Dal 19 Giugno 2026 al 13 settembre 2026, il WEGIL, hub culturale a Trastevere della Regione Lazio gestito da LAZIOcrea, ospita la mostra Da Renoir a Picasso, da Miró a Fontana. 120 capolavori della grafica del ’900.
L’esposizione accompagna i visitatori nel cuore di uno dei periodi più dinamici e fertili della storia dell’arte tra Otto e Novecento, attraverso le opere dei maggiori maestri italiani e internazionali.
La rassegna, curata da Simona Bartolena con Enrico Sesana e Luigi Tavola, è prodotta e realizzata da ViDi cultural e promossa dalla Regione Lazio, in collaborazione con LAZIOcrea.
Il percorso indaga la scena artistica europea tra la fine dell’Ottocento e il secondo dopoguerra attraverso l’opera grafica dei suoi protagonisti: da Henri Toulouse-Lautrec a Paul Cézanne, da Pablo Picasso a Vasilij Kandinskij, da Marc Chagall a Joan Miró, da Alberto Giacometti a Jean Dubuffet, fino a Alberto Burri e Lucio Fontana.
Attraverso oltre 120 fogli originali, in alcuni casi rari o unici, la mostra mette in luce il valore della stampa d’arte come mezzo espressivo autonomo. Per artisti come Picasso, Miró, Kandinskij e Dubuffet, la grafica rappresenta infatti un terreno privilegiato di sperimentazione tecnica e linguistica.
“Ospitare al WeGil una mostra di questo livello significa confermare la volontà della Regione Lazio di investire nella cultura come strumento di crescita, conoscenza e partecipazione. Questa mostra offre al pubblico un viaggio straordinario attraverso i grandi protagonisti dell’arte tra Otto e Novecento, mettendo in luce il valore della grafica come linguaggio artistico autonomo e innovativo. Questa esposizione rappresenta anche un’importante occasione di valorizzazione del WeGil, uno spazio che negli anni è diventato un punto di riferimento culturale aperto alla città, ai giovani e al dialogo tra arte, creatività e comunità.” – ha dichiarato l’Assessore alla Cultura, Pari Opportunità, Politiche Giovanili e della Famiglia, Servizio Civile della Regione Lazio, Simona Renata Baldassarre.
«La mostra – afferma Simona Bartolena – offre un’opportunità ancora rara in Italia: osservare la storia dell’arte dal punto di vista della stampa. Lungi dall’essere un semplice mezzo di riproduzione, le tecniche grafiche sono state per molti artisti un campo di ricerca autentico e innovativo. Le opere esposte testimoniano come ciascun maestro abbia reinterpretato questi strumenti in modo personale, ottenendo risultati sorprendenti».
«Proprio per la sua rarità e unicità – prosegue la curatrice – questa mostra rappresenta un viaggio entusiasmante nella storia dell’arte del Novecento, capace di sorprendere anche il pubblico più esperto».
Il percorso espositivo prende avvio nella seconda metà dell’Ottocento, con figure fondamentali per gli sviluppi successivi, per poi attraversare le avanguardie storiche e i loro protagonisti: da Georges Braque a Henri Matisse, da Max Pechstein a Otto Dix, da Kandinskij a Paul Klee, fino a Miró, Giacometti, Hans Hartung, Dubuffet, Emilio Vedova e Burri.
Particolare rilievo è dato ad alcuni focus tematici, tra cui la grafica cubista, con opere raramente esposte di Picasso, Braque, Jacques Villon, Fernand Léger, Louis Marcoussis, Juan Gris e altri.
Un’ulteriore sezione è dedicata alla scuola del Bauhaus, con lavori di Kandinskij, Klee, Lyonel Feininger, Oskar Schlemmer e László Moholy-Nagy, mentre un approfondimento riguarda il movimento espressionista tedesco Die Brücke, rappresentato da Karl Schmidt-Rottluff, Emil Nolde e altri protagonisti.
Tra i momenti più significativi, la presenza della serie dedicata alla Crocifissione di Georges Rouault, di cui sono esposti diversi stati di stampa che documentano il processo creativo dell’opera.
La mostra propone inoltre una ricognizione sulla grafica italiana del Novecento, con opere di Gino Severini, Giorgio de Chirico, Giorgio Morandi, Marino Marini, Massimo Campigli e Zoran Mušič, accanto ai grandi interpreti dell’Informale come Vedova, Burri e Fontana.
Infine, l’esposizione consente di approfondire le principali tecniche della stampa d’arte – dall’acquaforte alla litografia, dalla xilografia al pochoir – evidenziando anche il fondamentale rapporto di collaborazione tra artisti e stampatori, che supera la distinzione tra ideazione ed esecuzione.






