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SUMMARY:Solo exhibit di Valérie Honnart - Roma - 13 Settembre 24 00:00
DESCRIPTION:SOLO EXHIBIT DI VALÉRIE HONNART\n“Stiamo ballando su un vulc
 ano. Per quanto tempo ancora?”\nin associazione con Claude Mollard\nRoma
 \, 13-19 Settembre 2024\nDal 13 al 19 Settembre 2024 Medina Art Gallery pr
 esenta\nSolo Exhibit di Valèrie Honnart “Stiamo ballando su un vulcano.
  Per quanto tempo ancora?”\nin associazione con Claude Mollard\npresso l
 a galleria di Via Angelo Poliziano 4-6 | Roma\nL’evento di opening si te
 rrà il giorno 13 Settembre 2024 alle ore 18:00 presso la galleria di Via 
 Angelo Poliziano 4-6.\nStiamo ballando su un vulcano... Da quando esistono
  i primi esseri umani\, essi sono sempre stati alla ricerca delle bocche d
 i fuoco che le vesciche dei vulcani creano sulla pelle della terra. Quando
 \, durante le loro migrazioni\, si imbattono in una di queste bocche del d
 iavolo fumanti o ruttanti\, lo raggiungono con i loro rami di legno. Fasci
 no\, ma anche pericolo. A volte riportano la fiamma\, a volte ne vengono i
 nghiottiti. Il fuoco\, questo primo essere\, mobile\, sfuggente\, pericolo
 so e prezioso. Per migliaia di anni\, i nostri antenati hanno cercato di d
 omare il tremante e violento "Fiore Rosso" conservando le sue braci in vas
 i di terra. Danzano sul vulcano per celebrare i suoi benefici: allontanare
  le bestie feroci\, combattere il freddo\,\naddolcire la carne cruda\, i t
 uberi e i semi. Ma sa come protestare quando gli uomini abusano delle danz
 e spensierate. La terra si ricopre allora di pustole gonfie che sputano fu
 oco devastante. E il fuoco che prima guariva diventa la bocca di un drago 
 che sputa il male. Sui Campi Flegrei\, a pochi chilometri da Napoli\, 400.
 000 anni fa l'uomo di Neanderthal ballava molto perché la terra rimaneva 
 accessibile\, come lo è ora\, in mezzo alle sue fumarole. Poi\, 39.000 an
 ni fa\, un'enorme bolla eruttò qui\, formando una caldera che sputò polv
 ere di cenere così lontano che il sole si spense e il cielo azzurro diven
 ne uniformemente grigio. L'Europa orientale e l'Asia sud-occidentale furon
 o investite da un inverno vulcanico. Morirono piante e animali. Gli uomini
  di Neanderthal non potevano più mangiare né respirare. Scomparvero dall
 a terra come i dinosauri prima di loro. Il vulcano si vendicò delle loro 
 affermazioni. In seguito\, avrebbe fatto lo stesso nella vicina Pompei o s
 ull'isola di Santorini in Grecia. O a Stromboli... Neanderthal\, incoscien
 te\, aveva ballato troppo. Poi\, dalle profondità dell'Africa\, arrivò S
 apiens. Attraversò le terre e rispettò i vulcani\, ma non danzò più su
 lla loro pelle\, preferendo invece i lampi delle tempeste che gettano fuoc
 o sui corpi degli alberi. Raccoglie i rami che bruciano finché non sa com
 e conservare le braci come il "Fiore Rosso" dei suoi anziani... Con il pas
 sare dei millenni\, il Sapiens non si limitò più a raccogliere il fuoco\
 , come il\nNeanderthal\, ma imparò a produrlo: percussione della selce su
 lla pirite\, lungo sfregamento di bastoncini di legno... Si dimenticò il 
 dio che glielo ha portato. Mangiava grazie al fuoco\, lavorava la pietra e
  poi il metallo con il fuoco\, si difendeva con il fuoco\, ma uccideva anc
 he\, conquistava e violava con la forza del fuoco. Il caos e il vulcano ci
