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Segni

Last updated: 07/05/2025
By Anna Molisso
Published: 26 Febbraio 2012
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9 Min Read
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I primi insediamenti nel territorio di Segni risalgono allโ€™etร  del bronzo, ma lโ€™abitato si sviluppรฒ solo in epoca romana, tempo in cui Segni rivestรฌ una posizione strategica sulla valle del fiume Sacco.
Nel VI secolo a.C. Tarquinio il Superbo re di Roma, inviรฒ a Segni dei coloni e una guarnigione armata per proteggere, per via terra, le vie di accesso alla cittร  di Roma; ciรฒ รจ dimostrato da numerosi resti archeologici rinvenuti sul territorio. Ma Segni, sin dallโ€™inizio, fu una cittร -stato autonoma fino al 340 a.C. quando venne stipulato un patto con i Romani che ben presto la elevarono a municipio (89 a.C.) e la fregiarono della sigla SPQS (Senatus Populusque Signinus) godendo cosรฌ di relativa indipendenza ma con obblighi di alleanza con la stessa Roma. Infatti nel 493 a.C. i Segnini sottoscrissero assieme ad altre popolazioni il Foedus Cassianum, patto di alleanza stipulato tra le cittร  latine e Roma.
In questi tempi Segni era dunque una cittร  tanto fiorente che, unica nel Lazio, coniava monete dโ€™argento con la scritta SEIC che significa cinghiale, da cui si crede derivi il nome della cittร , anche se altri lo fanno derivare dalle insegne di Tarquinio il Superbo -SIGNIA, in latino- o dalla statua del dio Mercurio -Signinum-, presente nel retro delle monete di Segni. Per la sua fedeltร  nei confronti di Roma, Segni venne scelta come luogo di prigionia nella guerra contro Annibale.
Tra lโ€™era repubblicana ed il successivo periodo imperiale, a Signia viene costruito il foro, i templi: uno al dio Ercole ed uno a Giunone Moneta, vengono innalzati monumenti a varie divinitร  ed allโ€™imperatore Caracalla viene dedicato il foro e vengono costruite numerose ville nel circondario.
Tra la fine del VI secolo e lโ€™inizio del successivo nacque a Segni papa Vitaliano, che pontificรฒ dal 657 al 672.
Nei secoli XII-XIII, inserita nel Ducato Romano e nel โ€œPatrimonio di S.Pietroโ€, Segni si sviluppรฒ sotto il dominio della Santa Sede raggiungendo lโ€™apice della fama e lโ€™autonomia locale. Nel XIII secolo viene costruita lโ€™odierna piazza Santa Maria, la vecchia cattedrale duecentesca, il palazzo della Comunitร  e lโ€™Episcopio. In tale periodo Segni divenne residenza estiva dei papi e venne costruita da papa Eugenio III una residenza estiva, che oggi ospita il seminario vescovile.
Nel 1585 papa Sisto V elevรฒ Segni a ducato (il primo duca fu Alessandro Conti Sforza).
Il 20 settembre 1870 Segni entrรฒ a far parte del Regno dโ€™Italia dopo la presa di Roma da parte delle truppe del Regno dโ€™Italia.
Bombardata il 7 marzo 1944, Segni ha perso lโ€™antica Chiesa di Santa Lucia, successivamente ricostruita, e ha pagato un notevole tributo di morti.

Monumenti e luoghi di interesse

Concattedrale di S.Maria Assunta

La chiesa fu costruita nella prima metร  del XVII secolo, sulle rovine della precedente che risaliva al 900, al tempo di San Bruno. Ha facciata neoclassica e poggia su unโ€™ampia gradinata. Il campanile, a lato della chiesa, risale al XI secolo. รˆ alto 24 metri, ha sezione quadrata con 5.25 metri di lato. La torre consta di 5 piani divisi esteriormente da una serie di cinque archi pensili. Ogni piano รจ porta nei quattro lati ampie superfici rientrate su cui si aprono cinque ordini di finestre (dal basso verso lโ€™alto rispettivamente: monofore, bifore, trifore, bifore e ancora monofore). Ai lati della facciata sono ben visibili due quadranti in pietra (una segnala le ore per meridiana, lโ€™altro per lancette orarie), entrambi fuori uso. Lโ€™attuale orologio รจ in uso dal 1933. Lโ€™interno, a croce greca, รจ impreziosito da opere pittoriche. Notevoli infatti i dipinti di Francesco Cozza e la pala dellโ€™altare maggiore, che riproduce la Vergine Assunta sorretta dagli Angeli con in basso gli Apostoli. Un affresco nella cappella di S.Francesco, come riferisce il libro di Bruno Navarra, รจ attribuito al Baciccio (Giovan Battista Gaulli). Allโ€™interno della Cattedrale sono conservate le reliquie di San Bruno, Santo Patrono, nella Cappella omonima.
Architetture militari

