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Curiositร 

Antica Roma: come si svolgeva una classica giornata

Last updated: 07/09/2023
By Anna Molisso
Published: 7 Settembre 2023
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16 Min Read
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Vi siete mai chiesti come un romani trascorreva la giornata nellโ€™Antica Roma? Quale erano le sue abitudini?

La casa romana si animava molto presto, la mattina gli schiavi si alzavano alle prime luci dellโ€™alba, i primi compiti erano destinati alla pulizia domestica.

Indice dei contenuti
  • Igiene personale nellโ€™Antica Roma
  • Capelli e barba
  • Ornamenti per le donne
  • Abiti ed ornamenti nellโ€™Antica Roma
  • La colazione
  • Le botteghe nellโ€™Antica Roma
  • I Fori
  • Le Terme per i Romani
  • Lo sport nellโ€™Antica Roma
  • Ulteriori svaghi

Nelle case del tardo impero, gli schiavi sfregavano i pavimenti, fatte per lo piรน di piastrelle quadrate di cotto, con scope, acqua, e segatura. Stessa modalitร  per i pavimenti di marmo ma il passaggio successivo era la stesura di cera dโ€™api tramite stracci di tela.
Sui mosaici invece, si utilizzava la pietra pomice.

Igiene personale nellโ€™Antica Roma

I padroni, solitamente anchโ€™essi mattinieri, si apprestavano alla loro igiene personale grazie ai loro servitori che ottemperavano al servizio dellโ€™abluzione mattutina; portavano loro un bacile e un catino di bronzo, contenente acqua, panni di lino con cui asciugarsi e spazzolino e dentifricio per la cura dei denti.

Nellโ€™Antica Roma era usanza prestare molta cura dellโ€™igiene e il loro spazzolino era uno stecchetto di legno rivestito in parte di lino su cui veniva spalmata una mistura abrasiva fatta di ostriche polverizzate, pomice o frequentemente una pasta lievemente sbiancante di bicarbonato di sodio che fungeva anche da disinfettante.

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Tuttavia cโ€™era anche chi preferiva lavarsi i denti con lโ€™urina, secondo unโ€™usanza importata dalle popolazioni della Spagna e dellโ€™Africa Settentrionale, essa veniva strofinata sui denti e impiegata per veri e propri gargarismi.

Ma lโ€™abluzione del mattino era comunque sommaria perchรฉ quella piรน seria era pomeridiana, in ogni caso susseguiva lโ€™opera delle acconciature per le donne e barba e capelli per gli uomini.

Antica Roma: come si svolgeva una classica giornata

Nel bagno abbondavano profumi e unguenti in piccoli recipienti di bronzo, pasta vitrea o ceramica aretina. I Romani non conoscevano i saponi, la loro igiene, sia nella loro dimora che nei bagni pubblici, prevedeva lo sfregamento con cenere di faggio, pietra pomice una particolare creta trita e liscivia.

Ovviamente la pelle dopo questo antico โ€œscrubโ€ andava ammorbidita, idratata, lenita con oli e balsami che avevano lโ€™intento di ungere e profumare.

Qualcosa di simile al nostro sapone era il lomentum, un preparato di farina di fave, esso curava la pelle e se ne faceva uso sia come maschera per il viso, sia per coprire le smagliature del ventre in seguito al parto oppure per sopprimere i cattivi odori.

Capelli e barba

Quotidianamente gli uomini si radevano, si usava acqua e rasoio, questโ€™ultimo fatto di ferro temprato o bronzo e continuamente affilato, i peli superflui residui venivano tolti da uno schiavo provvisto di pinzette.

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Durante lโ€™impero si ebbe maggior cura dei capelli, era comune lโ€™uso di cosmetici per renderli morbidi e brillanti. Il taglio di capelli, barba e baffi era pratica frequente, non veniva tollerata la trascuratezza, vista come una mancanza dโ€™igiene e perfino in guerra i soldati si rasavano ogni giorno.

