La Giornata Internazionale delle Api (World Bee Day), che si celebra ogni anno il 20 maggio, non è una semplice ricorrenza bucolica o un pretesto per celebrare la primavera. È, a tutti gli effetti, un campanello d’allarme globale e un tributo a uno degli ingranaggi più straordinari, laboriosi e insostituibili dell’ecosistema terrestre. Senza questi piccoli insetti impollinatori, la biodiversità globale crollerebbe e le nostre tavole si svuoterebbero drasticamente.
Per comprendere l’importanza di questa giornata, occorre viaggiare nel tempo, esplorare la scienza e riscoprire il legame ancestrale che unisce l’umanità al popolo delle api.
La Storia: Perché il 20 maggio?
La scelta della data non è affatto casuale. Dietro il 20 maggio si cela la storia di un uomo che ha rivoluzionato il modo in cui guardiamo agli alveari: Anton Janša (1734–1773).
Nato in Slovenia, Janša è considerato il pioniere dell’apicoltura moderna. In un’epoca in cui la gestione delle api era ancora rudimentale, Janša ne studiò i comportamenti con approccio scientifico, ridisegnò la struttura delle arnie per renderle più efficienti e umane, e fu il primo a comprendere l’importanza del ruolo dei fuchi. La sua fama divenne tale che l’imperatrice Maria Teresa d’Austria lo nominò primo professore di apicoltura a Vienna.
Nel 2017, la Slovenia – nazione che vanta una tradizione apistica radicata e un’altissima densità di apicoltori – ha proposto ufficialmente alle Nazioni Unite l’istituzione di una giornata globale, scegliendo proprio il giorno di nascita di Janša. L’Assemblea Generale dell’ONU ha approvato la risoluzione all’unanimità, celebrando la prima Giornata Internazionale delle Api il 20 maggio 2018.
L’obiettivo politico ed ecologico della giornata è chiaro: sensibilizzare l’opinione pubblica, i governi e le industrie sul declino degli impollinatori, minacciati dall’uso massiccio di pesticidi, dalla perdita di habitat, dai cambiamenti climatici e dalle monoculture intensive.

L’importanza vitale: Più di un terzo del nostro cibo
Per capire perché le api meritino una giornata mondiale, basta guardare il piatto che abbiamo davanti. Secondo i dati della FAO, circa il 35% della produzione agricola mondiale e oltre il 75% delle colture alimentari globali (colture che producono frutti e semi per il consumo umano) dipendono direttamente dall’impollinazione operata dagli insetti, in primis dalle api.
Mele, mandorle, fragole, caffè, pomodori, cacao: la disponibilità e la varietà di questi alimenti sono strettamente legate al volo di un’ape. Se le api dovessero estinguersi, non perderemmo solo il miele, ma subiremmo un collasso nutrizionale ed economico senza precedenti. Si calcola che il valore economico del servizio di impollinazione superi i 150 miliardi di euro all’anno a livello globale.
Curiosità e segreti sulle Api
Le api sono creature biologiche straordinarie. La loro struttura sociale è così complessa e organizzata da aver affascinato scienziati, filosofi e sociologi per millenni. Ecco alcune delle curiosità più sorprendenti sul loro mondo:
1. La “danza dell’addome” (Waggle Dance)
Le api possiedono un linguaggio simbolico sofisticato. Quando un’ape esploratrice trova un’ottima fonte di nettare, torna all’alveare e comunica alle compagne l’esatta posizione dei fiori compiendo una danza a forma di “otto”. L’inclinazione della danza rispetto alla verticale indica la direzione del cibo rispetto alla posizione del sole, mentre la durata del movimento dell’addome segnala la distanza esatta. È una vera e propria mappa geolocalizzata in tempo reale.
2. Numeri da capogiro
Per produrre un solo chilogrammo di miele, le api di un alveare devono volare per circa 150.000 chilometri (pari a quasi quattro volte il giro della Terra) e visitare circa 4 milioni di fiori. Durante un singolo volo di raccolta, un’ape visita in media da 50 a 100 fiori, muovendosi a una velocità che può raggiungere i 24 km/h.
