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Collalto Sabino

Last updated: 07/05/2025
By Anna Molisso
Published: 5 Settembre 2012
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10 Min Read
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Collalto Sabino

Collalto Sabino รจ un comune di 466 abitanti della provincia di Rieti. Sorge su un picco a Sud del Lago del Turano, al confine con lโ€™Abruzzo. Collalto Sabino รจ considerato uno dei borghi medioevali piรน belli e intatti dโ€™Italia. Fa parte della Comunitร  montana del Turano.

La storia del borgo di Collalto fa risalire le proprie origini a tempi remoti: allโ€™epoca dei Longobardi, che nellโ€™Italia meridionale detenevano i ducati di Spoleto e Benevento, risale la distruzione del villaggio di Carseoli che sorgeva ove attualmente si trova Collalto. A questa distruzione si aggiunsero poi delle scorrerie portate avanti dai Saraceni, il che indusse i pochi abitanti rimasti nel luogo a costruire una primitiva torre di difesa attorno alla quale si costituรฌ poi il moderno abitato di Collalto Sabino.

Nel X secolo lโ€™area divenne sede di un gastaldato e nellโ€™XI secolo divenne proprietร  dellโ€™Abbazia di Farfa che quivi stabilรฌ un proprio monastero benedettino. Successivamente lโ€™Abbazia cedette il borgo alla nobile famiglia dei Marsi con lโ€™obbligo perรฒ di corrispondere un canone annuo alla comunitร  religiosa locale.

La particolare posizione del borgo, posto al confine tra lo Stato Pontificio ed il regno normanno di Napoli, lo rese un punto strategico a tal punto che venne visitato dallโ€™Imperatore Federico II del Sacro Romano Impero durante un suo viaggio verso Rieti. Furono questi gli anni in cui il borgo godette di maggiore potenza e autonomia dai grandi possedimenti territoriali che lo circondavano, arrivando a godere del diritto di battere moneta e di ampliare le fortificazioni giร  esistenti con la costruzione di un castello. รˆ in questo periodo che viene costruita una prima cinta muraria, in particolare dopo le battaglie di Benevento (1266) e Tagliacozzo (1268) che avevano visto il borgo di Collalto come uno dei principali punti di controllo della vicina Valle del Turano.

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Nel 1297 il borgo viene ceduto da Carlo dโ€™Angiรฒ, nuovo re di Napoli, allo Stato Pontificio riconoscente della concessione del trono fatta a suo favore.

Il borgo fu successivamente feudo baronale di diverse famiglie nobili italiane e non sino a giungere al periodo risorgimentale: il 3 febbraio 1861 il castello e lโ€™abitato di Collalto Sabino subirono un cruento assalto da parte di una folta banda di briganti formata da soldati borbonici sconfitti alla guida di Francesco Luvarร , reparti dellโ€™esercito pontificio e delinquenti comuni alla guida del famoso brigante Chiavone. Lโ€™assalto era stato realizzato in opposizione al plebiscito del 1860 che annetteva il Regno delle Due Sicilie al neonato Regno dโ€™Italia. Dopo che lโ€™orda venne placata, il borgo venne annesso al Regno dโ€™Italia inseguendo da allora le orme della storia patria.

Nel 2001 il comune รจ entrato a far parte del club de โ€œI borghi piรน belli dโ€™Italiaโ€.

IL CASTELLO BARONALE

Il borgo divenne feudo nel 1350 e baronรฌa dal 1440. I primi signori furono Pandolfo e Rinaldo, seguiti da Oddone e Ludovico, tutti della casata dei Collalto che diede il nome al paese. Ad essi subentrรฒ poi la famiglia dei Mareri che incominciarono la costruzione del castello locale.

Nella prima metร  del โ€˜500 il borgo appartenne alla nobilissima famiglia dei Savelli, noti a Roma per aver dato molti pontefici al soglio di Pietro. Nel 1564 Cristoforo Savelli, perseguitato dai creditori, vendette il castello al suocero Roberto Strozzi, figlio di Piero, famoso banchiere fiorentino, famoso oppositore dei Medici. Lo Strozzi era intenzionato a restaurare il castello, ma la morte improvvisa lo colse e costrinse la sua famiglia a vendere il possedimento ad un altro nobile fiorentino: Alfonso Soderini.

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I Soderini furono proprietari del castello per due generazioni, dedicandosi alla ristrutturazione della fortezza ed al suo adeguamento come mezzo difensivo in grado di opporsi alle armi da fuoco. Oltre a modifiche di tipo militare, i Soderini si dedicarono anche allโ€™abbellimento ed allโ€™ampliamento della parte residenziale del castello in occasione del matrimonio di un nobile rampollo.

Il cardinale Francesco Barberini che divenne proprietario del castello nel 1641.

