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Ambiente e Salute

Codice PLU, come leggere i codici su frutta e verdura

Last updated: 14/01/2026
By Lazio Eventi
Published: 14 Gennaio 2026
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18 Min Read
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Quando acquistiamo frutta e verdura sfusa, spesso notiamo delle piccole etichette alimentari o bollini adesivi con dei codici numerici (codice PLU). Molti pensano che servano solo alla cassiera per battere il prezzo, ma in realtà quei numeri sono la “carta d’identità” del frutto.

Questa guida ti spiega in modo semplice come decifrare questi codici (chiamati codice PLU) e come distinguere i prodotti convenzionali da quelli biologici o OGM.

Indice dei contenuti
  • Il Codice PLU: Cosa significano i numeri?
  • Il falso mito del numero “8” e gli OGM
  • I simboli di qualità dell’Unione Europea
  • Il Quadro Normativo Europeo: Oltre il Codice Volontario
  • La Semiotica della Qualità: Decifrare i Loghi Certificati
  • Curiosità: Perché il codice PLU cambia alla cassa?
  • Domande Frequenti
  • Fonti e Riferimenti Ufficiali

Il Codice PLU: Cosa significano i numeri?

Il sistema PLU (Price Look-Up) è uno standard globale utilizzato per classificare i prodotti freschi. La regola da ricordare è molto semplice e si basa sul numero di cifre e sul primo numero.

4 Cifre: Agricoltura Convenzionale (Inizia con 3 o 4)

Se il codice è composto da quattro cifre e inizia con 3 o 4 (ad esempio 4011 per le banane o 4131 per le mele Fuji), significa che il prodotto è stato coltivato con metodi convenzionali.

  • Definizione di “Convenzionale”: In questo contesto, “convenzionale” indica che il prodotto è stato coltivato utilizzando pratiche agronomiche standard, che possono includere l’uso di fertilizzanti sintetici, pesticidi, erbicidi e fungicidi, nel rispetto dei limiti massimi di residui (LMR) stabiliti dalle autorità sanitarie locali. Non implica necessariamente una bassa qualità, ma segnala l’assenza di certificazioni di processo specifiche come il biologico.
Codice PLU

5 Cifre: Biologico (Inizia con 9)

Se il codice plu ha cinque cifre e la prima è un 9 (ad esempio 94011), il prodotto è Biologico.

Esempio Comparativo:

  • 4011: Banana convenzionale.
  • 94011: Banana biologica.

Cosa vuol dire: Il prodotto è stato coltivato senza pesticidi sintetici, fertilizzanti chimici o OGM.

Attenzione: Per essere sicuri al 100%, cercate sempre anche il logo ufficiale europeo (la foglia verde con le stelle) sulla confezione o sul cartellino del prezzo.

Gestione del Database: È interessante notare, dal punto di vista dell’architettura dei dati, che l’IFPS non crea voci separate nel database per i codici a 5 cifre. Il codice “94011” non esiste come record autonomo; è semplicemente l’applicazione di una regola logica (prefisso 9) al record master “4011”. Questo approccio “derivativo” semplifica la manutenzione del database globale ma richiede che i sistemi POS dei rivenditori siano programmati per interpretare la logica del prefisso.   

Tuttavia, l’IFPS e gli esperti del settore sottolineano una distinzione critica: il codice PLU è uno strumento di identificazione del prezzo, non di certificazione legale. Sebbene il prefisso 9 indichi l’intenzione di vendere il prodotto come biologico, la garanzia legale per il consumatore risiede nelle etichettature ufficiali (come il logo USDA Organic o l’Euro-foglia UE) e nella documentazione di filiera, non nel solo adesivo PLU.

Il falso mito del numero “8” e gli OGM

Per anni ha circolato sul web la notizia che i codici di 5 cifre che iniziano con 8 indicassero prodotti OGM (Organismi Geneticamente Modificati).

Oggi non è più così.

È vero che in passato il codice 8 era stato “prenotato” per gli OGM, ma non è quasi mai stato usato nei negozi. Poiché i codici standard (quelli che iniziano con 3 e 4) si stanno esaurendo a causa delle troppe varietà di frutta, l’associazione internazionale che gestisce i codici (IFPS) ha deciso di riutilizzare il numero 8 per i prodotti convenzionali.

Quindi, se in futuro troverai un codice plu che inizia con 8 (es. 84011), sappi che molto probabilmente è una normale banana convenzionale, non un OGM. In Europa, comunque, la vendita di frutta fresca OGM è estremamente rara e, se presente, deve essere obbligatoriamente segnalata con una scritta esplicita sul cartellino.

