26 Settembre 2020
Varie

Seminario di Teatro dell’Oppresso

Roma, 6 Febbraio 2015 - 8 Febbraio 2015

Condotto da Jordi Forcadas (teatro Patotom – Barcellona)

Dalla rappresentazione di situazioni oppressive riconoscibili dal pubblico alla trasformazione dello stesso in attore-protagonista; dall’idea alla lotta sul palcoscenico con gli attori-antagonisti; dall’azione individuale al dibattito.

Dalle ore 9,30 alle ore 18,00 (venerdì dalle 14,30 alle 18,30)

TEATRO INVISIBILE

Azioni teatrali preparate con cura che non vengono svelate e si svolgono in luoghi pubblici come eventi strani che accadono e suscitano l’attenzione dei presenti ignari. Successivamente gli attori convogliano la discussione delle persone sui fatti che a loro interessa esplorare, immettendo informazioni e opinioni, agendo con i diversi personaggi che ci si è dati e improvvisando col pubblico. Scopo dell’invisibile è far esprimere spontaneamente il pubblico ignaro per verificare le opinioni che emergono e per indicare alternative possibili.
E’ interessante rilevare le analogie di modalità di conduzione che esistono tra il T.D.O. e l’Art Theatre Counseling® di matrice Gestaltica, il che, visti i risultati, conforta gli operatori di entrambe le discipline sulla validità dei rispettivi Metodi. Fondamentale per la realizzazione delle situazioni evidenziate in questo seminario, è il gioco: gioco teatrale inteso come approccio ludico alle modalità e ai tempi dell’agire teatrale, svincolato da qualsiasi acquisizione meccanica di conoscenze o tecniche.

ATTESTATO RICONOSCIUTO DAL MIUR (D.M. 90 del /12/2003)

Contributo associativo per frequentare 1 week end seminariale è di 250 euro

Jordi Forcadas ha una laurea in direzione artistica al Istitut de theatre de Barcelona. fondatore dell’istituto Forn de teatre Pa’tothom “di Barcelona”. Esperto in Teatro dell’Oppresso e nel Teatro come Intervento sociale. Responsabile per l’insegnamento in classi di teatro, scienze umane, e gli studi sull’immigrazione. Jordi Forcadas coordina attività extra-scolastiche allo scopo di fornire agli studenti un più ampio contatto con le arti sociali. Inoltre è coordinatore di numerosi progetti sociali nelle carceri, con i giovani a rischio di emarginazione, persone con sofferenze psichiche, immigrati e tossicodipendenti. Attualmente collabora al progetto FRATT (Fighting Racism Through Theatre),cofinanziato dal programma Justice della Commissione Europea Fundamental Rights and Citizenship.

l “Forn del teatre Pa’tothom” lavora per la difesa dei diritti umani e l’esclusione sociale mediante la ricerca di modelli sociali alternativi utilizzando l’arte teatrale. In particolare, il FTP si rifà alle tecniche del Teatro dell’Oppresso, sviluppato da Augusto Boal e ispirato alla pedagogia dell’oppresso di Paulo Freire, il cui obiettivo è fornire strumenti di cambiamento personale, sociale e politico per tutti coloro si trovino in situazioni di oppressione.

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Il Teatro dell’Oppresso è una forma particolare di laboratorio teatrale, le cui finalità si possono così riassumere:
1. integrazione di un gruppo di persone attraverso forme di gioco, di esercizio e di improvvisazione;
2. costruzione di un teatro forum come punto di arrivo di una precedente preparazione, in cui il pubblico è chiamato a intervenire per cercare di risolvere una situazione di conflitto apparentemente insanabile. Una più differenziata relazione tra oppressi (veri o presunti) e oppressori (veri o presunti) aiuta ad affrontare emergenze e crisi quando la relazione si fa tesa, in particolare tra persone di diversa provenienza culturale, geografica e di credenze
È proprio in un contesto così diverso della quotidianità che è possibile – e necessario – andare oltre quelli che sono gli schemi prestabiliti e i comportamenti codificati che la persona sperimenta nella vita di tutti i giorni: l’agire teatrale è il partire da essi in un percorso di ricerca della propria autenticità Questo processo permette di avvicinarsi alla dimensione dell’ ‘essere in ascolto’, così difficile da sperimentare e così ostacolata dai tempi, ritmi e modi della vita quotidiana, e di vedere realmente l’altro al di là dei pregiudizi e degli stereotipi che ostacolano un incontro autentico.
Partendo da questi presupposti, considerati gli obiettivi del progetto e le precedenti esperienze teatrali del gruppo, il metodo di lavoro più efficace e coinvolgente sembra essere quello del Teatro dell’Oppresso creato da Augusto Boal e condotto da Leo e Rui Frati

INFORMAZIONI:

Data: 6 Febbraio 2015 - 8 Febbraio 2015
Orario: 09:30 - 18:00
Città: Roma
Luogo:
Organizzatore:
Contatto:
Telefono: 06-44340560 –3485483107
Indirizzo: Via dei Sabelli 116
eMail: [email protected]
Web: