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Ambiente e Salute

Ipersensibilità al Nichel: Diagnosi, Nutrizione e Strategie Terapeutiche

Last updated: 18/02/2026
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Lazio Eventi
Published: 18 Febbraio 2026
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22 Min Read
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L’ipersensibilità al nichel rappresenta oggi una delle sfide più complesse nell’ambito dell’immunologia clinica e della dermatologia, interessando una quota significativa della popolazione mondiale con riflessi importanti sulla qualità della vita, sulla salute sistemica e sulle abitudini quotidiane.

Il nichel è un metallo pesante duro, di colore grigio-chiaro, caratterizzato da un’eccezionale resistenza all’ossidazione e alla corrosione, proprietà che lo hanno reso un elemento ubiquitario non solo nell’ambiente naturale, ma soprattutto nel contesto industriale e domestico contemporaneo. Si trova comunemente nel suolo in concentrazioni che variano dai 5 ai 500 mg/kg, nelle acque dolci (5-100 mg/L) e in una vasta gamma di organismi viventi, rendendo l’esposizione umana pressoché costante e inevitabile.

Indice dei contenuti
  • Eziologia e Meccanismi Immunopatologici
  • Manifestazioni Cliniche e Spettro Sintomatologico
  • Il Percorso Diagnostico: Dalla Storia Clinica ai Test Specifici
  • Biochimica del Nichel negli Alimenti e Gestione Nutrizionale
  • Protocolli Terapeutici: Dalla Farmacologia alla Desensibilizzazione
  • Prevenzione ed Esposizione Extralimentare: Casa, Cucina e Cosmesi
  • Evoluzione della Dieta: Dalla Restrizione alla Rotazione
  • Fonti bibliografiche:

Negli ultimi decenni, la comprensione medica di questa patologia è passata da una visione puramente dermatologica, focalizzata sulla Dermatite Allergica da Contatto (DAC), a un inquadramento sistemico molto più articolato, noto come Sindrome Sistemica da Allergia al Nichel (SNAS). Questa evoluzione diagnostica ha permesso di correlare l’ingestione alimentare del metallo a una serie di manifestazioni cliniche che coinvolgono l’apparato gastrointestinale, respiratorio e neurologico, fornendo risposte a pazienti che presentavano sintomi cronici apparentemente inspiegabili.

Eziologia e Meccanismi Immunopatologici

L’allergia al nichel è classificata come una reazione di ipersensibilità ritardata di tipo IV, secondo la classificazione di Gell e Coombs. A differenza delle allergie immediate mediate da IgE, questa condizione coinvolge l’attivazione specifica dei linfociti T. Il processo si sviluppa attraverso due fasi critiche: la sensibilizzazione e lo scatenamento.

Nella fase di sensibilizzazione, il nichel penetra la barriera cutanea o mucosa. Essendo un aptene, ovvero una molecola troppo piccola per essere riconosciuta dal sistema immunitario in modo autonomo, il metallo si lega a proteine endogene carrier per formare un complesso antigene-proteina completo. Questo complesso viene catturato dalle cellule presentanti l’antigene (come le cellule di Langerhans nella cute) e presentato ai linfociti T vergini, che si trasformano in linfociti T memoria specifici per il nichel.

La fase di scatenamento avviene quando un individuo già sensibilizzato entra nuovamente in contatto con il metallo. I linfociti T memoria riconoscono l’antigene e rilasciano una cascata di citochine pro-infiammatorie che reclutano altre cellule del sistema immunitario, provocando l’infiammazione tissutale tipica della dermatite o dei sintomi sistemici. È stato osservato che la risposta infiammatoria è spesso dose-dipendente: maggiore è la quantità di metallo a cui il soggetto è esposto (sia per via cutanea che per via orale), più intensa sarà la reazione immunitaria.

Fattori ambientali giocano un ruolo determinante nella penetrazione del metallo. Ad esempio, durante la stagione estiva, il caldo e l’umidità aumentano la sudorazione, la quale facilita la corrosione degli oggetti metallici a contatto con la pelle e, contemporaneamente, apre i pori cutanei favorendo l’ingresso degli ioni nichel. Inoltre, la presenza di abrasioni, tagli o stati infiammatori preesistenti della barriera cutanea riduce la resistenza all’ingresso dell’allergene.

Manifestazioni Cliniche e Spettro Sintomatologico

La presentazione clinica dell’ipersensibilità al nichel è estremamente eterogenea, potendo variare da una lieve irritazione localizzata a una sintomatologia multiorgano invalidante. La letteratura scientifica distingue tra manifestazioni cutanee primarie e manifestazioni sistemiche extracutanee.

