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SUMMARY:Villa Rossi Danielli - Viterbo - 21 Maggio 23 00:00
DESCRIPTION:In occasione della Giornata Nazionale A.D.S.I. 2023 sarà possi
 bile visitare gratuitamente il giardino.\n\n\nLe ville del viterbese hanno
  quasi tutte una storia che le ricollega a famiglie patrizie o a conventi 
 dei vari ordini religiosi in un contesto di un`attività agricola di tipo 
 poderale mezzadrile. La storia di Villa Rossi Danielli non è da meno. Inf
 atti le prime notizie certe ci riportano alla seconda metà del cinquecent
 o quando era proprietario della villa e del podere circostante Giacomo Sac
 chi esponente di una ricca e nobile famiglia che si era insediata a Viterb
 o nel 1297 con Giovan Giacomo Sacchi il quale era stato investito dell`uff
 icio di Tesoriere della provincia del patrimonio. Prima del cinquecento ab
 biamo solo poche e vaghe notizie riguardanti la conduzione del podere che 
 a quel tempo risultava coltivato a vigna. \nIl 3 luglio 1587\, Giacomo Sac
 chi dettava il proprio testamento con il quale disponeva che alla sua seco
 nda moglie\, Lucia de Bussi\, andasse la quarta parte delle rendite della 
 proprietà posta in località Merlano. Infatti questo era il toponimo con 
 il quale si identificava e si continua ad identificare ancora oggi il terr
 itorio ad ovest della strada provinciale Viterbo-S. Martino al Cimino. Ord
 inava invece ai suoi eredi di mantenere il possesso del bene e qualora dov
 esse subentrare la necessità di privarsene avrebbero dovuto privilegiare 
 nella vendita i padri domenicani del convento di S. Maria in Gradi e in se
 cond`ordine l`ospedale cittadino. \nNel 1586 Orazio Sacchi\, figlio di Gia
 como\, sposava nella cappella della tenuta la nobildonna Giulia Tignosini.
  Nel 1650\, alla morte di Orazio\, i figli Domenico e Tarconte cedono la p
 roprietà della villa e del podere circostante ai padri domenicani di S. M
 aria in Gradi i quali usano la villa come residenza estiva per gli ospiti 
 illustri del convento. Infatti l`epigrafe riportata sul portone principale
  ricorda il soggiorno che nel 1797 l`assai reverendo padre maestro Fr. Joa
 chim de Teran\, assistente per le provincie di lingua spagnola del maestro
  generale dell`ordine domenicano Fr. Balthasar de Quinones\, fece nella vi
 lla. Questi fu il primo dei personaggi illustri che soggiornarono nella vi
 lla e molto probabilmente\, con il consenso dell`intera comunità religios
 a\, si occupò anche del restauro della villa. La fine del 18° secolo seg
 na per lo Stato Pontificio un periodo molto incerto. Napoleone stava concl
 udendo la prima campagna d`Italia e i soldati francesi entrano in Romagna 
 portatori di idee nuove nei territori del Papa. Viene occupata Ancona e il
  trattato di Tolentino sancisce la perdita delle Legazioni di Bologna\, Fe
 rrara e Romagna\, come erano denominate le provincie dell`antico Stato Pon
 tificio. \nIn un`atmosfera di grandi innovazioni sociali il vento rivoluzi
 onario soffia sulle terre papali e nel febbraio del 1798 le truppe del gen
 erale Berthier occupano Roma e raggiungono Viterbo. \nInizia così la spol
 iazione del patrimonio artistico italiano che migrerà verso Parigi a cui 
 non si sottraggono i due più importanti possedimenti domenicani a Viterbo
 : il convento di S. Maria in Gradi e il convento della Basilica di S. Mari
 a della Quercia. Luigi Rossi Danielli\, esponente di una antica e nobile f
 amiglia viterbese\, come riportato da Padre Semeria\, Vol. VII pp.128-129-
 137-138 e Vol. VIII pp.282-331-332\, domenicano del convento di S. Maria d
 ella Quercia\, acquista il 19 giugno 1812 dal governo francese il compless
 o monumentale del convento per evitare il saccheggio delle opere d`arte de
 lla Basilica. Purtroppo non riesce a salvare il tesoro della Basilica ma s
 alva la spezieria\, i dipinti e le opere d`arte presenti nel convento. Pas
 sata l`orda francese restituisce il convento ai domenicani ed è in quel p
 eriodo\, inizio del XIX secolo\, che la villa diventa proprietà dei Rossi
  Danielli. Infatti oltre al convento il Rossi Danielli acquista dai padri 
 predicatori anche il podere di 16 ha con villa padronale e annesso fabbric
 ato rurale.\n\nAi nostri giorni la villa ha ospitato negli anni 1960-1970-
  S.M. Gustavo Adolfo VI di Svezia\, archeologo famoso\, il quale veniva a 
 Viterbo per condurre in prima persona la campagne di scavi che l`Istituto 
 Svedese di Studi Classici a Roma organizzava in località Acquarossa e Fer
 ento sempre di proprietà Rossi Danielli e dove un altro Rossi Danielli\, 
 Luigi anch`egli archeologo all`inizio del novecento aveva riportato alla l
 uce i resti del teatro romano di Ferento.
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