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SUMMARY:Sole Nero - Roma - 19 Ottobre 26 00:00
DESCRIPTION:SOLE NERO - Petrolio e arte contemporanea\n\nDal 9 ottobre 2026
  al 18 gennaio 2027\, l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici pre
 senta la mostra Sole nero\, petrolio e arte contemporanea\, un ulteriore c
 apitolo del ciclo degli elementi avviato da Villa Medici nel 2022. Dopo St
 orie di pietre ispirata a Roger Caillois e Il Canto delle sirene dedicata 
 all’acqua\, questa nuova mostra affronta attraverso il filo conduttore d
 el petrolio la questione dell’opera d’arte nell’era del riscaldament
 o globale e della nostra civiltà in fiamme.\n\nPiù in particolare\, l’
 esposizione indaga l’impatto del petrolio sulle pratiche artistiche cont
 emporanee e su come il nostro immaginario sia stato rimodellato dalla mode
 rnità. Un’attenta analisi del rapporto tra arte e petrolio attraverso u
 n corpus di opere che esplora il modo in cui l’industria petrolifera ha 
 condizionato i rapporti di potere tra il Nord e il Sud del mondo sulla bas
 e di un’estrazione intensiva delle risorse naturali\, soprattutto nel pe
 riodo postcoloniale.\n\nImpianti di raffinerie\, oleodotti e piattaforme o
 ffshore\, senza tralasciare rivoluzioni\, colpi di stato\, crisi petrolife
 re e catastrofi climatiche: è una vera e propria storia visiva e critica 
 della “petromodernità” quella presentata dagli artisti in mostra\, da
  Robert Smithson\, Nancy Holt o Robert Rauschenberg a Monira Al Qadiri\, Z
 ina Saro-Wiwa o Ana Alenso. Il petrolio non vi compare tanto come semplice
  risorsa quanto piuttosto come una forza attiva\, un insieme di flussi mat
 eriali e simbolici che attraversano le opere\, o addirittura come un siste
 ma cosmologico\, una drammaturgia di elementi naturali e chimici che influ
 enzano la politica\, l’economia e l’urbanesimo...\n\nLa mostra prende 
 in esame anche le strategie adottate dalle infrastrutture petrolifere per 
 rendersi invisibili\, e la loro rappresentazione a fini estetici e ideolog
 ici. Particolare rilevanza viene data alla convergenza tra le pratiche art
 istiche e quelle militanti\, che si uniscono nella lotta contro “l’imp
 erialismo fossile”\, secondo l’espressione del saggista e attivista An
 dreas Malm\, per immaginare un mondo post-petrolifero.\n\nIl progetto espo
 sitivo è corredato da un catalogo edito congiuntamente da Zamân Books e 
 Villa Medici\, che raccoglie una serie di testi inediti in cui i temi trat
 tati vengono approfonditi attraverso lo sguardo di filosofi\, storici dell
 ’arte e ricercatori.\n\nTesti di: Lotte Arndt &amp\; David Castaner\, La
 ura Hindelang\, Stéphanie LeMenager\, Salar Mameni\, Andreas Malm\, Amina
  Adebisi Odofin\, Justinien Tribillon.\n\nProgetto grafico: Walid Bouchouc
 hi\, Akakir Studio.\nLa mostra in 7 sezioni\n1. Petrocene [estrazione]\nIl
  Petrocene\, sulla falsariga di Antropocene o Capitalocene\, segna il pass
 aggio a un’era in cui la terra\, la sabbia\, il suolo e le rocce vengono
  letteralmente esauriti dall’estrattivismo intensivo. Dal momento della 
 scoperta dei primi giacimenti petroliferi nel XIX secolo fino all’epoca 
 odierna contraddistinta da un collasso generalizzato\, il “Petrocene” 
 segna la fine del paesaggio nel senso classico del termine. A causa dell
 ’esaurimento delle risorse e della desertificazione\, l’esperienza del
  paesaggio viene vissuta in modo sempre più frammentato ma anche più pol
 itico. Come monito contro le sabbie mobili e altre no man’s land lasciat