Dermatite Allergica da Contatto (DAC)

La DAC rappresenta la forma più comune e si manifesta tipicamente nelle sedi di contatto prolungato con oggetti contenenti il metallo, come orecchini, piercing, orologi, bracciali, fibbie di cinture e bottoni metallici. In Italia, questa condizione interessa fino al 30% della popolazione generale, con una prevalenza femminile che raggiunge il 31%, legata storicamente a un maggiore uso di bigiotteria e cosmetici.

I sintomi tipici della DAC includono:

  • Eritema e Edema: Arrossamento e gonfiore della zona interessata.
  • Prurito Intenso: Spesso il primo segnale di reazione, che tende a peggiorare con il calore.
  • Vescicolazione: Formazione di piccole bolle ripiene di siero che possono evolvere in croste o ulcerazioni se manipolate.
  • Desquamazione e Lichenificazione: Nelle forme croniche, la pelle appare secca, ispessita e soggetta a fessurazioni dolorose.

Sindrome Sistemica da Allergia al Nichel (SNAS)

La SNAS si verifica quando soggetti già sensibilizzati al nichel per via cutanea sviluppano reazioni in seguito all’ingestione di alimenti o bevande contenenti il metallo. Circa il 20% dei pazienti con DAC presenta anche sintomi sistemici. Questa sindrome è caratterizzata da una combinazione di disturbi cutanei diffusi (come l’orticaria generalizzata o la dermatite sistemica da contatto in sedi non esposte direttamente) e sintomi extracutanei che colpiscono diversi apparati.

Apparato InteressatoManifestazioni Cliniche della SNAS
GastrointestinaleNausea, vomito, dolori addominali crampiformi, gonfiore addominale (meteorismo), diarrea persistente o stipsi, pirosi gastrica, afte orali frequenti e gengiviti.
NeurologicoCefalea tensiva o emicranica, vertigini, capogiri, confusione mentale (“brain fog”) e disturbi della concentrazione.
RespiratorioRinite allergica, asma bronchiale e distress respiratorio, talvolta scatenati anche dal fumo di sigaretta che contiene tracce di nichel.
Sistemico/GeneraleSindrome da stanchezza cronica (spossatezza), fibromialgia, artralgie (dolori articolari), brividi di febbre e disturbi del sonno.
UrogenitaleBruciore durante la minzione e cistiti ricorrenti non necessariamente legate a infezioni batteriche.

È di particolare interesse clinico notare che il 74% dei pazienti affetti da SNAS presenta una concomitante intolleranza al lattosio, un dato significativamente superiore rispetto al 6% riscontrato nei gruppi di controllo, suggerendo una possibile interazione tra l’infiammazione intestinale indotta dal nichel e l’attività enzimatica della lattasi.

Il Percorso Diagnostico: Dalla Storia Clinica ai Test Specifici

La diagnosi di allergia al nichel non può prescindere da una rigorosa anamnesi clinica, volta a identificare la correlazione tra l’esposizione al metallo e l’insorgenza dei sintomi. Il medico deve indagare le abitudini professionali, l’uso di accessori metallici e la dieta abituale del paziente.

Il Patch Test (Test Epicutaneo)

Il Patch Test è lo strumento fondamentale per confermare la sensibilizzazione al nichel. La procedura prevede l’applicazione sulla cute integra della schiena di cerotti contenenti dosi controllate di nichel solfato. I patch vengono mantenuti per 48 ore, durante le quali il paziente deve evitare di bagnare la zona o di esporsi a sudorazione eccessiva. Dopo la rimozione, il medico effettua una prima lettura e una seconda lettura a distanza di 72 o 96 ore. Una reazione positiva si manifesta con un’area di eritema, edema o vescicole nel punto di contatto. È essenziale che il test venga eseguito quando la dermatite non è in fase acuta e in assenza di terapie con corticosteroidi o antistaminici, che potrebbero mascherare la risposta immunitaria.

Diagnostica della SNAS: Dieta di Esclusione e TPO

Per diagnosticare la SNAS, la sola positività al Patch Test non è sufficiente, poiché molti soggetti positivi al test cutaneo tollerano bene il nichel alimentare. Il protocollo diagnostico standard prevede:

  1. Dieta a basso contenuto di nichel: Il paziente segue un regime alimentare controllato per un periodo di 4-6 settimane. Se la sintomatologia sistemica regredisce significativamente durante questo periodo, il sospetto di SNAS è fondato.
  2. Test di Provocazione Orale (TPO): Considerato la prova definitiva, il TPO consiste nella somministrazione in cieco (spesso singolo o doppio cieco contro placebo) di dosi crescenti di nichel solfato in capsule. Il test inizia solitamente con una dose di 1,25 mg, salendo fino a 5-6,25 mg. La comparsa dei sintomi sistemici abituali del paziente conferma la diagnosi di SNAS. Data la possibilità di reazioni avverse severe, questo test deve essere eseguito esclusivamente in ambiente ospedaliero o specialistico protetto.