Allโ€™inizio del II secolo d.C., i romani non prestavano particolare cura al taglio dei capelli, che era fatto con il forfex, una forbice di ferro (due lame con un perno nel mezzo e due anelli alla base per la presa).

Antica Roma: come si svolgeva una classica giornata
Forfex

Ovviamente questa mansione era per i ricchi appannaggio di schiavi abilitati a questa pratica, chiamati tonsores, i meno abbienti invece si recavano presso le botteghe di tonsor, che erano frequentatissime, paragonabili a dei salotti.

Grande importanza per un giovane era il primo taglio della barba, al punto che ne era prevista una cerimonia detta โ€œdepositio barbaeโ€ (deposizione della barba) e contraddistingueva il passaggio dalla adolescenza alla maturitร .

Per gli uomini non era disdicevole tingersi i capelli se questi imbiancavano, e cโ€™erano dei stratagemmi per nascondere la calvizie, se iniziale si tingeva la cute della testa con il nerofumo oppure si utilizzavano dei parrucchini per i casi piรน difficili.

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Ornamenti per le donne

Per le donne cโ€™erano le ornatrices โ€œornatriciโ€ che si prendevano cura delle matrone arricciando i capelli con il pettine o il calamistrum, un cilindro di ferro scaldato sotto la cenere ardente, intorno a cui il tonsor attorcigliava i capelli creando boccoli ornamentali.
Seguiva la colorazione e la profumazione, poi la depilazione e infine il trucco. Non di rado la chioma della matrona veniva avvolta da una delicata rete dโ€™argento o dโ€™oro.

Durante la notte non si dormiva nudi, le coppie, se ricche, in stanze separate, in letti singoli intarsiati e decorati con smalti dai colori vivaci.

Alla fine della pulizia e dellโ€™acconciatura cโ€™era la vestizione della tunica, una veste asimmetrica, nella parte posteriore leggermente sopra il ginocchio, e sul davanti piรน lunga. Poteva essere di diverse stoffe come lino, lana, cotone, damasco, seta o velo e dai molteplici toni, da quelli pastello a quelli piรน forti, ma frequentemente primeggiava il rosso acceso.

Abiti ed ornamenti nellโ€™Antica Roma

La tunica era differente anche per ceto e mansione, quella dei militari era piรน corta di quella civile. Quella dei cittadini era poi piรน corta di quella dei senatori, che era bordata di una striscia di porpora. Lโ€™uomo di alto lignaggio indossava la toga sopra la tunica.

Antica Roma: come si svolgeva una classica giornata

La matrona romana dava prioritร  alla vestizione dei gioielli, dal diadema sui capelli, agli orecchini, collane, ciondoli e anelli, quelli per le dita, per le braccia e per le caviglie. Poi indossava la tunica, che per le donne si allungรฒ fino ai talloni, poi la stola, in fondo a cui era cucito un gallone ricamato in oro, e la cintura.
Si concludeva la vestizione con lo scialle che copriva le spalle e scendeva fino ai piedi.

Dโ€™indiscussa importanza come gioiello, era lโ€™anello, ornato con una pasta vitrea o da una pietra preziosa con inciso un motivo che rappresentava un simbolo, una divinitร  o animali. Per le collane si spaziava da quelle in perline di vetro o ceramica invetriata le faience, di colore verde-azzurro a cui venivano attribuiti poteri magici, a quelle in oro,argento o di ambra, questโ€™ultima era considerato un amuleto protettivo per donne e bambini.
Lโ€™ambra, resina fossile, era importata dal mar Baltico e se ne trova nelle piรน ricche tombe femminili e infantili.

La colazione

Al mattino i Romani prima di uscire consumavano una frugale colazione, spesso con gli avanzi della sera, iniziavano con un bicchiere dโ€™acqua, poi pane e formaggio, olive e miele, oppure il pane intinto nel vino dolce, o pane olio aceto e sale.
La colazione a pane e fichi era molto diffusa, mentre per i bambini latte e pane o focaccine.