I debiti colpirono anche i Soderini e Nicola, nel 1641, dovette mettere allโ€™asta il castello, che finรฌ nelle mani del cardinale Francesco Barberini, nipote del papa regnante Urbano VIII, il quale pagรฒ il possedimento 102.000 scudi e lo siglรฒ come โ€œpossedimento personaleโ€ facendone una propria residenza estiva. La trattativa venne condotta dal fiduciario del cardinale, il nobile Giovan Battista Onorati di Jesi.

Sotto il Barberini, il castello fu completamente restaurato e abbellito ulteriormente: le stanze rivestite di marmi preziosi, pavimenti a mosaico e soffitti a cassettoni. Grandi opere di miglioria vennero portate avanti anche durante tutto il Settecento quando la proprietร  passรฒ al ramo dei Barberini principi di Palestrina. Gran parte di questi arredi venne asportato dallโ€™invasione napoleonica del 1798-1799. La guarnigione francese lasciรฒ la fortezza lโ€™11 aprile 1803 e, dopo la sconfitta di Napoleone, il castello tornรฒ ai Barberini ma era ormai ridotto alla stregua di rudere e i nobili romani decisero di venderlo nel 1858.

La vendita andรฒ a favore del polacco conte Corvin-Prendowski, discendente del re dโ€™Ungheria Mattia Corvino, il quale procedette ad un restauro totale della struttura.

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Nel 1861 il castello venne rovinato parzialmente dallโ€™assalto dei briganti al borgo.

Alla morte del conte Prendowski, il quale aveva sposato la marchesa Cavalletti, il castello passรฒ in ereditร  al fratello di questa, Giuseppe Cavalletti, il quale, non avendo eredi diretti, alla soglia della vecchiaia stipulรฒ un vitalizio, in cambio della proprietร  del castello, con il capitano dei carabinieri locali Ottavio Giorgi, il quale divenne il nuovo proprietario della struttura. Giorgi aveva sposato una ricca ereditiera americana, Claire Monfort, dalla quale ebbe due figli: Diana e Piero.

I Giorgi-Monfort restaurarono il castello, apportandovi modifiche minime ma avendo il privilegio negli anni antecedenti la Seconda guerra mondiale di ospitare personaggi di rilievo del mondo politico ed artistico dellโ€™epoca come il principe ereditario Umberto di Savoia, Umberto Nobile, Ettore Petrolini, il pittore danese Gustave Andersen.

Alla morte di Piero Giorgi-Monfort nel 1988, il castello รจ stato acquistato dalla famiglia Rinaldi, discendente da una delle piรน nobili del borgo, che ha curato un radicale restauro architettonico del castello con lโ€™intento di riportarlo allโ€™antico splendore.

La rocca, attualmente, conserva il suo aspetto sei-settecentesco (a cui risale tra lโ€™altro lโ€™ultimo periodo di utilizzo militare del castello) articolato essenzialmente sulla torre centrale di forma quadrata affiancata da due torri angolari rotonde e da una serie di baluardi esterni. Il palazzo baronale, indipendente dalla rocca, รจ raccordato a questโ€™ultima tramite delle scalinate.

Lโ€™interno del castello accoglie anche un grande parco con un pozzo dโ€™epoca. Al XV secolo risale invece la cinta muraria che racchiude il paese.

DA VEDERE

Nel borgo sono da vedere la bella fontana ottagonale in piazza della Podesteria, il Palazzo Latini del XVII secolo, recentemente restaurato, e nei pressi del cimitero la Chiesa cimiteriale di S. Lucia la parrocchiale รจ invece dedicata a San Gregorio Magno e si trova immediatamente fuori il castello, risalente allโ€™XI secolo, dove รจ conservato uno splendido affresco del 1600.

Poco fuori dellโ€™abitato, si trovano il Convento di S. Maria, con il bel portale del XV secolo e, a quota piรน bassa, le rovine di Montagliano, antico castello con circostante borgo, distrutto a piรน riprese tra il 1280 e il 1400.

Percorrendo un sentiero turistico, ci si puรฒ inerpicare sul monte San Giovanni sulla cui sommitร  si trovano i resti di unโ€™antica abbazia edificata su un preesistente tempio romano.

Un tumultuoso torrente scorre a valle, aprendosi il cammino tra due pareti di roccia costituite dai contrafforti di Monte San Giovanni e Monte Cervia. Sulla riva cโ€™รจ un vecchio mulino ora in disuso.

SPECIALITAโ€™:

Le castagne, i formaggi, il miele; come piatti: i gnocchetti di farina di grano e granturco, la zuppa di fave, le fettuccine ai funghi porcini e la pizza โ€˜de โ€˜nfrascoโ€™ cotta sotto la brace.

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Voci correlate:

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