Al Centro Socio-Culturale Anziani “Vittorio Veneto”
Presentazione del libro di Tiziana Torti e Lorenzo Greco
“La distanza che ci unisce”
Una storia vera e dolorosa di violenza domestica e riconciliazione
Venerdì 25 settembre, alle ore 16,30, il Centro Socio-Culturale Anziani “Vittorio Veneto”, a Latina, ospiterà la presentazione del libro “La distanza che ci unisce”, di Anna Tiziana Torti e Vincenzo Greco, pubblicato nel 2025 da Mondadori.
E’ una storia vera, fatta di violenza, amore e coraggio di una madre che spezza un legame che fa male. Una storia densa, dolorosa da raccontare, perché raccontare significa rivivere, eppure resa con uno stile scorrevole che ti cattura sin dall’inizio e ti lascia incollato fino all’ultima riga.
Tiziana ha messo al mondo Lorenzo da sola, lo ha desiderato con tutto il cuore, vivendo la gravidanza come un piccolo miracolo. L’infanzia del piccolo è intrisa di attenzioni, amore e cura.
E’ nel periodo critico dell’adolescenza che qualcosa tra madre e figlio s’incrina. Lorenzo inizia a frequentare una scuola fuori Roma e si trasferisce, mentre Tiziana continua la sua vita e il suo lavoro di autrice e casting di programmi TV di successo. E’ tranquilla, si fida di Lorenzo, crede che il convitto in cui abita sia un posto protetto e non può immaginare che il ragazzo stia frequentando amicizie pericolose. Lui, quando torna a casa, è sempre più ribelle e aggressivo, sino a diventare apertamente violento nei confronti della donna. Tiziana vive in un incubo, si rende conto di essere in pericolo ma vuole anche proteggere Lorenzo con le sue fragilità. Chiedere aiuto non è semplice, la donna non riesce ad ammettere di stare vivendo una situazione simile, lo nega persino a se stessa, nonostante la sofferenza insostenibile e la paura in cui è costretta a vivere e che la porta a giustificare il figlio. Per non parlare della vergogna, quello spettro che la costringe al silenzio. Quando le cose volgono al peggio, però, trova il coraggio di denunciare e si affida a una rete di supporto. All’inizio è dura, ma a poco a poco i due riescono a recuperare il rapporto e a ricostruirlo su nuove basi, stabilendo un dialogo dove prima c’era incomunicabilità, una “giusta distanza” tra i due estremi dell’eccessiva vicinanza e dell’assenza, indispensabile per un amore sano. Sotto questo aspetto la stesura del libro è stata fondamentale: la rievocazione del passato ha permesso a Tiziana e Lorenzo di capire come relazionarsi nel presente. Non solo: mettere nero su bianco, parola dopo parola, i fatti drammatici e le relative emozioni, scrivere, raccontare, ha significato porsi nel distacco necessario per rielaborare quanto accaduto. Lorenzo stesso ha affermato che la scrittura è stata il mezzo più efficace per attraversare il dolore e andare oltre.
Il fine ultimo del libro -apprendiamo da Tiziana- è aiutare le persone che subiscono questo tipo di violenza, fargli sentire che non sono sole e che cessare di tenere tutto nascosto significa porre un punto a una sofferenza che non lascia respiro. Certo, denunciare è difficile, è “brutto”, dice Tiziana, sia per una madre che per un figlio, eppure è stata l’unica via da percorrere perché entrambi si salvassero. Lo stesso Lorenzo, rivolto alla madre, confessa: “Tu mi hai salvato, ti ringrazio di avermi denunciato perché altrimenti non so dove sarei arrivato”.








