ANAPODA โ dal greco, โsottosopraโ โ nasce dallโurgenza di capovolgere ogni logica sfidando la percezione visiva ordinaria e giocando con i propri miti e mostri interiori, per farli incontrare con lo sguardo di chi, osservando a sua volta, capovolgerร ancora la visione seguendo la propria percezione razionale ed emotiva. Un giro di giostra, di occhi, di maschere e identitร ispirate allโimmaginario della fotografa spagnola Ana Hell.
Due donne dallโaspetto bizzarro vengono catapultate in un mondo sottosopra dove frammenti di vissuto e stereotipi idealizzati dalle svariate personalitร si mescolano, trasportate in unโaltra dimensione dove tutto scorre al contrario. Un mondo ribaltato nel quale il cielo diviene pavimento in una continua illusoria percezione del corpo.
Lo spettacolo รจ popolato da delle maschere in carne e ossa: le schiene. Queste maschere, ispirate alla serie di fotografie Secret Friends della fotografa Ana Hell, creano un mondo โaltroโ, abitato interamente da questi bizzarri e surreali personaggi. Lโartificio consiste nel disegnare sulla schiena i tratti di un volto, una bocca e degli occhi, nel restare piegate con la testa in giรน in modo che il cielo divenga pavimento con tutti i limiti fisici del capovolgimento. Nel momento in cui si torna su in posizione verticale, nella nostra abituale posizione, la figura intera e reale diviene paradossalmente, nel gioco dellโillusione ottica, quella aliena e distante da noi.
Unโimmagine nellโacqua proietta se stessa nel riflesso del suo mondo capovolto, lasciando emergere quella parte segreta. Condividere le possibilitร fisiche di un corpo scomodo, messo in difficoltร , in nuove dinamiche fisiche che, se da una parte ostacolano il movimento, dallโaltra danno la possibilitร di aprire a nuovi modi di muoversi. In una societร dove purtroppo molte cose vanno sottosopra il nostro intento รจ quello di creare un mondo surreale, ricco di illusioni dove il sottosopra serve a svelare un mondo onirico, in un tempo sospeso, nel quale il contrario svela una realtร intima segreta. Capire come si puรฒ passare da un piccolo disegno o tratto di trucco sul corpo alla formazione di unโespressione facciale: quasi come uno di quei giochi di enigmistica dove bisogna unire vari punti per formare unโimmagine. Anche se il processo cognitivo e razionale รจ molto legato allโimmagine e al feedback visivo, spesso il processo ci regala occasioni di scoperta di universo emotivo sommerso, legato al nostro vissuto e ad ideali, convenzioni sociali di cui, nostro malgrado, talvolta inconsapevolmente siamo intrise. Interrogandoci sulla necessitร che abbiamo e che abbiamo avuto di vestirci di qualcosa per dare ai nostri corpi, testimoni e templi delle nostre esistenze, un senso.
La scena รจ popolata da vari personaggi tutti al femminile. Un universo parallelo animato da svariati prototipi di persona, opposti tra loro, sbucati fuori spontaneamente dai nostri vissuti, dai quei modelli di riferimento spesso idealizzati che hanno segnato un momento del nostro percorso di crescita come persone. Universi di riferimento, miti e mostri insomma, tutti personificazione di desideri, illusioni e archetipi spesso presenti nel terreno psichico del femminino.
di e con Federica Aloisio e Sabrina Vicari
costumi Sabrina Vicari (Consuendi)
luci Danila Blasi
musiche Angelo Sicurella
produzione PinDoc
con il contributo del MIC e della Regione Siciliana