Biochimica del Nichel negli Alimenti e Gestione Nutrizionale

Il nichel è un micronutriente naturalmente presente in quasi tutti gli alimenti, rendendo impossibile una dieta totalmente priva del metallo. Tuttavia, la concentrazione varia drasticamente a seconda della specie botanica, del tipo di terreno e dei processi di trasformazione industriale. Le piante tendono ad accumulare quantità di nichel superiori rispetto ai tessuti animali poiché lo assorbono direttamente dal suolo e dall’acqua.

L’obiettivo della terapia nutrizionale nella SNAS non è l’eliminazione totale, ma la riduzione del carico quotidiano al di sotto della soglia critica di tolleranza, stimata in circa 250 μg al giorno.

Categorizzazione del Contenuto di Nichel negli Alimenti

Sulla base dei dati biochimici disponibili, gli alimenti possono essere classificati in tre categorie principali per guidare le scelte dei pazienti.

Alimenti ad Alto Contenuto (Concentrazione > 200 µg/100g)

Questi alimenti dovrebbero essere esclusi o fortemente limitati durante la fase di attacco della dieta.

  • Legumi: Soia (fino a 390 µg), lenticchie (248-300 µg), fagioli borlotti (273 µg), fagioli cannellini (330 µg) e piselli (250 µg).
  • Frutta a guscio e Semi: Arachidi (390 µg), noci (320 µg), mandorle (130 µg), nocciole (170 µg), semi di girasole (356 µg) e semi di finocchio (fino a 2500 µg nelle spezie concentrate).
  • Cereali e Pseudocereali: Avena (250 µg), grano saraceno (420 µg), miglio (200 µg) e crusca di frumento (83 µg).
  • Dolci e Voluttuari: Cacao in polvere (850 µg), cioccolato fondente (oltre 400 µg se con cacao >80%), liquirizia (41-44 µg ma con effetto accumulo elevato) e tè (700 µg in foglie secche).
  • Verdure e Spezie: Origano (953 µg), pepe (700-1200 µg), basilico secco (286 µg) e asparagi (fino a 0,4 mg/kg).

Alimenti a Medio Contenuto (Concentrazione 50-200 µg/100g)

Da consumare con moderazione e monitorando la tolleranza individuale.

  • Verdure e Ortaggi: Pomodoro fresco (13-90 µg), carote (5-40 µg), cipolle (20 µg se cotte), spinaci (30 µg) e funghi (20-100 µg).
  • Frutta: Albicocche secche (120 µg), fichi secchi (130 µg), datteri (33 µg) e pere (fino a 0,1 mg/kg).
  • Pesce e Crostacei: Crostacei (aragosta, gamberi), molluschi (cozze, ostriche fisse a 0,6 mg/kg) e pesci conservati in scatola (tonno, salmone, sgombro) a causa della migrazione del metallo dal contenitore.

Alimenti a Basso Contenuto (Concentrazione < 50 µg/100g)

Questi alimenti costituiscono la base sicura della dieta quotidiana.

  • Proteine Animali: Carni bianche (pollo, tacchino, coniglio) e rosse (manzo, vitello, maiale) fresche, uova (0,03 mg/kg).
  • Latticini: Latte vaccino, yogurt bianco naturale, ricotta fresca, burro e formaggi stagionati come il Grana Padano DOP.
  • Cereali Raffinati: Riso bianco (30 µg), farina 00 (4 µg), pasta di semola di grano duro raffinata e pane bianco comune.
  • Verdure: Zucchine, peperoni, melanzane (0,39 µg crude), finocchi (34 µg), radicchio, indivia belga, valeriana e cetrioli.
  • Frutta Fresca: Mele (senza buccia), agrumi (arance, limoni), melone, banane, fragole (5,3 µg) e uva (con moderazione).

