Dal 5 giugno al 11 giugno 2026, Medina Art Gallery presenta la mostra personale di Salvatore Petrucino, Proiezioni e Visioni a cura di Valeria Rufini Ferranti in Via Merulana 220, Roma.
L’evento di apertura si terrà venerdì 5 giugno, alle ore 18:00, presso la galleria con la presentazione a cura di Valeria Rufini Ferranti. Si intitola Proiezioni e Visioni poiché questo è il panorama immaginifico che l’artista propone al pubblico: una serie di sagaci e pungenti osservazioni sul mondo contemporaneo, in cui emerge lo sguardo disincantato ma spesso ancora sognante di Petrucino. Il fil rouge dell’esposizione è una certa ambivalenza tra realtà e rappresentazione, come se l’artista, da narratore onnisciente, conoscesse ciò che si cela davvero dietro le apparenze: in All In, il demone del gioco d’azzardo che si nasconde dietro ad un giovane e aitante pokerista, in Neverland, il Peter Pan che non vuole perdere la sua fanciullezza, un pedone che apparentemente piccolo e indifeso spodesta il proprio re in Scacco matto… persino su Spiderman aleggia minaccioso il profilo del ragno radioattivo che lo ha reso sovrumano, nella tela The Shadow of Spiderman.
L’ombra è al tempo stesso proiezione e rivelazione, evidenza tangibile di ciò che realmente siamo o desideriamo essere; la costruzione del dipinto avviene infatti accostando due piani: uno anteriore, in cui i personaggi interpretano il copione che gli è stato assegnato, e uno posteriore che, come una quinta teatrale, ospita la vera natura dei fatti narrati. Nostalgia per un mondo più autentico e critica sottile alla società coeva si uniscono nell’arte candidamente espressionista di Petrucino, che usa toni forti in contrasto tra loro per accentuare sì il senso di irrealtà ma anche quello di universalità delle scene rappresentate. Altro strumento figurativo che l’artista utilizza con frequenza è il riferimento agli scacchi: pedine di un sistema spesso disfunzionale e corrotto, in cui gli stati sovrani giocano ad essere come il gatto e la volpe, siamo tutti chiamati a giocare le nostre mosse sulla scacchiera della vita. Muovendo alfieri e pedoni costruiamo il nostro futuro, un passo dopo l’altro, ed è un attimo che ci si ritrova in finale, gli uni contro gli altri, a studiare la manovra più astuta da compiere per vincere la partita.
Non manca però una vena di sottile ironia, con cui il pittore affronta anche il rapporto con l’arte contemporanea attuale: La scimmia rosa di Cattelan parodia la vendita plurimilionaria di Comedian “scimmiottando”, appunto, un sistema totalmente fuori controllo in cui quasi sempre a primeggiare è l’assurdità più esagerata. In questo contesto Petrucino, interprete della società che lo circonda, si fa portavoce di uno specifico modo di fare ed essere artista, caratterizzato da un’estetica vivida, animata dai contrasti, in cui spicca un certa capacità di individuare e sintetizzare gli elementi comunicativi più efficaci per arrivare a chi è di fronte.