  ricordava l'uomo. Ha eruttato da tutte le sue vesciche terrene\, ha vomit
 ato i suoi torrenti di fuoco. E l'uomo si trovò gettato nel caos creato d
 ai torrenti incandescenti. Fuggì dalla sua bocca e si gettò ai suoi pied
 i\, diventando suo prigioniero\, nell’oscurità dei rampicanti e dei tro
 nchi d'albero carbonizzati. E così fu per il ballerino nero ai piedi del 
 vulcano. Il caos ha precipitato la caduta degli esseri umani. Nel quadro d
 i Valérie Honnart\, ad esempio\, il corpo di una ballerina capovolta vien
 e risucchiato nel vuoto dell'aria\, sospeso\, levitante e fatalmente distr
 utto. La pittura aerea di Valérie contrasta con i suoi disegni festosi. D
 opo averci invitato a danzare sul vulcano\, ci trascina nelle frane\, dall
 'eruzione sui pendii vertiginosi alle profondità abissali. Il passaggio d
 al disegno alla pittura. Il potere del colore del pigmento per immaginare 
 e condividere il rosso del fuoco interiore. E Valérie stigmatizza la rivo
 lta del vulcano: "la caduta" è l'opera cardine che ci porta dalla danza a
 rmoniosa alla rottura dell'equilibrio\, segnalando la nascita del caos. Il
  vulcano scuote bruscamente le spalle e la danzatrice cade. Di fronte a un
 a massa di materia in movimento\, nulla può fermare il suo ruzzolare tra 
 cielo\, terra e acqua. Una pittura senza peso. Un passaggio obbligato vers
 o il rombo del fuoco e a causa di esso. Dopo la caduta\, il fascino della 
 bocca del fuoco ritorna sempre più spesso. La fotografia è impotente e l
 a pittura è l'unico modo per avvicinarsi all'interno della terra\, al suo
  fuoco interiore e centrale. Colori rossi e neri: fiamma e cenere. Una lun
 ga e lenta combustione. Un'opera che richiama il fuoco al centro della cre
 azione. Un appello a Prometeo\, dio degli artisti\, della terra bruciata d
 egli\nscultori\, ladro del fuoco riservato agli dei per donarlo agli uomin
 i. Prometeo punito a sua volta da Giove. La prova della libertà. Soffrite
  come lui. Ma non abbiate paura di giocare con il fuoco. Dipingere il cuor
 e stesso del fuoco\, viaggiare al centro della terra\, dove fuoco e acqua 
 si mescolano: il vapore. Grotte di fuoco\, cavità dove fuoco e acqua si m
 escolano: motore. E così andare avanti. Avanzare contro il caos. Il miste
 ro del nero delle origini. In principio non c'era nulla\, quindi nero! Ner
 o\, quindi luce in rilievo\, come dipinto da Pierre Soulages. Con la luce 
 del fuoco. In principio era il fuoco! Come dice Empedocle\, non c'è creaz
 ione dal nulla né distruzione assoluta. Tutte le nascite e le morti sono 
 semplicemente la combinazione o la\ndisunione di elementi primordiali. Da 
 qui i quattro elementi\, da qui il ritorno al fuoco.\nIn breve:\nTitolo Mo
 stra: Solo Exhibit di Valèrie Honnart “Stiamo ballando su un vulcano. P
 er quanto tempo ancora?”\nOpening Mostra: venerdì 13 Settembre 2024 all
 e ore 18:00\nDurata Mostra: dal 13 al 19 Settembre 2024\nLuogo: Medina Art
  Gallery| ViaAngelo Poliziano 4-6| Roma\nContatti Medina Art Gallery:\nEma
 il: info@medinaroma.com -Tel. +39 06 960 30 764\nSocial: facebook.com/ med
 inaroma.arte /Instagram.com / medinaroma.arte\nWebsite: https://www.medina
 roma.com\nOrario apertura: Dal lunedì al venerdì 10:00-13:00 e 15:00-19:
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