3. Una memoria visiva eccezionale
Nonostante il loro cervello abbia le dimensioni di un granello di sabbia, le api sono in grado di riconoscere i volti umani, calcolare distanze, comprendere il concetto di “zero” e distinguere i colori. Tuttavia, vedono lo spettro cromatico in modo diverso da noi: non vedono il rosso (che appare loro come nero), ma sono sensibilissime ai raggi ultravioletti, che permettono loro di individuare “bersagli” invisibili all’occhio umano sui petali dei fiori.
Aneddoti storici e mitologici
Il legame tra l’uomo e l’ape affonda le radici nella notte dei tempi. Il miele è stato, per millenni, l’unico dolcificante concentrato disponibile, oltre che un potente medicinale e un simbolo religioso.
- L’oro liquido dei Faraoni: Nell’antico Egitto, le api erano considerate le lacrime del dio del sole, Ra. Il miele era così prezioso da essere utilizzato come valuta e nei processi di imbalsamazione. Curiosamente, gli archeologi hanno rinvenuto vasi di miele perfettamente commestibili all’interno delle tombe egizie vecchie di 3.000 anni: grazie alla sua bassissima umidità e all’elevata acidità, il miele non scade mai.
- Le api di Napoleone: Quando Napoleone Bonaparte fu incoronato imperatore dei francesi nel 1804, scelse l’ape come uno dei suoi simboli araldici principali, facendola ricamare sui mantelli imperiali e sui paramenti. L’ape doveva simboleggiare l’operosità, l’ordine, la fedeltà e l’idea di un impero che lavora coeso sotto un’unica guida.
- Il “Bugbug” celtico e il sussurro alle api: In molte culture europee, specialmente nelle isole britanniche, esisteva la tradizione del “Telling the bees” (parlare alle api). Si credeva che le api fossero membri della famiglia a tutti gli effetti. In caso di eventi importanti – nascite, matrimoni e soprattutto la morte del capofamiglia – qualcuno doveva recarsi davanti alle arnie, bussare delicatamente e sussurrare la notizia alle api. Se non lo si faceva, si credeva che le api avrebbero smesso di fare il miele o avrebbero abbandonato l’alveare per la tristezza.
Come possiamo proteggerle?
Celebrare la Giornata Internazionale delle Api significa anche agire. Non serve essere apicoltori per fare la differenza; ognuno di noi può compiere piccoli gesti quotidiani per trasformare le nostre città in ambienti più accoglienti per gli impollinatori:
- Piantare fiori amici delle api: Lavanda, rosmarino, timo, calendula, borragine e tarassaco sono ricchi di nettare e polline. Anche un piccolo balcone fiorito può diventare un’oasi di ristoro.
- Evitare pesticidi chimici: Nei giardini privati e negli orti, l’uso di insetticidi e diserbanti chimici è letale per gli insetti utili. Meglio optare per rimedi naturali.
- Lasciare una ciotola d’acqua: Soprattutto nei mesi estivi, le api hanno sete. Lasciare un piccolo contenitore d’acqua in giardino o sul balcone, inserendo all’interno dei sassolini o delle biglie per permettere alle api di appoggiarsi senza rischiare di annegare, è un grandissimo aiuto.
- Scegliere miele locale: Acquistare miele da apicoltori locali e sostenibili sostiene l’economia del territorio e garantisce che gli alveari vengano gestiti nel rispetto del benessere animale.
In conclusione, la Giornata Internazionale delle Api ci ricorda che la salute del nostro pianeta dipende da equilibri delicatissimi, spesso custoditi da creature minuscole. Custodire le api non significa solo proteggere una specie affascinante, ma preservare il futuro della nostra stessa alimentazione e la bellezza del mondo che ci circonda.
Il sito ufficiale: World Bee Day | GOV.SI
Immagine di copertina in concessione da Deposit Photos




