
Incontrare Carlo De Meo e ascoltarlo parlare della sua arte รจ unโesperienza che svela immediatamente un artista riflessivo, la cui pacatezza cela una profonda intensitร . Durante la visita alla mostra invernale al Museo Civico dโArte Contemporanea di Gaeta, le sue parole, misurate e talvolta intime, hanno rivelato un coinvolgimento totale nei temi e nei processi del suo lavoro, offrendo una chiave di lettura preziosa per accedere a un universo creativo complesso e avvincente.
Il punto di partenza di De Meo รจ un rifiuto radicale della tabula rasa. La sua pittura non nasce mai dal silenzio di una tela bianca, ma da qualcosa che โesiste e persiste nel tempoโ.
La materia prima รจ la memoria stessa: stampe dei maestri del Rinascimento, pagine di vecchi libri, oggetti trovati per strada a cui lโartista restituisce unโanima. Con ostinata sensibilitร , cerca nelle cose inanimate ogni dettaglio per estrapolare un significato piรน profondo. Le osserva con la pazienza di chi attende un messaggio nascosto, un concetto che emerga inaspettatamente.ย
Questi frammenti del passato, carichi di una storia consolidata, non sono semplici supporti, ma diventano un terreno fertile su cui nasce un nuovo dialogo visivo.

Lโintervento di De Meo sullโopera preesistente รจ un atto di ridefinizione. Non cancella, ma trasfigura, coprendo alcune parti per farne emergere di nuove. La sua non รจ una finzione creata dal nulla, ma quella che lui stesso definisce unaย โbugiaโ: una veritร alternativa che, paradossalmente, ha bisogno della realtร originaria per poter esistere. In questo processo, unโimmagine classica diventa il palcoscenico per una nuova narrazione, e lโopera si trasforma in un rebus visivo, un anagramma che invita lo spettatore a unโinterpretazione attiva, per scoprire il messaggio nascosto oltre la superficie.ย
Nel mondo di De Meo, il linguaggio non รจ un accessorio, ma un elemento strutturale. Le parole, spesso presenti nei titoli o allโinterno delle composizioni, dialogano con lโimmagine e vengono a loro volta manipolate. Attraverso una โdiscriminazione selettiva della letteraโ, lโartista crea un cortocircuito concettuale che sovverte il significato originario:ย โarmiamociโ, privato di una lettera, diventa un invito alla pace conย โamiamociโ; e la fraseย โper me, per te, per noi aโย scivola nella malinconica riflessione diย โper noiaโ.ย La parola viene scomposta per generare un senso nuovo, inaspettato, a volte ironico, a volte struggente.

Le figure che popolano le sue opere sono corpi sospesi, ambigui, spesso nudi,ย abitano uno spazio fluido, con membra allungate che sembrano voler superare i confini del quadro per โesternare il pensieroโ. Ma lโopera non si esaurisce nella tela: entra in relazione con lo spazio che la circonda. Le installazioni si piegano agli angoli della stanza, dialogano con pavimenti e pareti, โabbraccianoโ lo spettatore in allestimentiย site-specificย che amplificano il senso e lโesperienza del suo mondo.
Quella di De Meo รจ unโarte intimista e visionaria, che non cerca di rappresentare, ma di evocare. ร un linguaggio lirico e contemplativo, in cui il sogno si fa materia e la bugia si rivela lo strumento per interrogare la realtร .




