Andrร in scena i prossimi 13 e 14 maggio al Teatro Bottega degli Artisti di Via degli Scipioni il monologo โNon chiamarmi Joan Crawfordโ di Antonio Mocciola, regia di Francesca Bruni, che vedrร sul palco lโattrice romana Jessica Ferro.
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Un atto unico che vuole essere un tributo ad una delle grandi interpreti del cinema statunitense dal cinema muto degli ย anni โ20 fino agli anni โ40, la sera della sua proclamazione a vincitrice dellโOscar come miglior attrice protagonista.
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Siamo nel 1946, Joan รจ candidata agli Oscar per il film โMildred Pierceโ (Il romanzo di Mildred), ma ha il terrore di non riuscire a portare a casa lโanelata statuetta.
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Le nominations vedono, ย al suo fianco, ย attrici del calibro di Greer Garson (giร vincitrice dellโOscar nel 1943 per La signora Miniver) e lโattrice rivelazione Ingrid Bergman (vincitrice lโanno precedenteย con il film โAngosciaโ).
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Lโattrice decide quindi di fingersi malata e non andare alla cerimonia.
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Ma le aspettative sono tante, lโattesa รจ snervante, la tensione รจ palpitante. Joan rimane incollata alla radio, ย seguendo la cerimonia in un crescendo di emozioni contrastanti, finchรจ non sentirร fare il suo nome con la fatidica fraseโฆ and the Oscar goes to.
Urlaย di gioia rompono la tensione del momento, immediatamente chiama a raccolta parrucchiere e truccatore per le foto di rito che la immortalano, in camicia da notte, sul suo letto, ย con la statuetta tra le braccia e un sorriso radioso.
Come dichiara Francesca Bruni nelle sue note di regia: โJoan Crawford: la diva per eccellenza, la donna imperfetta che ha reso perfette le sue imperfezioni agli occhi del pubblico di tutto il mondo. Con le sue spalle larghe, la sua bocca da squalo e quelle sue sopracciglia enormi. Una donna amata, odiata, criticata e acclamata allo stesso tempo. Ma chi era davvero Joan Crawford? Cosa si celava veramente dietro quella maschera di perfezione? Una vera e propria illusione. Ed รจ proprio questa illusione che grazie al meraviglioso testo di Antonio Mocciola ho voluto rappresentare. Una donna nuda, spoglia della sua divinitร che confessa le sue debolezze al di lร dello specchio, parlando al pubblico seduto in sala e a sua figlia Christina, rappresentata da una bambola di porcellana, lโunica vera presenza inanimata in uno spettacolo fatto di non presenze, ma di personalitร che hanno segnato per sempre la vita di questa donna ferita che si รจ fatta da sรฉ.
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Uno spettacolo forte che affronta con estrema semplicitร veritร difficili da digerire e che punta a lasciare lo spettatore spiazzato, in bilico tra un sentimento di pena e odio, di ammirazione e di leggerezza. Uno spettacolo in cui purtroppo e per fortuna ci riconosceremo in molti.โ
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Lโabito di scena di Jessica Ferro รจ realizzato dal costumista Gregorio Maria Mattei, con materiali di scarto tessile e di riuso forniti da Esperienze Italia, Make Up Artist Valentina Mori.
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Non chiamarmi Joan Crawford
Teatro Bottega degli Artisti โ Via degli Scipioni 163/a
13 e 14 maggio alle ore 21.30
Prezzo Euro 18 (comprensivo di una consumazione e della tessera associativa)
Per info e prenotazioni: 3932812983
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Photo Credits: Matteo Nardone
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