Interazioni Nutrizionali e Biodisponibilità

La gestione dietetica non riguarda solo la quantità di nichel ingerita, ma anche i fattori che ne influenzano l’assorbimento intestinale. È stato dimostrato che l’assunzione contemporanea di Vitamina C (acido ascorbico) e Ferro riduce significativamente la quota di nichel assimilata dall’organismo. Pertanto, l’uso di agrumi per condire i pasti o l’integrazione di ferro nei soggetti anemici può agire come strategia protettiva naturale. Al contrario, gli alimenti aciduli possono favorire il rilascio di nichel dagli utensili da cucina, aumentando involontariamente il carico alimentare del metallo.

Protocolli Terapeutici: Dalla Farmacologia alla Desensibilizzazione

Il trattamento dell’allergia al nichel si muove lungo due binari: la gestione sintomatica delle manifestazioni acute e la terapia eziologica volta a indurre tolleranza immunologica.

Gestione dei Sintomi Acuti

In presenza di lesioni cutanee severe o reazioni sistemiche, la terapia farmacologica prevede:

  • Corticosteroidi Topici: Creme ad alta efficacia per ridurre l’infiammazione localizzata dell’eczema.
  • Antistaminici: Somministrati per via orale per mitigare il prurito intenso e le manifestazioni orticarioidi.
  • Corticosteroidi Sistemici: Riservati ai casi più gravi e generalizzati, da assumere sotto stretto controllo medico per periodi brevi.
  • Emollienti e Lenitivi: Utilizzati per ripristinare la barriera cutanea nelle fasi di secchezza e desquamazione della dermatite cronica.

Terapia Iposensibilizzante Specifica Orale (TIO)

La vera rivoluzione clinica degli ultimi anni è rappresentata dalla desensibilizzazione orale, spesso definita come un “vaccino” per il nichel. Questa terapia è indicata per i pazienti con SNAS confermata che non ottengono un controllo soddisfacente dei sintomi con la sola dieta o per i quali la dieta risulta eccessivamente penalizzante.

Il protocollo, come descritto dagli studi condotti presso il Policlinico Gemelli, prevede la somministrazione di dosi infinitesimali e progressivamente crescenti di nichel solfato.

  • Fase di Induzione: Si parte da dosaggi molto bassi (es. 0,3 ng/settimana) per “allenare” gradualmente il sistema immunitario alla presenza del metallo.
  • Fase di Mantenimento: Si raggiunge una dose stabile (es. 1500 ng/settimana) che deve essere assunta regolarmente per un periodo minimo di 12 mesi.
  • Efficacia Clinica: I risultati mostrano un miglioramento della qualità della vita (HRQoL) di circa il 20%, con una riduzione significativa dei sintomi gastrointestinali e neurologici.
  • Immunomodulazione: A livello molecolare, la TIO induce una riduzione della produzione di citochine infiammatorie da parte dei linfociti Th1 e Th2 (come IFN-γ, IL-5 e IL-13), promuovendo uno stato di tolleranza immunitaria che persiste anche dopo la fine del trattamento.

Chelanti e Supporti Naturali

L’uso di chelanti intestinali come la Zeolite Clinoptilolite Attivata è diventato una pratica comune come coadiuvante. La zeolite è un minerale vulcanico con una struttura cristallina alveolare che funge da “spugna” o “setaccio molecolare”. Essa lega selettivamente gli ioni dei metalli pesanti (incluso il nichel) e le tossine presenti nel lume intestinale, impedendone l’assorbimento nel flusso sanguigno e favorendone l’eliminazione fecale. La zeolite clinoptilolite attivata rilascia in cambio minerali benefici come calcio, magnesio e potassio, contribuendo alla remineralizzazione dell’organismo. È tuttavia fondamentale assumere abbondante acqua (almeno 2 litri al giorno) durante il trattamento per prevenire la stipsi e favorire la disintossicazione.

Prevenzione ed Esposizione Extralimentare: Casa, Cucina e Cosmesi

La gestione quotidiana del paziente allergico al nichel richiede un’attenzione meticolosa non solo a ciò che viene ingerito, ma anche agli oggetti con cui entra in contatto e agli strumenti utilizzati per la preparazione dei pasti.

Metallurgia e Utensili da Cucina

Un errore comune è ritenere che tutto l’acciaio inossidabile sia sicuro. La distinzione risiede nella composizione della lega, identificata da sigle specifiche.

Tipo di AcciaioComposizione (Cromo/Nichel)Sicurezza per Allergici al Nichel
Acciaio 18/1018% Cromo, 10% NichelNon Sicuro: L’alto contenuto di nichel garantisce resistenza ma può essere rilasciato nel cibo.
Acciaio 18/818% Cromo, 8% NichelNon Sicuro: Simile al 18/10, sconsigliato per la cottura prolungata.
Acciaio 18/0 (o 18/c)18% Cromo, 0% NichelSicuro: Privo di nichel nella lega, ideale per chi soffre di allergie gravi.