Tabella Sinottica Aggiornata dei Prefissi PLU

Per facilitare la comprensione delle dinamiche attuali, si propone la seguente tabella che confronta la percezione storica con la realtà operativa post-2015.

Prefisso PLULunghezza CodiceSignificato Storico/PercepitoSignificato Reale e Futuro (Post-2015)Note Operative e Contesto
3xxx4 cifreConvenzionaleConvenzionaleIndica coltivazione standard. Serie in uso da decenni.
4xxx4 cifreConvenzionaleConvenzionaleLa serie più diffusa (es. 4011 Banana, 4131 Mela Fuji).
9xxxx5 cifreBiologico (Organic)Biologico (Organic)Prefisso attivo. Richiede certificazione legale sottostante. Identifica prodotti “Premium”.
8xxxx5 cifreOGM (Mito/Obsoleto)Convenzionale (Espansione)NON indica OGM. Riassegnato per carenza di numeri. Identificherà nuove varietà standard.

Questa tabella evidenzia come il sistema del codice PLU sia uno strumento dinamico, capace di evolversi per rispondere alle pressioni logistiche della filiera (scarsità di numeri) piuttosto che rimanere ancorato a categorizzazioni ideologiche non funzionali.

I simboli di qualità dell’Unione Europea

Oltre ai bollini numerici, l’Europa ci aiuta a scegliere la qualità attraverso dei loghi colorati che garantiscono l’origine del prodotto. Ecco come riconoscerli al volo:

LogoNomeColoreSignificato
Euro-fogliaBiologico🟩 VerdeCertifica che il prodotto è biologico secondo le severe norme UE (niente chimica di sintesi).
DOPDenominazione di Origine Protetta🟥 RossoIl legame con il territorio è fortissimo. Tutto il processo produttivo avviene in quella specifica zona (es. Mela Val di Non DOP).
IGPIndicazione Geografica Protetta🟦 BluAlmeno una fase della lavorazione è legata al territorio, ma è meno restrittivo del marchio DOP (es. Pera dell’Emilia Romagna IGP).

Il Quadro Normativo Europeo: Oltre il Codice Volontario

Se il sistema PLU rappresenta la lingua franca del commercio globale, il quadro normativo dell’Unione Europea costituisce la grammatica cogente che regola la vendita al dettaglio in Italia. La legislazione europea si fonda sul principio che il consumatore ha il diritto di conoscere l’origine e la natura di ciò che acquista, indipendentemente dalla presenza di un bollino volontario.

Il Regolamento (UE) n. 1169/2011 e la Trasparenza Totale

Il pilastro della legislazione è il Regolamento (UE) n. 1169/2011, relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori. La portata di questo regolamento è universale all’interno del mercato unico: si applica a tutti gli operatori del settore alimentare in tutte le fasi della catena, dalla produzione alla ristorazione.

Per i prodotti ortofrutticoli freschi, il Regolamento interagisce con le norme specifiche dell’Organizzazione Comune dei Mercati (OCM) dei prodotti agricoli. A differenza dei prodotti confezionati, dove le informazioni sono stampate sull’imballaggio, per l’ortofrutta sfusa l’obbligo informativo si trasferisce sul “cartello di vendita” o sui documenti di accompagnamento visibili al pubblico.

L’Imperativo del “Cartellino”: Obblighi per lo Sfuso

In Italia, l’applicazione di queste norme è rigorosa. Per la frutta e la verdura vendute sfuse, il commerciante è obbligato per legge a esporre un cartello (o display digitale) che riporti in modo chiaro, leggibile e indelebile le seguenti informazioni:

  1. Denominazione di Vendita: Il nome del prodotto (es. “Pesche”, “Zucchine”).
  2. Origine: L’indicazione del Paese di origine è il requisito fondamentale (es. “Origine: Italia”). Per molti prodotti, l’omissione dell’origine è considerata frode in commercio o pratica ingannevole. Le norme specifiche possono richiedere anche la zona di produzione regionale per prodotti di qualità.
  3. Categoria di Qualità: L’ortofrutta è classificata in categorie standardizzate UE:
    • Extra: Prodotti di qualità superiore, privi di difetti, con forma e colorazione perfette.
    • I (Prima): Buona qualità, ammessi leggeri difetti di forma, sviluppo o colorazione, purché non pregiudichino la conservazione.
    • II (Seconda): Qualità mercantile, ammessi difetti più evidenti, destinati a un consumo più economico o alla trasformazione.
  4. Varietà: Per la maggior parte della frutta (mele, pere, agrumi, uva da tavola, ecc.) e alcuni ortaggi, è obbligatorio indicare la varietà specifica (es. Mela “Golden Delicious”, Pera “Abate Fetel”). Questo permette al consumatore di prevedere il gusto e la consistenza.
  5. Calibro: Per garantire l’omogeneità della partita venduta, è spesso obbligatorio indicare il calibro, espresso in diametro (mm) o peso (g).
  6. Prezzo: Il prezzo finale di vendita per unità di misura (solitamente €/kg).