Segni

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Mura poligonali
La cittร  รจ circondata da unโ€™ampia cinta muraria, perfettamente conservata che prende il nome di mura ciclopiche. Queste sono intervallate da numerose porte che si aprono lungo tutto il percorso della cinta, la piรน famosa di queste รจ la Porta Saracena, che presenta un monolite di copertura lungo oltre tre metri (vedi foto). Taluni hanno paragonato questa cinta a quella della cittร  greca di Micene[senza fonte]. Comunque una targa esposta allโ€™ingresso di Segni ricorda ai visitatori che il comune รจ gemellato con quello di Micene. Nella parte alta della cittadina รจ ubicato quanto resta dellโ€™antica Acropoli. E qui sono interessanti: la chiesa di S.Pietro costruita con parte delle

ย antiche mura megalitiche (foto) ed una cisterna del III secolo. Diversi reperti dellโ€™antica cittร  romana sono infine visibili presso il locale museo che da qualche tempo รจ abba

stanza attivo anche per le scoperte che sono state effettuate in pianura durante la costruzione della linea ferroviaria dellโ€™alta velocitร .

La cinta esterna

Sempre dal Signinis memoranda fastis di Colaiacomo, si puรฒ leggere:
โ€œDelle mura megalitiche di Segni,veramente di una grandiositร  imponente nella vastitร  delle sue cinte ed dei suoi bastioni interni, possediamo una planimetria (in scala 1/8000), riportata anche da Ionta, di cui ignoro lโ€™autore e la data di rilevamento, non essendo riuscito a trovare la fonte originale, a meno che non si tratti di quella del Perito Gian Pietro Cremona, di cui non si hanno piรน tracce. Come risulta dalla planimetria citata, la cinta esterna non inizia, come si sente dire erroneamente, col tratto di mura che sostengono il giardino del passeggio e che

ย costi

Segnituivano invece il punto di partenza della II cinta collegantesi anticamente a Porta Elcino. Cominciava, invece, a sinistra dellโ€™imbocco di via di Gavignano. Tale prima cinta, perรฒ, salvo saltuarie tracce tuttora esistenti e rilevantesi negli orti che si estendono a monte della parte sinistra della via Gavignano fino a quasi allโ€™altezza di via Dante, รจ completamente mancante per lโ€™intera prima parte del suo antico percorso. Infatti, essa riappare in evidenza soltanto a circa 17 mt. dalla porta del โ€œReposaturoโ€, cosรฌ detta in dialetto perchรฉ la gente di campagna, che risaliva dal piano con carichi di gramaglir ed altro sulla testa o sulle spalle (a seconda del sesso), era solita riposarvisi poggiandoveli sui massi poligonali, onde facilitarne il ricarico alla ripresa del cammino dopo la breve sosta ristoratriceโ€ฆโ€ฆ Le mura ricompaiono ben visibili a circa 20 m prima della successiva Porta di โ€œPianigliozzoโ€ corruzione del dialettale Pianillozzoโ€ฆ..โ€.

La Porta Saracenaย 
Questa grandiosa porta rappresenta uno dei piรน meravigliosi monumenti di tutti i tempi, e per lโ€™imponente grossezza dei massi puรฒ ben reggere il confronto con la famosa Porta dei Leoni di Micene, con la quale spesso viene nominata e paragonata. Essa risulta lโ€™esemplare piรน ben conservato e piรน interessante di tutte le altre opere similari, ed รจ perciรฒ citata nel mondo intero in tutti i trattati di archeologia. La sua luce si apre a circa 3/4 di un poderoso raccordo trasversale eretto tra le due cinte, il quale misura allโ€™esterno una lunghezza di mt 15,50, unโ€™altezza che va da mt.1,80 a mt. 6 circa, ed una lunghezza di circa m. 3,40. Lโ€™apertura della porta, ad ogiva tronca allโ€™incirca alta mt 2,50, larga alla base mt. 3,50 fino a restrigersi a mt 1,40 alla sommitร , mentre lo spessore delle sue mura allโ€™interno del lato sinistro รจ di circa mt. 2,55.

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