Si apre il 4 maggio alย Teatro Palladium โ Universitร Roma Tre, la quinta edizione diย Herencias โ scritture di memoria e identitร ,ย unโimmersione nella cultura civile ispanica attraverso un ciclo di performance teatrali e dialoghiย sulleย parole della memoria:ย vittima, attesa, testimone, terrorismo, educazione, fosse, corpo. Un lessico di testimonianza dei traumi del passato che si confronta con un presenteย ancora segnato da discriminazione, violenza, emarginazione.
Il programma della rassegna, basata su importanti testi teatrali di autrici e autori provenienti da Spagna (Andalusia, Madrid, Paesi Baschi, Valencia), Argentina, Messico, รจ curato daย Simone Treccaย eย organizzato in collaborazione con ilย Dipartimento di Lingue Letterature e Culture Straniere di Roma Tre, con laย Real Academia de Espaรฑa a Romaย e conย lโInstituto Cervantes di Roma.
ANTEPRIMA
mercoledรฌ 29 aprile ore 10.30
Real Academia de Espaรฑa a Roma โ Piazza San Pietro in Montorio 3
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DE ALGรN TIEMPO A ESTA PARTE (IN LINGUA ORIGINALE)
diย Max Aub.ย Diretto e interpretato daย Esther Lรกzaro
Un potente monologo del 1939 in cui Emma, una donna ebrea nella Vienna appena annessa al Terzo Reich, dialoga con il marito defunto. Attraverso questo confronto immaginario, la protagonista ripercorre la perdita del figlio, della dignitร e dei propri diritti sotto la violenza nazista. Lโopera trasforma il dolore privato in una denuncia universale contro antisemitismo e indifferenza, configurandosi come una delle testimonianze piรน lucide e laceranti della letteratura dellโesilio spagnolo sulla tragedia della Shoah.
Incontro con il pubblico โ Le parole della memoria: VITTIMA
Dopo lo spettacolo,ย Esther Lรกzaroย dialogherร conย Simone Treccaย eย Josรฉ Corrales Dรญaz-Pavรณnย intorno alla parola โVittimaโ, a partire dalla rappresentazione del dolore e della perdita, tra memoria storica, violenza e responsabilitร della testimonianza.
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IL PROGRAMMA AL TEATRO PALLADIUM
lunedรฌ 4 maggio ore 17.00 โย OVILLO. FILI DI MEMORIA
diย Sonia Gregorio, traduzioneย Angela Di Matteo. In collaborazione conย Metis Teatro,ย regiaย Alessia Oteri. Sul palcoย Loredana Bove,ย Giorgia Cacciante,ย Caterina Cosentino,ย Francesco Meriano,ย Sabrina Ottaviani,ย Sara Pecoraro,ย Teresa Santoro,ย Giulia Savelloni.
Ovillo. Fili di memoriaย intreccia le storie di quattro donne che raccontano lโattesa dei loro cari emigrati negli Stati Uniti. Ispirata alla storia familiare dellโautrice e alle testimonianze reali del collettivoย Hormigas bordadoras, lโopera raccoglie le voci di madri, figlie, mogli e sorelle che hanno visto partire gli uomini di casa rimanendo sospese in un tempo immobile che solo sembra alimentarsi di una qualche sporadica telefonata โdallโaltro latoโ della frontiera. Carmen, Martina, Rosa e Meche sono espressione di coloro che restano, coloro che dovendo rimanere โda questo latoโ finiscono incatenate a sogni di gioventรน svaniti. Accompagnate dal coro delle ricamatrici, che proprio come un coro greco proietta lโesperienza del singolo allโinterno di una esperienza polifonica, le donne in scena tessono e raccontano, trasformando la dimensione domestica del ricamo, intima e solitaria, in una grande storia collettiva che, tra i fili dei telai e i ricordi del passato, dร forma a un presente ancora tutto da vivere.
Incontro con il pubblico โ Le parole della memoria: ATTESA
Dopo lo spettacolo,ย Sonia Gregorioย dialogherร conย Angela Di Matteoย intorno alla parola โAttesaโ, come condizione sospesa dellโesistenza e spazio della memoria, legata alle storie di migrazione, allโassenza e alla distanza affettiva che attraversano il testo e le vite delle protagoniste.
