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 o-tempo-ancora
SUMMARY:Stiamo ballando su un vulcano. per quanto tempo ancora? - Roma - 12
  Aprile 24 00:00
DESCRIPTION:Stiamo ballando su un vulcano...\n\nDa quando esistono i primi 
 esseri umani\, essi sono sempre stati alla ricerca delle bocche di fuoco c
 he le vesciche dei vulcani creano sulla pelle della terra. Quando\, durant
 e le loro migrazioni\, si imbattono in una di queste bocche del diavolo fu
 manti o ruttanti\, lo raggiungono con i loro rami di legno. Fascino\, ma a
 nche pericolo. A volte riportano la fiamma\, a volte ne vengono inghiottit
 i. Il fuoco\, questo primo essere\, mobile\, sfuggente\, pericoloso e prez
 ioso.\n\nPer migliaia di anni\, i nostri antenati hanno cercato di domare 
 il tremante e violento "Fiore Rosso" conservando le sue braci in vasi di t
 erra. Danzano sul vulcano per celebrare i suoi benefici: allontanare le be
 stie feroci\, combattere il freddo\, addolcire la carne cruda\, i tuberi e
  i semi. Ma sa come protestare quando gli uomini abusano delle danze spens
 ierate. La terra si ricopre allora di pustole gonfie che sputano fuoco dev
 astante.\n\nE il fuoco che prima guariva diventa la bocca di un drago che 
 sputa il male. Sui Campi Flegrei\, a pochi chilometri da Napoli\, 400.000 
 anni fa l'uomo di Neanderthal ballava molto perché la terra rimaneva acce
 ssibile\, come lo è ora\, in mezzo alle sue fumarole. Poi\, 39.000 anni f
 a\, un'enorme bolla eruttò qui\, formando una caldera che sputò polvere 
 di cenere così lontano che il sole si spense e il cielo azzurro divenne u
 niformemente grigio. L'Europa orientale e l'Asia sud-occidentale furono in
 vestite da un inverno vulcanico. Morirono piante e animali. Gli uomini di 
 Neanderthal non potevano più mangiare né respirare. Scomparvero dalla te
 rra come i dinosauri prima di loro. Il vulcano si vendicò delle loro affe
 rmazioni. In seguito\, avrebbe fatto lo stesso nella vicina Pompei o sull'
 isola di Santorini in Grecia. O a Stromboli... Neanderthal\, incosciente\,
  aveva ballato troppo. Poi\, dalle profondità dell'Africa\, arrivò Sapie
 ns.\n\nAttraversò le terre e rispettò i vulcani\, ma non danzò più sul
 la loro pelle\, preferendo invece i lampi delle tempeste che gettano fuoco
  sui corpi degli alberi. Raccoglie i rami che bruciano finché non sa come
  conservare le braci come il "Fiore Rosso" dei suoi anziani... Con il pass
 are dei millenni\, il Sapiens non si limitò più a raccogliere il fuoco\,
  come il Neanderthal\, ma imparò a produrlo: percussione della selce sull
 a pirite\, lungo sfregamento di bastoncini di legno... Si dimenticò il di
 o che glielo ha portato. Mangiava grazie al fuoco\, lavorava la pietra e p
 oi il metallo con il fuoco\, si difendeva con il fuoco\, ma uccideva anche
 \, conquistava e violava con la forza del fuoco. Il caos e il vulcano ci r
 icordava l'uomo. Ha eruttato da tutte le sue vesciche terrene\, ha vomitat
 o i suoi torrenti di fuoco. E l'uomo si trovò gettato nel caos creato dai
  torrenti incandescenti. Fuggì dalla sua bocca e si gettò ai suoi piedi\
 , diventando suo prigioniero\, nell’oscurità dei rampicanti e dei tronc
 hi d'albero carbonizzati. E così fù per il ballerino nero ai piedi del v
 ulcano. Il caos ha precipitato la caduta degli esseri umani. Nel quadro di
  Valérie Honnart\, ad esempio\, il corpo di una ballerina capovolta viene
  risucchiato nel vuoto dell'aria\, sospeso\, levitante e fatalmente distru
 tto. La pittura aerea di Valérie contrasta con i suoi disegni festosi. Do
 po averci invitato a danzare sul vulcano\, ci trascina nelle frane\, dall'
 eruzione sui pendii vertiginosi alle profondità abissali. Il passaggio da
 l disegno alla pittura. Il potere del colore del pigmento per immaginare e
  condividere il rosso del fuoco interiore. E Valérie stigmatizza la rivol
 ta del vulcano: "la caduta" è l'opera cardine che ci porta dalla danza ar
 moniosa alla rottura dell'equilibrio\, segnalando la nascita del caos.\n\n
 Il vulcano scuote bruscamente le spalle e la danzatrice cade. Di fronte a 
 una massa di materia in movimento\, nulla può fermare il suo ruzzolare tr
 a cielo\, terra e acqua. Una pittura senza peso. Un passaggio obbligato ve
 rso il rombo del fuoco e a causa di esso. Dopo la caduta\, il fascino dell
 a bocca del fuoco ritorna sempre più spesso. La fotografia è impotente e
  la pittura è l'unico modo per avvicinarsi all'interno della terra\, al s
 uo fuoco interiore e centrale. Colori rossi e neri: fiamma e cenere. Una l
 unga e lenta combustione. Un'opera che richiama il fuoco al centro della c
 reazione. Un appello a Prometeo\, dio degli artisti\, della terra bruciata
  degli scultori\, ladro del fuoco riservato agli dei per donarlo agli uomi
 ni. Prometeo punito a sua volta da Giove. La prova della libertà. Soffrit
 e come lui. Ma non abbiate paura di giocare con il fuoco. Dipingere il cuo
 re stesso del fuoco\, viaggiare al centro della terra\, dove fuoco e acqua
  si mescolano: il vapore. Grotte di fuoco\, cavità dove fuoco e acqua si 
 mescolano: motore.\n\nE così andare avanti. Avanzare contro il caos. Il m
 istero del nero delle origini. In principio non c'era nulla\, quindi nero!
  Nero\, quindi luce in rilievo\, come dipinto da Pierre Soulages. Con la l
 uce del fuoco. In principio era il fuoco! Come dice Empedocle\, non c'è c
 reazione dal nulla né distruzione assoluta. Tutte le nascite e le morti s
 ono semplicemente la combinazione o la disunione di elementi primordiali. 
 Da qui i quattro elementi\, da qui il ritorno al fuoco
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