L’assenza di questo cartello, o la presenza di dati falsi, espone il punto vendita a sanzioni amministrative pecuniarie previste dal Decreto Legislativo n. 306/2002 (attuazione delle norme UE sui controlli di conformità). Le associazioni di consumatori e di categoria (come Coldiretti) invitano regolarmente i cittadini a esercitare il proprio diritto di controllo, richiedendo l’esposizione del cartellino qualora mancante, poiché esso costituisce l’unica vera “carta d’identità” legale del prodotto sfuso.

Regole Speciali: La IV e V Gamma

Un segmento in forte crescita è quello dei prodotti di IV gamma (frutta e verdura fresca, lavata, tagliata e confezionata in atmosfera protettiva) e V gamma (prodotti cotti e confezionati). Qui la normativa cambia radicalmente poiché il prodotto è considerato “trasformato” o “preparato”.

Il D.M. n. 3746 del 20 giugno 2014 regola specificamente questo settore in Italia. Le etichette di questi prodotti (es. insalate in busta) devono riportare obbligatoriamente:

  • La dicitura esplicita “Prodotto lavato e pronto per il consumo” (solo per IV gamma), per rassicurare il consumatore sull’igiene.
  • Istruzioni di conservazione: Obbligo di indicare la catena del freddo, solitamente “Conservare in frigorifero a temperatura inferiore agli 8°C”.
  • Data di scadenza: Espressa come “Da consumare entro”, data la natura altamente deperibile del prodotto processato.
  • Ingredienti: Se il prodotto è un mix, devono essere elencati tutti i componenti. È ammessa l’aggiunta di ingredienti di origine vegetale non freschi o secchi fino al 40% del peso.

Questa distinzione normativa è fondamentale: mentre la mela sfusa con bollino PLU è un prodotto agricolo primario, l’insalata in busta è un prodotto industriale soggetto a regole di sicurezza alimentare (HACCP) più complesse.

La Semiotica della Qualità: Decifrare i Loghi Certificati

Oltre ai codici numerici logistici (Codice PLU) e agli obblighi testuali (cartellini), l’Unione Europea ha sviluppato un linguaggio visivo basato su loghi e colori per comunicare il valore aggiunto. Questi marchi di qualità (DOP, IGP, STG, Biologico) sono strumenti di marketing istituzionale garantiti dallo Stato, progettati per proteggere il patrimonio gastronomico e giustificare il differenziale di prezzo (premium price).

L’Agricoltura Biologica e l’Euro-foglia

Il termine “Biologico” non è un descrittore generico, ma una certificazione legale disciplinata dal Regolamento (CE) n. 834/2007.

L’Euro-foglia: Design e Significato

Dal 1° luglio 2010, l’identificazione visiva del biologico in Europa è stata uniformata attraverso l’introduzione dell’Euro-foglia (Euro-leaf).

  • Iconografia: Il logo raffigura una foglia stilizzata composta dalle dodici stelle della bandiera europea su sfondo verde brillante (codice colore Pantone 376C). Questo design minimalista simboleggia l’unione tra Europa e Natura.
  • Requisiti d’Uso: Il logo è obbligatorio per tutti gli alimenti preconfezionati prodotti nell’UE che si qualificano come biologici. Per ottenere questa qualifica, il prodotto deve contenere almeno il 95% di ingredienti agricoli biologici. Il restante 5% è soggetto a condizioni rigorose.
  • Tracciabilità Obbligatoria: Accanto al logo, è obbligatorio riportare il codice numerico dell’organismo di controllo che ha certificato l’azienda (es. IT-BIO-009) e l’indicazione dell’origine delle materie prime: “Agricoltura UE”, “Agricoltura non UE” o “Agricoltura UE/non UE”. Questo livello di dettaglio offre una trasparenza superiore rispetto al semplice prefisso “9” del codice PLU.

È importante notare che per i prodotti importati da paesi terzi, l’uso del logo è facoltativo, ma se utilizzato, il prodotto deve rispettare le stesse norme di conformità dell’UE.