lunedรฌ 4 maggio ore 18.45 โ ย LA MORTE ร SOLO OCCHI
diย Nora Strejilevichย (drammaturgia diย Ita Scaramuzza),ย traduzioneย Susanna Nanni.ย In collaborazione conย Metis Teatro,ย regiaย Alessia Oteri.ย Sul palcoย Fabrizio Bazzotti, Loredana Bove, Giorgia Cacciante, Caterina Cosentino, Francesco Meriano, Sabrina Ottaviani, Sara Pecoraro, Teresa Santoro, Giulia Savelloni, Daniele Zanobi
Basata sulle memorie dellโautrice, sopravvissuta allโorrore della dittatura militare argentina,ย La morte รจ solo occhiย porta in scena un attraversamento del trauma che intreccia corpo, voce e testimonianza. Lโopera si radica in un flusso di ricordi franti, intermittenti, che affiorano come schegge di coscienza, articolandosi in uno spazio stratificato dove Nora si sdoppia tra passato e presente, mentre la sparizione del fratello Gerardo diviene epicentro di una violenza sistemica che investe spazio, linguaggio e identitร . Tra centri di detenzione clandestini, pratiche di tortura e frammenti di vita quotidiana, la scena restituisce la materialitร della memoria e la sua persistenza.ย Le voci corali โ madri, militari, testimoni โ danno forma a un contro-archivio polifonico che incrina la retorica del potere e lโoblio istituzionale. Nel quadro delle commemorazioni per i 50 anni del golpeย argentino, il teatro si configura come spazio di riattivazione, resistenza e trasmissione, dove il passato continua a interrogare il presente: una memoria che agisce, unโereditร che si rinnova.
Incontro con il pubblico โ Le parole della memoria: TESTIMONE
Dopo lo spettacolo,ย Nora Strejilevichย dialogherร conย Susanna Nanniย intorno alla parola โTestimoneโ, come figura centrale della memoria del trauma, tra racconto dellโesperienza vissuta, responsabilitร della narrazione e persistenza delle ferite della dittatura.
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martedรฌ 5 Maggio ore 18.30-ย LโULTIMA CENA
diย Ignacio Amestoy,ย traduzioneย Simone Trecca.ย Regia diย Gabriela Praticรฒ,ย aiuto regiaย Gigi Palla.ย Sul palcoย Camillo Grassi,ย Eric Paterniani.
Dopo dodici anni di assenza e silenzio, Xabier varca di nuovo la soglia della casa paterna, rompendo un equilibrio precario. Ad attenderlo cโรจ รรฑigo, un anziano scrittore che ha trascorso la vita a interrogarsi sul senso profondo della tragedia. Tra i fumi del txakolรญ (il vino tipico dei Paesi Baschi) e il sapore dei ricordi, i due iniziano un confronto serrato, sospesi tra affetto e antichi rancori. Xabier, militante dellโETA, รจ un uomo in fuga, mentre il padre รจ un intellettuale che si sente sconfitto da un mondo che non comprende piรน. Non รจ un semplice ricongiungimento: il figlio porta con sรฉ un segreto bruciante e una richiesta che scuote il loro legame. In una notte senza tempo, la casa diventa il palcoscenico di un rito dove veritร e finzione si mescolano pericolosamente. Davanti a un banchetto preparato con cura, padre e figlio cercano insieme una via di fuga verso lโimmortalitร . Ogni parola รจ una sfida, ogni gesto un passo verso un destino comune che nessuno dei due puรฒ piรน evitare.
Incontro con il pubblico โ Le parole della memoria: TERRORISMO
Prima dello spettacolo,ย Ignacio Amestoyย dialogherร conย Mauro Favaleย (giornalista e co-autore deย Lโaspra stagione)ย eย Simone Trecca,ย intorno alla parola โTerrorismoโ,ย tra violenza politica, conflitto identitario e memoria dei traumi collettivi e familiari che attraversano la storia contemporanea europea.
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mercoledรฌ 6 Maggio ore 19.00 โย LA SFERA CHE CI CONTIENE
diย Carmen Losa,ย traduzioneย Francesca Leonetti,ย regiaย Matteo Tarasco.ย Sul palcoย Alessandro Grima,ย Arianna Ilari
La sfera che ci contieneย di Carmen Losa porta in scena unโintensa ricostruzione della storia educativa spagnola tra la metร del XIX secolo e la metร del XX, riportando alla memoria collettiva la dimenticata โRepรบblica de los Maestrosโ e il ruolo decisivo di maestre e maestri che, con un progetto pedagogico progressista, aspiravano a trasformare la societร , portando conoscenza anche nelle aree piรน marginalizzate. Questo slancio riformatore, tuttavia, si spezza con lโavvento della dittatura franchista, che perseguita gli educatori attraverso le Comisiones Depuradoras. La memoria diventa allora materia scenica, in unโalternanza di ricordi, proiezioni e ritorni al passato che illuminano, con nuova sensibilitร , il valore politico e umano della scuola pubblica. Lโopera emerge come un omaggio vibrante alla funzione civile dellโinsegnante e come un invito a riconoscere lโereditร culturale di chi ha costruito le basi della moderna educazione democratica.
Incontro con il pubblico โ Le parole della memoria: EDUCAZIONE
Dopo lo spettacolo,ย Carmen Losaย dialogherร con gli attori e conย Pilar Pรฉrez Solanoย (autrice del documentarioย Las maestras de la Repรบblica, Premio Goya 2014),ย Lorenzo Cantatoreย (direttore del MuSEd โ Museo della Scuola e dellโEducazione) eย Francesca Leonetti, intorno alla parola โEducazioneโ, come spazio di formazione della coscienza civile, della memoria collettiva e della costruzione democratica del sapere.
