Che cos’è la normalità? E dove finisce la ragione per lasciare il posto alla follia? Sono queste le domande silenziose ma potenti che accolgono il visitatore quando varca la soglia del Museo Laboratorio della Mente di Roma. Ospitato all’interno del VI padiglione dell’ex Ospedale Psichiatrico di Santa Maria della Pietà – che con i suoi cent’anni di attività è stato uno dei manicomi più vasti d’Europa – questo luogo non è una semplice collezione di cimeli medici. Si tratta di un avveniristico e toccante museo di narrazione, progettato per abbattere i muri invisibili del pregiudizio, stimolando una profonda riflessione sul paradigma salute/malattia, sull’inclusione sociale e sul concetto stesso di alterità.
Aperto nel 2000 e completamente rinnovato nel 2008 grazie allo straordinario allestimento scenografico e interattivo firmato dal celebre gruppo di arte multimediale Studio Azzurro, il museo ha ottenuto nel 2010 il prestigioso premio ICOM Italia come “Museo dell’Anno” per il suo eccezionale rapporto con il pubblico.
La storia: dalle origini alla Legge Basaglia
Per comprendere l’anima del museo, occorre scavare nella storia del complesso che lo ospita. L’Ospedale Psichiatrico di Santa Maria della Pietà affonda le sue radici storiche nel XVI secolo, ma la sua monumentale sede sulla collina di Monte Mario (immersa in un parco di decine di ettari) venne inaugurata ufficialmente nel 1914 da re Vittorio Emanuele III. Concepito originariamente come una vera e propria “città dei matti”, il comprensorio era rigidamente diviso in padiglioni isolati e autosufficienti, dove i pazienti venivano progressivamente privati della loro identità e separati dal resto del consorzio umano.
La svolta epocale arrivò nel 1978 con la Legge 180 (nota come Legge Basaglia), che impose la chiusura dei manicomi in Italia, promuovendo un modello terapeutico basato sulla dignità del paziente e sulla cura territoriale. Il Santa Maria della Pietà ha cessato definitivamente le sue attività sanitarie manicomiali nel 1999. Proprio dalle ceneri di quell’universo di isolamento è nato il Museo Laboratorio della Mente, gestito dalla ASL Roma 1, per preservare la memoria storica dell’istituzione e trasformare un luogo di sofferenza in uno spazio vivo di cultura, educazione e ascolto.

Il percorso espositivo: un’esperienza immersiva e sensoriale
Il viaggio all’interno del Padiglione 6 è strutturato come un’esperienza profondamente empatica ed estetica. Studio Azzurro ha saputo coniugare mirabilmente le testimonianze d’archivio con le più moderne tecnologie digitali e interattive, creando dispositivi capaci di dialogare con i sensi del visitatore.
Il leitmotiv dell’allestimento si riassume nel concetto “Entrare fuori, uscire dentro”. Un lungo muro simbolico taglia idealmente le stanze, ricreando la barriera che separava il “dentro” (l’internamento, lo stigma) dal “fuori” (la società civile). Lungo il percorso, il visitatore non è un osservatore passivo:
- Le griglie della percezione: Attraverso specchi deformanti, proiezioni interattive e installazioni a trasmissione ossea, il pubblico sperimenta fisicamente l’alterazione dei sensi, provando ad avvicinarsi alla percezione di chi soffre di allucinazioni o disturbi mentali.
- Le voci dalle cartelle: Avvicinando l’orecchio a particolari imbuti metallici o toccando pareti sensibili, si attivano file audio in cui attori danno voce alle reali lettere dei pazienti ricoverati (spesso mai spedite ai familiari) e ai freddi rapporti clinici d’epoca, restituendo un nome e un’anima a chi per decenni è stato ridotto a un mero numero di matricola.
- La stanza dei ritratti: Una galleria espone ventiquattro intensi dipinti realizzati negli anni ’30 dallo psichiatra Romolo Righetti, che cercava di catturare la fisionomia e la sofferenza dei suoi pazienti attraverso il disegno, testimoniando l’approccio scientifico dell’epoca.
