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SUMMARY:Volevo essere Marlon Brando - Roma - 18 Novembre 25 00:00
DESCRIPTION:Dopo il debutto al Festival di Borgio Verezzi\, arriva nei teat
 ri\n\nVolevo essere Marlon Brando con Alessandro Haber\n\nUna celebrazione
  del teatro e della vita\,\nuno spettacolo irriverente e sincero\, spietat
 o e commovente\nTratto dall’opera autobiografica di Alessandro Haber\ne 
 Mirko Capozzoli\, edita da Baldini&amp\;Castoldi\nDrammaturgia e regia di 
 Giancarlo Nicoletti\n\nDURATA 1H E 30 MINUTI\n\nVolevo essere Marlon Brand
 o con Alessandro Haber\, drammaturgia e regia di Giancarlo Nicoletti\, tra
 tto dall’opera autobiografica dello stesso protagonista e Mirko Capozzol
 i edita da Baldini&amp\;Castoldi\, è la nuova produzione firmata da Feder
 ica Luna Vincenti per Goldenart Production in coproduzione con Teatro Stab
 ile del Friuli Venezia Giulia e con il sostegno del Ministero della Cultur
 a – Direzione Generale Spettacolo. Dopo il debutto estivo al Festival di
  Borgio Verezzi\, lo spettacolo – in tournée nazionale nei teatri itali
 ani dal 7 novembre al 21 dicembre – si propone con un approccio original
 e e inedito come progetto trasversale e fortemente ambizioso.\n\nTutto com
 incia con una voce. Una voce che arriva da lontano… forse dal cielo\, fo
 rse dalla coscienza. Una chiamata surreale e inaspettata che impone ad Ale
 ssandro Haber un conto alla rovescia: una settimana di tempo per fare ordi
 ne nella propria vita\, nei propri ricordi\, nei propri desideri\, prima d
 i un appuntamento inevitabile.\n\nÈ da questo spunto ironico\, poetico e 
 profondamente umano che prende vita Volevo essere Marlon Brando: un raccon
 to teatrale intenso e travolgente\, a metà strada tra confessione e sogno
 \, in cui il protagonista si mette a nudo\, mescolando realtà e immaginaz
 ione\, ricordi e visioni\, ironia e malinconia.\n\nÈ un viaggio dentro un
 ’esistenza vissuta senza filtri né compromessi: l’infanzia tra Tel Av
 iv e Verona\, gli amori tormentati\, gli amici di sempre\, le cadute e le 
 rinascite\, il mestiere dell’attore vissuto come missione e destino. Un 
 flusso continuo in cui la risata si intreccia alla commozione\, dove il dr
 amma abbraccia la leggerezza e ogni parola nasconde una verità condivisa 
 con chi guarda e ascolta.\n\nLo spettacolo si sviluppa come un mosaico tea
 trale fluido e imprevedibile\, dove i confini tra realtà e immaginazione 
 si sfaldano in continuazione. Storie\, visioni\, ricordi e invenzioni si i
 ntrecciano in una narrazione che procede come un flusso di coscienza in sc
 ena: vivo\, ironico\, toccante e profondamente umano. Tra apparizioni mist
 eriose\, dialoghi improvvisi e sogni a occhi aperti\, ogni elemento si tra
 sforma\, si contamina\, si reinventa. Un gioco di teatro-nel-teatro in cui
  tutto può accadere: il palcoscenico diventa uno spazio mentale\, affetti
 vo\, emotivo in cui lo spettatore è chiamato a entrare\, riconoscersi\, l
 asciarsi attraversare.\n\nVolevo essere Marlon Brando è una celebrazione 
 del teatro e della vita\, uno spettacolo che sa far sorridere\, pensare\, 
 commuovere. Giancarlo Nicoletti firma una regia che esalta il carisma unic
 o di Alessandro Haber\, costruendogli attorno un racconto su misura: auten
 tico\, viscerale\, a tratti spiazzante e senza filtri\, ma sempre sincero.
  Un intreccio teatrale che non ha paura di osare\, dove la parola si intre
 ccia alla musica\, la confessione al gioco scenico\, la memoria al desider
 io. Il risultato è uno spettacolo libero e indomabile\, proprio come il s
 uo protagonista: un attore che si mette in gioco fino in fondo\, senza sch
 ermi né protezioni in un viaggio teatrale che è anche un atto d’amore 
 per l’arte\, per la vita e per il pubblico. Il finale? Non è una rispos
 ta. È un punto di domanda lasciato aperto\, come un sipario che si rifiut
 a di chiudersi del tutto.\n\nLo spettacolo scaturisce dal lavoro di una co
 mpagnia meticolosamente orchestrata – la compongono oltre ad Alessandro 
 Haber\, Francesco Godina\, Brunella Platania e Giovanni Schiavo e da uno s
 timolante intrecciarsi di dimensioni e linguaggi scenici. Le scene sono di
  Alessandro Chiti\, il disegno delle luci è affidato a Antonio Molinaro m
 entre le musiche originali sono composte dal duo Oragravity. Produzione es
 ecutiva di Daniela Piccolo\, organizzazione generale di Valentina Taddei\,
  responsabile di produzione Antonella Lepore.\n
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