Mentre si andava al lavoro si poteva mangiare qualcosa per strada, cโ€™era solo lโ€™imbarazzo della scelta tra le numerose bancarelle che affollavano il foro, che offrivano pasti e spuntini caldi e freddi.
Mentre gli uomini si recavano al lavoro, le donne dirigevano i lavori di casa oppure uscivano per le visite ad amici e parenti. Il lavoro femminile era destinato al ceto basso ed era comunque esiguo, le donne erano presenti come artigiane, levatrici o nei negozi.

Ma entrambi i sessi avevano un attivitร  in comune, fare compere, nelle botteghe cโ€™era tutto quello che poteva servire allโ€™epoca ed anche il superfluo.

Le botteghe nellโ€™Antica Roma

Le botteghe vendevano mobili, scrigni, vasi decorati di terracotta, di bronzo, in bucchero o ceramica aretina, oltre a calici, tazze, ciotole, e tutto il necessario per il trucco: dagli specchi in bronzo, rame o argento, alle ciste in bronzo, alle spatole, ai profumi, ai vasetti in pasta vitrea per riporre gli unguenti, alle ciotoline minuscole dove raccogliere il trucco voluto, ai ventagli.Oltre ai manufatti locali si potevano acquistare quelli importati. Si poteva commissionare un lavoro agli scultori o pittori, oppure acquistare stoffe per farsi confezionare vestiti dai propri schiavi, ma anche servirsi dei sarti locali.

Antica Roma: come si svolgeva una classica giornata

Le gioiellerie erano forniti di monili in rame, bronzo, oro, argento pasta vitrea e pietre preziose, curiosamente non discriminavano di unire nella stessa collana pietre preziose e pasta vitrea, questo perchรฉ se avessero avuto difficoltร  a reperire una gemma di dimensione dovuta, ne costruivano una in pasta vitrea, infatti sono stati ritrovati gioielli come collane o bracciali dove vi erano entrambe le tipologie. Le botteghe di cuoio offrivano alla vendita cinture, borse, sandali decorati ed altro.
Esistevano giร  le farmacie con il medico in loco per qualsiasi bisogno.

I Fori

Grande interesse era ascoltare al Foro qualche processo con abili e famosi oratori oppure passeggiare sotto ai portici, ammirare i templi sontuosi , fra una moltitudine di statue.
Le statue erano il connubio tra la scultura e la pittura, ed erano apprezzate per quanto imitassero piรน possibile il reale.
Erano quindi colorate con tinte armoniose e sfumate che mettevano in risalto la bellezza dellโ€™opera.

Nei fori cโ€™era il mercato, il tribunale, le assemblee dove si discuteva di politica o di costumi, dove si poteva mangiare qualcosa sulle bancarelle. Le donne aristocratiche non facevano la spesa che era compito dei loro schiavi.

Per pranzo ci si poteva fermare nelle taberne dove si serviva vino e cibo oppure tornare a casa per un pasto rapido.

Le Terme per i Romani

Altro luogo frequentatissimo ed amato erano le Terme.
Agrippa edificรฒ le sue nel 25 a.C. dopo Agrippa gli imperatori romani fecero a gara per superare i predecessori con Terme sempre piรน grandiose, alcune delle quali arrivavano a contenere anche 6000 persone.

Roma si abbellรฌ delle Terme di Agrippa, delle Terme Neroniane o Alessandrine, le Terme di Tito, le Terme di Traiano, le Terme Surane, le Terme Eleniane, le Terme Commodiane, le Terme di Caracalla, le Terme Deciane, le Terme Aureliane, le Terme di Diocleziano e le Terme di Costantino.
Le terme davano grande prestigio e benevolenza allโ€™imperatore di turno, per cui le tariffe di ingresso erano molto basse, allโ€™inizio un quarto di asse, e gli adolescenti non pagavano, poi da Agrippa in poi divennero gratuite.