 e dalla nostra “petromodernità”\, gli artisti si appropriano dei gest
 i dei geologi\, attraverso il prelevamento di risorse naturali - Michael H
 irschbichler\, Ismail Bahri\, Latifa Saeed - o mappando il depauperamento 
 dei suoli - Jananne Al Ani.\nArtisti in mostra:\nJananne Al Ani (1966\, Ki
 rkouk\, IQ)\nLatif Al Ani (1932\, Bagdad\, IQ – 2021\, Bagdad\, IQ)\nIsm
 aïl Bahri (1978\, Tunisia\, TN)\nBernardo Bertolucci (1941\, Casarola\, I
 T – 2018\, Roma\, IT)\nMichael Hirschbichler (1983\, Graz\, AT)\nLatifa 
 Saeed (1985\, Dubai\, AE)\nRobert Smithson (1938\, Passaic\, New-Jersey\, 
 US – 1973\, Amarillo\, Texas\, US)\nAlessandro Marchi (1975\, Italia\, I
 T)\n\n2. Fossil fuel [combustione fossile]\nNella cosmologia del petrolio 
 si mescolano l’elemento liquido e quello solido\, le forze acquatiche e 
 quelle telluriche\, ma anche le forze politiche che alimentano i percorsi 
 di quello che Andreas Malm definisce “imperialismo fossile”\, sollevan
 do la questione della doppia vita – naturale e industriale – delle ene
 rgie fossili e degli idrocarburi. Questa sezione della mostra affronta anc
 he il tema dei prodotti derivati dal petrolio\, come la plastica e il catr
 ame\, e il loro ruolo nella colonizzazione della natura e degli esseri uma
 ni. Tra raffinerie\, fossilizzazione e incidenti industriali\, sono moltep
 lici le forme di combustione che possono plasmare un’opera d’arte nell
 ’era del riscaldamento globale: dalle plastiche bruciate di Alberto Burr
 i alle sculture con oli esausti industriali del collettivo BP.\nArtisti in
  mostra:\nBP (Renaud Layrac\, 1962\, Monaco\, Frédéric Pohl\, 1962\, Niz
 za\, e Richard Bellon\, 1962\, Antibes\, FR)\nAlberto Burri (1915\, Città
  di Castello\, IT – 1995\, Nizza\, FR)\nAnita Molinero (1953\, Floirac\,
  FR)\nRobert Rauschenberg (1925\, Port Arthur\, Texas\, US – Captiva\, F
 lorida\, US)\nEd Ruscha (1937\, Omaha\, Nebraska\, US)\nHani Zurob (1976\,
  Rafah\, PS)\n\n3. Oleodotto [circolazione]\nGli oleodotti rappresentano i
 l corpo mutante degli impianti petroliferi del XIX e XX secolo\, il sistem
 a per eccellenza per il trasporto degli idrocarburi in tutto il pianeta. L
 ’installazione di queste condutture – prevalentemente interrate o posa
 te in superficie – supera i confini nazionali e la sovranità degli stat
 i. Elevati al rango di icone industriali del “petropaesaggio”\, gli ol
 eodotti diventano il bersaglio di numerosi atti di sabotaggio o finiscono 
 in rovina\, superati dal sempre più massiccio utilizzo delle petroliere. 
 Spesso sono oggetto di numerose rivisitazioni da parte di esponenti dell
 ’arte concettuale e del minimalismo\, da Richard Serra a Nancy Holt\, op
 pure\, ai giorni nostri\, di Rossella Biscotti nell’ambito dell’arte d
 i indagine e delle strategie artistiche sotterranee.\nArtisti in mostra:\n
 Alexandre Hogue (1898\, Memphis\, Missouri\, US – 1994\, Tulsa\, Oklahom
 a\, US)\nAref El Rayess (1928\, Aley\, LB – 2005)\nMonira Al Qadiri (198
 3\, Dakar\, SN)\nMehdi Ghadyanloo (1981\, Karaj\, IR)\nZina Saro-Wiwa (197
 6\, Port Harcourt\, NG)\nRossella Biscotti (1978\, Molfetta\, IT)\nJumana 
 Manna (1987\, Princeton\, New Jersey\, US)\nNancy Holt (1938\, Worcester\,
  Massachusetts\, US – 2014\, New York\, Stato di New York\, US)\nThu-Van
  Tran (1979\, Città di Ho Chi Minh\, VN)\n\n4. Proteste [rivoluzione]\nL
 ’oro nero è al centro della lunga storia dei conflitti geopolitici e de
 lle ingerenze degli stati nei confronti dei paesi produttori di petrolio. 
