Civita di Bagnoregio รจ una frazione del comune di Bagnoregio famosa per essere denominata โLa cittร che muoreโ.
Situata in posizione isolata, รจ raggiungibile solo attraverso un ponte pedonale in cemento armato costruito nel 1965. Il ponte puรฒ essere percorso soltanto a piedi, ma recentemente il comune di Bagnoregio, venendo incontro alle esigenze di chi vive o lavora in questo luogo, ha emesso una circolare in cui dichiara che, in determinati orari, residenti e persone autorizzate possono attraversare il ponte a bordo di cicli e motocicli. La causa del suo isolamento รจ la progressiva erosione della collina e della vallata circostante, che ha dato vita alle tipiche forme dei calanchi e che continua ancora oggi, rischiando di far scomparire la frazione, per questo chiamata anche โla cittร che muoreโ o, piรน raramente, โil paese che muoreโ.
La frazione รจ attualmente abitata da dodici persone.
Balneum regis, letteralmente โbagno del reโ, รจ un toponimo di origine goto-longobarda che definisce una proprietร regia e compare per la prima volta nel 599 in una lettera di Papa Gregorio Magno indirizzata al Vescovo di Chiusi Ecclesio.
Non รจ improbabile una connessione con un complesso termale di cui esistono rare testimonianze.
Secondo la leggenda, le acque salubri del bagno avrebbero guarito le ferite del re longobardo Desiderio.
Il colle tufaceo su cui sorge Civita รจ minato alla base dalla continua erosione di due torrentelli che scorrono nelle valli sottostanti e dallโazione delle piogge e del vento: si sta dunque sgretolando, lentamente ma inesorabilmente.
Il borgo, dove resistono a vivere poche famiglie, sta franando, evaporando โ si sta smarrendo: domani non sarร che un miraggio, come i sogni piรน belli, come Venezia (anchโessa condannata dalle acque), come tutto ciรฒ che rivela la fragilitร , lโimpotenza umana.
La piรน bella definizione di Civita รจ del suo figlio Bonaventura Tecchi: โla cittร che muoreโ.
Il destino quasi segnato del luogo, il paesaggio irreale dei calanchi argillosi che assediano il borgo, i loro colori tetri che contrastano con quelli dorati del tufo, fanno di Civita un luogo unico, solare e crepuscolare insieme, vivo o spettrale, a seconda dellโumore di chi la guarda dal precipizio del Belvedere, conclusione โaereaโ โ quasi โ del centro storico di Bagnoregio che inizia dalla splendida porta Albana.
Di fronte al Belvedere, collegata al mondo da un unico e stretto ponte di 300 metri, ecco Civita, appoggiata dolcemente su un cocuzzolo, col suo ciuffo di case medievali.
Addentrandosi nellโabitato (si fa per dire: vi vivono poche persone), il primo importante monumento che si incontra รจ la Porta S. Maria, sormontata da una coppia di leoni che artigliano due teste umane, simbolo dei tiranni sconfitti dai bagnoresi.
Piรน avanti la via S. Maria si apre nella piazza principale, dove si puรฒ ammirare la romanica Chiesa di S. Donato rimaneggiata nel XVI secolo.
In essa sono custoditi uno stupendo Crocefisso ligneo quattrocentesco, della scuola di Donatello, e un affresco della scuola del Perugino.
I palazzi rinascimentali dei Colesanti, dei Bocca e degli Alemanni si impongono nelle viuzze con le tipiche case basse con balconcini e scalette esterne dette โprofferliโ, tipiche dellโarchitettura viterbese del medioevo.
Nel capoluogo Bagnoregio, meritano una visita la rinascimentale Porta Albana, il cui disegno รจ attribuito allโarchitetto Ippolito Scalza, il Tempietto di S. Bonaventura, a croce greca e a cupola, e la Cattedrale di S. Nicola.
Lโattuale tempio, ammodernato una prima volta nel 1606, ha subito varie modifiche.
Tra le cose notevoli, una Bibbia del XII sec. in pergamena miniata, forse appartenente a S. Bonaventura e la teca argentea a forma di braccio benedicente nella quale si conservano le reliquie del Santo.
Da vedere anche la Chiesa romanico-gotica dellโAnnunziata, affiancata da uno slanciato campanile del 1735 e ricca di opere pittoriche.
Notevoli il chiostro realizzato nel 1524 su disegno dellโarchitetto Michele Sammicheli e il pozzo centrale del 1604, opera di Ippolito Scalza.
Sul bordo orientale del Belvedere, dove cโera il convento francescano, รจ scavata nel tufo una grotta detta di S. Bonaventura.
Secondo la tradizione, qui il filosofo adolescente, sarebbe guarito dopo che la madre ebbe invocato Francesco dโAssisi, morto da poco (il 3 ottobre 1226).
INFORMAZIONI:
Per ulteriori informazioni potete visitare il sito http://www.infoviterbo.it/civita-di-bagnoregio.html








