In scena uno spettacolo che indaga in modo originale e accattivante, attraverso la recitazione, il canto e la danza, l’Artista, il Drammaturgo e soprattutto l’Uomo LUIGI PIRANDELLO.
Scritto e diretto da Salvo Miraglia
Con lui in scena Nicoletta Evangelista e con la partecipazione straordinaria di Jean Michel Danquin
LA PAZZIA DI LUIGI – IL RACCONTO FOLLE DEL GRANDE VISIONARIO
Pirandello era pazzo o aveva assorbito la pazzia della moglie e infusa nelle sue opere? Un non luogo dove persone e personaggi, vita e messinscena si mischiano e muovono impazienti in una forma e direzione tra i tre palcoscenici e la platea. Luigi Pirandello è tornato a scrivere i personaggi del suo tempo e altri nuovi del futuro oppure è lui stesso nel futuro? Mentre tutto accade come in un coro greco: la Fantasia aleggia nello spazio scenico, Pupina canta e suona musiche misteriosamente moderne. I due personaggi gridano la voglia irrinunciabile di saltare al mondo dell’arte e sul palcoscenico per quel breve battito di mani. Il fil rouge che spinge tutto e tutti verso il baratro o la salvezza è il tempo che esaurisce i rintocchi. C’è la Pazzia di ciascuno, comune e diversa: l’Uomo dal fiore in bocca col suo male, Verri con quella gelosia morbosa (Questa sera si recita a soggetto), l’Autore inseguito dai suoi fantasmi e personaggi e Marito di Antonietta Portolano rinchiusa in una clinica di Roma. In quel Caos visionario si indagheranno i fatti e si intervisterà Luigi in diretta televisiva.
Nel mondo pirandelliano ho mosso i primi passi di allievo e poi d’attore e di regista, ed è lì che torno quando voglio indagare i miei dubbi teatrali e i misteri della psiche. C’è una misteriosa forza che mi spinge verso l’autore Siciliano: capirlo significa capire. Si è molto parlato e scritto del suo rapporto con la Pazzia. Pirandello ha dovuto affrontare la schizofrenia di Antonietta Portolano, la decisione dolorosa per lui e la famiglia di ricoverarla in una clinica di Roma. I dissidi per la decisione con Fausto, il figlio pittore. Quello con Lietta che aveva provato a suicidarsi per le accuse di incesto col padre. La vita vera dell’autore sembra già un romanzo. Quindi è questo che racconterò perché è dal quel vissuto che Pirandello trae le sue opere migliori legate dal filo rosso della Follia. E poi l’inesauribile fantasia fomentata dai suoi personaggi che venivano a trovarlo di notte perché impazienti di saltare al mondo dell’arte. In questa pièce tutto si mischia fluido: persone e personaggi, vita e messinscena, passato e presente o futuro. E per sostenere il racconto c’è tutto o quasi: la prosa, il canto, la musica dal vivo, le coreografie, l’intervista.
E questo meraviglioso “tutto” si muove anche in mezzo alla platea: il pubblico potrà guardare come dal buco della serratura tre palcoscenici e in ognuno avverrà qualcosa e insieme. Ho voluto raccontare il Pirandello uomo lasciando al pubblico il potere della decisione e rendere omaggio al suo genio e il quel metateatro che ha escogitato.
Per info e prenotazioni 328 835 0889











