiero magico e
  pensiero tecnologico. \n\nLe trasformazioni delle relazioni sociali e que
 lle identitarie sono il territorio in cui si muovono sia Farming\, opera f
 irmata dalla giovane artista romana Federica di Pietrantonio che riguarda 
 l’impatto delle piattaforme di gioco sulla vita quotidiana\, fra hikikom
 ori\, neet e gold farmer\; sia l’opera di Mara Oscar Cassiani che si agg
 iudica il Premio Speciale Salvatore Iaconesi\, ovvero Ai Love\, Ghosts and
  Uncanny Valleys \, originale speculazione sulle possibilità di innamorar
 si di un’Intelligenza Artificiale\, presupponendo le stesse devianze che
  segnano le relazioni tossiche\, dal ghosting alla sopraffazione.\n\nInfin
 e\, i due progetti del Premio Digitalive che verranno presentati in autunn
 o al Romaeuropa Festival: Slowly Fading into Data di Albert Barqué-Duran 
 – che grazie all’utilizzo di tecnologie avanzate punta a creare nuove 
 esperienze spaziali e temporali – e Retraining Bodies\, una lecture-perf
 ormance che esplora inedite possibilità di interazione Uomo-Macchina attr
 averso il suono.\n\nDodici progetti in totale\, dunque\, selezionati da un
 a giuria composta dagli organizzatori\, da esperti di arte contemporanea e
  nuove tecnologie digitali: Alfredo Adamo\, CEO di Alan Advantage\; Andrea
  Bellini\, Direttore del Centre d'Art Contemporain di Ginevra\; Ilaria Bon
 acossa\, Direttrice del Museo Nazionale Arte Digitale\, Carola Bonfili\, a
 rtista finalista della seconda edizione del Re:humanism Art Prize\, Tizian
 a CatarciDirettrice Dipartimento Ingegneria Informatica\, Automatica e Ges
 tionale (DIAG) dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza\; Daniel
 a Cotimbo fondatrice e curatrice del progetto Re:humanism\; Mauro Martino\
 , fondatore e direttore del Visual Artificial Intelligence Lab all’IBM R
 esearch\; Laura Tripaldi\,  dottoranda in Scienza e Nanotecnologia dei Mat
 eriali all’Università di Milano Bicocca  e curatrice della webzine Not 
 di NERO edizioni. Alla giuria si aggiungono: la commissione che ha assegna
 to il Premio speciale Salvatore Iaconesi\, costituita dai componenti di HE
 R: She Loves Data\, progetto di ricerca dell’artista\, co-fondato assiem
 e alla compagna Oriana Persico\; e la commissione che ha assegnato il Prem
 io Digitalive di Romaeuropa\, composta dagli organizzatori e da Federica P
 atti\, curatrice della rassegna Digitalive.\n\nL’evento è realizzato so
 tto il patrocinio di Regione Lazio\nIn collaborazione con LAZIOcrea\, WeGi
 l\, Translated s.r.l\, Wallife S.p.A.\, Fondazione Romaeuropa\n\nOrari: da
 l lunedì alla domenica dalle 10.00 alle 19.00\n\nOpening 24 maggio ore 18
 .00
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