Il 17 aprile 2026 il VIVE-Vittoriano e Palazzo Venezia apre la mostra โLa Maddalena di Piero di Cosimo: arte, storia e vite di donne nel Rinascimento fiorentinoโ, a cura di Edith Gabrielli, con la consulenza storica di Fernanda Alfieri, Serena Galasso e Isabella Lazzarini, a Palazzo Venezia, negli ambienti che un tempo ospitavano le cucine, restaurati e riaperti per lโoccasione.
La mostra ruota intorno a una preziosa tavola di Piero di Cosimo (1462-1522), La Maddalena, custodita nella collezione delle Gallerie Nazionali dโArte Antica di Palazzo Barberini e concessa in prestito al VIVE nellโambito di un accordo strategico tra le due istituzioni museali.
Quando realizza La Maddalena, alla fine del Quattrocento, Piero di Cosimo si sta affermando come uno dei piรน raffinati e insieme tra i piรน misteriosi artisti fiorentini della sua generazione. Formatosi nella bottega di Cosimo Rosselli, il pittore elabora un linguaggio molto personale, innestando sul solido impianto del maestro e di Domenico Ghirlandaio suggestioni originali, talora fantasiose, dalla pittura fiamminga e da Leonardo da Vinci.
Nella tavola Piero di Cosimo decide di rappresentare la Maddalena, tra le piรน fedeli seguaci di Gesรน, come una giovane donna del proprio tempo, una fiorentina del Quattrocento, circondata da oggetti che appartengono alla sua vita quotidiana: le vesti, il filo di perle, il vaso degli unguenti, la lettera e il libro. ร proprio in questi oggetti che lโopera si apre e rivela un mondo.
Da qui prende forma lโidea della mostra: utilizzare il dipinto come chiave per entrare nella vita delle donne nella Firenze del Rinascimento e nella realtร che le circonda. Un progetto interdisciplinare che coinvolge circa trenta studiosi di diversa formazione e provenienza, in un dialogo serrato tra storia dellโarte, storia e storia della cultura materiale.
Nelle sue undici sezioni il percorso segue tre linee concatenate e interdipendenti. La prima รจ dedicata alla stessa Maddalena di Piero di Cosimo: lโopera รจ indagata sotto il profilo iconografico e stilistico, inserita nel percorso dellโartista e letta nelle sue coordinate culturali.
La seconda linea segue passo dopo passo le donne fiorentine del tempo: dalla nascita e dallโeducazione alla vita religiosa, dal matrimonio e dalla maternitร alla gestione della casa, dalla devozione alle occupazioni fuori e dentro lโambiente domestico fino alla cura del corpo.
La terza linea pone al centro la straordinaria qualitร estetica e tecnica delle cosiddette arti decorative nellโItalia del Rinascimento, dove un tessuto, una brocca, un gioiello erano parte integrante dello stesso universo culturale e produttivo di un dipinto o di una scultura.
ยซQuesta mostra parte da un dipinto per raccontare la vita delle donne a Firenze nel Rinascimento e gli oggetti della loro quotidianitร , dai tessuti ai vetri, dalle ceramiche ai mobili. Un ruolo centrale รจ dunque affidato alla grande produzione artigiana, allora parte dello stesso universo di pittura e scultura. Il VIVE ne prosegue la valorizzazione, anticipando il percorso stabile di Palazzo Venezia dedicato al cosiddetto โFatto in Italiaโ, dal Medioevo alle soglie del Made in Italy, e avviando un sistema di relazione con i musei specializzati, da Prato a Montelupo, da Gambassi a Vicenzaยป, dichiara Edith Gabrielli, direttrice del VIVE e curatrice della mostra.
Il racconto รจ affidato ad oltre sessanta tra documenti e oggetti prodotti a Firenze oppure importati dai principali centri della penisola, presenti grazie allโaccordo appena siglato con la Direzione generale Archivi e al contributo di alcuni tra i piรน prestigiosi musei, archivi e biblioteche italiani.
Lettere, poesie e libri di conti scritti da donne celebri come Lucrezia Tornabuoni, la madre di Lorenzo il Magnifico, o quasi sconosciute come suor Paraclita dialogano cosรฌ con manoscritti miniati da Gherardo di Giovanni o Attavante degli Attavanti, tessuti preziosi, vasellame, bicchieri e calici, coltelli, anelli e cassoni nuziali, altari in terracotta, gioielli e cofanetti. Oggetti che non illustrano soltanto, ma restituiscono una vita.
Un ricco apparato didattico digitale accompagna il visitatore: ventidue video-installazioni create per lโoccasione e una sala multimediale che fa toccare con mano in che modo venivano realizzati gli oggetti esposti, le ceramiche, i vetri, i tessuti, i gioielli e, ovviamente, le tavole dipinte, rendendo visibile il lavoro, la tecnica, il sapere.
Palazzo Venezia, che conserva una delle principali collezioni italiane di arti decorative, si rivela il luogo ideale per questa iniziativa. La mostra rappresenta una tappa di avvicinamento al nuovo percorso stabile del piano nobile, a cura di Edith Gabrielli e Michele De Lucchi, dedicato alla grande tradizione artistica e artigiana della penisola, dal Medioevo fino alle soglie del Made in Italy.
In un contesto piรน ampio, lโesposizione risponde a una strategia di valorizzazione delle arti decorative promossa dal VIVE attraverso la creazione di una rete che coinvolge il Museo del Tessuto di Prato, il Museo della Ceramica di Montelupo, la mostra permanente โLa produzione vetraria a Gambassi (secoli XIII-XVI)โ e il Museo del Gioiello di Vicenza.
Entrare in questa mostra significa avvicinarsi alla vita delle donne del Rinascimento e ai loro oggetti. Unโesperienza che restituisce concretezza a ciรฒ che la storia ha reso distante, e che torna qui a farsi visibile.
Informazioni:
Orari:
Tutti i giorni, 9.30-19.30 (ultimo ingresso 18.45)
Biglietti:
La mostra รจ inserita nel biglietto del VIVE
Intero 18 euro (mostre incluse)
Agevolato 5 euro mostre incluse
Gratuitร di legge
Guida e volume di studi:
La mostra รจ accompagnata da una guida e da un volume di studi che verrร presentato il 28 maggio in una giornata di studi dedicata.
Programma di attivitร :
Per tutta la durata dellโesposizione รจ previsto un programma di attivitร : visite guidate, laboratori per bambini e il 29 maggio 2026 lo spettacolo Maddalena cโest moi con Iaia Forte e musiche di Danilo Rossi, Prima Viola del Teatro alla Scala di Milano nellโambito del Piccolo teatro di poesia al VIVE, a cura di Davide Rondoni, inserito nel progetto nazionale Le Stagioni della Poesia sostenuto dal CEPELL-Centro per il Libro e la Lettura.