Oltre all’acciaio 18/0, i materiali considerati più sicuri per la cottura sono il vetro Pyrex, la ceramica, la terracotta (coccio), il titanio puro e l’alluminio certificato (sebbene l’alluminio sia meno resistente agli acidi). Un consiglio pratico fondamentale è quello di lasciar scorrere l’acqua del rubinetto per alcuni minuti al mattino prima di utilizzarla per cucinare o bere, poiché l’acqua stagnante nelle tubature durante la notte può accumulare tracce di nichel rilasciate dalle leghe metalliche dei condotti.

Cosmetici e Prodotti per la Cura della Persona

L’uso di cosmetici (trucco, creme, shampoo, saponi) può rappresentare una fonte occulta di esposizione. È importante sottolineare che la dicitura “Nichel Free” sui cosmetici è spesso considerata fuorviante dalla normativa, poiché l’assenza assoluta di ogni atomo di nichel non è tecnicamente garantibile a causa di possibili impurezze nei pigmenti o nei processi produttivi.

La dicitura corretta da ricercare è “Nichel Tested”, seguita dall’indicazione della soglia massima verificata. Per i soggetti allergici, la soglia di sicurezza raccomandata è inferiore a 1 ppm (una parte per milione, ovvero < 0,0001%). Questa concentrazione è considerata insufficiente a scatenare reazioni immunitarie anche nei soggetti più sensibili, i quali solitamente reagiscono a soglie comprese tra le 3 e le 5 ppm.

Consigli Pratici per il Lifestyle

  • Abbigliamento: Evitare borchie, cerniere lampo e bottoni metallici a contatto diretto con la pelle. È possibile rivestirli internamente con del nastro adesivo o sostituirli con bottoni in plastica.
  • Bigiotteria: Prediligere metalli nobili come l’oro o l’argento ad alto titolo (sebbene possano contenere tracce di nichel nelle leghe), o meglio ancora acciaio chirurgico o titanio.
  • Smoking: Il fumo di tabacco è una fonte rilevante di nichel inalato; smettere di fumare è un passo cruciale per ridurre il carico sistemico del metallo.
  • Dining Out: Quando si mangia fuori casa, è preferibile optare per piatti semplici (carne bianca ai ferri, riso bianco, pesce bianco al forno) specificando la necessità di evitare cotture in pentole d’alluminio o l’uso eccessivo di condimenti complessi che potrebbero contenere allergeni nascosti.

Evoluzione della Dieta: Dalla Restrizione alla Rotazione

Seguire una dieta a basso contenuto di nichel in modo permanente può essere estremamente faticoso e portare a squilibri nutrizionali o malnutrizione. Per questo motivo, una volta superata la fase acuta di detossificazione (solitamente di 4-6 settimane), si introduce il concetto di dieta a rotazione.

Questo protocollo prevede l’alternanza di giorni “low-nichel” (senza i cibi ad alto contenuto) e giorni “liberi” (in cui si reinseriscono piccole quantità di alimenti testati). L’obiettivo è quello di non saturare la soglia immunologica del paziente, permettendo al contempo una dieta variata. Ad esempio, si può iniziare con due giorni liberi a settimana (es. mercoledì e domenica) per poi aumentare gradualmente la frequenza in base alla risposta clinica. Il reinserimento deve sempre iniziare dagli alimenti a medio contenuto (come carote, patate e pomodoro fresco) prima di tentare con quelli a concentrazione elevata (come legumi o cacao).

In conclusione, l’ipersensibilità al nichel non deve essere vista come una condanna a una vita di privazioni, ma come una condizione che richiede una profonda consapevolezza delle proprie interazioni con l’ambiente. Grazie a una corretta diagnosi specialistica, a una dieta di rotazione ben strutturata e, dove necessario, alla terapia iposensibilizzante orale, la stragrande maggioranza dei pazienti può raggiungere un eccellente controllo dei sintomi e tornare a un rapporto sereno con il cibo e con la propria quotidianità

Fonti bibliografiche:

  • Sindrome Sistemica da Allergia al Nichel | ADECANEWS – Associazione Dermatologi Campani
  • Allergia al nichel – SmartFood IEO
  • Allergia al nichel: cause, sintomi e diagnosi – Mauro Minelli
  • Allergia al nichel: sintomi, alimenti e cura – The Wom Healthy
  • Patch test: cos’è, come funziona e lettura

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