Antica Roma: come si svolgeva una classica giornata
Terme di Caracalla

Si racconta infatti che Adriano vide un suo ex veterano che si strofinava la schiena contro la parete della piscina. Interrogato, il veterano confessรฒ che non poter pagare uno schiavo per essere massaggiato, al che Adriano gli offrรฌ una cospicua somma di denaro per questa necessitร .
Questo dimostra che un imperatore usufruiva delle terme come chiunque altro, senza distinzione di classe sociale.

Alle terme ci si recava nel primo pomeriggio, ed oltre alle attivitร  sportive (che anticipavano i bagni termali ) e alle piscine in esse si trovavano danzatori, mimi, suonatori, venditori di amuleti o fiori, barbieri, punti di ristoro, ci si giocava a dadi, o astragali, si scommetteva sui gladiatori o ai cavalli. Si poteva intrattenersi con prostitute, ricevere previsioni da indovini e stringere affari commerciali o matrimoniali.

Lo sport nellโ€™Antica Roma

La palestra, il primo luogo dove i romani si recavano per favorire con la ginnastica e il movimento la benefica sudorazione prima del bagno. Questo luogo era solitamente circondato da portici, aveva stanze adibite a bagni, spogliatoi, esedre con sedili. In seguito divenne anche sede di conversazioni e di scuola.
Per donne e uomini, lโ€™attivitร  fisica piรน comune era con la palla, in locali appositi chiamati sphaeristeria.
Riscaldati dallโ€™attivitร  fisica ci si recava poi ai bagni iniziando dal tepidarium; questa era una grande piscina coperta con acqua tiepida dove ci si ungeva con oli e si restava almeno unโ€™ora .

Successivamente ci si spostava nel calidarium. Erano stanze piรน piccole, poste sui lati della sala da bagno principale, queste piscine coperte avevano lโ€™acqua calda.

Dopo ci si recava nel laconicum, che era riscaldata con aria secca ad altissima temperatura, una specie di sauna.
Infine ci si recava al frigidarium, una piscina con acqua fredda per stimolare e tonificare il corpo.
Nel Frigidarium cโ€™erano i massaggiatori che oltre al massaggio vendevano i balsami per cospargere il corpo lavato con oli profumati; toglievano lโ€™olio precedente con gli strigili, strumenti di metallo ricurvi usati anche dai gladiatori, poi passavano sul corpo asciugamani bagnati, nuovi balsami e oli.

I bambini che intanto erano a scuola o con i loro insegnanti privati avrebbero atteso lโ€™adolescenza per poter usufruire delle terme, che erano aperte dal mezzodรฌ al tramonto.

Antica Roma: come si svolgeva una classica giornata
Veduta dei Fori Imperiali con in fondo il Colosseo

Ulteriori svaghi

Un ulteriore svago per i Romani, oltre i giochi circensi, era passeggiare nei giardini imperiali. Gli imperatori permettevano benevolmente al popolo di usufruire di questi spazi verdi che erano forniti di portici, fontane, statue, archi. Chi passeggiava poteva godere dellโ€™ombra, sostando nei ninfei, della bellezza delle architetture e delle statue, della varietร  di piante autoctone ed esotiche .

Alla sera si rientrava a casa, per cenare assieme alla propria famiglia o anche con altri invitati. In tal caso la serata poteva proseguire fino a tarda notte.
Al banchetto partecipavano anche le donne, sedute in epoca repubblicana e sdraiate sui triclini in etร  imperiale, come del resto facevano le loro antenate etrusche.

Al seguito degli ospiti cโ€™erano gli schiavi personali i quali sedevano su sgabelli o cuscini a terra, al termine della serata dovevano riaccompagnare i padroni alla loro abitazione. Per il rientro erano muniti di fiaccole e guidavano le carrozze, cosa tra lโ€™altro vietata di giorno ma permessa di notte.

Infine ci si recava in camera da letto per indossare la tunica notturna e dopo aver rivolto un pensiero a Morfeo, il Dio del buon sonno, arrivava il sonno.

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