I Marchi di Origine: DOP, IGP e STG

Il sistema delle Indicazioni Geografiche (IG) dell’UE è uno dei più avanzati al mondo per la tutela della proprietà intellettuale agricola. L’Italia detiene il primato europeo per numero di riconoscimenti. La comprensione della differenza cromatica tra i loghi è essenziale per valutare l’intensità del legame col territorio.

La Riforma Cromatica del 2008

Fino al 2008, i loghi DOP e IGP condividevano gli stessi colori (giallo e blu), rendendo difficile la distinzione immediata. Con il Regolamento (CE) n. 628/2008, la Commissione Europea ha introdotto una differenziazione cromatica per chiarire la gerarchia dei marchi.

Analisi Comparata dei Marchi

La seguente tabella illustra le differenze tecniche e visive tra le tre principali denominazioni.

AcronimoDenominazione EstesaColori del LogoDefinizione del Legame TerritorialeEsempi Tipici
DOPDenominazione di Origine ProtettaRosso e GialloTotale. Tutte le fasi di produzione, trasformazione ed elaborazione devono avvenire nell’area geografica delimitata. Le caratteristiche sono dovute essenzialmente all’ambiente geografico.Pomodoro San Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino, Mela Val di Non (DOP).
IGPIndicazione Geografica ProtettaBlu e GialloParziale. Almeno una fase del processo produttivo deve avvenire nell’area. La qualità o la reputazione è legata all’origine geografica, ma le materie prime possono provenire da altrove.Arancia Rossa di Sicilia, Pera dell’Emilia Romagna.
STGSpecialità Tradizionale GarantitaBlu e GialloMetodologico. Non vincolato a un’area geografica (può essere prodotto ovunque), ma tutela il metodo di produzione tradizionale o la composizione tradizionale.Pizza Napoletana (se prodotta secondo disciplinare), Mozzarella (come tipologia STG).

Curiosità: Perché il codice PLU cambia alla cassa?

Hai mai notato che se pesi la frutta alla bilancia del supermercato, l’etichetta che esce ha un codice diverso da quello sul bollino del frutto?

Questo succede perché i supermercati usano un sistema interno (codici a barre EAN) per gestire la merce. Il codice della bilancia contiene il prezzo e il peso specifico del tuo sacchetto, mentre il bollino sul frutto serve solo a identificare la varietà (es. “Mela Golden”).

Domande Frequenti

La colla degli adesivi è commestibile?

Sì, generalmente gli adesivi utilizzati sulla frutta sono progettati per essere a contatto con gli alimenti. La colla è di “grado alimentare”, ma l’adesivo stesso (la carta o plastica) non è fatto per essere mangiato. È sempre meglio rimuoverlo e lavare la parte sottostante.

Tutta la frutta ha un codice PLU?

No. L’uso del codice PLU è volontario, non obbligatorio per legge. Sono utilizzati principalmente dai supermercati per gestire l’inventario e i prezzi alla cassa. La frutta comprata direttamente dal contadino o al mercato locale spesso non ha bollini.

I codici OGM sono comuni?

In realtà sono molto rari nei reparti ortofrutta, specialmente in Europa dove la normativa sugli OGM è molto severa. Sebbene il prefisso “8” esista in teoria per gli OGM, è difficile trovarlo nella pratica quotidiana su prodotti freschi.


Fonti e Riferimenti Ufficiali

Le informazioni contenute in questo articolo sono basate sulla documentazione tecnica dell’IFPS e sui Regolamenti Europei. Di seguito i link per approfondire:

  • IFPS (International Federation for Produce Standards):
    • (https://static1.squarespace.com/static/64e68a25e80b3f30e3f1ea6d/t/652eb3dbc396223abd01c169/1697559516099/PLU+Users+Guide+January+2023.pdf) – Documento ufficiale che spiega la logica dei prefissi 8 e 9.
    • Comunicato stampa sulla riassegnazione del prefisso 8 – La fonte che smentisce il mito degli OGM.
    • (https://www.ifpsglobal.com/plu-codes)
  • Normativa Europea:
    • (https://eur-lex.europa.eu/IT/legal-content/summary/labelling-of-foodstuffs.html) – Sulle informazioni alimentari ai consumatori.
    • (https://agriculture.ec.europa.eu/farming/organic-farming_it) – Dettagli sul logo biologico (Euro-foglia).
    • Ministero dell’Agricoltura (Masaf) – Per le normative italiane su DOP e IGP.

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