 In risposta\, questi ultimi hanno affermato la propria sovranità attraver
 so la nazionalizzazione delle risorse petrolifere\, i movimenti operai o l
 e azioni di protesta delle popolazioni locali. Le strategie di rivolta ado
 ttate dagli artisti contemporanei contro le compagnie petrolifere oscillan
 o tra la potenza rivelatrice delle immagini documentarie – Romuald Hazou
 mè\, Jacqueline Hassink – e la capacità di mobilitazione delle install
 azioni sensoriali – Lungiswa Gqunta\, Ana Alenso.\nArtisti in mostra:\nA
 na Alenso (1982\, Caracas\, VE)\nLungiswa Gqunta (1990\, Port Elizabeth\, 
 ZA)\nJacqueline Hassink (1966\, Enschede\, NL)\nRomuald Hazoumè (1962\, P
 orto-Novo\, BJ)\n\n5. Petro-museo [speculazione]\nI fondi provenienti dall
 ’industria petrolifera sono stati utilizzati per finanziare film e festi
 val\, nonché musei nei paesi del Sud del mondo\, come ci raccontano Shiri
 n Sabahi e Alessandro Balteo-Yazbeck con il Museo d’arte contemporanea d
 i Teheran (TMOCA)\, il primo museo “globale” che riunisce artisti cont
 emporanei del Nord e del Sud. Con il petro-museo\, gli artisti mettono in 
 discussione anche i concetti di “petro-filantropia”\, di soft power e 
 greenwashing ormai molto in voga nei paesi del Nord\, spiegando come il mu
 seo possa diventare\, suo malgrado\, teatro di azioni militanti contro il 
 petrolio\, come quelle portate avanti dal movimento Stop Oil\, per denunci
 are la petro-filantropia”.\nArtisti in mostra:\nAlessandro Balteo-Yazbec
 k (1972\, Caracas\, VE)\nFouad Elkoury (1952\, Parigi\, FR)\nMedia Farzin 
 (1979\, San Diego\, California\, US)\nJoanne Farchakh Bajjaly (1975\, Beyr
 outh\, LB)\nShirin Sabahi (1984\, Teheran\, IR)\nBehjat Sadr (1924\, Arak\
 , IR)\n\n6. Marea nera [offshore]\nGli sversamenti di petrolio in mare\, l
 a famigerata marea nera\, e altri incidenti industriali rappresentano il l
 ato distopico dell’industria petrolifera e ne rivelano la pericolosità 
 a lungo termine. Considerate sempre meno “naturali”\, queste catastrof
 i palesano di fatto la loro origine umana e politica\, conseguenza dell’
 intensa attività di trivellazione dei fondali marini lungo le coste del M
 editerraneo e dell’Africa. La documentazione al riguardo è molto ampia\
 , sia grazie al lavoro di fotoreporter che di artisti documentaristi opera
 nti sulla terraferma – Allan Sekula – o in mare – Isabelle Hayeur 
 – anche mediante strategie di recupero e riciclaggio – Robert Gschwant
 ner.\nArtisti in mostra:\nRobert Gschwantner (1968\, Steyr\, AT)\nIsabelle
  Hayeur (1969\, Montréal\, CA)\nAllan Sekula (1951\, Erie\, Pennsylvania\
 , US – 2013\, Los Angeles\, US)\n\n7. Petro-melanconia [burn out]\nLa 
 “petro-melanconia” così come concepita dalla ricercatrice Stephanie L
 eMenager\, descrive un fondamentale senso di perdita e lutto nei confronti
  di una modernità rivelatasi fonte di distruzione piuttosto che di progre
 sso. Prossima alla solastalgia (senso di angoscia di fronte al degrado del
  pianeta)\, la “petro-melanconia” rappresenta uno stimolo all’attivi
 smo ambientale e una capacità immaginativa per orientarci verso una socie
 tà post-petrolifera. Di fronte alla progressiva scomparsa della biodivers
 ità\, alcune artiste esorcizzano i paesaggi tossici – Linda Lamignan 
 – supportando una fauna e una flora resilienti\, se non addirittura una 
 loro rinascita – Anahita Norouzi\, Jala Wahid. La loro è una riflession
 e sulle condizioni di esistenza dell’opera d’arte nell’era del risca
 ldamento globale.\nArtisti in mostra:\nChloe Dewe Mathews (1982\, Londra\,
  GB)\nAnahita Norouzi (1983\, Teheran\, IR)\nJessica Segall (1978\, Murphy
 sboro\, Illinois\, US)\nJala Wahid (1988\, Londra\, GB)\nSole nero\, petro
 lio e arte contemporanea\n\nI curatori\nMorad Montazami e Madeleine de Col
 net\nZamân Books &amp\; Curating\nCaroline Courrioux
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