Il 12 maggio la galleria Erica Ravenna inaugura la seconda mostra del 2026 proseguendo lโapprofondimento sul tema del paesaggio e della natura avviato con la mostra di Vincenzo Agnetti appena conclusa.
Il progetto espositivo Materia Madre / Lingua Madre, a cura di Benedetta Carpi De Resmini, nasce da una riflessione sulla materia come elemento primario e generativo, matrice del vivente, e di lingua come processo continuo di traduzione e trasformazione. La mostra si configura come un paesaggio in divenire: un territorio sensibile in cui la natura non รจ sfondo nรฉ semplice oggetto di rappresentazione, ma presenza attiva โ una forza che muta, respira, resiste e si rigenera.
Gli artisti invitati โ Cyril de Commarque, Laura Pugno, Gaia Scaramella e Lucia Veronesi โ intrecciano le loro ricerche come sistemi radicali sotterranei, attraversando materia, segno, gesto e simbolo. Pur nella diversitร dei linguaggi, le loro pratiche condividono una tensione comune: interrogare il confine instabile tra organico e culturale, tra ciรฒ che cresce spontaneamente e ciรฒ che viene costruito, nominato, controllato.
Come afferma la curatrice: ยซla materia si fa narrazione, il mito si deposita nelle superfici, il segno germina come un seme. Le opere emergono da processi di metamorfosi continua, in cui il vivente assume forma simbolica e il linguaggio, a sua volta, si fa corpo, sostanza, traccia. In questo orizzonte, umano e non umano non si oppongono, ma entrano in una relazione di ascolto reciproco. Il linguaggio non descrive la natura dallโesterno: ne segue i ritmi, ne accoglie lโinstabilitร , ne riflette le trasformazioni. La metamorfosi diventa cosรฌ una pratica relazionale, una postura critica capace di riconoscere nellโincertezza una condizione fertile.
La mostra si presenta come un ecosistema di mutazioni: uno spazio in cui forme, parole e immagini si disgregano e si ricompongono continuamente, mentre la natura riscrive senza sosta la propria grammatica. La trasformazione non รจ soltanto un immaginario poetico, ma un principio ecologico: adattamento, rigenerazione, persistenza. In questa prospettiva, anche il linguaggio si rivela materia viva, capace di contribuire alla costruzione di nuove alleanze tra essere umano e ambiente. La โlingua madreโ evocata dal titolo non coincide con unโidentitร chiusa o con unโappartenenza esclusiva: รจ piuttosto una lingua originaria e preverbale, informe e condivisa, quella che precede la parola codificata, che appartiene al corpo, al respiro, alla relazione. Una lingua comune, radicata nella nostra materia madre.ยป
Ad aprire il percorso espositivo sono le opere su carta e una scultura lignea di Cyril de Commarque. Nella sua ricerca, dati ambientali, tracce naturali e visioni pre-umane si traducono in forme scultoree e immagini essenziali, capaci di rendere percepibili processi spesso invisibili. Il legno, materiale mai neutro, reca in sรฉ la memoria dei territori da cui proviene. Mentre le forme bulbose, antropomorfe e generative, delle opere su carta attraversate da radici e germinazioni, evocano ecosistemi originari e nuove possibilitร di vita nellโepoca dellโAntropocene.
Le opere di Laura Pugno della serie Persuasioni proseguono la mostra. Realizzate con la sabbia come materiale pittorico, nascono da unโindagine sulle piante costiere e sul fragile equilibrio tra permanenza e dispersione. La sabbia, elemento necessario alla vita delle specie rappresentate, sfugge al controllo e rivela la precarietร di ogni tentativo umano di dominio sulla natura. Il riferimento รจ alla costa veneta affacciata sullโAdriatico e a Bibione, territorio profondamente trasformato dallโantropizzazione turistica e dai continui interventi di ripascimento. Nel lavoro di Pugno la materia naturale conserva invece la propria autonomia: lโacqua modella, sedimenta, lascia tracce. Lโopera nasce da un dialogo con i processi ecologici, non da un atto di controllo.
La mostra prosegue con le opere di Lucia Veronesi e con The plants you kill are doing quite well, lavoro in cui lโartista restituisce visibilitร a specie credute estinte e riemerse sotto nuove tassonomie. Attraverso monotipi e ricami, il linguaggio scientifico si trasforma in lessico poetico, generando un nuovo vocabolario vegetale. Piรน in generale, la sua ricerca si confronta con ciรฒ che scompare โ forme, specie, parole, memorie โ costruendo una grammatica fragile in cui lโestinzione appare non solo come fenomeno biologico, ma anche come perdita simbolica e culturale.
In ultimo, la mostra si chiude con le opere di Gaia Scaramella. Per lโartista la materia occupa un ruolo centrale: superfici, oggetti e immagini vengono trasformati attraverso processi che generano cortocircuiti tra ironia, vulnerabilitร e critica sociale. La materia non รจ mai semplice supporto, ma organismo vivo e spazio relazionale, capace di mettere in tensione naturale e artificiale, cura e costrizione, desiderio e collasso. Nella serie Matribus, piccole figure antropomorfe emergono da elementi ceramici lucidi e seriali, sospese tra nascita e caduta. Lโartista costruisce una micro-comunitร di esseri fragili che cercano sostegno in strutture ambigue: nido, oggetto di design, grembo, dispositivo. Unโallegoria della condizione contemporanea, in cui ciรฒ che protegge puรฒ anche limitare, e ogni forma di dipendenza rivela al tempo stesso vulnerabilitร e possibilitร di relazione.
La mostra รจ accompagnata da un catalogo con un testo critico di Benedetta Carpi De Resmini e poesie di Valerio Magrelli.
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INFORMAZIONI UTILI
Titolo mostra: Materia Madre/Lingua Madre
Artisti: Cyril de Commarque, Laura Pugno, Gaia Scaramella e Lucia Veronesi
A cura di: Benedetta Carpi de Resmini
Dove: Galleria Erica Ravenna, Via della Reginella 3 โ Via di SantโAmbrogio 26, Roma
Quando: 12 maggio โ 30 settembre 2026
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