Il percorso museale si integra inoltre con l’inestimabile patrimonio della Biblioteca Scientifica Alberto Cencelli (che custodisce oltre 9.600 volumi storici) e con l’Archivio Storico Documentale, dove sono conservate le cartelle cliniche originali, i registri d’ingresso e le fonti audiovisive del vecchio manicomio.
Curiosità e storie straordinarie
Dietro le mura del museo si nascondono storie incredibili di resilienza artistica ed esistenziale che continuano ad affascinare i visitatori:
- Il graffito monumentale di Nannetti (NOF4): All’interno del museo si trova una riproduzione ravvicinata del celebre muro graffito da Oreste Fernando Nannetti (conosciuto con lo pseudonimo di NOF4), un ex degente che, durante il suo internamento nell’ospedale psichiatrico di Volterra, incise con la fibbia del suo panciotto un immenso racconto fantascientifico e biografico lungo oltre 180 metri sul muro di cemento del padiglione. Un capolavoro assoluto di Art Brut (o arte irregolare) che il museo valorizza insieme ad altre opere straordinarie.
- I “manufatti di ingegno”: Tra gli oggetti esposti figurano bizzarre invenzioni e disegni geometrici creati dai pazienti. Molti di loro, isolati dal mondo reale, si rifugiavano nella creazione di universi alternativi complessi e rigorosi, diventando “inventori di mondi” per sopravvivere alla routine del ricovero.
- Le cuffie a vibrazione e trasmissione ossea: Tra i segreti tecnologici di Studio Azzurro vi è l’uso di tecnologie audio speciali che permettono di ascoltare suoni e voci non tramite l’aria, ma appoggiando piccoli elementi direttamente sulle ossa del cranio. Questo genera l’inquietante e realistica sensazione che le “voci” nascano direttamente all’interno della propria testa, simulando uno dei sintomi più frequenti della schizofrenia.
Informazioni logistiche per la visita
- Sito Web Ufficiale: www.museodellamente.it
- Indirizzo: Piazza Santa Maria della Pietà, 5 – 00135 Roma (Zona Monte Mario / Trionfale). Il percorso principale si sviluppa nel Padiglione 6, mentre gli exhibit multimediali integrativi (Ricordare il futuro e Voci dagli archivi) sono situati nel Padiglione 26.
- Orari di apertura: Il museo è aperto dal martedì al sabato, dalle ore 9:00 alle ore 17:00 (l’ultimo ingresso è consentito alle ore 16:00). Rimane chiuso la domenica, il lunedì e nei giorni festivi. (Nota: nei mesi di luglio e agosto l’accesso può essere soggetto a variazioni o disponibile su appuntamento, si raccomanda di consultare il sito ufficiale).
- Costo del biglietto: L’ingresso al museo è completamente gratuito.
- Prenotazioni: Sebbene l’accesso sia libero per i singoli visitatori, la prenotazione è obbligatoria per i gruppi (superiori a 5 persone) scrivendo con congruo anticipo all’indirizzo email:
prenotazionimuseo@aslroma1.it. - Come arrivare: * In treno: Linea FL3 (Roma-Viterbo), scendere alla stazione “Monte Mario”, l’ingresso del parco è a pochi passi.
- In autobus: Linee ATAC 913, 911, 49, 46, 980 (fermata Piazza Santa Maria della Pietà o Stazione Monte Mario).
- In auto: Ampio parcheggio gratuito disponibile all’interno del comprensorio del Santa Maria della Pietà.
Perché visitarlo?
Il Museo Laboratorio della Mente non è una visita per cuori leggeri, ma è un’esperienza indispensabile per chiunque desideri esplorare i sentieri tortuosi dell’animo umano. Ha il merito unico di non spettacolarizzare il dolore, bensì di restituire dignità storica ed emotiva a migliaia di persone che la società del secolo scorso ha preferito dimenticare dietro un cancello chiuso. Usciti dal Padiglione 6, lo sguardo verso la “follia” e verso le nostre stesse fragilità non sarà mai più lo stesso.