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giovedรฌ 7 Maggio ore 18.30 โย I MANGIATORI DI TERRA
diย Mafalda Bellido,ย traduzioneย Francesca Leonetti.ย In collaborazione conย Teatro Golden.ย Regiaย Loredana Scaramella,ย drammaturgia musicaleย Mimosa Campironi. Sul palcoย Mimosa Campironi,ย Brenda Lenoci,ย Roberto Mantovani,ย Loredana Scaramella,ย Federico Tolardo.ย Aiuto regiaย Mattia Ranaldo.
I mangiatori di terraย di Mafalda Bellido รจ unโopera polifonica, che intreccia le voci dei morti sepolti nelle fosse comuni del franchismo con quelle dei vivi che ancora li cercano. In un paesaggio minimo โ un muretto a secco lungo un cammino qualunque โ si apre una ferita collettiva che continua a pulsare sotto la superficie della quotidianitร . Lโautrice trasforma questo spazio ordinario in un luogo di risonanza storica, dove il silenzio stesso del paesaggio diventa materia drammatica. Attraverso un mosaico di voci, memorie e assenze, la piรจce si configura come un teatro della ricerca e dellโattesa, capace di dare parola a oltre duecentomila vittime dimenticate e di rendere omaggio alle famiglie che lottano per restituire identitร e dignitร ai loro cari.ย I mangiatori di terraย si afferma cosรฌ come unโopera necessaria, che interroga la responsabilitร della storia e la fragile persistenza dei suoi silenzi.
Lโevento รจ frutto della collaborazione tra il progettoย Herenciasย e il progetto di valorizzazione delle conoscenzeย I linguaggi degli elementi.
Incontro con il pubblico โ Le parole della memoria: FOSSE
Prima dello spettacolo,ย Mafalda Bellidoย dialogherร conย Amedeo Ciaccheriย (Presidente Municipio VIII),ย Francesca Leonettiย eย Simone Trecca, intorno alla parola โFosseโ, come luogo fisico e simbolico della memoria delle vittime, tra rimozione storica, lutto collettivo e ricerca di veritร .
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venerdรฌ 8 maggio ore 19.00 โย MALAGUEรAS (IL GENE ROSSO)
diย Josรฉ Cruz,ย traduzioneย Carlotta Paratore. In collaborazione con la compagnia di teatro universitarioย Papeles en el tablado.ย Regiaย Ferdinando Ceriani.ย Sul palcoย Camilla Albano,ย Anna Amatruda,ย Deborah Dadi,ย Ilaria Diotallevi,ย Antonia Guerra,ย Simone Latini,ย Federico Lo Voi,ย Alessandra Marangoni,ย Simone Martina,ย Engji Mileta,ย Valeria Pucci,ย Valerio Sbaraglia,ย Asia Valletta
Alla fine degli anni Trenta, tra le mura di un ex convento, cinquanta detenute appena trasferite dal carcere femminile di Malaga attendono di conoscere la propria sorte. Sono state selezionate come cavie per un inquietante esperimento, basato sulle teorie pseudoscientifiche del medico Antonio ย Vallejo Nรกjera โ il โMengeleโ della psichiatria franchistaโ sostenitore dellโesistenza di un presunto โgene rossoโ, causa di deviazioni morali.
ย Sorvegliate da tre militari e sotto il controllo morboso di una suora fanatica, determinata a portare a compimento un delirante progetto di eugenetica nazionale, le recluse si ritrovano al centro di un microcosmo feroce e grottesco; ne scaturisce una dinamica tragicomica che mette a nudo la natura distorta della patologizzazione del dissenso, attuata dallโapparato repressivo del regime.
Incontro con il pubblico โ Le parole della memoria: CORPO
Dopo lo spettacolo,ย Josรฉ Cruzย dialogherร con il regista, con la compagniaย Papeles en el tabladoย e conย Carlotta Paratore, intorno alla parola โCorpoโ, come spazio di controllo, violenza e resistenza, tra repressione politica, sperimentazione ideologica e identitร negata.
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Herenciasย รจ co-finanziato dal programma per lโinternazionalizzazione della cultura spagnola di Acciรณn Cultural Espaรฑola, con il contributo della Real Academia de Espaรฑa a Roma e dellโInstituto Cervantes di Roma. Patrocinato da Oficina Cultural Embajada de Espaรฑa, Embajada de Mรฉxico en Italia, Istituto Culturale del Messico Italia Tina Modotti, Municipio VIII Roma, Asociaciรณn Internacional de Teatro del Siglo XXI, Seliten@t.
Herencias, scritture di memorie e identitร
29 aprile Anteprima presso la Real Academia de Espaรฑa a Roma
Dal 4 allโ8 maggio al Teatro Palladium
Ingresso libero
Informazioni: teatropalladium.uniroma3.it/




