La presentazione di una Mostra ha la necessitร intrinseca di misurare il lavoro fatto con lโintento progettuale che ne ha generato lโesecuzione; per evitare difficili percorsi interpretativi che potrebbero non corrispondere completamente a detti intenti progettuali, lโautore preferisce offrire alcuni chiarimenti sulla modalitร del proprio lavoro e sui contenuti della propria pittura, al fine di agevolare la fruizione dellโintero percorso espositivo.
Questa scelta non vuole inibire le necessarie letture critiche e le sacrosante differenze che intercorrono fra le diverse funzioni, ma semplicemente vuole presentare il lavoro dal punto di vista della concreta esecuzione, con la consapevolezza che i quadri si raccontano, ma รจ necessario incontrarli, vederli, osservarli dal vero per poterli vivere da โdentroโ e quindi averne piena consapevolezza.
โLune di pietraโ รจ il ciclo pittorico che raccoglie tutto il lavoro dedicato a Italo Calvino per โLe cittร Invisibiliโ e costituisce il nucleo centrale della Personale di Pittura presso il Museo Venanzo Crocetti di Roma. A questo ciclo si associano anche i lavori che caratterizzano lโintera attivitร pittorica: acquarelli, acrilici, assemblaggi polimaterici, pitture ad olio su tela e su tavola, disegni a china, taccuini e stampe da incisioni.
Il disegno, lโequilibrio compositivo e cromatico, lโuso di materiali canonici e non canonici costituiscono un modo concreto di fare la pittura, non solo nel senso di avvicinare, โaccarezzare la pitturaโ, ma essenzialmente di percorrerla come fosse un racconto, storia per immagini. I lavori esposti nella mostra โLune di pietraโ sono il risultato e la sintesi di un percorso e di una ricerca basata essenzialmente sugli elementi strutturali della composizione visiva.
Partendo da un approccio progettuale legato alla sperimentazione di materiali, forme e colori, lโintento รจ anche quello di perseguire, con una puntuale proposta, la capacitร narrativa dellโimmagine, invitando lโosservatore a costanti viaggi nella memoria e nel proprio mondo interiore. Colore e forma si integrano in composizioni sempre in equilibrio fra paesaggi fantastici e paesaggi reali.
Nelle opere, infatti, il tema del โpaesaggioโ, sia esso costituito da spazi urbani o spazi verdi, si completa in scenari metafisici, creando un costante richiamo sia a frammenti e dettagli propri dellโimmaginazione collettiva, sia a scenari, figure e materiali riconducibili alla vita quotidiana.
Tale condizione lascia allโosservatore il tempo per lo stupore, per lโosservazione attenta dei particolari e per il gusto profondo della cura e del dettaglio. Nella costruzione del lavoro e dellโimmagine incanto e disincanto si uniscono e convivono in atmosfere sospese senza tempo e senza spazio. In questo gioco di rimandi, rincorrendo la capacitร narrativa dellโimmagine, ognuno resta libero di individuare un punto di vista, unโinquadratura, il personale ed essenziale distacco, il senso del silenzio, nella speranza di entrare in ascolto del proprio racconto.
Tutto questo al fine di alimentare nella pittura, โnella costruzione della pitturaโ, una atmosfera โmagicaโ e quasi di sogno, che vorrebbe generare nellโosservatore una forma narrante per immagini, in sequenza, come fosse un film. Elemento essenziale di questa modalitร pittorica sono i materiali scelti per completare forme, colori e composizioni. In questo senso gli assemblaggi polimaterici non sono soltanto esercizi di stile e ricerca di armonie, ma costituiscono una sorta di magazzino espressivo cui ricorrere per dare concretezza e aspetto formale allโidea, allโimmagine e alla composizione. In particolare lโassemblaggio polimaterico, concepito come una tecnica di collage, consente anche di rincorrere la citazione, di recuperare la memoria di un materiale, decontestualizzandolo, ovvero consente di restituire una rinnovata dignitร ai materiali logorati dal tempo e dallโusura, scartati dalla produzione, diventati โrifiutiโ.
Eโ in questa ottica che trovano nuova vita i rifili del marmista e del falegname, le carte usate (buste del pane, imballaggi), le cortecce, i legni delle cassette del mercato. I lavori esposti vogliono testimoniare un tipo di ricerca pittorica che invita alla riflessione e allo stesso tempo sollecita lโenunciazione di una โpoeticaโ intrinseca nel frammento: montaggio ragionato di elementi materici che dialogano in un tempo sospeso, in attesa, forse, di ritrovare lโunitร perduta. Il โtempo sospesoโ e la โproposta dellโattesaโ vogliono incoraggiare lโosservatore a curiosare, a cercare una propria soluzione, attraverso la necessaria interpretazione personale; cosรฌ il piacere di osservare si coniuga con lโimmaginario e con il mondo interiore del fruitore, producendo un fantastico gioco di arricchimento.
I 56 lavori presentati, secondo un itinerario anche cronologico (dalle opere del 1976 fino alle opere del 2023), sono tutti attraversati da una voluta ricerca di coerenza formale e stilistica. Lโaffermazione di una chiara personalitร pittorica e di unโoriginalitร compositiva sono testimoniate dal ripetersi di segni, colori e forme, comuni in quasi tutte le opere: i fogli in primo piano che attraversano โvolandoโ la tela; i limoni e gli orologi presenti in molti acquarelli e olii; gli svariati materiali di scarto; soprattutto i colori blu e ocra nelle loro piรน articolate sfumature. In questo contesto e nellโambito della mostra dedicata, risultano significativi gli omaggi a Italo Calvino per โLe cittร invisibiliโ, a Elsa Morante per โlโIsola di Arturoโ e a Venanzo Crocetti per le sue sculture.




