In un tempo in cui la parola pubblica si รจ svuotata progressivamente di senso e gli spazi collettivi si desertificano, un attore solo in scena, una marionetta, cinque burattini e un musicista dal vivo riaprono la domanda che Shakespeare pose quattro secoli fa: non piรน essere o non essere, ma che cosa puรฒ essere il teatro quando tutto sembra finito.
Tra parola poetica, teatro di figura e drammaturgia sonora, dal 19 al 21 marzo allโAngelo Mai di Roma va in scena Hamlet in purple firmato da Valentino Mannias, che cura traduzione, regia e drammaturgia di una riduzione dellโAmleto di William Shakespeare. Unโindagine radicale sulla funzione del teatro oggi, sulla crisi e sulla sua possibile rinascita, attraverso una nuova traduzione in endecasillabi che restituisce alla parola shakespeariana una tensione ritmica e politica insieme.
Mannias, insignito del Premio Hystrio alla Vocazione nel 2015, del Premio Franco Enriquez nel 2018 e del Premio Ubu nel 2024, costruisce uno spettacolo che assume Amleto come metafora dellโattore e, piรน in profonditร , del teatro stesso: una figura sospesa tra dovere e desiderio, tra rappresentazione e realtร , chiamata a parlare dentro un sistema che sembra non avere piรน ascolto. In questa prospettiva, il testo shakespeariano diventa un dispositivo critico attraverso cui interrogare il ruolo dellโarte come strumento di resistenza al potere e come spazio fragile ma necessario di pensiero collettivo.
Il teatro di figura non รจ qui un semplice elemento estetico, ma una vera e propria struttura concettuale: marionetta e burattini incarnano una dimensione ambigua, in bilico tra morte e immortalitร , tra corpo animato e oggetto inerte, restituendo al gesto scenico una qualitร rituale che mette in crisi lโidea stessa di presenza. La presunta follia di Amleto, in questa rilettura, non รจ solo un tema narrativo, ma una condizione del linguaggio teatrale, un territorio instabile in cui realtร e finzione si contaminano fino a diventare indistinguibili.
Il viola che dร titolo allo spettacolo non รจ un dettaglio cromatico ma un dispositivo rituale. Colore del lutto e del vino, della terra e della mescita, il viola esiste solo nella percezione umana, come il teatro. Chiedere al pubblico di vestirsi di viola significa costruire un funerale collettivo, un rito condiviso affinchรฉ il teatro possa morire per rinascere come spazio vivo di comunitร . Una possibilitร di rinascita, come rito che tenta di restituire al teatro una funzione politica, non nel senso ideologico del termine, ma come spazio in cui una comunitร puรฒ ancora riconoscere le proprie contraddizioni.
Fondamentale, in questo dispositivo, รจ la presenza della musica dal vivo, pensata come โattore invisibileโ da Luca Spanu, che attraversa la scena, dialoga con i corpi e con le figure, e costruisce una partitura emotiva capace di agire sotto la soglia della parola. La musica non accompagna, ma interroga, amplifica, talvolta contraddice, diventando parte integrante della drammaturgia.
Hamlet in Purple si presenta cosรฌ come un atto insieme di lutto, resistenza e speranza. Forse il teatro deve prendere coscienza della propria morte per ricominciare a vivere. Dunque la domanda non riguarda piรน soltanto Amleto, ma chi ascolta: che cosa puรฒ essere il teatro, oggi?
Angelo Mai รจ un circolo ARCI. Lโaccesso alle attivitร รจ riservato ai possessori di tessera ARCI valida per lโanno in corso.
Hamlet in purple
DallโHamlet di William Shakespeare
Traduzione, regia, drammaturgia: Valentino Mannias
Musiche originali e sound design: Luca Spanu
Con: Valentino Mannias e Luca Spanu
Collaborazione teatro di figura: Is Mascareddas
Cantanti: Emanuela Orrรน, Federica Orrรน
Light designer: Andrea Gallo
Foto di scena: Dietrich Steinmetz
Produzione: Valentino Mannias, Bluemotion
Durata: 65โ
Note biografiche
Valentino Mannias รจ un attore, autore e regista sardo. Formatosi presso lโAccademia dโarte drammatica Paolo Grassi, nel 2015 vince il premio Hystrio alla vocazione come miglior attore โ dopo il quale si concentra anche sulla sua attivitร di autore e regista. Nel 2018 viene selezionato per partecipare allโรcole des Maรฎtres, il prestigioso laboratorio internazionale di approfondimento teatrale diretto in quellโanno da Tiago Rodrigues. Nello stesso anno vince il premio Franco Enriquez per lo spettacolo lโAvvoltoio in cui collabora col regista Cรฉsar Brie e nel 2024 vince il premio Ubu come miglior attore italiano under 35. Scrive, dirige e interpreta gli spettacoli Esodo, Giovanna detta anche Primavera (Sardegna Teatro, Rete giovanidee) e mette in scena lโOrestea di Eschilo di cui cura la traduzione (Css teatro stabile del FVG, Sardegna Teatro, Ambasciata Italiana di Atene, Fondazione Sardegna, Between the Seas Atene/New York). Con Bluemotion รจ protagonista in Pilade di Pier Paolo Pasolini (Teatro Nazionale Genova, Ert Emilia Romagna Teatro), Cenere (Biennale di Venezia Teatro, Bluemotion) e Roberto Zucco di Bernard Marie Koltรจs per la regia di Giorgina Pi (Teatro Nazionale di Genova, Teatro Metastasio di Prato, Romaeuropa Festival, Angelo Mai, Amat, Istituto Italiano di Cultura di Parigi, Olinda). Interpreta ruoli principali anche nellโEdipo Re del Teatro dellโElfo o in
Hermada โ strada privata di Renato Sarti, ma collabora anche in produzioni come Storia di Q di Dario Fo e Franca Rame (Piccolo Teatro di Milano), Pier Paolo! per la regia di Giorgio Barberio Corsetti (Fattore K, Olinda), Quasi Grazia, in cui recita con la scrittrice Michela Murgia per la regia di Veronica Cruciani e Mujeres soรฑaron caballos di Daniel Veronese per la regia di Roberto Rustioni (Fattore K e Sardegna Teatro). Ultimamente prosegue il suo percorso artistico anche in campo cinematografico come protagonista della serie Il Mostro per la regia di Stefano Sollima, una produzione The Apartment โ gruppo Freemantle โ e AlterEgo disponibile su Netflix in oltre 190 paesi.




